Corte Suprema di Cassazione

MASSIMARIO DELLE SENTENZE CIVILI IN MATERIA TRIBUTARIA

luglio1999 – marzo 2000

 

 

ACCERTAMENTO

Accertamento - Notificazione - Deroga alle norme del codice processuale - Sospensione del pagamento del prezzo - Secondo buona fede - Necessità - Inadempimento non grave - Esclusione

Sez. II - Sentenza n. 8481 del 06/08/1999

 

ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI

Accertamento delle imposte sui redditi - Avviso di accertamento - Notifica prima dell’entrata in vigore della legge n. 413/91 - Condono ex art. 49 della citata legge - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 6878 del 03/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento induttivo - Ammissibilità - Condizioni - Scoperta di una "contabilità parallela" in locali diversi da quelli societari - Accertamento induttivo - Legittimità

Sez. I - Sentenza n. 7045 del 07/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Interessi bancari percepiti da una cooperativa di produzione e lavoro - Ritenuta a titolo di imposta - Applicabilità in virtù dello ius superveniens costituito dall’art. 14 della legge n. 28/1999

Sez. I - Sentenza n. 7047 del 07/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica delle dichiarazioni - Termine annuale previsto dall’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Natura perentoria - Esclusione - Fondamento - Profili di incostituzionalità - Configurabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7058 del 07/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Avviso di accertamento - Prova - "Prova per presunzione" - Legittimità - Presupposti

Sez. I - Sentenza n. 7338 del 12/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Art. 36 bis comma secondo lett. a) D.P.R. 600/73 - Natura di disposizione eccezionale - Configurabilità

Sez. I - Sentenza n. 7593 del 17/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Accessi, ispezioni e verifiche - In genere - Guardia di Finanza - Acquisizione di elementi utili per la difesa del contribuente - Obbligo - Esclusione - Attività diretta all’accertamento dei redditi - Principio del contraddittorio e principio della tipicità degli atti istruttori - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi - Convenzione fra l’Italia ed i Paesi Bassi del 24 gennaio 1957 resa esecutiva in Italia con legge n. 704 del 1960 - Dividendi corrisposti ad una società avente domicilio fiscale nei Paesi Bassi - Esenzione dalla tassazione - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 8266 del 30/07/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica dei redditi prodotti in forma associata - Determinazione in base al reddito risultante dalla dichiarazione integrativa presentata dalla società - Ammissibilità - Ostatività del disposto dell’art. 15, quarto comma, del D.L. n. 429/82 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9200 del 01/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenuta per interessi di pertinenza dei soggetti esenti da irpeg ex art. 88 D.P.R. 917/86 - Soggetti destinatari - Enti territoriali - Configurabilità

Sez. I - Sentenza n. 9202 del 01/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento sintetico - Coefficienti presuntivi di reddito - Beni e servizi rilevanti ai fini della determinazione del reddito, ex art. 2 del D.P.R. n. 600 del 1973 - Disponibilità degli stessi - Nozione - Conseguenze

Sez. I - Sentenza n. 9209 del 01/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenute a titolo di imposta - Nel confronti dei soggetti "esenti" dall’IRPEG - Portata soggettiva - Soggetti "esclusi" dall’IRPEG - Inclusione

Sez. I - Sentenza n. 9378 del 04/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Termine ex art. 36 bis D.P.R. n. 600/73 - Carattere ordinatorio

Sez. I - Sentenza n. 9481 del 07/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica delle dichiarazioni - Disciplina ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Poteri conseguenti dell’Ufficio - Portata - Nel regime antecedente alle modifiche introdotte con il D.L. n. 330 del 1994 - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 9686 del 11/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Procedimento ex art. 36 bis, comma secondo lett. a) del D.P.R. n. 600 del 1973 - Portata - Condizioni - Limiti - Conseguenze - Dichiarazione dei redditi - Norme di esenzione o di agevolazione - Applicazione da parte del contribuente - Rettifica ex art. 36 bis cit. - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9818 del 15/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Notificazioni - Irreperibilità del destinatario - Notifica ex art. 940 c.p.c. ed ex art. 60 D.P.R. n. 600 del 1973 - Presupposti

Sez. I - Sentenza n. 10799 del 29/09/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica - In genere - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600/73 - Portata - Tassatività dei casi previsti- Conseguenze - Applicazione estensiva - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie in tema di iscrizione a ruolo di interessi e soprattasse conseguenti a ritardo nel versamento di imposta

Sez. I - Sentenza n. 10934 del 02/10/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Conti correnti bancari - Movimentazione - Utilizzazione ai fini dell’accertamento senza previa convocazione del contribuente per giustificare le operazioni bancarie oggetto di verifica - Legittimità

Sez. I - Sentenza n. 11094 del 06/10/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi - Convenzione Italia-Usa ratificata con legge 763/85 - Dividendi liquidati da società italiana a beneficiario residente negli Stati Uniti - Imposta imponibile - Misura del 15% - Configurabilità - Misura del 32,4% - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 12458 del 10/11/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Società in nome collettivo o in accomandita semplice - Esercizio di attività agricole entro i limiti ex art. 29 del D.P.R. 917/86 - Redditi anteriori al primo gennaio 1997 - Accertamento con metodo sintetico - Ammissibilità - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 12528 del 12/11/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Ex art. 36 bis, DPR n. 600/73 - Ilor - Deduzioni - Dichiarazione dei redditi di società di persone - Erronea indicazione della deduzione di cui all’art. 7 del D.P.R. n. 599 del 1973 - Conseguente riferimento al reddito complessivo e non a quello depurato dell’esenzione del 50 per cento - Errore materiale o di calcolo - Configurabilità - Potere di correzione da parte della P.A. ex art. 36 bis, lett. a) D.P.R. n. 600/73 - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 12875 del 19/11/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Ex art. 36 bis D.P.R. n. 600 del 1973 - Termine per la rettifica - Natura perentoria - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 12995 del 23/11/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Dichiarazione annuale dei redditi - Indebita deduzione di oneri - Procedimento ex art. 36 bis, comma secondo, lett. d) del D.P.R. n. 597 del 1973 - Ammissibilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 12998 del 23/11/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - In genere - Elementi ed informazioni acquisiti dalla Polizia tributaria in sede di indagini di polizia giudiziaria - Utilizzabilità a fini di accertamento tributario - Sussistenza - Anche nei confronti di soggetto non indagato nel procedimento penale, ed anche nel caso di natura non tributaria dell’illecito perseguito in sede di procedimento penale

Sez. I - Sentenza n. 14585 del 27/12/1999

Accertamento delle imposte sui redditi - Valutazione della base imponibile - Accertamento induttivo o sintetico - Requisito motivazionale - Contenuto minimo necessario

Sez. I - Sentenza n. 658 del 21/01/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Sanzioni - Omissione, incompletezza e infedeltà della dichiarazione - Dichiarazione di un reddito inferiore a quello accertato - Sanzione ex art. 46 D.P.R. n 600 del 1973 - Irrogazione - Presupposti

Sez. I - Sentenza n. 947 del 28/01/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Avviso di accertamento - Motivazione - Natura dell’atto - Mera provocatio ad opponendum - Conseguenze - Contenuto minimo necessario - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 1209 del 04/02/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Poteri degli uffici delle imposte - Redditi d’impresa - Potere di rettifica d’ufficio - Condizioni - Contestazione della sussistenza - Conseguente valutazione da parte del giudice tributario - Obbligo - Portata

Sez. I - Sentenza n. 1378 del 08/02/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Scritture ausiliarie relative ai reali movimenti di beni per la rivendita nell’anno - Tenuta - Omissione - Accertamento induttivo del reddito d’impresa ex secondo comma dell’art. 39 del D.P.R. n. 600/73 - Legittimità - Fondamento - Osservanza del dovere di tenuta di scritture analitiche ausiliarie - Registrazione di sintesi del libro degli inventari - Sufficienza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 1511 del 11/02/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento e controlli - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

Sez. V - Sentenza n. 1852 del 18/02/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati - Ritenute d’acconto - Sostituto e sostituito d’imposta - Obblighi rispettivi - Obblighi del "sostituito" - Conseguenti poteri dell’Amministrazione finanziaria

Sez. I - Sentenza n. 2212 del 28/02/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica della dichiarazione dei redditi, ex art. 36 bis D.P.R. n. 600 del 1973 - Natura eccezionale - Conseguenze - Fattispecie

Sez. V - Sentenza n. 3119 del 17/03/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Sostituto d’imposta - Ritenuta d’acconto e versamento - Omissione - Sostituito - Obbligo di dichiarazione dei proventi corrispostigli dal sostituto e versamento dell’imposta relativa - Sussistenza - Amministrazione finanziaria - Poteri di controllo ed accertamento in rettifica nei confronti del sostituito - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 3330 del 21/03/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenuta sugli interessi a titolo di imposta - Applicabilità, in virtù della norma sopravvenuta dell’art. 14 della legge n. 28 del 1999, anche nei confronti degli enti esclusi dall’IRPEG - Carattere di interpretazione autentica di detta norma - Illegittimità costituzionale - Esclusione - Fattispecie in tema di interessi su titoli del debito pubblico intestati ad azienda municipale

Sez. V - Sentenza n. 3423 del 22/03/2000

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi

Sez. V - Sentenza n. 3861 del 29/03/2000

 

ARBITRATO

Arbitrato - Compromesso e clausola compromissoria - Controversie assoggettabili - Diritti di affissione ex artt. 28-37 del D.P.R. n. 639 del 1972 - Compromettibilità in arbitri - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11630 del 15/10/1999

 

ATTI AMMINISTRATIVI

Atti amministrativi - Forma - Documentazione dell’attività amministrativa - Indicazione della persona fisica titolare dell’organo, o sottoscrizione - Necessità ad substantiam - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 2390 del 03/03/2000

 

COMPETENZA CIVILE

Competenza civile - Competenza per materia - Imposte e tasse - Contributi dovuti ai consorzi di bonifica - Carattere tributario della relativa obbligazione - Configurabilità - Conseguenze - Controversie di spettanza del giudice ordinario - Competenza per materia del tribunale

Sez. U - Sentenza n. 496 del 22/07/1999

 

COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA

Comunità economica europea - Libera circolazione delle merci - "Ufficio di partenza" ex art. 35 del Reg. CEE n. 222 del 13 dicembre 1976 - Comunicazione del mancato appuramento della dichiarazione T1 - Termine di decadenza - Forma della comunicazione - Specifica notifica - Necessità

Sez. V - Sentenza n. 3252 del 20/03/2000

 

CONDONO FISCALE

Condono fiscale - Ex art. 31 del D.L. n. 429/82 - Ambito di applicazione - Imposta di fabbricazione dell’olio di oliva - Inclusione

Sez. I - Sentenza n. 7062 del 07/07/1999

Condono fiscale - Imposta dovuta a seguito di istanze di condono ex art. 53 legge n. 413/91 - Pagamento a mezzo di assegno circolare inviato con raccomandata, pervenuta all’amministrazione finanziaria dopo il termine di giorni 60 dalla notificazione dell’avvenuta liquidazione - Conseguenze - Decadenza dal condono - Indicazione del mezzo di pagamento da parte dell’Amministrazione finanziaria e incameramento della somma inviata - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 7839 del 21/07/1999

Condono fiscale - Ex DL 429/82 - Beni venduti senza emissione di fattura - Acquirente - Autofatturazione - Obbligo - Inosservanza - Sanzioni pecuniarie ex art. 41 D.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Condono ex art. 29 D.L. n. 429 del 1982 - Applicabilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 8163 del 28/07/1999

Condono fiscale - Quinto comma dell’art. 55 della legge n. 413/91 - Disciplina - Portata

Sez. I - Sentenza n. 8271 del 30/07/1999

Condono fiscale - Condono ex DL n. 429/82 (I.N.V.I.M.) - Privilegi - Ex art. 28 D.P.R. n. 643/72 - Sospensione, ex art. 32 D.L. n. 429/82, dei termini di prescrizione e di decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive - Portata - Estensione anche ai termini relativi all’azione esecutiva dello Stato sull’immobile gravato da privilegio - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9204 del 01/09/1999

Condono fiscale - Ex L. n. 516/82 - Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Imposte sui redditi versate in base alle dichiarazioni integrative ex legge n. 516/82 - Rimborso - Istanza - Presentazione - Ufficio competente - Intendenza di Finanza - Ricorso al giudice tributario contro il silenzio-rifiuto - Ammissibilità - Sussistenza del potere del Centro di servizio di provvedere d’ufficio al rimborso - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 9527 del 08/09/1999

Condono fiscale - Sanatoria ex art. 19 bis D.L. n. 41/95 - Applicazione nella ipotesi di omessa effettuazione dei versamenti mensili - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 12012 del 26/10/1999

Condono Fiscale - Iva - Dichiarazione integrativa - Art. 49 legge n. 413 del 1991- Definizione automatica - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 13178 del 26/11/1999

Condono fiscale - Condono fiscale ex D.L. n. 429 del 1982 - Dichiarazione integrativa cosidetta semplice - Effetti - Preclusione di accertamenti in rettifica o del prosieguo delle controversie pendenti - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 14669 del 29/12/1999

Condono fiscale ex D.L. n. 564 del 1994 - Controversie tra il privato e l’Amministrazione finanziaria - Relative a pretese ulteriori riguardo a quelle desumibili da elementi offerti dal contribuente - Applicabilità - Sussistenza - Controversie relative alla mera correttezza degli atti liquidatori fondati su detti elementi - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 64 del 05/01/2000

Condono fiscale - Ex legge n. 413 del 1991 - Definizione delle situazioni e pendenze tributarie - Pendenza - Nozione

Sez. V - Sentenza n. 3545 del 24/03/2000

 

CONTENZIOSO TRIBUTARIO

Contenzioso tributario - Procedimento - Applicabilità delle norme del codice di procedura civile - Nella disciplina del D.P.R. n. 636/72 - Remissione in termini - Disciplina ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 6954 del 06/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Motivi dell’impugnazione - Controversia pregiudicata e controversia pregiudiziale - Svolgimento separato dei giudizi su di esse in primo grado - Separata proposizione degli appelli contro le relative decisioni - Motivi dell’appello relativo alla causa pregiudicata - Enunciazione tramite rinvio a quelli dell’appello sulla causa pregiudicante - Ritualità - Esclusione - Conseguenze - Nullità ed inammissibilità dell’appello sulla causa pregiudicata - Successiva riunione degli appelli - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 6965 del 06/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Disciplina ex D.P.R. n. 636 del 1972 - Impugnazione dell’Amministrazione finanziaria - Sottoscrizione dell’atto - Legittimazione

Sez. I - Sentenza n. 7057 del 07/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - Rinvio della causa davanti alla Commissione Tributaria Centrale - Riassunzione - Tempestività - Data di presentazione del ricorso - Rilevanza - Data di notifica - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 7253 del 10/07/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Consorzi di bonifica - Contributi relativi - Natura tributaria - Configurabilità - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Insussistenza - Ripartizione delle controversie relative tra giudice ordinario e giudice amministrativo - Criteri

Sez. U - Sentenza n. 496 del 22/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Istruzione del processo - In genere - Confessione resa in sede penale dal rappresentante legale di una società - Utilizzazione nel processo tributario - Ammissibilità - Violazione del divieto di prova testimoniale - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - In genere - Annullamento d’ufficio per difetto di motivazione dell’atto impugnato - Ostatività all’annullamento d’ufficio per tale vizio del divieto di rinnovazione dell’atto impugnato previsto dall’art. 21 del D.P.R. n. 636/72 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - In genere - Atti impositivi - Annullamento d’ufficio prima della rinuncia dell’Amministrazione Finanziaria al ricorso di fronte alla Commissione Tributaria Centrale - Conseguenze - Materia del contendere - Cessazione anche con riferimento al rapporto sostanziale - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Ritenute d’acconto - Controversia tra sostituto e sostituito - Giurisdizione delle Commissioni tributarie - Fattispecie

Sez. U - Sentenza n. 517 del 27/07/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Iscrizione a ruolo per omesse ritenute di acconto risultanti in sede di controllo della liquidazione del mod. 770 - Impugnazione - Disconoscimento della sottoscrizione di detta dichiarazione (mod. 770) - Effettuazione nel giudizio tributario - Necessità

Sez. I - Sentenza n. 9054 del 28/08/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Appello alla Commissione Tributaria Regionale nei confronti di persona non più esistente - Notificazione a soggetto non avente la qualità di domiciliatario - Inammissibilità nella ipotesi di costituzione in giudizio, senza contestazione, nel termine dell’anno dalla pubblicazione della sentenza, del soggetto subentrato al destinatario - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9201 del 01/09/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Termini per ricorrere - Natura decadenziale - Anche nel caso di contrasto della pretesa impositiva con la disciplina comunitaria

Sez. I - Sentenza n. 9206 del 01/09/1999

Contenzioso tributario - Parti processuali - Istanza di rimborso - Destinatario - Intendenza di Finanza - Legittimazione passiva nella controversia introdotta con il ricorso avverso il silenzio-rifiuto formatosi sulla istanza di rimborso - Intendenza di Finanza - Spettanza

Sez. I - Sentenza n. 9479 del 07/09/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Sottoscrizione da pare del funzionario preposto al reparto competente - Validità

Sez. I - Sentenza n. 9486 del 07/09/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Estinzione del giudizio - Impugnazione dell’atto - Successivo pagamento in sé dell’imposta - Cessazione della materia del contendere - Configurabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 10269 del 22/09/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Estinzione del giudizio - Condono ex art. 8 D.L. n. 83/91 - Sopravvenienza nel corso del giudizio - Commissione Tributaria - Poteri - Comunicazione ex art. 8, quarto comma, D.L. n. 83/91 - Rilevanza - Esclusione - Estinzione del giudizio - Omessa pronuncia - Corte di Cassazione - Poteri

Sez. I - Sentenza n. 10875 del 01/10/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Decisioni - In genere - Sottoscrizione della decisione da parte del presidente o del relatore - Omissione - Conseguenze - Nullità radicale ed insanabile della decisione

Sez. I - Sentenza n. 11051 del 05/10/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Esposizione sommaria dei fatti - Erronea indicazione dell’operazione soggetta a imposizione - Conseguenze - Inammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 11100 del 06/10/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Equipollenti - Ammissibilità - Esclusione - Concessione di un ulteriore termine per il compimento dell’atto - Inammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 11623 del 15/10/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Diritti doganali - Riscossione - Ruolo relativo - Opposizione nel vigore dell’art. 11, quinto comma, del D.L. n. 151 del 1991 - Commissioni tributarie - Devoluzione

Sez. U - Sentenza n. 714 del 15/10/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Trasmissione di copia del ricorso a seguito di provvedimento della commissione tributaria o costituzione dell’Ufficio finanziario dopo la scadenza del termine per impugnare - Effetto sanate - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11633 del 15/10/1999

Contenzioso tributario - Ricorso per cassazione - Proposizione contro l’Ufficio Provinciale IVA - Inammissibilità - Costituzione in giudizio del Ministero delle Finanze - Art. 164, primo comma, cod. proc. civ. - Inapplicabilità

Sez. I - Sentenza n. 12315 del 05/11/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Sospensione per domanda di condono fiscale - Mancata notizia da parte dell’ufficio o del contribuente dell’avvenuto pagamento delle imposte - Dopo il decorso di un congruo lasso di tempo - Effetto sospensivo collegato alla domanda di condono - Cessazione - Conseguenze

Sez. I - Sentenza n. 12730 del 17/11/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversia concernente la interpretazione di un accordo sindacale - In relazione a somme attribuite da tale accordo e alla loro calcolabilità al netto o al lordo delle ritenute fiscali - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento

Sez. U - Sentenza n. 786 del 17/11/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Configurabilità - Limiti - Controversie non involgenti la legittimità dell’esercizio del potere impositivo - Giurisdizione del giudice ordinario - Configurabilità - Fattispecie

Sez. U - Sentenza n. 787 del 17/11/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta concernenti la legittimità della ritenuta d’acconto - Giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie - Sussistenza - Originaria incompletezza del contraddittorio - Rilevanza - Esclusione - Scadenza dei termini di decadenza per la restituzione delle somme versate all’amministrazione finanziaria - Effetti sulla giurisdizione del giudice tributario - Esclusione - Domanda formulata dal sostituito nei confronti del sostituto ai sensi dell’art. 2043 cod. civ. - Giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie - Sussistenza - Domanda di pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria sulla somma indebitamente versata e trattenuta - Giurisdizione del giudice tributario - Sussistenza

