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Il Sommario del settimanale n. 29 del 2014

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file PDF Notifiche a mezzo posta: l'avviso di ricevimento al centro del sistema notificatorio di Giuseppe Rossi

file PDF Valida la notifica per posta effettuata con consegna all'ufficiale postale dall'agente della riscossione. L'Agente può notificare la cartella per raccomandata senza avvalersi di altri soggetti

Corte Suprema di Cassazione - Sezione Civile Tributaria - Sentenza n. 6395 del 19 marzo 2014: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Riscossione mediante ruoli - Iscrizione a ruolo - Cartella di pagamento - Notifica - Notifica della cartella ex art. 26, primo comma, seconda parte, del DPR n. 602 del 1973 - Raccomandata con avviso di ricevimento - Consegna all'ufficio postale direttamente da parte del concessionario - Ammissibilità - Fondamento - Art. 26, comma 1, del DPR 29/09/1973, n. 602 - Art. 12-bis, del D.Lgs. 26/02/1999, n. 46 - Art. 149 c.p.c.»
 

file PDF Notificazione postale diretta eseguita mediante consegna dell'atto a persona di famiglia: la convivenza, anche soltanto temporanea, è presunta sulla base della circostanza che il familiare sia stato trovato nell'abitazione e abbia accettato il piego

Corte Suprema di Cassazione - Sezione Civile Tributaria - Sentenza n. 15973 del 11 luglio 2014: «PROCEDIMENTO CIVILE - Notificazione - A mezzo posta - Omessa indicazione della qualità di convivente del destinatario - Conseguenze - Presunzione di convivenza - Prova contraria a carico del destinatario - Nullità della notifica - Esclusione - Artt. 139 e 149 c.p.c. • CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Procedimento - Procedimento di appello - Atto di appello - Modalità per la proposizione - Notifica a mezzo di spedizione diretta per posta - Consegna dell'atto a persona diversa dal destinatario - Indicazioni da apporre sull'avviso di ricevimento - Applicabilità - Esclusione - Contestazioni della qualità del consegnatario - Querela di falso - Necessità - Artt. 16 comma 3, 20 e 53 del D.Lgs 31/12/1992, n. 546 - Art. 139 c.p.c.
 

file PDF In caso di contestazione il Fisco non può assolvere il proprio onere probatorio con le risultanze dell'interrogazione dell'Anagrafe tributaria

Corte Suprema di Cassazione - Sezione Civile Tributaria - Sentenza n. 23213 del 31 ottobre 2014: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis DPR n. 600/73 ed art. 54-bis DPR n. 633/72 avente ad oggetto l'irrogazione della sanzione pecuniaria e la liquidazione degli interessi moratori - Annotazione recante la data notifica estratta dell'anagrafe tributaria - Comunicazione di irregolarità (c.d. avviso bonario) richiamata anche nella cartella di pagamento - Annotazione recante la data notifica estratta dell'anagrafe tributaria - Mancata produzione in giudizio da parte dell'Ufficio dell'avviso di ricevimento della notifica eseguita a mezzo posta degli atti - Esclusione della possibilità di attestare la effettiva ricezione degli atti notificati con annotazioni estratte dall'anagrafe tributaria - Esclusione che dette annotazioni possano ritenersi "equipollenti" all'avviso di ricevimento - Fondamento - Art. 60 del DPR 29/09/1973, n. 600 - Art. 26 del DPR 29/09/1973, n. 602 - Art. 14 della L 20/11/1982 n. 890 - Art. 1 comma 1 DPR 29/09/1973, n. 605 - Art. 36-bis, del DPR 29/09/1973, n. 600 - Art. 54-bis, del DPR 26/10/1972, n. 633 • CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Procedimento - Mezzi di prova utilizzabili - Documenti in possesso dell'Amministrazione - Onere della produzione - Produzione di "interrogazione anagrafica" - Valenza della interrogazione informatica presso il sistema dell'anagrafe tributaria - Insufficienza • SANZIONI TRIBUTARIE - Inviti al pagamento (c.d. avvisi bonari) - Notifica della comunicazione di irregolarità - Dimostrazione della notifica della comunicazione attraverso estratti dell'anagrafe tributaria ed alla attestazione dell'ufficio postale prodotti in giudizio dalla Amministrazione finanziaria - Inidoneità - Prova della data di ricezione degli atti tributari per usufruire delle riduzioni delle sanzioni previste ad un terzo - Nella specie, decadenza stabilita in relazione al "dies a quo" della data di effettiva consegna dell'atto notificato - Onere della prova - Spettanza al contribuente - Irrilevanza che l'Agenzia della Entrate non poteva assolvere il proprio onere probatorio in relazione alla notifica della comunicazione con risultanze dell'interrogazione dell'Anagrafe tributaria - Art. 6, comma 5, della L 27/07/2000, n. 212 - Art. 2, comma 2, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 462»