Sez. U - Sentenza n. 789 del 17/11/1999

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Contestazione da parte del contribuente della legittimità dell’iscrizione a ruolo - In quanto non preceduta dall’avviso di accertamento - Nonché della correttezza dell’individuazione e qualificazione del presupposto impositivo - Relativa controversia - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento - Appartenenza a detta giurisdizione di tutte le questioni aventi ad oggetto la contestazione dell’atto impositivo - Riserva al giudice amministrativo soltanto della controversia sull’impugnazione delle deliberazioni generali comunali sulle tariffe del servizio

Sez. U - Sentenza n. 792 del 17/11/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso - Termini per la presentazione - Iscrizione a ruolo per tassa di smaltimento rifiuti - Applicazione ex art. 285 legge 1175/31 - Condizioni - Contestazione relativa alla sussistenza stessa dei potere impositivo - Termine di sei mesi dalla pubblicazione del ruolo - Applicazione - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 12863 del 19/11/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Parti - Controversia tra Amministrazione finanziaria e debitore sostituito sull’omesso versamento della ritenuta d’acconto - Originaria incompletezza del contraddittorio con il sostituto d’imposta - Integrazione - Necessità - Sussistenza

Sez. I - Sentenza n. 12991 del 23/11/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’Ufficio della copia del ricorso - Disciplina ex art. 17 e 18 del D.P.R. n. 636 del 1972 - Natura obbligatoria dell’adempimento - Finalità - Conseguenze della sua omissione - Inammissibilità del ricorso - Configurabilità

Sez. I - Sentenza n. 13670 del 07/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di primo grado - Termini per ricorrere - Decorrenza - Per rimborso di somme - Iva - Rimborsi - Istanza di rimborso dell’eccedenze Iva a credito risultanti dalla dichiarazione annuale - Rifiuto di rimborso espresso dall’Amministrazione finanziaria per ragioni attinenti alla regolarità formale della nomina del rappresentante Iva in Italia - Ricorso giurisdizionale del contribuente - Termini - Art. 38 Bis del D.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Art. 16 D.P.R. n. 636 del 1972 - Inapplicabilità - Fondamento - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 13832 del 10/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’Ufficio della copia del ricorso - Nella vigenza del D.P.R. n. 636/72 - Mancanza - Conseguenze - Difetto di valida costituzione del rapporto processuale e del contraddittorio - Rilevabilità d’ufficio della relativa nullità in ogni stato e grado del processo - Deduzione della nullità con l’appello da parte dell’amministrazione - Mancato esame - Riproposizione in cassazione - Cassazione senza rinvio per la non proseguibilità del processo

Sez. I - Sentenza n. 13876 del 11/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - In genere - Nuovo regime ex D.Lgs. 546/92 - Ricorso per Cassazione - Notificazione - Destinatario - Ufficio del Ministero delle Finanze evocato in giudizio in secondo grado - Configurabilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 13924 del 13/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso per cassazione - Organo passivamente legittimato - Ministero delle finanze in persona dell’Avvocatura dello Stato - Conseguenze - Notificazione all’ufficio del registro - Inammissibilità dell’impugnazione - Emendabilità attraverso l’ordine di rinnovazione della notificazione - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 13924 del 13/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Termine di sessanta giorni dalla notifica della decisione impugnata per il deposito dell’atto d’appello - Perentorietà - Intempestività del deposito - Sanabilità a seguito della costituzione dell’appellato - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 14007 del 14/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Disciplina del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - Sentenze pronunciate dalle commissioni tributarie regionali e dalle commissioni di secondo grado di Trento e Bolzano - Norma dell’art. 38 comma secondo del detto D.Lgs. - Interpretazione autentica ex art. 21 della legge 13 maggio 1999 n. 133 - In ordine al decorso del termine breve ex art. 325 secondo comma cod. proc. civ. per il ricorso in cassazione - Applicabilità retroattiva e significato - Decorso del termine solo a seguito di notifica della sentenza presso l’Avvocatura dello Stato - Notificazione presso l’amministrazione - Inidoneità - Conseguenze - Permanenza del decorso del termine lungo annuale

Sez. I - Sentenza n. 14674 del 29/12/1999

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Atto di appello - Termini per la proposizione - In genere - Comunicazione del dispositivo della decisione all’ufficio tributario a mezzo posta - Termine per impugnare - Decorrenza - Dalla data di sottoscrizione dell’avviso di ricevimento

Sez. I - Sentenza n. 666 del 21/01/2000

Contenzioso tributario - Provvedimento di rimborso - Successiva commutazione d’ufficio in vaglia cambiari della Banca d’Italia - Conseguenze - Novazione dell’obbligazione di rimborso - Configurabilità - Esclusione - Mancata ricezione del titolo cambiario da parte del contribuente - Domanda di pagamento della somma - Giurisdizione de giudice ordinario - Sussistenza

Sez. U - Sentenza n. 8 del 26/01/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - Ricorso - Motivo del ricorso - In genere - INVIM - Avviso di accertamento di maggior valore - Impugnazione per difetto di motivazione - Implicita contestazione del valore accertato - Sussistenza - Conseguenze

Sez. I - Sentenza n. 1382 del 08/02/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Notificazioni - In genere - Notificazione della decisione della Commissione tributaria presso la segreteria della stessa - Presupposti - Ricerca della residenza o del domicilio effettivo attraverso indagini anagrafiche - Obbligo della segreteria - Esclusione - Elementi di informazione risultanti dagli atti dello stesso o di altro procedimento - Utilizzazione - Obbligo - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 1508 del 11/02/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso per cassazione - Termini - Decorrenza - Sentenza della Commissione Tributaria Regionale - Notificazione presso l’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette - Termine breve per il ricorso per cassazione - Decorrenza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 1508 del 11/02/2000

Contenzioso - Procedimento - In genere - Ricorso per cassazione - Sottoscrizione - Trasmissione a mezzo fax - Indicazione sulla copia fotoriprodotta e firma dell’estensore dell’atto originale - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Firma sulla copia fotoriprodotta e attestazione di conformità dell’avvocato dello Stato ricevente - Sussistenza - Efficacia sanante - Esclusione

Sez. U - Sentenza n. 29 del 21/02/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Regime ex art. 17 del D.P.R. n. 636 del 1912 - Controversia conseguente a silenzio rifiuto su istanza di rimborso I.L.O.R. - Spedizione di copia del ricorso all’ufficio distrettuale delle imposte dirette - Mancata spedizione all’Intendenza di Finanza - Conseguenza - Inammissibilità del ricorso

Sez. V - Sentenza n. 2078 del 23/02/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Atto di appello - Notificazione - Oneri a carico della Segreteria della Commissione tributaria e vizi relativi - Perduranza anche nella nuova disciplina prevista dall’art. 31, primo comma, del D.Lgs. n. 546 del 1992

Sez. V - Sentenza n. 3112 del 17/03/2000

Contenzioso tributario - Commissioni tributarie - Allegata segnalazione all’amministrazione finanziaria italiana da parte dell’amministrazione finanziaria americana di pagamento di interest ad una società italiana da parte di una società americana - Omesso esame da parte della Commissione tributaria - Violazione di legge e vizio di motivazione - Configurabilità - Segnalazione - Mancanza di sottoscrizione - Irrilevanza

Sez. V - Sentenza n. 3254 del 20/03/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso alla Corte d’Appello - Alternatività col ricorso alla Commissione Tributaria Centrale - Decisione della Commissione tributaria di II grado - Impugnazione ad opera della stessa parte sia dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale che dinanzi alla Corte d’appello - Impugnazione dinanzi alla Corte d’appello - Inammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 3320 del 21/03/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Difesa ed assistenza tecnica del contribuente - Professionisti abilitati - Geometra - Limiti - Inosservanza degli stessi - Conseguenze

Sez. V - Sentenza n. 3845 del 29/03/2000

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Rappresentanza e difesa del contribuente - Mancata costituzione delle parti nella vigenza del D.P.R. n. 636/72 - Regolarizzazione ex art. 79, secondo comma, D.L.vo n. 546/92 secondo le nuove norme sull’assistenza tecnica - Ammissibilità - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 3851 del 29/03/2000

 

CONTRATTI IN GENERE

Contratti in genere - Requisiti (elementi del contratto) - Causa - Illiceità - Frode alla legge - Frode fiscale - Sanzione - Fonte - Nel sistema delle disposizioni fiscali - Carattere esclusivo - Nullità o annullabilità del negozio - Esclusione

Sez. III - Sentenza n. 12327 del 05/11/1999

Contratti in genere - Interpretazione - In genere - Interpretazione di clausole contrattuali - Letterale - Sufficienza - Esclusione - Interpretazione complessiva delle clausole - Necessità - Comportamento delle parti anteriore alla stipulazione del contratto - Esigenze soddisfatte dalle clausole - Valutazione - Necessità - Fondamento anche alla luce del principio di buona fede - Fattispecie in tema di interpretazione di clausole concernenti la prestazione di garanzia fideiussoria

Sez. I - Sentenza n. 805 del 25/01/2000

 

ESENZIONI ED AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE

Disciplina delle agevolazioni tributarie - In genere - Acquisto della prima casa - Benefici "ex lege" 168/82 - Ambito di applicazione - Acquisto di "fabbricati destinati ad abitazione non di lusso" - Limitazione alle sole abitazioni urbane

Sez. I - Sentenza n. 7255 del 10/07/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Edilizia economica e popolare - Benefici ex legge n. 408/49 - Applicabilità a singoli appartamenti o frazione di fabbricato - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9281 del 03/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Piani di recupero ex artt. 27 e ss. della legge n. 457 del 1978 - Atti di trasferimento degli immobili - Agevolazioni ex art. 5, primo comma, della legge n. 168 del 1982 - Presupposti

Sez. I - Sentenza n. 9520 del 08/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Benefici per l’acquisto della cosiddetta "prima casa" - Presupposti - Impossidenza di idonea abitazione nello stesso territorio - Portata - Titolarità di mera quota di immobile abitativo - Ostatività - Esclusione - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 9647 del 10/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni per l’acquisto della prima casa ex legge n. 168/82 - Acquirente della nuda proprietà - Applicabilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 9648 del 10/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni in tema di cosiddetta "prima casa" - Acquisto di casa non di lusso effettuato da un minore - Applicabilità - Sussistenza - Possesso di un’abitazione da parte dei genitori nello stesso comune - Ostatività - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 10196 del 21/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Edilizia economica e popolare - Agevolazioni nel settore edilizio "ex lege" n. 408 del 1949 - Fruizione - Condizioni - Denuncia di avvenuto adempimento degli obblighi - Presentazione - Obbligo - Omessa presentazione - Conseguenze - Decadenza

Sez. I - Sentenza n. 10253 del 22/09/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Imprese edili - Esenzione decennale dall’ILOR ex art. 101 del D.P.R. n. 218 del 1978 - Spettanza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 10936 del 02/10/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - IRPEG - Esenzione - Spettanza - Condizioni - Immutazione delle condizioni ex artt. 14 legge n. 64/86 e 18 D.L. n. 244/95 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11028 del 05/10/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Prima casa - Benefici per l’acquisto - Acquisto di successiva abitazione - Estensione - Presupposti - Inidoneità sopravvenuta - Esigenze soggettive della famiglia - Valutazione - Necessità - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 11428 del 12/10/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni tributarie per l’acquisto della prima casa - Nuovo godimento dell’agevolazione da parte dello stesso soggetto - Disciplina ex D.L. n. 12 del 1985 - Norma interpretativa ex art. 7 legge n. 448 del 1998 - Ammissibilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 11429 del 12/10/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Prima casa - Rapporti tributari non ancora definiti all’entrata in vigore della legge n. 448 del 1998 - Benefici previsti per l’acquisto della prima casa dalle leggi 168 del 1982 e 118 del 1985 - Cumulo - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 11634 del 15/10/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Processo esecutivo relativo a sentenze e ordinanze emesse in controversie agrarie - Benefici fiscali di cui all’art. 10 legge n. 533 del 1973 - Esenzione da bollo, registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie - Applicabilità

Sez. III - Sentenza n. 12272 del 03/11/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Pensioni privilegiate ordinarie attribuite ai militari in servizio di leva per fatti invalidanti connessi alla prestazione di tale servizio - IRPEF - Assoggettabilità - Esclusione - Anche nel caso di servizio di leva prestato in via sostitutiva

Sez. I - Sentenza n. 14307 del 20/12/1999

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Esenzione - Spettanza alle società di persone - Esclusione - Fondamento - Società di persone poi trasformatesi in società di capitali - Spettanza dell’esenzione per il periodo anteriore alla trasformazione - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 52 del 05/01/2000

Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Mancata fissazione di un termine per il raggiungimento dello scopo giustificativo del beneficio - Conseguenze - Realizzabilità temporalmente libera dello stesso - Esclusione - Fondamento- Fattispecie in tema di benefici sulla "prima casa" ai sensi dell’art. 1 della legge n. 168 del 1982

Sez. I - Sentenza n. 797 del 25/01/2000

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Nuove iniziative produttive nei territori dell’Italia meridionale - Esonero dall’IRPEG - Disciplina - Applicabilità per ottenere l’esenzione dall’IRPEF rispetto al reinvestimento di profitti di società di persone - Esclusione - Diversità di trattamento - Violazione degli artt. 3 e 53 della Cost. - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 1848 del 18/02/2000

 

FALLIMENTO

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Assuntore - Obblighi - Obbligo di pagamento dei crediti concorsuali non ammessi al passivo fallimentare - Sussistenza

Sez. V - Sentenza n. 2400 del 03/03/2000

 

FAMIGLIA

Famiglia - Matrimonio - Scioglimento - Divorzio - Obblighi - Verso l’altro coniuge - Assegno - In genere - Determinazione - Criteri - Modificazione della situazione economica delle parti in corso di giudizio - Rilevanza - Conseguenze - Giudizio di rinvio a seguito di annullamento della Corte di Cassazione - Documentazione fiscale inerente ai redditi delle parti nel periodo successivo alla sentenza annullata - Acquisizione da parte del giudice del rinvio - Ammissibilità - Richiesta di accertamenti tributari sulle condizioni economiche dell’altro coniuge - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 9792 del 14/09/1999

 

GIURISDIZIONE CIVILE

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Giurisdizione in materia tributaria - Controversia avente ad oggetto la declaratoria di inefficacia, ex art. 44 legge fall., di un pagamento effettuato dal fallito quale sostituto d’imposta - Giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria - Spettanza

Sez. U - Sentenza n. 399 del 15/07/1999

Giurisdizione civile - In genere - Comportamenti illeciti dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato - Domanda di risarcimento danni - Cognizione - Autorità giudiziaria ordinaria - Devoluzione

Sez. U - Sentenza n. 722 del 15/10/1999

Giurisdizione civile - Interessi per ritardato pagamento di contributi previdenziali - Giurisdizione delle Commissioni tributarie - Insussistenza - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza

Sez. U - Sentenza n. 741 del 25/10/1999

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie relative - Tassatività delle previsioni di cui all’articolo 2 D.Lgs. n. 546 del 1992 - Competenza delle Commissioni tributarie - Esclusione - Giurisdizione del giudice ordinario

Sez. U - Sentenza n. 742 del 25/10/1999

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Determinazione e criteri - In genere - Opposizione ad ingiunzione fiscale - Giurisdizione del G.O. - Sussistenza - Fattispecie in tema di opposizione fondata sulla contestazione della valida investitura del concessionario della titolarità dei poteri di accertamento e riscossione dei tributi

Sez. U - Sentenza n. 774 del 16/11/1999

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria ed amministrativa - Professionisti - Professioni sanitarie - Diritto di infermiere alla cancellazione dall’albo professionale - Controversia relativa - Giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie - Diritto del Collegio professionale di esigere il contributo dovuto dagli iscritti - Controversia relativa - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza

Sez. U - Sentenza n. 800 del 19/11/1999

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte dei conti - Controversia instaurata dall’esattore al fine di ottenere lo sgravio provvisorio ai sensi dell’art. 86 D.P.R. n. 43 del 1988 - Giurisdizione della Corte dei Conti - Devoluzione - Fondamento

Sez. U - Sentenza n. 862 del 07/12/1999

Giurisdizione civile - Controversia con la quale si richiede, in base ad un accordo sindacale, la corresponsione da parte del datore di lavoro di una somma "al netto" delle ritenute tributarie che restano a suo carico - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza

Sez. U - Sentenza n. 888 del 13/12/1999

 

IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI (I.C.I.)

Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Terreno comunale concesso in superficie a cooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari - ICI - Soggetti passivi - Cooperativa o assegnatari proprietari di singole parti del manufatto realizzato sul suolo comunale

Sez. I - Sentenza n. 6809 del 02/07/1999

Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Terreno comunale concesso in superficie a cooperativa edilizia - Alloggi economici e popolari - Edificazione - ICI - Pagamento - Soggetti obbligati

Sez. I - Sentenza n. 7273 del 10/07/1999

 

IMPOSTA COMUNALE SULL'INCREMENTO DI VALORE DEGLI IMMOBILI (I.N.V.I.M.)

(I.N.V.I.M.) - Accertamento e riscossione - In genere - Benefici di cui all’art. 12 D.L. n. 70 del 1988 - Presupposti - Esplicita richiesta nell’atto o nella dichiarazione di successione - Necessità

Sez. I - Sentenza n. 7038 del 07/07/1999

(I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - I.N.V.I.M. decennale - Fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali - Esenzione prevista dall’art. 25, secondo comma, lett. d) del D.P.R. n. 643 del 1972 - Presupposti - Assenza di mutamenti della destinazione nel decennio - Sufficienza - Esclusione - Impossibilità di diversa destinazione senza radicali trasformazioni strutturali del fabbricato - Necessità - Relativo onere probatorio nel giudizio avente ad oggetto la richiesta dell’esenzione - Soggetto gravato - Contribuente

Sez. I - Sentenza n. 7664 del 19/07/1999

(I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni - I.N.V.I.M. decennale - Esenzione ex art. 25 secondo comma, lett. d) del D.P.R. n. 643 - Presupposti

Sez. I - Sentenza n. 9525 del 08/09/1999

(I.N.V.I.M.) - Imponibile - Calcolo - Valore finale - Rettifica - Dovere dell’Ufficio di operare un correlativo adeguamento del valore iniziale - Esclusione - Adeguamento di tale valore, d’ufficio, da parte delle Commissioni Tributarie - Inammissibilità - Valore iniziale dichiarato - Rettifica da parte del contribuente - Ammissibilità - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 11388 del 11/10/1999

(I.N.V.I.M.) (tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972) - Imponibile - Calcolo - In genere - Invim straordinaria relativa ad area con sovrastante fabbricato in corso di costruzione - Criterio di tassazione ex art. 6, sesto comma, del D.P.R. n. 643/72 - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 12531 del 12/11/1999

(I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Immobili strumentali - Conferimento ad una società di capitali - Esenzione dall’INVIM ex art. 25, comma secondo, lett. d) D.P.R. n. 643/72 - Applicabilità - Esclusione - Assoggettamento del conferimento all’INVIM - Contrasto con la direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335 CEE - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 1844 del 18/02/2000

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (INVIM) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali (e non suscettibili di diversa destinazione senza radicale trasformazione) - Esenzione dall’INVIM ex art. 25 del D.P.R. n. 643 del 1972 - Successiva alienazione - Conseguenze - Applicazione INVIM ordinaria - Valore iniziale - Determinazione - Criteri

Sez. V - Sentenza n. 2074 del 23/02/2000

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (INVIM) - Imponibile - Calcolo - Nel caso di donazione modale - Rilevanza dell’onere - Esclusione - Fondamento

Sez. V - Sentenza n. 3848 del 29/03/2000

 

IMPOSTA DI FABBRICAZIONE

Imposte di fabbricazione - Spiriti - In genere - Art. 46 D.M. 8 luglio 1924 - Portata - Imposta - Riscossione nei confronti di soggetto diverso dal soggetto passivo - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

 

IMPOSTA DI REGISTRO

Imposta di registro - Valore venale - Determinazione - Avviso di accertamento - Rettifica del valore dichiarato di un immobile - Impugnazione - Relativa controversia - Fatto notorio - Utilizzazione per desumere il valore dell’immobile - Ammissibilità - Esclusione - Ragioni

Sez. I - Sentenza n. 7181 del 09/07/1999

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Presunzione di trasferimento di accessioni e pertinenze - Presunzione di trasferimento del fabbricato esistente sul fondo compravenduto ex art. 23 D.P.R. n. 634/72 - Rilevanza al fine del superamento della presunzione di un atto di efficacia obbligatoria attribuente uno jus aedificandi o di una concessione edilizia rilasciata al soggetto beneficiario di tale diritto - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7583 del 17/07/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Immobili o diritti reali immobiliari - Esclusione del potere di rettifica ex art. 52 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Presupposti - Iscrizione in catasto dell’immobile e indicazione del valore da parte del contribuente - Atto concernente più immobili - Mancanza di attribuzione del valore catastale ad alcuni beni e dichiarazione di un valore complessivo - Applicabilità dell’art. 52 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7785 del 20/07/1999

Imposta di registro - Esenzioni ed agevolazioni - Liquidazione dell’imposta - In genere - Acquisto prima casa - Agevolazioni fiscali - Legge n. 168 del 1982 - Verifiche da parte dell’amministrazione - Eventuale revoca dell’agevolazione - Termine di decadenza - Mancata fissazione nella predetta legge - Imposta di registro - Individuaione di detto termine - Riferimento alla normativa vigente in materia all’epoca della registrazione (nella specie, il D.P.R. n. 634 del 1972, art. 74, riprodotto quasi integralmente dall’art. 76 del successivo D.P.R. n. 131 del 1986) - Atti già presentati per la registrazione - Termine di decadenza triennale - Decorrenza - Dalla data della richiesta di registrazione

Sez. I - Sentenza n. 7947 del 23/07/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Immobili o diritti reali immobiliari - Criterio automatico ex art. 52 D.P.R. n. 131/86 - Ambito di applicazione - Conferimenti di aziende con componenti immobiliari - Inclusione

Sez. I - Sentenza n. 7955 del 23/07/1999

Imposta di registro - In genere - Terreni compresi dagli strumenti urbanistici in zone non agricole - Cessione da parte di un ente - Imposta proporzionale di registro - Assoggettabilità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 8180 del 28/07/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Area fabbricabile - Determinazione - Valore venale - Riferimento - Diversità del valore venale dal prezzo versato - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 8268 del 30/07/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Immobile conferito in godimento temporaneo ad una società - Vendita ad un terzo - Base imponibile - Valore commerciale del bene

Sez. I - Sentenza n. 8640 del 13/08/1999

Imposta di registro - Fusione per incorporazione - Società incorporante - Detenzione della totalità delle azioni o quote della società incorporata - Direttive CEE nn. 335 del 17 luglio 1969, 80 del 9 aprile 1973 e 303 del 10 giugno 1985 - Ostatività alla applicazione della imposta proporzionale di registro - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9284 del 03/09/1999

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Atti sottoposti a condizione sospensiva - Vendita con riserva della proprietà - Assegnazioni di terreni dell’Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria - Subentro del figlio all’originario assegnatario con accollo del residuo debito per il riscatto del fondo - Relativo atto - Imposta proporzionale di registro sul prezzo di assegnazione - Applicabilità - Accertamento di maggior valore - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9379 del 04/09/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Atti ed operazioni di società e di associazioni - Conferimenti relativi ad aumento di capitale in rispondenza della sua riduzione per perdite - Imposta proporzionale di registro - Inapplicabilità - Conferimenti effettuati in assenza di apposita delibera assembleare - Imposta proporzionale - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 9470 del 07/09/1999

Imposta di registro - Regime transitorio - Retroattività fissata dall’art. 79 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Portata - Condizioni - Presupposti - Delimitazione della possibilità di ottenere il recupero di somme già versate - Presupposti - Eccezione di incostituzionalità - Manifesta infondatezza

Sez. I - Sentenza n. 11095 del 06/10/1999

Imposta di registro - In genere - Fusione per incorporazione senza aumento di capitale - Imposta di registro - Contrasto col diritto comunitario - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11100 del 06/10/1999

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Atti relativi ad operazioni soggette ad I.V.A. - Casa da gioco - Concessione - Corrispettivo correlato ai ricavi - Imposta di registro - Assoggettabilità - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 11431 del 12/10/1999

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - In genere - Riduzione del capitale sociale per esubero - Rimborso ai soci di somme di danaro proporzionali alle quote di ognuno - Delibera relativa - Aliquota dell’1% di cui all’art. 4, lett. d), della parte I della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 - Inapplicabilità

Sez. I - Sentenza n. 12164 del 29/10/1999

Imposta di registro - Esenzioni ed agevolazioni - Trasferimenti a titolo oneroso di fabbricati destinati ad uso di abitazione non di lusso (prima casa) - Cumulo delle agevolazioni di cui alle leggi n. 168/82 e n. 118/85

Sez. I - Sentenza n. 12540 del 12/11/1999

Imposta di registro - Prescrizione e decadenza - Decadenza dell’azione della finanza - In genere - Accertamento e riscossione - Sospensione dei relativi termini di prescrizione e decadenza ex art. 57 comma secondo della legge 413/91 - Avvisi di accertamento relativi ad atti registrati in periodi d’imposta esclusi dal condono - Sospensione ex art. 57 citato - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 12869 del 19/11/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Dichiarazione, nell’atto, di volersi avvalere, ex art. 12 del D.L. n. 70 del 1988, dei criteri automatici fissati dall’art. 52 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Dichiarazione nell’atto di un valore inferiore a quello risultante dai suddetti criteri - Poteri dell’Ufficio - Atto formato prima dell’entrata in vigore della legge n. 549 del 1995 - Elevazione del valore mediante avviso di rettifica - Necessità - Esclusione - Notifica dell’avviso di liquidazione - Sufficienza

Sez. I - Sentenza n. 13243 del 27/11/1999

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Determinazione - Avviso di accertamento - Motivazione - Riferimento ad elementi extratestuali - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie in tema di rinvio ad una stima UTE

Sez. I - Sentenza n. 793 del 25/01/2000

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Area da espropriare - Cessione volontaria da parte del proprietario coltivatore diretto - Base imponibile ex art. 44, comma 2, D.P.R. n. 131/86 - Misura - Aliquota dell’8% - Applicabilità - Indennità aggiuntiva per il coltivatore proprietario - Misura - Aliquota dello 0,50% - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 1513 del 11/02/2000

Imposta di registro - Tariffa - Denuncia di avveramento di condizione per un aumento di capitale di una società per azioni - Presentazione nel luglio 1989 - Imposta di cui all’art. 4, lett. a), n. 5 della Tariffa I allegata al D.P.R. n. 131/86 - Applicabilità - Contrasto di tale regime tributario con la normativa comunitaria - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 1843 del 18/02/2000

Imposta di registro - Tariffa - In genere - Sentenza relativa all’ammissione di un credito al passivo fallimentare - Imposta proporzionale di registro dell’uno per cento - Assoggettabilità

Sez. V - Sentenza n. 1849 del 18/02/2000

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Decreto ingiuntivo di condanna alla consegna di titoli di Stato - Imposta proporzionale di registro - Applicabilità

Sez. V - Sentenza n. 2077 del 23/02/2000

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - In genere - Data dell’atto - Rilevanza per l’esatta percezione del tributo - Data della scrittura privata non autenticata - Opponibilità al fisco - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 2402 del 03/03/2000

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile -Atto di compravendita di immobile non ancora iscritto in catasto - Dichiarazione dei contrbuenti di volersi avvalere del sistema automatico di valutazione - Dichiarazione di un valore inferiore a quello automatico determinato in base alla rendita catastale - Conguaglio dell’imposta di registro dovuto - Richiesta da parte dell’ufficio con avviso di liquidazione - Legittimità

Sez. I - Sentenza n. 3046 del 16/03/2000

Imposta di registro - Tariffa - Terreni agricoli - Acquisto a titolo oneroso da parte di imprenditori agricoli - Aliquota ridotta - Applicabilità - Condizioni - Applicabilità del termine triennale di documentazione della qualità soggettiva, anche a soggetti già in possesso della qualità di agricoltori - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 3699 del 28/03/2000

 

IMPOSTA LOCALE SUI REDDITI (I.L.O.R.)

(I.L.O.R.) - Presupposto dell’imposta - In genere - Esenzione dall’ILOR dei redditi di impresa delle società commerciali ex art. 115, lett. e) bis del D.P.R. n. 917/86 - Efficacia retroattiva - Inammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 8267 del 30/07/1999

(I.L.O.R.) - Soggetti passivi - Esenzioni - Disposizione dell’art. 115 del D.P.R. n. 917 del 1986 relativa ai compensi imputati ai collaboratori di imprese familiari - Efficacia retroattiva - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 8277 del 30/07/1999

(I.L.O.R.) - Soggetti passivi - Impresa artigiana - Normativa contenuta nella legge n. 860 del 1956 - Rilevanza ai fini della tassabilità di soggetto non avente i requisiti per essere qualificato imprenditore artigiano, ma di fatto svolgente attività artigianale - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9208 del 01/09/1999

(I.L.O.R.) - Presupposti dell’imposta - Esclusioni - Redditi di impresa artigiana - Esenzione dall’ILOR - Condizioni - Onere prova

Sez. I - Sentenza n. 10818 del 29/09/1999

(I.L.O.R.) - Base imponibile - Deduzioni - Deduzioni ILOR ex art. 120 D.P.R. n. 917/86 - Richiesta all’atto della dichiarazione annuale - Omissione - Richiesta successiva - Ammissibilità - Limiti - Richiesta in sede contenziosa a seguito di notifica di cartella esattoriale non preceduta dalla notifica dell’atto di accertamento - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 12874 del 19/11/1999

(I.L.O.R.) - Esenzioni - In genere - Redditi d’impresa derivanti dall’esercizio di attività commerciali - Organizzato prevalentemente con lavoro proprio, o dei soci - Adibizione al lavoro di lavoratori assunti con contratto di formazione - Esclusione dall’imposta prevista dalla lett. e) bis dell’art. 115 D.P.R. n. 917 del 1986 - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 13658 del 07/12/1999

(I.L.O.R.) - In genere - Redditi soggetti a ritenuta alla fonte ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg - Assoggettabilità all’Ilor - Esclusione - Condizioni - Effettività del prelievo - Necessità - Mancanza in virtù di una norma di esenzione - Assoggettabilità all’Ilor - Sussistenza - Fattispecie relativa a royalties percepite in Italia da società britannica

Sez. I - Sentenza n. 14202 del 17/12/1999

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Soggetti passivi - Attività di agente di commercio - Svolgimento in forma societaria (s.n.c.) - Sufficienza ai fini della soggezione all’imposta - Esclusione - Fondamento - Inapplicabilità dell’art. 6 comma 3 del d.p.r. n. 917 del 1986 o dell’art. 6 comma 2 del d.p.r. n. 597 del 1973 - Effettiva esistenza di organizzazione imprenditoriale e non di prevalenza dell’apporto di lavoro personale - Necessità

Sez. I - Sentenza n. 57 del 05/01/2000

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Presupposto dell’imposta - In genere - Attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità all’imposta - Nella disciplina antecedente all’entrata in vigore dell’art. 115 lett. e) bis del D.P.R. n. 917/86 - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 354 del 14/01/2000

Imposta locale sui redditi (I.L.O.R.) - Base imponibile - Deduzioni - Socio di una società di persone - Deduzione ex quarto comma dell’art. 7 del d.p.r. n. 599 del 1973 - Requisito della prevalenza dell’attività quale socio svolta per la società - Socio espletante attività lavorativa sia come socio che come dipendente della società - Modalità di accertamento della prevalenza

Sez. I - Sentenza n. 428 del 15/01/2000

Imposta locale sui rediti (ILOR) - Base imponibile - Deduzioni - Determinazione del reddito imponibile ai fini I.L.O.R. - Acquisto dell’usufrutto di azioni - Deducibilità - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 848 del 26/01/2000

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Base imponibile - Deduzioni - Redditi di impresa - Applicabilità - Condizioni - Soci di società di persone - Estensione - Limiti - Fondamento - Reddito percepito dal socio a compenso dell’attività svolta per la società come amministratore - Deducibilità ai sensi dell’art. 7 D.P.R. n. 599 del 1973 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 946 del 28/01/2000

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Royalties percepite in Italia da un soggetto residente nel Regno Unito o da società avente sede all’estero e priva di stabile organizzazione in Italia - ILOR - Assoggettabilità - Esclusione - Fondamento

Sez. V - Sentenza n. 1122 del 18/02/2000

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Presupposto dell’imposta - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

Sez. V - Sentenza n. 1852 del 18/02/2000

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Presupposto dell’imposta - Piccolo imprenditore - Redditi prodotti prima e dopo il 1 gennaio 1988 - ILOR - Assoggettabilità - Esclusione - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 2146 del 25/02/2000

 

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.)

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Detrazioni - Spesa per il compenso al mediatore - Anno d’imposta della erogazione - Imputazione - Necessità

Sez. I - Sentenza n. 6870 del 03/07/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva delle ferie non godute - IRPEF - Assoggettabilità

Sez. I - Sentenza n. 7188 del 09/07/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva di ferie - IRPEF - Assoggettabilità

Sez. I - Sentenza n. 7202 del 09/07/1999

(I.R.P.E.F.) - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Coniugi - Responsabilità solidale per il pagamento delle imposte sui redditi ex art. 17 legge n. 114/77 - Applicabilità - Regime patrimoniale della separazione dei beni - Sussistenza - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 7393 del 13/07/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Rimanenze - Opere e servizi in corso di esecuzione - Riduzione per rischio contrattuale - Base di computo - Disciplina ex art. 60 del D.P.R. n. 917/86

Sez. I - Sentenza n. 7842 del 21/07/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - In genere - Somme riscosse in dipendenza di una transazione - Finalità - Reintegrazione dei redditi provenienti dall’attività all’interno di una società, perduti a causa della cessazione del rapporto intercorso con la società - Tassazione di dette somme - Ammissibilità - Natura del rapporto - Irrilevanza

Sez. I - Sentenza n. 9477 del 07/09/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Detrazioni - Ammortamenti - Beni materiali - Quote di ammortamento dell’impianto di aria condizionata - Percentuale di deducibilità dell’11% stabilita dal D.M. 29 ottobre 1974, gruppo XI - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 9483 del 07/09/1999

(I.R.P.E.F.) - Base imponibile - In genere - Interessi maturati sui crediti di imposta vantati dal contribuente - Regime previsto dal D.P.R. n. 597 del 1973 - Assoggettabilità ad imposta - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 9510 del 08/09/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva delle ferie - IRPEF - Assoggettabilità - Contrasto di tale disciplina con gli artt. 3 e 53 della Costituzione - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 10941 del 02/10/1999

(I.R.P.E.F.) - Base imponibile - In genere - Assegno di divorzio corrisposto in unica soluzione - Qualificabilità come reddito ai fini IRPEF - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11437 del 12/10/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Aziende di credito - Personale direttivo - Indennizzo per differenza canoni di locazione a seguito di trasferimento - Reddito tassabile ai fini I.R.P.E.F. ex T.U. n. 917 del 1986 - Esclusione nella vigenza del D.P.R. n. 597 del 1973

Sez. I - Sentenza n. 13486 del 03/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di trasferimento corrisposta ai propri dipendenti dalle aziende di credito - Assimilabilità alla indennità di trasferta - Effetti sul piano del regime fiscale - Parziale tassabilità

Sez. I - Sentenza n. 13486 del 03/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Opere con tempo di esecuzione ultrannuale pattuite come oggetto unitario - Reddito del singolo esercizio - Disciplina - Corrispettivi degli stati di avanzamento - Imputazione all’esercizio come ricavi e fatturazione - Obbligatorietà - Conseguenze

Sez. I - Sentenza n. 13883 del 11/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Oneri deducibili - Dottori Commercialisti - Contributi previdenziali - Versamenti integrativi ex art. 29 della legge n. 21 del 1986 - Deducibilità nella misura prevista dall’art. 10, lett. m) del D.P.R. n. 597/73 - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 14003 del 14/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Nella vigenza del D.P.R. n. 597/73 - Indennizzo per differenza canoni di locazione, ed indennità temporanea di trasferimento, così come previsti dall’art. 51 del contratto collettivo delle aziende di credito - Regime di tassazione rispettivo - Intassabilità del primo ed assimilabilità della seconda all’indennità di trasferta così come contemplata nell’art. 48, D.P.R. n. 597

Sez. I - Sentenza n. 14006 del 14/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Disciplina anteriore alla legge n. 85 del 1985 - Indennità per licenziamento ingiustificato prevista dal c.c.n.l. per i dirigenti d’azienda - Soggezione a tassazione - Esclusione - Erogazione dell’indennità a seguito di conciliazione giudiziale - Rilevanza - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 14008 del 14/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Detrazioni - Costi di acquisizione - Filiale italiana di società estera - Redditi di impresa - Spese cosiddette "di regia" (erogate dalla sede centrale della società e addebitate alla sede periferica), strumentali alla produzione del reddito - Deducibilità - Condizioni - Valutazione - Censurabilità nel giudizio di legittimità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 14016 del 14/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Somme erogate dal datore di lavoro, ai sensi dell’art. 51 del contratto collettivo delle Aziende di credito, a titolo di contributo differenza canoni di affitto affrontati dal dipendente trasferito non a sua domanda - Sotto il regime del D.P.R. n. 597/73 - Tassabilità - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 14198 del 17/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi diversi - Plusvalenze ai sensi dell’art. 11, comma quinto, della legge n. 413 del 1991 - Regime retroattivo contemplato dal comma nono dello stesso articolo - Portata - Presupposti - Percezione degli importi successivamente al 31 dicembre 1988 - Sufficienza ai fini della imponibilità della plusvalenza - Esclusione - Emissione del decreto di esproprio o intervento della cessione volontaria o verificazione dell’occupazione acquisitiva dopo il 31 dicembre 1988 - Necessità - Fondamento - Pronuncia della sentenza dichiarativa della occupazione acquisitiva - Sufficienza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 14673 del 29/12/1999

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di trasferta dovuta agli ufficiali giudiziari - Per gli atti compiuti fuori dell’edificio sede del loro ufficio - Ex art. 133 del D.P.R. n. 1229 del 1959 - Natura di rimborso spese - Esclusione - Natura retributiva - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Assoggettabilità a tassazione I.R.P.E.F. ex quarto comma dell’art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 - Soggezione anche alla tassa del dieci per cento ex art. 154 del D.P.R. n. 1229 - Conseguente doppia imposizione - Ininfluenza

Sez. I - Sentenza n. 14674 del 29/12/1999

Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Determinazione - Somme erogate al dipendente a titolo di integrazione dal trattamento di fine rapporto - Disciplina ex art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 - Assoggettabilità ad IRPEF

Sez. I - Sentenza n. 51 del 05/01/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - Indennità di prepensionamento - Assoggettabilità all’imposta - Tassazione separata

Sez. I - Sentenza n. 669 del 21/01/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - Somme corrisposte dal datore di lavoro al lavoratore in dipendenza della cessazione del rapporto - Inclusione - Incentivo alle dimissioni del lavoratore - Soggetti a tassazione separata - Portata

Sez. I - Sentenza n. 670 del 21/01/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Detrazioni - Ammortamenti - Beni immateriali - Diritto di usufrutto su azioni - Costo del relativo acquisto - Ammortamento - Esclusione - Deducibilità - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 848 del 26/01/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di fine rapporto - Trattamento tributario - Riliquidazione in sede amministrativa - Istanza - Clausola diretta a far salva la prosecuzione del giudizio precedentemente instaurato avverso l’assoggettamento dell’indennità al trattamento tributario precedente - Inserimento in detta istanza - Nullità della sola clausola - Configurabilità - Rilevanza della clausola come condizione meramente potestativa al fine dell’applicabilità della disciplina prevista dall’art. 1355 cod. civ. - Esclusione - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 1598 del 14/02/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - "Contributo-affitto" e diarie corrisposte ad un dipendente in occasione di trasferimento in altra sede - Percezione in periodi di imposta anteriori al 1998 - IRPEF - Assoggettabilità nella misura intera

Sez. V - Sentenza n. 1842 del 18/02/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di capitale - In genere - Società di capitali - A ristretta base societaria - Presunzione di distribuzione degli utili ai soci - Configurabilità

Sez. V - Sentenza n. 2390 del 03/03/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - Redditi di capitale - Società per azioni a ristrettissima base familiare - Utili extracontabili - Distribuzione ai soci - Presunzione - Ammissibilità - Giudice di merito - Distribuzione ai soci di utili non contabilizzati - Esclusione sul solo presupposto della inapplicabilità dell’art. 5 del D.P.R. n. 917 del 1986 - Illegittimità

Sez. V - Sentenza n. 3254 del 20/03/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - Lavoro dipendente - Contributo per differenza canone di locazione - Corresponsione al dipendente di un’azienda di credito in occasione del trasferimento ad altra sede - Disciplina anteriore all’entrata in vigore del D.Lgs n. 314 del 1997 - Reddito integralmente tassabile - Configurabilità

Sez. I - Sentenza n. 3330 del 21/03/2000

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - Componenti negative - Società controllante e società controllata - Distinta soggettività giuridica - Conseguenze - Utilizzazione di beni immateriali della società controllante da parte della società controllata - Oneri relativi - Valutazione come componente negativa del reddito - Ammissibilità

Sez. V - Sentenza n. 3547 del 24/03/2000

 

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.)