 

 


 

file PDF Doppia apertura della Cassazione alla sospensione necessaria del processo tributario di Antonino Russo

file PDF Attesa di definizione di giudizio tra contribuente e Territorio relativo all'impugnazione del provvedimento di classamento: applicabile la sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio tra contribuente e Comune relativo all'impugnazione di avviso di accertamento dell'ICI gravante sull'immobile cui è stata attribuita la rendita contestata

Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI Civile - T - Ordinanza n. 421 del 10 gennaio 2014: «CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Procedimento - Impugnazione dell'atto di attribuzione di rendita catastale costituente il presupposto di un atto impositivo dell'ICI - Contemporanea pendenza del giudizio di impugnazione di quest'ultimo - Pregiudizialità del primo giudizio rispetto al secondo - Sussistenza - Conseguenze - Caso di specie - Ricorso della contribuente avverso un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune sulla scorta di una rendita catastale dell'immobile tassato attribuita dall'Agenzia del Territorio con provvedimento di classamento giudizialmente impugnato - Omissione della sospensione del giudizio sull'impugnativa dell'avviso di accertamento ICI fino alla definizione, con sentenza passata in giudicato, del giudizio sull'impugnativa del provvedimento di attribuzione di rendita catastale - Conseguenze - Fondatezza dell'error in procedendo denunciato dal ricorrente - Art. 295 c.p.c. - Art. 1, del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546»
 

file PDF Accertamento a soci di società di capitali a ristretta base sociale: necessaria la sospensione ex art. 295 c.p.c. in attesa della definizione della controversia relativa alla società. In alternativa utilizzabile la riunione dei processi

Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI Civile - T - Ordinanza n. 16294 del 16 luglio 2014: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - Accertamento parziale ai sensi dell'art. 41-bis del DPR n. 600 del 1973 - Recupero di un maggior reddito non risultante dalle scritture contabili frutto di presunzioni e ricostruzioni della posizione reddituale attraverso il diverso metodo induttivo - Irrilevanza - Recupero dei redditi a mezzo dell'accertamento parziale - Possibilità - Art. 41-bis, del DPR 29/10/1973, n. 600 • CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Procedimento - Istituti generali del rito civile (pregiudizialità e sospensione necessaria del processo) - Applicabilità al procedimento tributario - Imputazione utili extracontabili di società di capitali a ristretta compagine sociale - Distribuzione ai soci - Redditi da partecipazione in società di capitali a base ristretta - Accertamento - Impugnazione - Sospensione ex art. 295 c.p.c. dell'accertamento nei confronti dei soci - Necessità - Fondamento - In alternativa alla sospensione ex art. 295 c.p.c. utilizzo della riunione dei processi - Possibilità - Artt. 1 e 39, del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 • CONTENZIOSO TRIBUTARIO - Procedimento - Impugnazioni in generale - Effetti della riforma o della cassazione - Applicazione c.d. effetto espansivo - Accertamento nei confronti di società di capitali a base ristretta - Annullamento dell'avviso nei confronti della società - Cassazione della relativa sentenza - Conseguenze - Annullamento dell'avviso nei confronti del socio - Caducazione - Art. 295 c.p.c. - Art. 336 c.p.c.»