(I.R.P.E.G.) - Enti non commerciali - Reddito imponibile - Limitazione contemplata dalla seconda parte dell’art. 108 del D.P.R. n. 917/86 - Parrocchia - Redditi provenienti dalla gestione di un asilo - Riconducibilità, di per sé, ai parametri fissati dalla norma - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9529 del 08/09/1999

(I.R.P.E.G.) - Base imponibile - Reddito complessivo - Detrazioni - Aziende e istituti di credito - Fondo di accantonamento per rischi su crediti - Risconti passivi - Imputazione al fondo - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 11626 del 15/10/1999

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) - Base imponibile - "Royalties" percepite in Italia - Convenzione Italo-Britannica del 21 ottobre 1988 ratificata con legge n. 329 del 1990 - Disciplina prevista dall’art. 12 - Portata

Sez. V - Sentenza n. 3251 del 20/03/2000

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) - Enti non commerciali - Componenti positivi - Attività di bar-caffè - Svolgimento all’interno di un club sportivo-culturale-ricreativo con mescita di bevande agli associati verso pagamento di corrispettivi specifici - Attività commerciale - Configurabilità

Sez. V - Sentenza n. 3850 del 29/03/2000

 

IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI

Imposta sulle successioni - In genere - Chiamato all’eredità non nel possesso dei beni ereditari - Accettazione della eredità con il beneficio di inventario - Dichiarazione di successione - Presentazione - Termine - Decorrenza

Sez. I - Sentenza n. 6871 del 03/07/1999

Imposta sulle successioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - In genere - Atto di liquidazione - Contenuto necessario

Sez. I - Sentenza n. 7042 del 07/07/1999

Successioni "mortis causa" - Disposizioni generali - Accettazione dell’eredità - Modi - Tacita - In genere - Comportamento complessivo del chiamato all’eredità - Valutazione - Necessità - Denuncia di successione e voltura catastale - Accettazione tacita - Configurabilità

Sez. II - Sentenza n. 7075 del 07/07/1999

Imposta di successione - In genere - Disciplina del nuovo Testo Unico del 1990 - Entrata in vigore - Applicazione - Decorrenza - Successioni aperte dopo il 1 gennaio 1991 - Necessità - Meri accordi sulla dilazione e sugli interessi, stipulati successivamente a quella data - Incidenza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9685 del 11/09/1999

Imposta sulle successioni - Base imponibile - Atti compiuti in vita dal "de cuius" - Sufficienza del mero intento elusivo in sé - Esclusione - Dichiarazione "confessoria" del "de cuius" contenuta in testamento - Rilevanza - Esclusione - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 10856 del 01/10/1999

Denuncia di successione - Mancata presentazione - Giudizio sull’eredità - Preclusione - Esclusione - Imposta di successione - Giudici e pubblici funzionari: doveri - Obblighi e responsabilità - Sospensione del processo - Necessità - Esclusione - Obbligo di informazione nei confronti dell’ufficio finanziario - Sussistenza

Sez. III - Sentenza n. 12327 del 05/11/1999

Imposta sulle successioni - Base imponibile - Attivo ereditario - Beni trasferiti nell’ultimo semestre - Somme reinvestite - Detrazione - Ammissibilità - Condizioni - Reinvestimento in beni esenti da imposta - Detraibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 12532 del 12/11/1999

Imposta sulle successioni e donazioni - Imposta sulle successioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - Accertamento di maggior valore - In genere - Quota sociale di una società semplice - Diritto alla liquidazione spettante agli eredi del socio defunto - Potere dell’amministrazione finanziaria di accertamento di un maggior valore - Regime antecedente all’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 346/90 - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 993 del 28/01/2000

Imposta sulle successioni e donazioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - Accertamento di maggior valore - Rettifica dei valori - Trasferimento avente ad oggetto beni di caratteristiche diverse - Valutazione automatica - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di particelle aventi anche solo in parte destinazione edificatorie

Sez. V - Sentenza n. 3700 del 28/03/2000

 

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.)

(I.V.A.) - Importazioni - Determinazione dell’imposta - Iva all’importazione - Diritto doganale - Configurabilità - Conseguenze - Attenuanti ed esimenti per il minor versamento dell’iva previste dall’art. 48 D.P.R. n. 633/1972 - Applicabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 6823 del 02/07/1999

(I.V.A.) - Accertamento e riscossione - Irrogazione delle sanzioni - In genere - Violazione della disciplina dell’IVA - Trasgressore - Ammissione all’amministrazione controllata dopo il fatto integrativo dell’infrazione sanzionabile - Provvedimento irrogativo della sanzione - Emanazione dopo la ammissione all’amministrazione controllata - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 7272 del 10/07/1999

(I.V.A.) - Oggetto - Cessione di beni - Oro laminato - IVA - Assoggettabilità

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

(I.V.A.) - Rimborsi - Credito IVA - Ritardo - Interessi anatocistici - Applicabilità - Ostatività all’applicazione dell’anatocismo del disposto dell’art. 38 bis del D.P.R. n. 633/72, delle disposizioni regolanti il rimborso delle imposte versate in eccedenza o delle particolari caratteristiche strutturali del processo tributario - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9273 del 03/09/1999

(I.V.A.) - Oggetto - Beni strumentali - Nozione - Portata - Natura immobile del bene - Compatibilità - Conseguenze in tema di assoggettamento ad IVA del relativo atto di cessione

Sez. I - Sentenza n. 10943 del 02/10/1999

(I.V.A.) - Aliquote - Olive nere in salamoia e alla greca - Importazione - Aliquota agevolata del 2% - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 11041 del 05/10/1999

(I.V.A.) - Obblighi dei contribuenti - Dichiarazioni - In genere - Sottoscrizione - Omissione - Conseguenza - Inesistenza - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 13868 del 11/12/1999

(I.V.A.) - Accertamento e riscossione - Notificazione - Notifica ad uno dei soci di una società di fatto presso il suo domicilio - Validità

Sez. I - Sentenza n. 13869 del 11/12/1999

(I.V.A.) - Detrazioni - Spese di pubblicità sostenute prima dell’introduzione del prodotto sul mercato - Iva assolta sulle stesse - Detraibilità - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 14350 del 21/12/1999

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Obblighi dei contribuenti - Pagamento dell’imposta - Modalità - Dichiarazione annuale - Omissione - I.V.A. a credito già fatta valere in sede di liquidazioni periodiche - Detrazione nella dichiarazione relativa all’anno successivo di imposta - Ammissibilità - Fondamento - Portata - Assenza di operazioni imponibili in detto anno - Sopravvenuto esonero dall’obbligo di presentare la dichiarazione - Permanenza del diritto alla detrazione fino al periodo di imposta in cui vengano nuovamente effettuate operazioni non esenti

Sez. U - Sentenza n. 1204 del 04/02/2000

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Oggetto - Prestazione di servizi - Esenzioni - Prestazioni di servizi in favore di soggetti esportatori o equiparati fornenti servizi connessi agli scambi internazionali - Esenzione da imposta nei limiti del plafond previsto dal secondo comma dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/72 - Leasing immobiliare - Inclusione - Fondamento - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 1362 del 08/02/2000

Imposta sul valore aggiuto (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Violazioni dell’obbligo di fatturazione - Cessionario di un bene o committente di un servizio - Operazione - Regolarizzazione - Obbligo - Sussistenza - Limiti - Sindacato delle valutazioni giuridiche espresse dall’emittente - Obbligo - Sussistenza - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 1841 del 18/02/2000

Imposta sul valore aggiuto (IVA) - Determinazione dell’imposta - Detrazioni - Operazione di locazione finanziaria - Consegna del bene all’utilizzatore - Mancanza in conseguenza di accordo simulatorio tra fornitore ed utilizzatore del bene - IVA addebitata in rivalsa dal fornitore al concedente finanziatore - Detraibilità - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 1851 del 18/02/2000

Imposta sul valore aggiuto (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Intervenuto versamento ex art. 58 quarto comma del D.P.R. n. 633 del 1972 - Successivo accertamento dell’insussistenza della violazione degli obblighi posti dalla disciplina normativa dell’IVA - Ripetibilità della somma versata dal contribuente - Esclusione - Fondamento

Sez. V - Sentenza n. 1853 del 18/02/2000

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Accertamento e riscossione - Attribuzioni e poteri degli Uffici IVA - Accessi, ispezioni, verifiche - In genere - Documenti - Dichiarazione di non possesso - Preclusione ex art. 52 DPR n. 633/1972 - Elementi costitutivi della fattispecie - Non veridicità, coscienza e volontà, dolo - Necessità

Sez. U - Sentenza n. 45 del 25/02/2000

Imposta sul valore aggiuto (IVA) - Aliquote - Corrispettivo pagato dal subappaltatore per il noleggio di autocarri per il trasporto di materiali inerenti ad una opera pubblica - Aliquota applicabile

Sez. V - Sentenza n. 2392 del 03/03/2000

 

IMPOSTE IPOTECARIE

Imposte ipotecarie - Base imponibile - Nel caso di donazione modale - Rilevanza dell’onere - Esclusione - Fondamento

Sez. V - Sentenza n. 3848 del 29/03/2000

 

IMPUGNAZIONI CIVILI

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Ammissibilità del ricorso - Copia notificata del ricorso - Mancanza della pagina contenente l’indicazione del motivo e delle norme di diritto violate nonché della parte iniziale delle argomentazioni - Conseguente inintellegibilità della censura in base alle pagine successive - Conseguenza - Inammissibilià del ricorso

Sez. I - Sentenza n. 278 del 12/01/2000

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Giurisdizioni speciali (impugnabilità) - Decisioni delle Commissioni Tributarie - Ricorso per cassazione - Disciplina ex decreto legislativo 546/92 - Proposizione nei confronti dell’Ufficio distrettuale delle imposte dirette anziché del Ministero delle Finanze - Inammissibilità - Fondamento

Sez. I - Sentenza n. 657 del 21/01/2000

Impugnazioni civili - Impugnazioni in generale - Acquiescenza - Natura - Atto impositivo del diritto d’impugnazione - Configurabilità - Conseguenze - Soggetti legittimati al compimento dell’atto - Identificazione - Criteri

Sez. I - Sentenza n. 1610 del 14/02/2000

 

LAVORO

Lavoro - Lavoro subordinato - Contratto collettivo - Disciplina (efficacia) - Criteri di applicazione - In genere - Contratti collettivi di diritto comune - Operatività dell’art. 2070, comma primo, cod. civ. - Esclusione - Conseguenze - Volontà manifestata dalle organizzazioni sindacali stipulanti - Efficacia vincolante - Clausola relativa all’applicabilità di contratti o accordi integrativi aziendali conclusi per una categoria professionale diversa da quella di appartenenza - Validità ed efficacia - Fattispecie

Sez. L - Sentenza n. 12608 del 13/11/1999

 

NEGOZI GIURIDICI

Negozi Giuridici - Fiduciari - Intestazione fiduciaria di azioni - Imposte attinenti alla proprietà delle azioni - Obbligo di pagamento assunto dal fiduciante nei confronti del fiduciario - Nullità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 13261 del 27/11/1999

 

OBBLIGAZIONI

Obbligazioni - Solidarietà - Sentenza - Estensione del giudicato conseguito dal coobbligato - Rilevabilità d’ufficio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in materia di solidarietà d’imposta e di limiti alla possibilità per il debitore solidale d’imposta di invocare il giudicato favorevole conseguito dal coobbligato d’imposta.

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

Obbligazioni - Solidarietà - In genere - Solidarietà tributaria - Pagamento dell’imposta da parte di uno dei coobbligati d’imposta, come definita all’esito del giudizio tributario proposto dal medesimo - Effetti - Estinzione del debito d’imposta - Anche a favore dei coobbligati rimasti inerti, e del coobbligato non avvalsosi, nel corso dell’autonomo giudizio da lui intrapreso, della facoltà di invocare l’estensione del giudicato favorevole già conseguito dal primo coobbligato

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

 

PREVIDENZA

Previdenza (assicurazioni sociali) - Sanzioni civili - Indebiti previdenziali - Beneficio della non applicazione delle sanzioni civili ex art. 3, comma 7 bis, d.l. n. 103 del 1991, convertito nella legge n. 166 del 1991 - Tempestiva denuncia da parte del pensionato dell’indebita percezione della prestazione - Condizione imprescindibile per poter fruire del beneficio anche nell’ipotesi di omissioni accertate entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 166 del 1991 cit. - Fondamento - Norme agevolative tributarie - Affinità

Sez. L - Sentenza n. 8609 del 11/08/1999

Previdenza (Assicurazioni sociali) - Lavoratori autonomi - Artigiani e commercianti - Contribuzione previdenziale pensionistica - Minimale imponibile ex art. 1 legge n. 233/1990 - Prova di un reddito inferiore - Inammissibilità - Questione di costituzionalità ex art. 3 Cost. - Manifesta infondatezza

Sez. L - Sentenza n. 14498 del 23/12/1999

 

PROCEDIMENTI CAUTELARI

Procedimenti cautelari - Sequestro - Convalida - Iscrizione d’ipoteca in favore dell’Amministrazione finanziaria - Presupposti - Disposizioni dell’art. 680 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Disciplina dell’art. 27 della legge n. 4 del 1929 - Operatività - Azione di nullità dell’iscrizione - Legittimazione - Questioni relative al rapporto tributario - Inammissibilità - Mancata emissione dell’atto impositivo o impugnazione dello stesso, con esito positivo da parte del contribuente - Inefficacia dell’ipoteca

Sez. I - Sentenza n. 13049 del 24/11/1999

 

PROCEDIMENTO CIVILE

Procedimento civile - Cessazione della materia del contendere - Cumulo di domande - Cessazione della materia del contendere della domanda principale - Effetti sulla domanda dipendente - Fattispecie in materia di accertamento del livello di inquadramento nei confronti di datori di lavoro succedutisi nel tempo

Sez. L - Sentenza n. 14634 del 28/12/1999

 

RESPONSABILITA' CIVILE

Responsabilità civile - In genere - Norma penale tributaria - Violazione da parte di un soggetto estraneo al rapporto di imposta - Condanna di questo al risarcimento del danno per pregiudizio del credito tributario - Presupposti - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

 

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - In genere - Adempimenti fissati dal terzo e dal quarto comma dell’art. 18 del D.Lgs. n. 504 del 1992 - A carico del Ministero delle Finanze - Inerzia dell’Amministrazione - Conseguenze - Limitazione del diritto al rimborso - Configurabilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 6809 del 02/07/1999

Riscossione delle entrate patrimoniali - Opposizione - Concessione di beni del demanio pubblico - Canoni - Controversie - Competenza ex art. 22 legge n. 689/81 - Configurabilità - Esclusione - Applicabilità delle regole comuni sulla competenza per valore e territorio - Necessità - Fattispecie in tema di fornitura di acqua potabile

Sez. I - Sentenza n. 7010 del 06/07/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Irpef sul trattamento di fine rapporto - Riliquidazione ex artt. 4 e 5 legge n. 482/86 - Istanza - Sottoscrizione - Omissione - Conseguenze - Sanatoria ex art. 156, terzo comma, cod. prov. civ. - Operatività - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7337 del 12/07/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità - Rimborsi - In genere - Nel caso di versamento volontariamente cautelativo - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 7569 del 17/07/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Riscossione mediante ruoli - Ruoli straordinari - Società - Ritenute alla fonte operate su retribuzioni e indennità di buonuscita - Omesso versamento - Ammissione della società alla procedura di concordato preventivo - Iscrizione delle ritenute in un ruolo straordinario - Legittimità - Sussistenza

Sez. I - Sentenza n. 7654 del 19/07/1999

Riscossione delle imposte - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Pignoramento - Conversione del pignoramento - Ammissibilità - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Differimento della data dell’incanto in relazione alla domanda di conversione - Potere del giudice dell’esecuzione - Sussistenza - Esclusione

Sez. U - Sentenza n. 494 del 22/07/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Espropriazione immobiliare - Trasferimento del bene - Momento determinativo - Conseguenze - Offerte in aumento di sesto ex art. 584 cod. proc. civ. - Ammissibilità

Sez. I - Sentenza n. 9480 del 07/09/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Versamento diretto - Acconti - Dovuti sulla base dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale relativa al precedente anno di imposta - Misura originaria del 75% - Disciplina sanzionatoria in caso di insufficiente versamento fissata dall’art. 2 della legge n. 97 del 1977 - Suo aggancio al parametro del 75% - Successivo aggiornamento legislativo della misura dell’acconto dovuta entro il novembre di ogni anno - Corrispondente implicita variazione del parametro di riferimento della disciplina sanzionatoria

Sez. I - Sentenza n. 9645 del 10/09/1999

Riscossione delle imposte - Riscossione esattoriale - Personale delle esattorie e delle ricevitorie - Personale dipendente dai concessionari delle gestioni del servizio di riscossione dei tributi, già dipendente dalle esattorie e ricevitorie delle imposte dirette - Garanzia di conservazione dell’inquadramento e del trattamento economico acquisito - Contenuto - Agganciamento del trattamento dei quadri a quello dei funzionari - Inclusione

Sez. L - Sentenza n. 11900 del 22/10/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Termini - Decadenza ex art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973 - Decorrenza - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 12997 del 23/11/1999

Riscossione delle imposte - A mezzo ruoli (tributi diretti) (disciplina anteriore alla riforma tributaria del 1972) - Riscossione esattoriale - Delegati governativi - Nomina prefettizia (in caso di vacanza o decadenza dell’esattoria) - Costituzione di rapporto esattoriale - Configurabilità - Confluenza nello stesso dei reciproci diritti e doveri - Sussistenza - Conseguenze - Obbligo di rendiconto - Giurisdizione della Corte dei Conti - Domanda di rimborso delle spese di gestione - Inclusione - Fattispecie

Sez. U - Sentenza n. 896 del 14/12/1999

Riscossione delle imposte sui redditi - A mezzo ruoli (tributi diretti) - Riscossione esattoriale - Pagamento delle imposte - Cartelle - Contenuto - Espressa indicazione della natura del tributo - Necessità - Fattispecie in tema di cartella emessa ex art. 36 bis. D.P.R. n. 600/73 a titolo di recupero a tassazione

Sez. I - Sentenza n. 14306 del 20/12/1999

Riscossione delle imposte - Ricossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - Termini - Versamenti in acconto - "Dies a quo" del termine decadenziale ex art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973 - Ipotesi di diritto al rimborso emergente solo all’atto del saldo ovvero di acconto versato in via provvisoria - Decorrenza dal versamento del saldo - Ipotesi di acconto non dovuto già al momento del versamento ovvero non dovuto nella misura versata ovvero versato in base a legge inapplicabile - Decorrenza dal momento del versamento - Fondamento - Fattispecie in tema di rimborso di Ilor

Sez. I - Sentenza n. 56 del 05/01/2000

Riscossione delle imposte - A mezzo ruoli (tributi diretti) - Riscossione esattoriale - Pagamento delle imposte - Cartelle - Cartella esattoriale contenente più voci - Annullamento della cartella esattoriale da parte della Commissione tributaria di primo grado - Conseguenze - Pretesa tributaria non fatta oggetto di controversia - Efficacia di giudicato dell’annullamento della cartella - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 356 del 14/01/2000

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - In genere - Versamento effettuato attraverso ritenuta operata dal "sostituto" d’imposta - Presentazione dell’istanza di rimborso solo da`parte del medesimo - Successiva inerzia dello stesso nell’impugnativa del provvedimento di diniego dell’Amministrazione finanziaria - Conseguenze - Sostituzione processuale da parte del "sostituito" - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Successiva chiamata in causa del "sostituto" - Idoneità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 1433 del 09/02/2000

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - Istanza ex art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973 - Contenuto - Indicazione degli estremi del versamento d’imposta oggetto della richiesta di restituzione - Necessità

Sez. V - Sentenza n. 3250 del 20/03/2000

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Sanzioni amministrative - Applicazione - In genere - Assunzione di lavoratori senza il tramite dell’Ufficio di collocamento - Pluralità di responsabili obbligati in solido - Mancata applicabilità dell’art. 9 D.Lgs. n. 472 del 1997 in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie - Questione di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 3 Cost. - Manifesta infondatezza

Sez. L - Sentenza n. 6712 del 01/07/1999

Sanzioni tributarie - Sanzioni non penali - Riforma regime transitorio - Principio di legalità ex art. 3 D.Lgs. 472/97 - Applicabilità - Conseguenze - Sistema sanzionatorio previsto dai D.Lgs. n. 471 e 472 del 1997 - Applicabilità alle infrazioni pregresse - Condizioni - Fattispecie relativa a violazione per minor pagamento dell’iva all’importazione - Benefici ex art. 13 D.Lgs. 472/97 - Applicabilità

Sez. I - Sentenza n. 6823 del 02/07/1999

Sanzioni amministrative - Applicazione - Ordinanza - Procedimento - In genere - Procedimento ex artt. 22 e 23 legge n. 689 del 1981 e correlata competenza per materia del pretore - Controversie soggette - Oggetto - Pretesa di pagamento di sanzione pecuniaria per un illecito amministrativo - In forza di norma prevedentela come tale - Necessità - Controversia sul pagamento di canone di consumo acqua potabile - Natura sanzionatoria - Esclusione - Conseguenze - Inapplicabilità del suddetto procedimento e della competenza pretorile - Applicazione degli ordinari criteri di competenza

Sez. I - Sentenza n. 10151 del 20/09/1999

Sanzioni non penali - Sanzioni civili e amministrative - Principio della responsabilità personale - Conseguenze - Intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi, ai sensi della disciplina prevista dall’art. 8 del decreto legislativo n. 472/97 - Retroattività - Limiti

Sez. V - Sentenza n. 2080 del 23/02/2000

 

TASSA DI CIRCOLAZIONE

Imposta sulla circolazione degli autoveicoli (tasse automobilistiche) - Pagamento - In genere - Vendita non seguita dall’annotazione al PRA - Pagamento da parte del soggetto risultante proprietario al PRA - Rivalsa nei confronti dell’effettivo proprietario - Ammissibilità - Anche nel caso di ulteriore vendita successiva

Sez. I - Sentenza n. 10177 del 21/09/1999

Imposta sulla circolazione degli autoveicoli (tasse automobilistiche) - Soprattasse previste dall’art. 1 della legge n. 27 del 1978 - Presupposti - Mancato o insufficiente pagamento - Portata - Ipotesi del mero ritardo nel pagamento - Inclusione

Sez. I - Sentenza n. 11278 del 08/10/1999

 

TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI

Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Soggetti obbligati - Stabilimenti industriali - Ubicazione nel territorio comunale di raccolta dei rifiuti - Necessità

Sez. I - Sentenza n. 12863 del 19/11/1999

Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Superfici destinate ad attività commerciali produttive di rifiuti speciali - Provvedimento comunale di assimilazione di tali superfici a quelle produttive di rifiuti urbani - Requisiti - Onere di specificazione qualitativa e quantitativa dei rifiuti speciali ai fini dell’assimilazione - Sussistenza - Fattispecie

Sez. I - Sentenza n. 13316 del 29/11/1999

 

TASSA PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE

Tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche - Esenzione prevista dall’art. 3 legge n. 549 del 1995 per le occupazioni non eccedenti i dieci metri quadrati da parte di promotori e organizzazioni di manifestazioni a carattere politico - Legge posteriore abolitrice dell’illecito tributario disciplina dagli artt. 10 e 192 del R.D. n. 1175 del 1931 relativo all’omesso pagamento del tributo - Configurabilità - Conseguenze in relazione all’art. 3 del D.Lgs n. 472 del 1997 prevedente il mancato assoggettamento a sanzione per violazioni non più punibili in base a legge successiva - Fattispecie relativa all’occupazione di suolo pubblico con un tavolo per la raccolta di firme per referendum abrogativo realizzatosi in epoca anteriore all’entrata in vigore della legge n. 549 del 1995

Sez. I - Sentenza n. 13046 del 24/11/1999

 

TASSA SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE

Tasse sulle concessioni governative - In genere - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per l’iscrizione annuale ex D.L. n. 853 del 1984 e successive modifiche - Contrasto con la normativa comunitaria - Azione di rimborso esercitata dalla società - "Jus superveniens" ex art. 11 della legge n. 448 del 1998 - Richiesta dell’amministrazione finanziaria di tenersi conto dello stesso per la determinazione del rimborso - In ordine a punti estranei alle censure oggetto del giudizio di cassazione - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7052 del 07/07/1999

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Illegittimità - Sopravvenienza dell’art. 11 della legge n. 448/98 - Ininfluenza - Rimborso - Istanza - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Incompatibilità di tale norma con il diritto comunitario - Esclusione - Contrasto della stessa con gli artt. 2, 3, 4, 23, 24, 113 Cost. - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 7176 del 09/07/1999

Tasse sulle concessioni governative - In genere - Ricorso per cassazione - Questioni nuove - Jus superveniens (legge 23 dicembre 1998 n. 448) - Applicabilità - Limiti

Sez. I - Sentenza n. 7279 del 10/07/1999

Tassa sulle concessioni governative - Tassa di concessione governativa per l’iscrizione annuale nel registro delle imprese - Rimborso - Criteri di calcolo del rimborso e degli interessi - Legge n. 448 del 1998 - Applicabilità quale jus superveniens - Nel giudizio di legittimità - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 11625 del 15/10/1999

Tasse sulle concessioni governative - Illegittimità della tassa di iscrizione annuale nel registro delle imprese per contrasto con il diritto comunitario - Rimborso - Termine di tre anni dal pagamento - Richiesta di restituzione - Atto ricettizio - Esclusione - Conseguenze - Sufficienza ad evitare la decadenza - Spedizione o inoltro entro il termine

Sez. I - Sentenza n. 11625 del 15/10/1999

Tasse sulle concessioni governative - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per il rinnovo della iscrizione annuale - Illegittimità - Rimborso - Richiesta - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Tempestività della domanda - Accertamento - Data di spedizione - Rilevanza

Sez. I - Sentenza n. 11973 del 25/10/1999

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine - Natura della domanda - Atto recettizio - Configurabilità

Sez. I - Sentenza n. 12025 del 26/10/1999

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Interessi sulle somme rimborsate - Misura - Decorrenza

Sez. I - Sentenza n. 12025 del 26/10/1999

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine - Decadenza dal diritto al rimborso - Accertamento - Contenuto

Sez. I - Sentenza n. 1123 del 02/02/2000

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per l’iscrizione della società nel registro delle imprese - Richiesta di rimborso - Termine triennale di decadenza - Presentazione per la spedizione agli uffici postali - Tempestività

Sez. I - Sentenza n. 1691 del 15/02/2000

Tasse sulle concessioni governative - In genere - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine triennale di decadenza - Verifica - Criteri

Sez. V - Sentenza n. 1837 del 18/02/2000

Tasse sulle concessioni governative - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per il rinnovo dell’iscrizione annuale - Illegittimità Richiesta di rimborso - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Contrasto di tale disposizione con il diritto comunitario - Esclusione

Sez. V - Sentenza n. 3422 del 22/03/2000

 

TRIBUTI DOGANALI (diritti di confine - dazi all’importazione ed alla esportazione - diritti doganali)

Tributi doganali - In genere - Spedizioniere doganale - Pagamento dei tributi - Diritto di rimborso a carico dell’obbligato principale (esportatore)

Sez. I - Sentenza n. 7201 del 09/07/1999

Tributi doganali - Dichiarazione doganale - Erronea indicazione della tariffa, ma corretta indicazione della merce - Sanzione amministrativa - Applicabilità - Esclusione - Evasione superiore al 5 per cento del tributo dovuto - Irrilevanza

Sez. III- Sentenza n. 10898 del 01/10/1999

Tributi doganali - Dichiarazione doganale - Sanzioni per le violazioni - In genere - Causa di non sanzionabilità di cui all’art. 303, comma secondo, D.P.R. n. 43 del 1973 - Esatta indicazione della merce nei documenti allegati, ma non nella dichiarazione doganale - Sufficienza - Esclusione

Sez. III - Sentenza n. 10898 del 01/10/1999

Tributi doganali - Diritti marittimi - Tassa di sbarco - E di imbarco - Estensione al porto di Cagliari - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 13245 del 27/11/1999

 

TRIBUTI (IN GENERE)

Tributi - In genere - Tributo da versare all’ente nazionale per la cellulosa e la carta - Presupposti - Prodotto cartotecnico - Definizione

Sez. I - Sentenza n. 9285 del 03/09/1999

Tributi (in generale) - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Coobligato d’imposta - Giudicato favorevole - Estensione ad altro coobbligato - Limiti - Ripetibilità di quanto già versato - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 9519 del 08/09/1999

Tributi (in generale) - Repressione delle violazioni delle leggi finanziarie - Misure conservative - Provvedimento di revoca della autorizzazione ad iscrizione di ipoteca legale concessa ex art. 26 legge n. 4 del 1929 - Impugnazione con ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 10617 del 25/09/1999

Tributi (in generale) - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Responsabile d’imposta - Nozione

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

Tributi - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Fra "sostituto" e "sostituito" d’imposta - Indebito pagamento dell’imposta sui redditi da parte del "sostituto" - Presentazione dell’istanza di rimborso solo da parte del medesimo - Successiva inerzia dello stesso nell’impugnativa del provvedimento di diniego dell’Amministrazione finanziaria - Conseguenze - Sostituzione processuale da parte del "sostituito" - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Successiva chiamata in causa del "sostituto" - Idoneità - Esclusione

Sez. I - Sentenza n. 1433 del 09/02/2000

Tributi - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Estensione ex art. 1306 cod. civ, del giudicato già conseguito dal coobbligato - Rilevabilità d’ufficio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in materia di solidarietà d’imposta e di limiti alla possibilità per il debitore solidale d’imposta di invocare il giudicato favorevole conseguito dal coobbligato d’imposta.

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

Tributi - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Pagamento dell’imposta da parte di uno dei coobbligati, come definita all’esito del giudizio tributario proposto dal medesimo - Effetti - Estinzione del debito d’imposta - Anche a favore dei coobbligati rimasti inerti, e del coobbligato non avvalsosi, nel corso dell’autonomo giudizio da lui intrapreso, della facoltà di invocare l’estensione del giudicato favorevole già conseguito dal primo coobbligato

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

 

TRIBUTI LOCALI

Tributi locali (Comunali, Provinciali, Regionali) - Imposta aree fabbricabili - Oggetto - Applicabilità dell’imposta - Condizioni

Sez. I - Sentenza n. 9062 del 28/08/1999

Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - Diritti per il servizio del pubblico mattatoio - Operazioni diverse dalla visita sanitaria (trasporto carico e scarico delle carni all’interno del macello) - Spese relative - Imposizione agli operatori privati - Illegittimità - Conseguenze - Controversie giudiziarie - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza - Fondamento

Sez. U - Sentenza n. 777 del 16/11/1999

 

VENDITA

Vendita - Promessa di vendita - Contratto preliminare di compravendita - Previsione della sua attuazione mediante vendita indiretta caratterizzata da consegna del bene e rilascio di procura irrevocabile a vendere - Finalità speculativa e di sottrazione dell’affare alla doppia imposizione del trasferimento - Legittimità (dal punto di vista civilistico) - Diritto del venditore all’apposizione di un termine alla procura e all’indicazione nella stessa del prezzo - Esclusione

Sez. II - Sentenza n. 9837 del 15/09/1999

 

 

 

LUGLIO 1999

 

 

Sanzioni amministrative per violazione delle norme sul collocamento e questione di costituzionalità in relazione alla riforma sulle sanzioni tributarie

Sez. L - Sentenza n. 6712 del 01/07/1999

Presidente: Sommella F., Relatore: Sciarelli G.

Sanzioni amministrative - Applicazione - In genere - Assunzione di lavoratori senza il tramite dell’Ufficio di collocamento - Pluralità di responsabili obbligati in solido - Mancata applicabilità dell’art. 9 D.Lgs. n. 472 del 1997 in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie - Questione di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 3 Cost. - Manifesta infondatezza

Costituzione art. 3

L. n. 264 del 29 aprile 1949

L. n. 689 del 24 novembre 1981, art. 5

L. n. 689 del 24 novembre 1981, art. 6

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 9

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 Cost., dell’art. 9 del D.Lgs. n. 472 del 1997, in tema di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, nella parte in cui tale disposizione non prevede che possa applicarsi anche agli illeciti amministrativi in materia di assunzioni dei lavoratori la norma secondo cui quando la violazione consiste nell’omissione di un comportamento cui sono obbligati in solido più soggetti è irrogata una sola sanzione e il pagamento eseguito da uno dei responsabili libera tutti gli altri. La materia tributaria è, infatti, del tutto particolare per cui le statuizioni che ne derivano sono completamente differenti da quelle che scaturiscono da violazioni di norme che perseguono finalità prive di qualsiasi analogia con essa, qual è la regolamentazione delle assunzioni e la relativa tutela dei lavoratori.

Cass. 5421/98

 

In riscossione mancata emanazione di decreti attuativi e lesione del diritto al rimborso

Sez. I - Sentenza n. 6809 del 02/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Cicala M.

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - In genere - Adempimenti fissati dal terzo e dal quarto comma dell’art. 18 del D.Lgs. n. 504 del 1992 - A carico del Ministero delle Finanze - Inerzia dell’Amministrazione - Conseguenze - Limitazione del diritto al rimborso - Configurabilità - Esclusione

D. Lg. n. 504 del 30 dicembre 1992, art. 18

Il terzo ed il quarto comma dell’art. 18 del D.Lgs. n. 504 del 1992, occupandosi fra l’altro dei rimborsi spettanti ai contribuenti, demandano al Ministro delle finanze il compito di stabilire con decreto termini e modalità di effettuazione. Tale delega, riferita agli adempimenti necessari per il concreto soddisfacimento dei crediti restitutori dei contribuenti, attiene alla regolamentazione "interna", nel rapporto con gli organi preposti alle relative incombenze, mentre non riguarda, né potrebbe riguardare in ragione della qualità del soggetto incaricato e della natura dell’atto delegato, le condizioni per l’insorgenza del diritto al rimborso e per la sua tutela in sede giurisdizionale. Ne deriva che le norme di legge sulla ripetibilità del versamento indebito e sull’impugnabilità del silenzio-rifiuto non possono subire limitazione o deroga per effetto dell’inerzia dell’Amministrazione debitrice nel disciplinare le proprie attività esecutive.

 

In ici alloggi popolari costruiti in cooperativa su terreno comunale

Sez. I - Sentenza n. 6809 del 02/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Cicala M.

Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Terreno comunale concesso in superficie a cooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari - ICI - Soggetti passivi - Cooperativa o assegnatari proprietari di singole parti del manufatto realizzato sul suolo comunale

Cod. civ. art. 952

Con riguardo al terreno comunale concesso in superficie a cooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari, l’edificazione del fabbricato rende applicabile l’ICI a carico della Cooperativa stessa o degli assegnatari in veste di proprietari del manufatto che insiste sul suolo o di parti di esso.

 

Iva all’importazione ed attenuanti ed esimenti

Sez. I - Sentenza n. 6823 del 02/07/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Cappuccio G.

(I.V.A.) - Importazioni - Determinazione dell’imposta - Iva all’importazione - Diritto doganale - Configurabilità - Conseguenze - Attenuanti ed esimenti per il minor versamento dell’iva previste dall’art. 48 D.P.R. n. 633/1972 - Applicabilità - Esclusione

D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973, art. 34

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 70

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 46

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 48

D.P.R. n. 897 del 30 dicembre 1980, art. 25

D.L. n. 746 del 29 dicembre 1983, art. 3

L. n. 17 del 27 febbraio 1984

Ai sensi dell’art. 70 D.P.R. n. 633 del 1987 come sostituito dall’art. 25

D.P.R. n. 897 del 1980, e anche dopo il D.L. n. 746 del 1983, convertito in legge n. 17 del 1984 e modificativo delle norme relative all’importazione senza pagamento, l’iva all’importazione si configura come diritto doganale ed è pertanto assoggettato al relativo sistema sanzionatorio, con conseguente inapplicabilità delle attenuanti ed esimenti previste per il minor versamento dell’iva dall’art. 48 del D.P.R. n. 633/72 citato, senza che possa attribuirsi rilevanza in senso contrario ai richiami agli art. 46 e 48 D.P.R. n. 633 cit. contenuti rispettivamente nell’art. 70 del medesimo D.P.R. e nell’art. 3 del D.L. n. 746/83 citato, giacché i suddetti richiami, rappresentando deroghe al principio della soggezione dell’iva all’importazione alla disciplina doganale, valgono nei limiti in cui sono posti e non possono indurre a ritenere che, in tema di importazione, si sia creato un sistema misto tra il regime delle sanzioni doganali e quello delle sanzioni iva.

 

Nuove sanzioni tributarie e principio di legalità in relazione al ravvedimento operoso

Sez. I - Sentenza n. 6823 del 02/07/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Cappuccio G.

Sanzioni tributarie - Sanzioni non penali - Riforma regime transitorio - Principio di legalità ex art. 3 D.Lgs. 472/97 - Applicabilità - Conseguenze - Sistema sanzionatorio previsto dai D.Lgs. n. 471 e 472 del 1997 - Applicabilità alle infrazioni pregresse - Condizioni - Fattispecie relativa a violazione per minor pagamento dell’iva all’importazione - Benefici ex art. 13 D.Lgs. 472/97 - Applicabilità

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 3

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 7

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 13

A norma dell’art. 3 comma terzo D.Lgs. n. 472 del 1997, se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa l’infrazione tributaria e quella successiva prevedono sanzioni di diversa entità, è applicabile la legge più favorevole, con la conseguenza che il nuovo regime sanzionatorio previsto dai D.Lgs. n. 471 e 472 del 1997 trova applicazione, ove più favorevole, anche per le infrazioni pregresse, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo. (Nella specie, vertendosi in materia di sanzioni relative al minor pagamento dell’iva all’importazione, la S.C. ha ritenuto che il combinato disposto dagli art. 7 comma quarto D.Lgs. 471/1997 e 13 lett. c D.Lgs. 472/97 consentisse, in presenza delle circostanze prescritte, l’irrogazione di una sanzione inferiore a quella prevista dalla precedente normativa ed ha pertanto cassato con rinvio la decisione impugnata al fine di accertare la ricorrenza delle condizioni per l’applicazione dello "ius superveniens").

Cass. 9091/98

 

In irpef il costo d’impresa per compensi al mediatore

Sez. I - Sentenza n. 6870 del 03/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vignale M.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Detrazioni - Spesa per il compenso al mediatore - Anno d’imposta della erogazione - Imputazione - Necessità

Cod. Civ. art. 1755

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 75

In tema di imposte sui redditi e con riguardo alla determinazione del reddito di impresa, la spesa per il pagamento del compenso al mediatore deve essere dedotta nell’anno di imposta in cui viene effettivamente sostenuta.

 

In successioni accettazione con beneficio d’inventario e adempimenti

Sez. I - Sentenza n. 6871 del 03/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vignale M.

Imposta sulle succeSsioni - In genere - Chiamato all’eredità non nel possesso dei beni ereditari - Accettazione della eredità con il beneficio di inventario - Dichiarazione di successione - Presentazione - Termine - Decorrenza

Cod. Civ. art. 487

Cod. Proc. Civ. art. 769

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 39

In tema di imposta sulle successioni, anche nella ipotesi in cui i chiamati all’eredità non siano nel possesso dei beni, dopo la formale dichiarazione di voler accettare l’eredità con il beneficio di inventario, devono completare l’inventario stesso nei tre mesi successivi (sei nel caso di proroga) alla pronuncia del provvedimento del pretore di nomina, ai sensi dell’art. 769 cod. proc. civ., del soggetto (cancelliere o notaio) deputato alla redazione dell’inventario. In tal caso, il termine semestrale per la presentazione della dichiarazione di successione decorre dalla scadenza di quello fissato nel provvedimento pretorile per la formazione dell’inventario.

 

Accertamento e condono automatico ex L. 413/91

Sez. I - Sentenza n. 6878 del 03/07/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Forte F.

Accertamento delle imposte sui redditi - Avviso di accertamento - Notifica prima dell’entrata in vigore della legge n. 413/91 - Condono ex art. 49 della citata legge - Applicabilità - Esclusione

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 49

In tema di condono fiscale, il contribuente soggetto all’imposta sul valore aggiunto, al quale prima dell’entrata in vigore della legge 30 dicembre 1991 n. 413 sia stato notificato avviso di accertamento per omessa dichiarazione di operazioni imponibili, non può avvalersi del condono cosiddetto automatico di cui all’art. 49 della citata legge, essendo questo applicabile soltanto ai contribuenti ai quali all’entrata in vigore della legge n. 413/91 non siano stati notificati avvisi di rettifica o di accertamento.