 

 

 


 

file PDF Le riserve indivisibili effettuate dalle cooperative ai sensi dell'art. 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904 devono avere vincoli tali da rendere impossibile la distribuzione ai soci

Corte Suprema di Cassazione - Sezione V Civile Tributaria - Sentenza n. 18738 del 5 settembre 2014: «AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - Cooperative - Agevolazioni per la cooperazione - Reddito imponibile delle società cooperative e dei loro consorzi - Riserve non siano distribuibili fra i soci neppure all'atto dello scioglimento dell'ente - Esenzione ex art. 12 legge n. 904 del 1977 - Presupposti - Espressa previsione nello statuto sociale - Necessità - Richiamo in motivazione, dei principi statuiti dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12319 del 24/05/2006 - Destinazione della posta a riserva indivisibile - Specifica deliberazione della società cooperativa (nella specie banca di credito cooperativo) - Necessità - Art. 12, della L 16/12/1977, n. 904 - Art. 2514 del codice civile - Art. 28, del D.Lgs. 01/09/1993, n. 385 (TUB)»

 

 

 


 

file PDF Applicazione del "prezzo-valore" in caso di acquisto di immobile abitativo in sede di asta pubblica: entro il termine triennale possibile la richiesta di rimborso delle imposte di registro, ipotecarie e catastali pagate prima della sentenza della Consulta n. 6 del 2014. A tal fine non è necessaria l'integrazione dell'atto di compravendita

Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 95 E del 3 novembre 2014: «IMPOSTA DI REGISTRO - Cessioni immobiliari - Cessioni soggette ad imposta di registro - Immobili ad uso abitativo - Determinazione della base imponibile per le cessioni di immobili abitativi a persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali - Vendita per asta pubblica di un immobile abitativo - Effetti delle sentenze di accoglimento della Corte costituzionale sui rapporti tributari - Anche con riferimento ai rapporti sorti anteriormente alla declaratoria di illegittimità - Limite alla retroattività degli effetti ai cosiddetti rapporti "esauriti" - Decadenza del diritto al rimborso sorto a seguito della pronuncia di incostituzionalità n. 6 del 23 gennaio 2014 - Termine triennale per richiesta di restituzione - Decorrente dal pagamento, ai sensi dell'art. 77 del DPR n. 131 del 1986 - Modalità per richiedere l'applicazione del prezzo valore con riferimento all'atto di trasferimento già registrato al momento dell'"integrazione", operata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 6 del 2014, al comma 497, dell'art. 1 della L. 266/2005 - Necessità della previa integrazione dell'atto di compravendita nel quale effettuare la richiesta l'applicazione del prezzo valore - Esclusione - Sufficienza dell'opzione per l'applicazione del regime del prezzo valore con apposita dichiarazione da rendere nell'istanza di rimborso della maggiore imposta di registro versata nei termini previsti dall'articolo 77 del TUR all'ufficio che ha registrato l'atto - Art. 1, comma 497, della L 23/12/2005, n. 266 - Art. 77, del DPR 26/04/1986, n. 131»

 

 

 

 

GIUDICE DI PACE ED EVENTUALE APPELLO ESENZIONE DAL REGISTRO
DELLE CAUSE DI VALORE FINO A 1.033
e

 

file PDF Bollo e registro per le cause di valore non superiore a euro 1.033: non dovuti per le sentenze di appello alle pronunce del Giudice di Pace 

Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 97 E del 10 novembre 2014: «IMPOSTA DI REGISTRO - IMPOSTA DI BOLLO - Tassabilità delle sentenze emesse su appello delle pronunce del giudice di pace - Esclusione - Art. 46, della L 21/11/1991, n. 374 - Rettifica di precedenti istruzioni (Ris. n. 48 E del 18 aprile 2011)»

file PDF L'esenzione dal pagamento della tassa di registro si applica anche alle sentenze pronunciate in grado di appello avverso le pronunce del giudice di pace nelle cause di valore non eccedente la somma di euro 1.033,00

Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI Civile - T - Sentenza n. 16310 del 16 luglio 2014: «IMPOSTA DI REGISTRO - Applicazione dell'imposta - Sentenze e provvedimenti giudiziari - Sentenza del Tribunale in sede di appello e su impugnazione di sentenza del Giudice di Pace - Cause e attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di euro 1.033 e atti e provvedimenti ad esse relativi soggette solo al pagamento del contributo unificato - Fondamento - Ragioni - Art. 46, della L 21/11/1991, n. 374»

 

 

 


 

file PDF Non imponibilità IVA di cessioni di beni spediti o trasportati al di fuori della Ue oltre i 90 giorni: l'Agenzia delle Entrate si adegua alla Corte di Giustizia UE

Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 98 E del 10 novembre 2014: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) - Direttiva 2006/112/CE - Commercio internazionale - Import-Export - Cessioni all'esportazione improprie - Condizioni di non imponibilità nell'ordinamento italiano di una cessione all'esportazione - Requisiti - Cessione e trasporto o spedizione dei beni fuori dal territorio dell'Unione europea - Previsione che il bene destinato all'esportazione debba aver lasciato il territorio doganale dell'Unione europea entro 90 giorni dalla vendita - Previsione di termine di decadenza con pena la riqualificazione in cessione interna - Applicazione dei principi di proporzionalità e di neutralità dell'IVA - Conseguenze - Impossibilità del superamento del termine (di 90 giorni) di privare definitivamente il soggetto passivo della non imponibilità riguardo a tale cessione - Superamento del dato testuale della disposizione contenuta nella lettera b), comma 1, dell'articolo 8, del DPR n. 633 del 1972 - Applicazione del principio di prevalenza del diritto comunitario come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue (Causa C-563/12) - Prova dell'effettiva esportazione dei beni oltre i 90 giorni ma, comunque, entro i 30 giorni previsti per la regolarizzazione - Conseguenze - Regolarizzazione non obbligatoria - Prova dell'effettiva esportazione dei beni dopo i 120 giorni dalla consegna della merce al cessionario non residente - Conseguenze - Regolarizzazione della fattura non imponibile entro il centoventesimo giorno, con possibilità del recupero dell'IVA versata tramite l'emissione di una nota di variazione o una istanza di rimborso ex art. 21, D.Lgs. n. 546/1992 - Artt. 14, paragrafo 1, 131, 146, paragrafo 1, lett. b) e 273 della Direttiva 2006/112/CE del 28/11/2006 - Art. 8, del DPR 26/10/1972, n. 633 - Sentenza Corte di Giustizia UE emessa il 19 dicembre 2013 Causa C-563/12»

 

 

 


 

file PDF Credito IVA maturato nel trimestre chiesto a rimborso con il modello IVA TR: la richiesta può essere variata da rimborso a compensazione

Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 99 E del 11 novembre 2014: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) - Rimborsi - Compensazione dei crediti IVA per il pagamento mediante modello F24 - Richiesta di rimborso con il modello IVA TR dell'eccedenza detraibile maturata nel trimestre - Facoltà di variare la scelta di utilizzo della eccedenza di credito IVA trimestrale da rimborso a compensazione, effettuata tramite la presentazione del modello TR - Possibilità - Condizioni - Rimborsi non sono stati ancora erogati - Il credito non sia stato già utilizzato in compensazione - La modifica della modalità di utilizzo del credito, operata tramite la presentazione di un nuovo modello TR deve successivamente trovare corretta esposizione nella dichiarazione annuale IVA - Caso di specie - Richiesta di revoca relativa al rimborso causata dalla mancanza di liquidità nonché dalla difficoltà di stipulare onerose polizze fideiussorie - Art. 38-bis, del DPR 26/10/1972, n. 633 - Art. 8, comma 3, del DPR 14/10/1999, n. 542»

 

 

 


 

file PDF L'esenzione dal limite quantitativo all'emissione di obbligazioni si applica ogniqualvolta si tratti di titoli convertibili in azioni, per le fusioni transfrontaliere serve l'atto pubblico, l'assemblea totalitaria può riunirsi in luogo diverso rispetto a quello previsto dalla legge o dallo statuto: gli ultimi orientamenti del notariato milanese

Consiglio Notarile di Milano - Commissione massime societarie - Orientamenti notarili in materia societaria - 28 ottobre 2014