 

In contenzioso ex dpr 636/72 la remissione in termini

Sez. I - Sentenza n. 6954 del 06/07/1999

Presidente: Olla G., Relatore: Altieri E.

Contenzioso tributario - Procedimento - Applicabilità delle norme del codice di procedura civile - Nella disciplina del D.P.R. n. 636/72 - Remissione in termini - Disciplina ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione

Cod. Proc. Civ. art. 184 bis

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 39

L’art. 184 bis cod. proc. civ. non può essere applicato al processo tributario nella disciplina dettata dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636, in quanto l’art. 39 di tale decreto fa rinvio soltanto al primo libro del codice di procedura civile, laddove l’art. 184 bis si trova nel libro secondo.

 

In contenzioso appello con motivi di rinvio ad altro appello pregiudiziale

Sez. I - Sentenza n. 6965 del 06/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Motivi dell’impugnazione - Controversia pregiudicata e controversia pregiudiziale - Svolgimento separato dei giudizi su di esse in primo grado - Separata proposizione degli appelli contro le relative decisioni - Motivi dell’appello relativo alla causa pregiudicata - Enunciazione tramite rinvio a quelli dell’appello sulla causa pregiudicante - Ritualità - Esclusione - Conseguenze - Nullità ed inammissibilità dell’appello sulla causa pregiudicata - Successiva riunione degli appelli - Irrilevanza

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 34

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 22

Cod. Proc. Civ. art. 382, comma 3

In tema di contenzioso tributario deve ritenersi inammissibile perché

nullo l’appello proposto avverso una decisione su una controversia, pregiudicata da altra controversia, ad essa collegata da vincolo di connessione per pregiudizialità e resa in separato giudizio, allorché detto appello non contenga l’enunciazione dei motivi, ma si limiti a rinviare all’uopo "per analogia" all’appello separatamente proposto allo stesso giudice contro la decisione sulla causa pregiudicante, deducendo il carattere pregiudiziale della risoluzione dell’appello su quest’ultima, a nulla potendo rilevare che successivamente i due appelli vengano riuniti per la suddetta connessione, posto che la riunione e, quindi, la trattazione unitaria dei gravami, che avrebbe consentito l’enunciazione dei motivi per relationem, non esisteva al momento della proposizione delle relative impugnazioni (principio enunciato dalla Suprema Corte con riferimento ad un caso, nel quale, a seguito di ricorsi separatamente proposti da una s.p.a. contro avvisi di accertamento relativi a maggiori imponibili I.R.P.E.G. e I.L.O.R. e conseguenti omesse ritenute alla fonte sugli utili dei due soci, nonché da ognuno di costoro contro gli avvisi di accertamento per il conseguenziale aumento dei relativi redditi di partecipazione, erano state rese separate decisioni in primo grado e, quindi, proposti separati appelli alla Commissione Tributaria di secondo grado dall’Amministrazione Finanziaria, che, in quelli concernenti i soci aveva rinviato ai motivi dell’appello proposto contro la società: la Suprema Corte, essendo stata l’eccezione di inammissibilità dell’appello contro i soci disattesa sia dalla Commissione di secondo grado che dalla Commissione Tributaria Centrale, ha cassato entrambe le decisioni in espressa applicazione del terzo comma dell’art. 382 c.p.c., riconoscendo l’improseguibilità del giudizio).

 

Canoni comunali ed opposizione all’avviso di mora del concessionario per la riscossione

Sez. I - Sentenza n. 7010 del 06/07/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Graziadei G.

Riscossione delle entrate patrimoniali - Opposizione - Concessione di beni del demanio pubblico - Canoni - Controversie - Competenza ex art. 22 legge n. 689/81 - Configurabilità - Esclusione - Applicabilità delle regole comuni sulla competenza per valore e territorio - Necessità - Fattispecie in tema di fornitura di acqua potabile

Cod. Proc. Civ. art. 7

Cod. Proc. Civ. art. 8

Cod. Proc. Civ. art. 9

L. n. 689 del 24 novembre 1981, art. 22

D.P.R. n. 43 del 28 gennaio 1988, art. 69

L’opposizione avverso l’avviso di mora notificato dal concessionario del servizio di riscossione del Comune in dipendenza della fornitura di acqua potabile, non attiene ad una sanzione pecuniaria per illecito amministrativo di competenza del Pretore ex art. 22 della legge 24 novembre 1981 n. 689, ma riguarda un’entrata patrimoniale del Comune priva di natura tributaria, avendo ad oggetto il canone o il corrispettivo reclamato dall’ente municipale per un servizio pubblico e va perciò proposta davanti al giudice competente per valore e territorio secondo le regole ordinarie.

Cass. 1862/93, 2200/97, 8671/98

 

In invim benefici ex art. 12 dl 70/88 e richiesta

Sez. I - Sentenza n. 7038 del 07/07/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Olla G.

(I.N.V.I.M.) - Accertamento e riscossione - In genere - Benefici di cui all’art. 12 D.L. n. 70 del 1988 - Presupposti - Esplicita richiesta nell’atto o nella dichiarazione di successione - Necessità

D.L. n. 70 del 14 marzo 1988, art. 12

In tema di INVIM, ai fini dell’applicazione del beneficio di cui all’art. 12 del D.L. n. 70 del 1988 (convertito in legge 13 maggio 1988, n. 154) è necessario che il contribuente manifesti espressamente, nell’atto o nella dichiarazione di successione, la volontà di avvalersene, essendo del tutto esclusa la possibilità di una manifestazione implicita di tale volontà, desumibile dal tenore complessivo dell’atto.

Cass. 8458/92, 566/98

 

In successioni l’atto di liquidazione

Sez. I - Sentenza n. 7042 del 07/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Forte F.

Imposta sulle successioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - In genere - Atto di liquidazione - Contenuto necessario

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972

È illegittimo l’atto di liquidazione dell’imposta di successione il quale non contenga l’indicazione dell’imponibile e dei criteri seguiti per la determinazione della misura del tributo, nonché della natura principale, complementare o suppletiva dello stesso.

 

Accertamento induttivo e contabilità "parallela"

Sez. I - Sentenza n. 7045 del 07/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Sotgiu S.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento induttivo - Ammissibilità - Condizioni - Scoperta di una "contabilità parallela" in locali diversi da quelli societari - Accertamento induttivo - Legittimità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 39

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 40

Il ritrovamento, da parte della Guardia di Finanza, in locali diversi da quelli societari, di una "contabilità parallela" a quella ufficialmente tenuta dalla società sottoposta a verifica fiscale legittima, di per sé, ed a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il ricorso al cd. accertamento induttivo di cui all’art. 39, secondo e terzo comma D.P.R. 600/73.

Cass. 13331/92

 

Ritenuta irpef sugli interessi bancari a cooperativa e jus superveniens

Sez. I - Sentenza n. 7047 del 07/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Cappuccio G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Interessi bancari percepiti da una cooperativa di produzione e lavoro - Ritenuta a titolo di imposta - Applicabilità in virtù dello ius superveniens costituito dall’art. 14 della legge n. 28/1999

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 26

D.P.R. n. 601 del 29 settembre 1973, art. 11

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 87

L. n. 28 del 18 febbraio 1999, art. 14

In tema di redditi di capitale, la ritenuta operata dalla banca sugli interessi percepiti da una cooperativa di produzione e lavoro (nella specie nel periodo 1983/1992), ancorché questa non sia soggetta ad IRPEG, deve ritenersi legittima in virtù dell’art. 14 della sopravvenuta legge 18 febbraio 1999 n. 28, norma dichiarata espressamente interpretativa, che stabilisce che "la disposizione di cui all’art. 26, comma quarto, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600, riguardante la ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari e sui conti correnti, deve intendersi nel senso che tale ritenuta si applica anche nei confronti dei soggetti esclusi dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche".

 

Rimborso della tassa sulle società e jus superveniens non eccepito nel ricorso per cassazione

Sez. I - Sentenza n. 7052 del 07/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Altieri E.

Tasse sulle concessioni governative - In genere - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per l’iscrizione annuale ex D.L. n. 853 del 1984 e successive modifiche - Contrasto con la normativa comunitaria - Azione di rimborso esercitata dalla società - "Jus superveniens" ex art. 11 della legge n. 448 del 1998 - Richiesta dell’amministrazione finanziaria di tenersi conto dello stesso per la determinazione del rimborso - In ordine a punti estranei alle censure oggetto del giudizio di cassazione - Ammissibilità - Esclusione

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

D.L. n. 513 del 31 dicembre 1992

Direttiva Commissione n. 335 del 17 gennaio 1969

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11

Cod. Proc. Civ. art. 360

Essendo il giudizio di cassazione "a critica limitata", cioè con oggetto circoscritto ai motivi dedotti dal ricorrente, l’applicazione in esso dello "jus superveniens" può avvenire soltanto se esse riguardano punti fatti oggetto di censure. Ne discende che, in tema di giudizio promosso da una società nei riguardi dell’amministrazione finanziaria, per ottenere il rimborso della tassa annuale di concessione governativa pagata per gli anni dal 1985 al 1992, in dipendenza di contrasto della relativa normativa impositiva con la normativa comunitaria, la pretesa, svolta dall’amministrazione nella memoria difensiva in cassazione, di tenersi conto, ai fini dell’individuazione delle somme eventualmente da rimborsare, della disciplina dettata dall’art. 11 della legge n. 448 del 1998 (sopravvenuto in corso di lite), per quanto attiene alla tassa per l’iscrizione iniziale nel registro delle imprese e per quella dovuta per l’iscrizione degli altri atti sociali, nonché in ordine al saggio degli interessi, non avendo formato detti punti oggetto di censura da parte dell’amministrazione, dev’essere considerata inammissibile.

Cass. 5915/96, 4182/97

 

In contenzioso ex dpr 636/72 la sottoscrizione dell’appello dell’ufficio

Sez. I - Sentenza n. 7057 del 07/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Disciplina ex D.P.R. n. 636 del 1972 - Impugnazione dell’Amministrazione finanziaria - Sottoscrizione dell’atto - Legittimazione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 15

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 25

Il potere di impugnare, nel previgente ordinamento del contenzioso tributario di cui al D.P.R. n. 636 del 1972, era del competente ufficio tributario ed il ricorso era validamente sottoscritto da qualsiasi funzionario del reparto competente, abilitato a firmare per il titolare o capo ufficio.

Cass. 2099/92

SS.UU. 2657/70, 3083/73

 

Termine ex art. 36 bis dpr 600/73 e questione di costituzionalità

Sez. I - Sentenza n. 7058 del 07/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vignale M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica delle dichiarazioni - Termine annuale previsto dall’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Natura perentoria - Esclusione - Fondamento - Profili di incostituzionalità - Configurabilità - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36bis

L. n. 449 del 27 novembre 1997, art. 28

Come espressamente previsto con norma espressamente definita di interpretazione autentica dall’art. 28 della legge 27 novembre 1997, n. 449, e perciò strutturalmente retroattiva, il termine annuale per la rettifica delle dichiarazioni fissato dall’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 non ha natura perentoria, il che comporta che il suo inutile decorso non è causa di decadenza dell’amministrazione finanziaria dal potere di procedere alla rettifica della dichiarazione dei redditi. D’altronde, anche in materia tributaria, ogni decadenza deve essere espressamente prevista, sicché, in mancanza di un’esplicita previsione, il termine fissato dalla legge per il compimento di un atto, ha efficacia meramente esortativa (cioè costituisce un invito a non indugiare) e l’atto può essere compiuto dall’interessato fino a quando ciò non gli venga precluso dalla sopravvenuta prescrizione del relativo diritto. Pertanto, le norme di cui all’art. 36 bis D.P.R. n. 600/73 e all’art. 28 della legge n. 449/97, manifestamente non contrastano con i principi della Carta Costituzionale.

Cass. 11235/98

 

Condono ex dl 429/82 e imposta di fabbricazione

Sez. I - Sentenza n. 7062 del 07/07/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Altieri E.

Condono fiscale - Ex art. 31 del D.L. n. 429/82 - Ambito di applicazione - Imposta di fabbricazione dell’olio di oliva - Inclusione

D.L. n. 912 del 9 novembre 1966, art. 17

L. n. 1143 del 23 dicembre 1966

L. n. 516 del 7 agosto 1982

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 31

L’imposta di fabbricazione di olio di oliva di cui al D.L. n. 912/66 rientra nell’ambito delle imposte indirette ammesse a condono ai sensi dell’art. 31, comma quarto, della legge 7 agosto 1982, n. 516.

 

Accettazione tacita dell’eredità e presunzione da adempimenti civili e fiscali

Sez. II - Sentenza n. 7075 del 07/07/1999

Presidente: Baldassarre V., Relatore: Elefante A.

Successioni "mortis causa" - Disposizioni generali - Accettazione dell’eredità - Modi - Tacita - In genere - Comportamento complessivo del chiamato all’eredità - Valutazione - Necessità - Denuncia di successione e voltura catastale - Accettazione tacita - Configurabilità

Cod. Civ. art. 476

L’accettazione tacita di eredità, che si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede, può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o siano concludenti e significativi della volontà di accettare; pertanto l’accettazione tacita dell’eredità può essere desunta dal comportamento complessivo del chiamato all’eredità che ponga in essere non solo atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione di per sé sola inidonea a comprovare l’accettazione tacita, ma anche atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale che rileva non solo dal punto di vista tributario ma anche dal punto civile per l’accertamento, legale o semplicemente materiale, della proprietà immobiliare e dei relativi passaggi.

Cass. 5463/95, 178/96, 11408/98, 2663/99

 

Tassa sulle società e norma di interpretazione autentica e questione di costituzionalità

Sez. I - Sentenza n. 7176 del 09/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Marziale G.

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Illegittimità - Sopravvenienza dell’art. 11 della legge n. 448/98 - Ininfluenza - Rimborso - Istanza - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Incompatibilità di tale norma con il diritto comunitario - Esclusione - Contrasto della stessa con gli artt. 2, 3, 4, 23, 24, 113 Cost. - Esclusione

Costituzione art. 2

Costituzione art. 3

Costituzione art. 4

Costituzione art. 23

Costituzione art. 24

Costituzione art. 113

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11

La tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, di cui all’art. 3 del D.L. 19 dicembre 1984 n. 853 (convertito in legge 17 febbraio 1985 n. 17) e successive modificazioni, è illegittima, ponendosi in contrasto con gli artt. 10 e l2 della direttiva del Consiglio CEE del 17 luglio 1969 n. 335, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, senza che tale incompatibilità possa ritenersi venuta meno con l’entrata in vigore dell’art. 11 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. La richiesta di rimborso di detta tassa è soggetta alla decadenza triennale dal giorno del pagamento prevista dall’art. 13, comma secondo, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641, senza che tale norma possa ritenersi incompatibile con i principi del diritto comunitario o in contrasto con gli artt. 2, 3, 4, 23, 24, 113 della Costituzione.

Cass. 10231/98

 

In registro valore di immobile desunto da fatto notorio

Sez. I - Sentenza n. 7181 del 09/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Vitrone U.

Imposta di registro - Valore venale - Determinazione - Avviso di accertamento - Rettifica del valore dichiarato di un immobile - Impugnazione - Relativa controversia - Fatto notorio - Utilizzazione per desumere il valore dell’immobile - Ammissibilità - Esclusione - Ragioni

Cod. Proc. Civ. art. 115

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

Il fatto notorio, derogando al principio dispositivo ed a quello del contraddittorio e dando luogo a prove non fornite dalle parti e relative a fatti da esse non vagliati e controllati, dev’essere inteso in senso rigoroso, cioè come fatto acquisito con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile, e non quale evento o situazione oggetto della mera conoscenza del singolo giudice. Conseguentemente, per aversi fatto notorio occorre, in primo luogo, che si tratti di un fatto che si imponga all’osservazione ed alla percezione della collettività, di modo che questa possa compiere per suo conto la valutazione critica necessaria per riscontrarlo, sicché al giudice non resti che constatarne gli effetti e valutarlo soltanto ai fini delle conseguenze giuridiche che ne derivano; in secondo luogo, occorre che si tratti di un fatto di comune conoscenza, anche se limitatamente al luogo ove esso è invocato, o perché appartiene alla cultura media della collettività, ivi stanziata, o perché le sue ripercussioni sono tanto ampie ed immediate che la collettività ne faccia esperienza comune anche in vista della sua incidenza sull’interesse pubblico che spinge ciascuno dei componenti della collettività stessa a conoscerlo. Alla stregua di tali principi non rientra nella categoria del fatto notorio il valore di un determinato immobile, quando ne sia richiesta una precisa determinazione ai fini dell’individuazione della base imponibile di un tributo (nella specie la Suprema Corte ha cassato con rinvio la decisione che, in una controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un avviso di accertamento in rettifica del valore di un immobile, ai fini dell’imposta di registro, aveva ritenuto provato sulla base del notorio quel valore).

Cass. 4330/87, 3087/92, 267/95, 2859/95, 2808/97

 

In irpef l’indennità per ferie non godute

Sez. I - Sentenza n. 7188 del 09/07/1999

Presidente: Ferro V., Relatore: Vitrone U.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva delle ferie non godute - IRPEF - Assoggettabilità

Cod. Civ. art. 2126

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 46

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

In tema di imposte dirette, la indennità sostitutiva delle ferie costituisce reddito imponibile da lavoro dipendente, trattandosi di compenso percepito in dipendenza del rapporto di lavoro e commisurato ad una certa quantità di lavoro svolto, anche se non in via regolare e continuativa ed in violazione di un diritto indisponibile, poiché costituisce sicuro indice di capacità contributiva anche la retribuzione corrisposta per il lavoro prestato in violazione di norme poste a tutela del prestatore di lavoro.

Cass. 7868/94, 4134/99

 

Diritti doganali e obbligo di pagamento dello spedizioniere

Sez. I - Sentenza n. 7201 del 09/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vignale M.

Tributi doganali - In genere - Spedizioniere doganale - Pagamento dei tributi - Diritto di rimborso a carico dell’obbligato principale (esportatore)

L. n. 43 del 23 gennaio 1973, art. 38

Lo spedizioniere doganale che abbia effettuato la dichiarazione doganale e presentato la merce in dogana è tenuto al pagamento dei diritti dovuti in via principale, indipendentemente dal fatto che l’esportatore lo abbia incaricato dell’esecuzione del contratto; pertanto, in caso di avvenuto pagamento da parte dello spedizioniere, sorge a carico dell’esportatore, quale obbligato principale, l’obbligo di procedere al rimborso.

Cass. 907/98

 

In irpef l’indennità per ferie non godute

Sez. I - Sentenza n. 7202 del 09/07/1999

Presidente: Ferro V., Relatore: Graziadei G.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva di ferie - IRPEF - Assoggettabilità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 46

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

In tema di imposte sui redditi, la indennità sostitutiva di ferie deve essere assoggettata ad IRPEF, rientrando nel reddito di lavoro dipendente imponibile ai sensi degli artt. 46 e 48 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917.

Cass. 7868/94

 

In contenzioso rinvio in C.T.C. e termini per la riassunzione

Sez. I - Sentenza n. 7253 del 10/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Papa E.

Contenzioso tributario - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - Rinvio della causa davanti alla Commissione Tributaria Centrale - Riassunzione - Tempestività - Data di presentazione del ricorso - Rilevanza - Data di notifica - Irrilevanza

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 25

Cod. Proc. Civ. art. 392

Cod. Proc. Civ. art. 393

Cod. Proc. Civ. art. 394

In tema di contenzioso tributario, ai fini dell’osservanza del termine di riassunzione della causa davanti alla Commissione Tributaria Centrale, deve prendersi in considerazione, ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, la data di presentazione del ricorso alla commissione e non già quella della notifica di esso alla controparte a cura della segreteria della commissione medesima.

Cass. 5001/79

 

Agevolazioni prima casa e fabbricati rurali destinati ad abitazione

Sez. I - Sentenza n. 7255 del 10/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Reale P.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - In genere - Acquisto della prima casa - Benefici "ex lege" 168/82 - Ambito di applicazione - Acquisto di "fabbricati destinati ad abitazione non di lusso" - Limitazione alle sole abitazioni urbane

L. n. 408 del 2 luglio 1949, art. 13

L. n. 168 del 24 aprile 1982, art. 1

Le agevolazioni fiscali previste dall’art. l della legge 168/82 per l’acquisto della prima casa si applicano con esclusivo riferimento ai trasferimenti di fabbricati urbani destinati ad abitazione (purché non "di lusso"), con conseguente esclusione dei fabbricati rurali, pur se destinati (come nella specie) ad abitazione residenziale.

Cass. 10719/94, 1965/97, 563/98, 3139/98

 

Sanzioni iva ed impresa in amministrazione controllata

Sez. I - Sentenza n. 7272 del 10/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Graziadei G.

(I.V.A.) - Accertamento e riscossione - Irrogazione delle sanzioni - In genere - Violazione della disciplina dell’IVA - Trasgressore - Ammissione all’amministrazione controllata dopo il fatto integrativo dell’infrazione sanzionabile - Provvedimento irrogativo della sanzione - Emanazione dopo la ammissione all’amministrazione controllata - Ammissibilità

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 58

Legge fallim. art. 168

Legge fallim. art. 188

L’obbligazione inerente a pena pecuniaria per violazione della disciplina sull’IVA insorge per effetto ed al momento del verificarsi del contegno commissivo od omissivo che segna il perfezionarsi del corrispondente illecito, mentre il provvedimento irrogativo, tanto se inserito nell’atto di rettifica, quanto se formulato con separato avviso (art. 58 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633), ha la diversa funzione di constatare la pregressa costituzione del debito e di determinarne il quantum. Pertanto, il sopraggiungere dell’amministrazione controllata, dopo il fatto integrativo dell’infrazione sanzionabile, non tocca il potere - dovere dell’Ufficio finanziario di adottare detto provvedimento accertativo e liquidatorio, né implica di per sé effetti invalidanti, anche perché l’apertura della procedura concorsuale segna per il creditore il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive, a norma dell’art. 168, primo comma, della legge fallimentare, richiamato dal successivo art. 188, secondo comma, non anche il divieto di munirsi del titolo all’uopo occorrente.

Cass. 3273/84, 7318/87

 

In ici alloggi popolari costruiti in cooperativa su terreno comunale

Sez. I - Sentenza n. 7273 del 10/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Graziadei G.

Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Terreno comunale concesso in superficie a cooperativa edilizia - Alloggi economici e popolari - Edificazione - ICI - Pagamento - Soggetti obbligati

D.Lg. n. 504 del 30 dicembre 1992, art. 1

D.Lg. n. 504 del 30 dicembre 1992, art. 3

Cod. Civ. art. 952

Cod. Civ. art. 953

Con riguardo al terreno comunale concesso in superficie a coperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari, l’edificazione del fabbricato rende applicabile, ai sensi degli artt. 1-3 del D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 504 (nella formulazione in vigore prima delle modificazioni introdotte a partire dal 1 gennaio 1998 con l’art. 58 del D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446), l’ICI a carico della coperativa stessa o degli assegnatari in veste di proprietari del manufatto che insiste sul suolo o di parti di esso.

 

Rimborso della tassa sulle società e jus superveniens non eccepito nel ricorso per cassazione

Sez. I - Sentenza n. 7279 del 10/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Marziale G.

Tasse sulle concessioni governative - In genere - Ricorso per cassazione - Questioni nuove - Jus superveniens (legge 23 dicembre 1998 n. 448) - Applicabilità - Limiti.

Cod. Proc. Civ. art. 360

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11

Poiché il giudizio di cassazione è un giudizio a "critica limitata", essendo il suo ambito oggettivo delimitato dai motivi di ricorso, l’applicazione dello "jus superveniens" può venire in considerazione solo se si tratta di norme riguardanti punti della decisione fatti oggetto di specifica censura da parte del ricorrente; diversamente la decisione del giudice di merito acquista autorità di cosa giudicata e resta sottratta all’incidenza di nuove norme; conseguentemente, qualora sia sottoposta all’esame della Corte di cassazione la sola questione del termine per l’esercizio dell’azione per il rimborso della tassa di concessione governativa per l’iscrizione nel registro delle imprese, la determinazione delle somme da rimborsare e del tasso di interesse applicabile resta fissata secondo quanto deciso in sentenza e non può tenersi conto della disciplina dettata dalla legge n. 448 del 1998.

Cass. 3621/97, 4182/97, 7760/97, 494/98

 

Riliquidazione irpef sulla buonuscita e omessa sottoscrizione dell’istanza

Sez. I - Sentenza n. 7337 del 12/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Bonomo M.

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Irpef sul trattamento di fine rapporto - Riliquidazione ex artt. 4 e 5 legge n. 482/86 - Istanza - Sottoscrizione - Omissione - Conseguenze - Sanatoria ex art. 156, terzo comma, cod. prov. civ. - Operatività - Esclusione

L. n. 482 del 26 settembre 1985, art. 4

L. n. 482 del 26 settembre 1985, art. 5

La omissione della sottoscrizione della istanza di riliquidazione, ex artt. 4 e 5 della legge 26 settembre 1985 n. 482, dell’imposta dovuta sulle indennità (nella specie indennità di fine rapporto) ed altre somme percepite a decorrere dal 1 gennaio 1980 - costituendo situazione ostativa alla qualificazione della stessa come scrittura giuridicamente rilevante - preclude l’esame della richiesta di riliquidazione, senza che possa invocarsi la sanatoria ex art. 156, terzo comma, cod. proc. civ. per il raggiungimento dello scopo cui l’atto era destinato, riguardando questa gli atti processuali, tra i quali non può ricomprendersi l’istanza in questione, la quale ha invece carattere sostanziale, integrando una dichiarazione di volontà rivolta all’amministrazione e diretta ad ottenere l’applicazione del nuovo e più favorevole sistema di tassazione.

Cass. 12047/98

 

In accertamento la prova presuntiva

Sez. I - Sentenza n. 7338 del 12/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Morelli M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Avviso di accertamento - Prova - "Prova per presunzione" - Legittimità - Presupposti

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 37

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 38

In tema di accertamenti in rettifica ai fini IRPEF, gli uffici competenti sono autorizzati, ai sensi degli artt. 37 e seguenti del D.P.R. n. 600 del 1973, ad avvalersi della "prova per presunzione", la quale presuppone la possibilità logica di inferire, in modo non assiomatico, da un fatto noto e non controverso, il fatto da accertare. (Nella fattispecie, la S.C., in applicazione di tale principio, ha cassato la decisione della Commissione tributaria che aveva accolto il gravame del contribuente, esercente attività di lavorazione di marmi in qualità di imprenditore individuale, avverso un avviso di accertamento in rettifica, operato dall’ufficio Imposte Dirette sulla base di un rapporto della Guardia di Finanza al P.M., fondato, secondo la decisione impugnata, sull’assioma della riconducibilità degli accertati movimenti bancari facenti capo al ricorrente all’attività d’impresa dallo stesso esercitata; assioma recepito acriticamente dall’Ufficio finanziario. Nella pronuncia della Corte si rileva che la sentenza impugnata aveva completamente pretermesso ogni valutazione in ordine alla possibilità che il fatto, accertato, della disponibilità di somme cospicue da parte del contribuente di cui si trattava sui propri conti correnti nel periodo di riferimento conducesse, in via inferenziale e non assiomatica, al fatto, da accertare, della provenienza di quelle somme dall’attività d’impresa dello stesso).

 

In irpef solidarietà da dichiarazione congiunta e regime patrimoniale dei coniugi

Sez. I - Sentenza n. 7393 del 13/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Bonomo M.

IRPEF - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Coniugi - Responsabilità solidale per il pagamento delle imposte sui redditi ex art. 17 legge n. 114/77 - Applicabilità - Regime patrimoniale della separazione dei beni - Sussistenza - Irrilevanza

L. n. 114 del 13 aprile 1977, art. 17

La facoltà dei coniugi non legalmente separati di presentare una dichiarazione unica dei redditi, ai sensi dell’art. 17 della legge 13 aprile 1977 n. 114, non è in alcun modo legata ad un determinato regime patrimoniale della famiglia e non è quindi preclusa dalla presenza del regime della separazione dei beni. Ne consegue che anche la responsabilità solidale derivante dall’ultimo comma dell’art. 17 citato non è esclusa dalla circostanza che il regime patrimoniale della famiglia sia quello della separazione dei beni.

 

Giurisdizione dell’A.G.O. per le ritenute alla fonte.operate dal fallito quale sostituto d’imposta

Sez. U - Sentenza n. 399 del 15/07/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Criscuolo A.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Giurisdizione in materia tributaria - Controversia avente ad oggetto la declaratoria di inefficacia, ex art. 44 legge fall., di un pagamento effettuato dal fallito quale sostituto d’imposta - Giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria - Spettanza

Legge fallim. art. 44

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 1

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre, 1972, art. 16

La controversia avente ad oggetto la declaratoria d’inefficacia, ai sensi dell’art. 44 della legge fallimentare, del pagamento, dopo il fallimento, all’amministrazione finanziaria delle ritenute alla fonte, operate dal fallito quale sostituto d’imposta, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, non riguardando detta causa l’esistenza o l’entità dell’obbligazione tributaria, ma il diverso rapporto tra curatela fallimentare e amministrazione finanziaria in ordine ad un pagamento eseguito dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento.

 

Versamento volontario cautelativo e diritto al rimborso

Sez. I - Sentenza n. 7569 del 17/07/1999

Presidente: Corda M., Relatore: Bonomo M.

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità - Rimborsi - In genere - Nel caso di versamento volontariamente cautelativo - Ammissibilità

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

Non fa venire meno il presupposto per la richiesta di rimborso dell’imposta ex art. 38 del D.P.R. n. 602/73 il fatto che il contribuente abbia proceduto, in occasione della dichiarazione annuale, al versamento, a titolo volontariamente cautelativo, dell’imposta salvo a formulare contestuale richiesta di rimborso della stessa in sede di richiesta di avvalersi dei benefici di cui all’art. 105 del D.P.R. n. 218 del 1978, formulata nella stessa dichiarazione.

 

In registro cessione di area e presunzione di trasferimento del fabbricato soprastante

Sez. I - Sentenza n. 7583 del 17/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Altieri E.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Presunzione di trasferimento di accessioni e pertinenze - Presunzione di trasferimento del fabbricato esistente sul fondo compravenduto ex art. 23 D.P.R. n. 634/72 - Rilevanza al fine del superamento della presunzione di un atto di efficacia obbligatoria attribuente uno jus aedificandi o di una concessione edilizia rilasciata al soggetto beneficiario di tale diritto - Esclusione

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 23

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 24

In tema di imposta di registro, il trasferimento di un fondo deve presumersi comprensivo dei fabbricati che su di esso siano stati edificati, ai sensi dell’art. 23 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 634 (art. 24 del T.U. 26 aprile 1986 n. 131) a meno che siano esclusi espressamente dalla vendita o si provi, con atto che abbia acquistato data certa mediante la registrazione, che appartengono ad un terzo o sono stati ceduti all’acquirente da un terzo, non bastando per vincere la presunzione di trasferimento delle accessioni, stabilita dalla norma summenzionata, l’esistenza di un atto di efficacia obbligatoria attribuente uno "jus edificandi" o di una concessione edilizia rilasciata al soggetto beneficiario di tale diritto.

Cass. 11958/93, 5538/94

 

Rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73 e tassatività

Sez. I - Sentenza n. 7593 del 17/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Di Palma S.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Art. 36 bis comma secondo lett. a) D.P.R. 600/73 - Natura di disposizione eccezionale - Configurabilità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 26 bis, comma 2, lett. a

In tema di imposte sui redditi, l’art. 36 bis comma secondo lettera a) del D.P.R. 600/73 (che consente all’amministrazione finanziaria di correggere errori materiali o di calcolo commessi dal contribuente procedendo direttamente all’iscrizione a ruolo dell’imposta dovuta senza necessità di notificare un previo avviso di accertamento) costituisce disposizione normativa di carattere eccezionale, non estensibile, pertanto, ad ipotesi in cui si pongano questioni di interpretazione di leggi tributarie.

Cass. 6333/96, 4958/89, 4787/94, 7489/94, 10859/94, 2958/96

 

Ruolo straordinario per concordato preventivo

Sez. I - Sentenza n. 7654 del 19/07/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Sotgiu S.

Riscossione delle imposte sui redditi - Riscossione mediante ruoli - Ruoli straordinari - Società - Ritenute alla fonte operate su retribuzioni e indennità di buonuscita - Omesso versamento - Ammissione della società alla procedura di concordato preventivo - Iscrizione delle ritenute in un ruolo straordinario - Legittimità - Sussistenza

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 11, comma 5

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 45

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

Legge Fallim. art. 160

Legge Fallim. art. 168

Legge Fallim. art. 184

A fronte dell’ammissione di una società alla procedura di concordato preventivo, correttamente l’Amministrazione finanziaria procede all’emissione di un ruolo straordinario, iscrivendovi le ritenute alla fonte operate e non versate da detta società, su retribuzioni e su indennità di buonuscita, poiché in tale situazione, in ragione dello stato di insolvenza della società stessa, ricorre il fondato pericolo per la riscossione, richiesto dall’ultimo comma dell’art. 11 del D.P.R. n. 6032 del 1973, quale presupposto per l’utilizzazione del ruolo straordinario, dovendosi, inoltre, considerare che il ruolo straordinario può essere utilizzato per incidere immediatamente sulla formazione dello stato passivo e dei relativi privilegi, nonché sul rispetto della cosiddetta percentuale concordataria.

Cass. 6032/98

 

Esenzione invim decennale per immobile commerciale ed onere della prova

Sez. I - Sentenza n. 7664 del 19/07/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

(I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - I.N.V.I.M. decennale - Fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali - Esenzione prevista dall’art. 25, secondo comma, lett. d) del D.P.R. n. 643 del 1972 - Presupposti - Assenza di mutamenti della destinazione nel decennio - Sufficienza - Esclusione - Impossibilità di diversa destinazione senza radicali trasformazioni strutturali del fabbricato - Necessità - Relativo onere probatorio nel giudizio avente ad oggetto la richiesta dell’esenzione - Soggetto gravato - Contribuente

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 25, comma 2

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 3

Presupposto per l’esenzione dall’I.N.V.I.M. decennale, prevista dall’art. 25 comma secondo lettera d) del D.P.R. n. 643 del 1972, è che il fabbricato adibito ad attività commerciale non sia suscettibile di diversa destinazione, senza una radicale trasformazione, cioè che non sia ipotizzabile una sua diversa utilizzazione in assenza di radicali modifiche delle sue caratteristiche strutturali. L’accertamento di tale presupposto deve, pertanto, essere operato con riferimento esclusivo alle caratteristiche strutturali dell’immobile, per verificare se esse siano tali da non consentirne una diversa destinazione senza una radicale trasformazione, e non già con riguardo all’assenza di mutamenti nell’utilizzo effettivo dell’immobile nel periodo decennale di riferimento. Qualora l’esenzione sia rivendicata dal contribuente incombe sul medesimo l’onere di provare l’esistenza del suddetto presupposto e su di lui ricadono le conseguenze negative dell’eventuale mancato assolvimento di tale onere probatorio.

Cass. 8184/92, 10459/94

 

In registro valutazione automatica per più immobili e mancanza di rendita per alcuni

Sez. I - Sentenza n. 7785 del 20/07/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Adamo M.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Immobili o diritti reali immobiliari - Esclusione del potere di rettifica ex art. 52 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Presupposti - Iscrizione in catasto dell’immobile e indicazione del valore da parte del contribuente - Atto concernente più immobili - Mancanza di attribuzione del valore catastale ad alcuni beni e dichiarazione di un valore complessivo - Applicabilità dell’art. 52 - Esclusione

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

In tema di imposta di registro l’art. 52 del D.P.R. n. 131 del 1986, laddove stabilisce un limite al potere di accertamento dell’ufficio del registro in ordine agli atti concernenti immobili, ha come presupposti applicativi il fatto che l’immobile oggetto dell’atto da registrare sia dotato di rendita catastale ed il fatto che il contribuente abbia indicato il valore attribuito al bene. Ne consegue che detta norma non può trovare applicazione quando, avendo ad oggetto l’atto da registrare più immobili, ad alcuni di essi non sia stata attribuita la rendita catastale e nell’atto il contribuente abbia dichiarato un valore complessivo per tutti i beni.

Cass. 6160/96, 7504/96

 

Condono con pagamento tardivo e somma trattenuta dall’a.f.

Sez. I - Sentenza n. 7839 del 21/07/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Papa E.

Condono fiscale - Imposta dovuta a seguito di istanze di condono ex art. 53 legge n. 413/91 - Pagamento a mezzo di assegno circolare inviato con raccomandata, pervenuta all’amministrazione finanziaria dopo il termine di giorni 60 dalla notificazione dell’avvenuta liquidazione - Conseguenze - Decadenza dal condono - Indicazione del mezzo di pagamento da parte dell’Amministrazione finanziaria e incameramento della somma inviata - Irrilevanza

Cod. Civ. art. 1182

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 53

Il contribuente che, presentata domanda di condono ex art. 53 della legge 30 dicembre 1991 n. 413, si avvalga, quale mezzo di pagamento, di un assegno circolare, inviato con raccomandata che, sebbene spedita prima della scadenza del termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avvenuta liquidazione dell’imposta dovuta, sia pervenuta all’amministrazione finanziaria successivamente, incorre nella decadenza dal condono prevista dal comma 8 dell’art. 53 della legge citata, senza che l’indicazione dell’assegno circolare, quale mezzo di pagamento, da parte dell’amministrazione finanziaria e l’incameramento della somma da parte della stessa valgano ad escludere la tardività del pagamento.

 

Reddito d’impresa e opere, forniture e servizi pluriennali

Sez. I - Sentenza n. 7842 del 21/07/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Bonomo M.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Rimanenze - Opere e servizi in corso di esecuzione - Riduzione per rischio contrattuale - Base di computo - Disciplina ex art. 60 del D.P.R. n. 917/86

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 60

In tema di determinazione del reddito di impresa, per le opere, forniture e servizi di durata ultrannale, le regole stabilite dall’art. 60, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 consentono di applicare la riduzione per rischio contrattuale non ai ricavi conseguiti nell’anno, ma alle rimanenze finali delle opere, servizi e forniture in questione.

Cass. 688/99

 

Esecuzione esattoriale e conversione del pignoramento

Sez. U - Sentenza n. 494 del 22/07/1999

Presidente: Favara F., Relatore: Vittoria P.

Riscossione delle imposte - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Pignoramento - Conversione del pignoramento - Ammissibilità - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Differimento della data dell’incanto in relazione alla domanda di conversione - Potere del giudice dell’esecuzione - Sussistenza - Esclusione

Cod. Proc. Civ. art. 495

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973

Nell’esecuzione esattoriale, secondo la disciplina dettata dagli artt. 45 e seguenti del D.P.R. n. 602 del 1973, è ammissibile la conversione del pignoramento e rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e nelle attribuzioni del pretore quale giudice dell’esecuzione l’adozione dei provvedimenti volti ad assicurare il coordinamento tra lo svolgimento del subprocedimento di conversione e quello di esecuzione forzata; i suddetti provvedimenti non possono tuttavia interferire sul corso dell’esecuzione esattoriale e non possono perciò consistere nel differimento della data dell’incanto stabilita dall’esattore.

SS.UU. 7378/90

 

Per i contributi di bonifica esclusa la competenza del giudice tributario

Sez. U - Sentenza n. 496 del 22/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Finocchiaro A.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Consorzi di bonifica - Contributi relativi - Natura tributaria - Configurabilità - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Insussistenza - Ripartizione delle controversie relative tra giudice ordinario e giudice amministrativo - Criteri

D. Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 2

L. n. 2248 del 20 marzo 1865, art. 2

Le controversie concernenti i contributi di bonifica non appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie, nonostante la natura tributaria di detti contributi, poiché non sono comprese tra quelle devolute alle medesime commissioni dall’art. 2 del D.Lgs. n. 546 del 1992, che individua la giurisdizione tributaria con il metodo dell’enumerazione imposto dal legislatore delegante e quindi mediante norme che, comportando deroghe alla giurisdizione ordinaria, hanno natura eccezionale e sono di stretta interpretazione. Conseguentemente continua ad essere applicabile il principio secondo cui ricade nella giurisdizione del giudice amministrativo la domanda diretta a denunciare lo scorretto esercizio del potere impositivo, dovuto ad errori o abusi nella liquidazione dei contributi ovvero nei piani di classificazione dei beni e di riparto delle spese, mentre spetta al giudice ordinario la cognizione sulla domanda con cui si contesti detto potere impositivo, sia sotto il profilo dell’investitura dell’ente impositore, sia sotto il profilo dell’inclusione del soggetto interessato tra quelli tenuti alla contribuzione.

SS.UU. 10905/98

 

I contributi di bonifica di competenza del tribunale

Sez. U - Sentenza n. 496 del 22/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Finocchiaro A.

Competenza civile - Competenza per materia - Imposte e tasse - Contributi dovuti ai consorzi di bonifica - Carattere tributario della relativa obbligazione - Configurabilità - Conseguenze - Controversie di spettanza del giudice ordinario - Competenza per materia del tribunale

Cod. Civ. art. 9, comma 2

I contributi dovuti ai consorzi di bonifica rientrano nella categoria generale dei tributi e di conseguenza per le relative controversie che ricadano nell’ambito della giurisdizione ordinaria sussiste la competenza per materia del tribunale a norma dell’art. 9, secondo comma, cod. proc. civ.

SS.UU. 9493/98

 

Agevolazioni prima casa e termine di decadenza per i controlli dell’ufficio

Sez. I - Sentenza n. 7947 del 23/07/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Panebianco U.

Imposta di registro - Esenzioni ed agevolazioni - Liquidazione dell’imposta - In genere - Acquisto prima casa - Agevolazioni fiscali - Legge n. 168 del 1982 - Verifiche da parte dell’amministrazione - Eventuale revoca dell’agevolazione - Termine di decadenza - Mancata fissazione nella predetta legge - Imposta di registro - Individuazione di detto termine - Riferimento alla normativa vigente in materia all’epoca della registrazione (nella specie, il D.P.R. n. 634 del 1972, art. 74, riprodotto quasi integralmente dall’art. 76 del successivo D.P.R. n. 131 del 1986) - Atti già presentati per la registrazione - Termine di decadenza triennale - Decorrenza - Dalla data della richiesta di registrazione

L. n. 168 del 22 aprile 1982, art. 1, comma 6

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 74

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 76

La legge n. 168 del 1982, che ha introdotto, per un determinato periodo di tempo, una serie di agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa (come le leggi successive, che, sempre per periodi limitati, hanno confermato tale beneficio), nel prevedere, all’art. l, comma 6, la possibilità per l’amministrazione di procedere a verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti per fruire di tali agevolazioni, con eventuale revoca delle stesse, non fissa alcun termine al riguardo. Pertanto, in tema di imposta di registro, l’indagine sulla individuazione del termine di decadenza del potere in esame va condotta con riguardo alla normativa vigente in detta materia all’epoca della registrazione, nella specie, il D.P.R. n. 634 del 1972, che, all’art. 74, peraltro riprodotto quasi integralmente dall’art. 76 del successivo D.P.R. n. 131 del 1986, concernente la nuova disciplina della imposta di registro, regola varie ipotesi di decadenza, prevedendo, al secondo comma, n. 1, relativamente agli atti già presentati per la registrazione (come nel caso di specie), il termine di decadenza triennale, decorrente dalla richiesta di registrazione.

 

In registro valutazione automatica e conferimento immobiliare

Sez. I - Sentenza n. 7955 del 23/07/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Olla G.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Immobili o diritti reali immobiliari - Criterio automatico ex art. 52 D.P.R. n. 131/86 - Ambito di applicazione - Conferimenti di aziende con componenti immobiliari - Inclusione

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

Dal combinato disposto degli artt. 52 comma 1, 51 comma 4 e 50 D.P.R. n. 131/86 emerge che il criterio della valutazione automatica di cui al comma 4 dell’art. 52 trova applicazione anche in ordine agli atti di conferimento di aziende con componenti immobiliari.

Cass. 1343/99

 

In contenzioso divieto di rinnovazione dell’atto impugnato e annullamento d’ufficio in autotutela

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - In genere - Annullamento d’ufficio per difetto di motivazione dell’atto impugnato - Ostatività all’annullamento d’ufficio per tale vizio del divieto di rinnovazione dell’atto impugnato previsto dall’art. 21 del D.P.R. n. 636/72 - Esclusione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 21

Il divieto di rinnovazione dell’atto impugnato di cui all’art. 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, quando il vizio consista nel difetto di motivazione, non opera nell’ipotesi in cui la amministrazione finanziaria, nell’esercizio del proprio potere di autotutela, proceda d’ufficio all’annullamento dell’atto che difetti di motivazione e, prima che siano scaduti i termini per l’accertamento, provveda ad emettere un avviso sostitutivo del precedente. Detto divieto, infatti, riguarda la possibilità di procedere alla convalida, su impulso del giudice tributario, dello stesso atto impugnato al fine della conservazione dello stesso, emendato dei vizi sanabili, ed al fine di consentire la prosecuzione del giudizio sugli altri motivi di ricorso, mentre nella ipotesi di annullamento di ufficio dell’atto impugnato e di sostituzione di questo con altro atto non si ha una vicenda di "rinnovazione" dell’atto impugnato - per effetto della rinnovazione, l’amministrazione non emana un atto "nuovo", ma riproduce quello stesso sottoposto ad impugnazione, emendato, però, dal vizio formale sanabile, denunciato dal contribuente -, ma si ha la spontanea eliminazione dell’atto oggetto del giudizio, con conseguente cessazione della materia del contendere, ed emanazione di un nuovo atto, che, al fine di evitarne la definitività, richiede di essere a sua volta impugnato, dando così vita ad un nuovo giudizio.

 

In contenzioso annullamento d’ufficio degli atti impositivi impugnati

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - In genere - Atti impositivi - Annullamento d’ufficio prima della rinuncia dell’Amministrazione Finanziaria al ricorso di fronte alla Commissione Tributaria Centrale - Conseguenze - Materia del contendere - Cessazione anche con riferimento al rapporto sostanziale - Ammissibilità

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972

In tema di contenzioso tributario, l’annullamento d’ufficio degli atti impositivi impugnati prima della rinuncia dell’Amministrazione Finanziaria al ricorso alla Commissione Tributaria Centrale determina la cessazione della materia del contendere anche con riferimento all’accertamento da parte del giudice del rapporto sostanziale, facendo venir meno ogni decisione in precedenza emessa.

 

In accertamento i principi del contraddittorio e della tipicità degli atti istruttori

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Accessi, ispezioni e verifiche - In genere - Guardia di Finanza - Acquisizione di elementi utili per la difesa del contribuente - Obbligo - Esclusione - Attività diretta all’accertamento dei redditi - Principio del contraddittorio e principio della tipicità degli atti istruttori - Applicabilità - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 33

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 39

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la Guardia di Finanza non è tenuta ad acquisire elementi utili per la difesa del contribuente, avendo soltanto l’obbligo di cooperare con gli uffici delle imposte "per l’acquisizione ed il reperimento degli elementi utili ai fini dell’accertamento dei redditi e per la repressione delle violazioni delle leggi sulle imposte dirette" (art. 33 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600). Tale attività, avendo natura amministrativa, non è retta dal principio del contraddittorio, anche se sono previste cautele per evitare arbitri e la violazione di fondamentali diritti del contribuente; né è retta dal principio di tipicità degli atti istruttori, atteso che, qualora ricorrano determinate condizioni, l’ufficio delle imposte può determinare il reddito di impresa "sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza" (art. 39 del D.P.R. n. 600/73).

 

In contenzioso ammessa la confessione resa in sede penale

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Istruzione del processo - In genere - Confessione resa in sede penale dal rappresentante legale di una società - Utilizzazione nel processo tributario - Ammissibilità - Violazione del divieto di prova testimoniale - Esclusione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972

In tema di contenzioso tributario, la utilizzazione da parte del giudice tributario, a fini probatori, della confessione resa in sede penale dal rappresentante legale della società ricorrente, non viola il divieto di prova testimoniale nel processo tributario, atteso che il rapporto di immedesimazione organica, che lega il rappresentante legale con la società rappresentata, esclude che il primo possa essere qualificato come testimone, con riferimento ad attività poste in essere dalla società.

 

In iva la cessione di oro laminato

Sez. I - Sentenza n. 7964 del 23/07/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

(I.V.A.) - Oggetto - Cessione di beni - Oro laminato - IVA - Assoggettabilità

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 10

In materia di IVA, la cessione dell’oro laminato deve essere assoggettata ad imposta, non essendo applicabile in tal caso la disposizione dell’art. 10 n. 11 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, che esenta dall’imposta le cessioni di oro in lingotti, pani, verghe, bottoni, granuli.

 

Al giudice tributario le controversie tra sostituito e sostituto d’imposta

Sez. U - Sentenza n. 517 del 27/07/1999

Presidente: Zucconi Galli Fonseca F., Relatore: Vittoria P.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Ritenute d’acconto - Controversia tra sostituto e sostituito - Giurisdizione delle Commissioni tributarie - Fattispecie

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 11

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 1

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 1

Le controversie tra sostituito e sostituto d’imposta relative alla legittimità delle ritenute d’acconto operate dal secondo, sono devolute alla giurisdizione delle Commissioni tributarie atteso che la legittimità della ritenuta non integra una mera questione pregiudiziale, suscettibile di essere delibata incidentalmente, ma dà luogo ad una causa di natura tributaria avente carattere pregiudiziale, la quale deve essere definita con effetti di giudicato sostanziale, dal giudice cui la relativa cognizione spetta per ragioni di materia, in litisconsorzio necessario con l’amministrazione finanziaria (nella specie si controverteva sulla legittimità delle ritenute operate sulle somme dovute in conseguenza di cessione volontaria di beni destinati all’esproprio avvenuta in epoca precedente all’entrata in vigore della legge n. 413 del 1991).

SS.UU. 4223/96

 

Condono ex dl 429/82 ed acquirente di beni non fatturati

Sez. I - Sentenza n. 8163 del 28/07/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Plenteda D.

Condono fiscale - Ex DL 429/82 - Beni venduti senza emissione di fattura - Acquirente - Autofatturazione - Obbligo - Inosservanza - Sanzioni pecuniarie ex art. 41 D.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Condono ex art. 29 D.L. n. 429 del 1982 - Applicabilità - Condizioni

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 41

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 25

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 29

L. n. 516 del 7 agosto 1982

L’acquirente di beni venduti senza emissione di fattura, il quale non abbia adempiuto l’obbligo di "autofatturazione" con le modalità e nei termini stabiliti dall’art. 41, quarto comma, del D.P.R. n. 633 del 1972 (nel testo originario), e sia, pertanto, obbligato in solido con l’alienante al pagamento delle pene pecuniarie previste dallo stesso art. 41 per la violazione dell’obbligo di fatturazione, non ha diritto al condono di dette pene pecuniarie, in virtù del disposto dell’art. 29 del D.L. n. 429 del 1982 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 516 del 1982), qualora l’imposta relativa alle merci non fatturate non sia stata definita ai sensi degli artt. 25 e segg. dello stesso D.L., costituendo tale "definizione " - con le modalità prescritte dalla legge di condono - il necessario presupposto oggettivo per beneficiare dell’ulteriore agevolazione concessa dall’art. 29 citato, consistente nella mancata applicazione delle sanzioni amministrative di cui al titolo III del D.P.R. n. 633 del 1972.

Cass. 12952/92

 

In registro e iva la cessione di terreni in zone non agricole

Sez. I - Sentenza n. 8180 del 28/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Forte F.

Imposta di registro - In genere - Terreni compresi dagli strumenti urbanistici in zone non agricole - Cessione da parte di un ente - Imposta proporzionale di registro - Assoggettabilità - Condizioni

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 1

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 2

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 38

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986

L. n. 10 del 28 gennaio 1977, art. 9

La cessione di terreni, che per gli strumenti urbanistici locali non sono in zone agricole, non è necessariamente imponibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, per l’art. 2, terzo comma, lett. c), del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, e può essere soggetta ad imposta proporzionale di registro quando non sia effettuata da un ente nell’esercizio delle attività agricole o commerciali che lo stesso esercita ordinariamente o ha tra i suoi fini ovvero non inerisca a tali attività.

 

Ritenute su dividendi a società residente nei Paesi Bassi

Sez. I - Sentenza n. 8266 del 30/07/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi - Convenzione fra l’Italia ed i Paesi Bassi del 24 gennaio 1957 resa esecutiva in Italia con legge n. 704 del 1960 - Dividendi corrisposti ad una società avente domicilio fiscale nei Paesi Bassi - Esenzione dalla tassazione - Condizioni

L. n. 704 del 18 giugno 1960

La disposizione di cui all’art. 7, comma 2, secondo periodo, della Convenzione tra l’Italia ed i Paesi Bassi del 24 gennaio 1957, resa esecutiva in Italia con legge 18 giugno 1960, n. 704, richiede, ai fini dell’esonero dalla tassazione in Italia dei dividendi corrisposti da una società avente il domicilio fiscale in essa ad una società con domicilio fiscale nei Paesi Bassi, unicamente che tale ultima società sia titolare di una quota pari ad almeno il 75% del capitale sociale al momento della deliberazione e del versamento, indipendentemente dalla durata di tale partecipazione.

 

Esenzione ilor per le imprese familiari e retroattività

Sez. I - Sentenza n. 8267 del 30/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Plenteda D.

(I.L.O.R.) - Presupposto dell’imposta - In genere - Esenzione dall’ILOR dei redditi di impresa delle società commerciali ex art. 115, lett. e) bis del D.P.R. n. 917/86 - Efficacia retroattiva - Inammissibilità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115

L’art. 9 della legge 29.12.1998 n. 408, che ha aggiunto la lett. e) bis all’art. 115 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 - estendendo così la categoria dei redditi esenti da ILOR a quelli "di impresa derivanti da esercizio di attività commerciali svolte da soggetti diversi da quelli indicati al comma primo dell’art. 87, organizzate prevalentemente con il lavoro proprio e dei familiari, ovvero con il lavoro dei soci, a condizione che il numero complessivo delle persone addette, esclusi gli apprendisti fino ad un massimo di tre, compreso il titolare, ovvero compresi i soci, non sia superiore a tre" - allorché considera gli organismi societari ha natura innovativa e non una portata meramente interpretativa e dunque retroattiva, considerato che al di fuori della previsione normativa e dunque prima della sua entrata in vigore (1.1.1991), le società commerciali, per il fatto di essere tali, sfuggivano alla possibilità di essere esentate dall’ILOR con l’argomento, eventuale, che mancasse una benché minima organizzazione di impresa.

Cass. 3477/87

 

In registro e invim il valore dell’area edificabile

Sez. I - Sentenza n. 8268 del 30/07/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Plenteda D.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Area fabbricabile - Determinazione - Valore venale - Riferimento - Diversità del valore venale dal prezzo versato - Irrilevanza

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 6

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 51

Il valore finale di un’area fabbricabile, ai sensi dell’art. 51 cpv. del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 e dell’art. 6 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, deve essere determinato, sia ai fini dell’imposta di registro che dell’INVIM, in base al valore venale, ancorché il prezzo versato per la compravendita sia da tale valore diverso.

 

Condono ex L. 413/91 e rimborso dei crediti relativi ad anni precedenti

Sez. I - Sentenza n. 8271 del 30/07/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vignale M.

Condono fiscale - Quinto comma dell’art. 55 della legge n. 413/91 - Disciplina - Portata

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 55

In tema di condono fiscale, il quinto comma dell’art. 55 della legge 30 dicembre 1991 n. 413, quando vieta la compensazione tra le maggiori imposte eventualmente dovute in base agli imponibili definiti e gli eventuali crediti d’imposta risultanti dalle dichiarazioni già presentate, intende riferirsi a dichiarazioni relative ad annate precedenti e non interessate dal cosiddetto condono fiscale. Pertanto, dato il suddetto divieto di compensazione dei crediti di imposta, la successiva disposizione contenuta nello stesso comma ("al rimborso di tali crediti si provvederà d’ufficio") vuol significare non già che l’Amministrazione abbia l’obbligo di rimettere in discussione rapporti tributari esauriti, relativi a dichiarazioni dei redditi precedentemente definite, e tanto meno che abbia il compito di provvedere separatamente al rimborso di crediti già contemplati in esse, consentendo, invece, solamente che vengano risolte in separata sede le questioni inerenti al rimborso di crediti collegati a dichiarazioni dei redditi di altre annate.

 

Esenzione ilor per i collaboratori familiari e retroattività

Sez. I - Sentenza n. 8277 del 30/07/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

(I.L.O.R.) - Soggetti passivi - Esenzioni - Disposizione dell’art. 115 del D.P.R. n. 917 del 1986 relativa ai compensi imputati ai collaboratori di imprese familiari - Efficacia retroattiva - Condizioni

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115

D.P.R. n. 42 del 4 febbraio 1988, art. 36

La disposizione di cui all’art. 115, comma secondo, lett. c) del D.P.R.

22 dicembre 1986, n. 917 - a tenore della quale sono esclusi dall’applicazione dell’imposta locale sui redditi i compensi imputati ai collaboratori delle imprese familiari - dispiega efficacia retroattiva ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42, nel caso in cui si tratti di compensi relativi ai periodi di imposta successivi al primo gennaio 1985 e la dichiarazione dei redditi all’epoca presentata risulti conforme alle disposizioni di cui all’art. 5, comma quarto, del suddetto D.P.R. n. 917.

Cass. 9724/93

SS.UU. 9459/92

 

 

AGOSTO 1999

 

 

In accertamento compravendita e facoltà del compratore di sospendere il pagamento

Sez. II - Sentenza n. 8481 del 06/08/1999

Presidente: Cristarella Orestano F., Relatore: Mazziotti Di Celso L.

Accertamento - Notificazione - Deroga alle norme del codice processuale - Sospensione del pagamento del prezzo - Secondo buona fede - Necessità - Inadempimento non grave - Esclusione

Cod. Civ. art. 1482

Cod. Civ. art. 1460

La facoltà del compratore di sospendere il pagamento del prezzo, a norma dell’art. 1482 cod. civ., costituendo un’applicazione alla compravendita del principio generale "inadimplenti non est adimplendum" di cui all’art. 1460 cod. civ., postula non la sola esistenza del diritto reale di godimento in favore di terzi ma che la sospensione del pagamento non sia contrario alla buona fede e di conseguenza il compratore non può avvalersi di tale facoltà, per la carenza di tale estremo, quando l’inadempienza contestata al venditore non sia grave.

Cass. 3806/91, 11709/97, 2091/99

 

Indebito previdenziale ed affinità con le norme agevolative tributarie

Sez. L - Sentenza n. 8609 del 11/08/1999

Presidente: Lanni S., Relatore: Castiglione V.

Previdenza (assicurazioni sociali) - Sanzioni civili - Indebiti previdenziali - Beneficio della non applicazione delle sanzioni civili ex art. 3, comma 7 bis, d.l. n. 103 del 1991, convertito nella legge n. 166 del 1991 - Tempestiva denuncia da parte del pensionato dell’indebita percezione della prestazione - Condizione imprescindibile per poter fruire del beneficio anche nell’ipotesi di omissioni accertate entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 166 del 1991 cit. - Fondamento - Norme agevolative tributarie - Affinità

D.L. n. 103 del 29 marzo 1991, art. 3, comma 7, n. 2

L. n. 166 del 1 giugno 1991

D.L. n. 6 del 15 gennaio 1993, art. 4, comma 4, n. 2

L. n. 63 del 17 marzo 1993

L. n. 140 del 15 aprile 1985, art. 1

In tema di indebiti previdenziali, l’art. 3, comma 7 bis, del d.l. n. 103 del 1991, convertito nella legge n. 166 del 1991 - applicabile, in base all’art. 4, comma 4 bis, del d.l. n. 6 del 1993, convertito nella legge n. 63 del 1993, anche alle maggiorazioni delle pensioni di cui all’art. 1 della legge n. 140 del 1985 - deve essere interpretato nel senso che anche nei casi di omissioni accertate entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione n. 166 del 1991 cit. il pensionato, per poter fruire del beneficio della non applicazione delle sanzioni civili previste per la percezione di prestazioni non dovute, deve avere, di sua iniziativa, denunciato l’indebita percezione stessa all’Ente erogatore entro il medesimo termine. Infatti, ancorché il testo della disposizione considerata non sia esplicito al riguardo, la suddetta interpretazione è quella più rispettosa della "ratio legis" - rappresentata dall’attribuzione di un premio a chi ponesse l’Ente previdenziale al corrente della propria situazione di irregolarità - ed è anche quella maggiormente conforme alla logica che ispira le norme agevolative (c.d. condoni) anche in materia tributaria - costituenti, insieme con le norme dello stesso tipo in materia previdenziale, un settore normativo unico, ai cui principi ci si può riferire ai fini ermeneutici secondo quanto affermato, mutatis mutandis, dalla sentenza n. 166 del 1996 della Corte costituzionale - nonché la più conforme alla Costituzione il cui art. 3 richiede che non siano trattati nello stesso modo coloro che si sono prodigati denunciando la propria irregolarità e coloro che, invece, sono rimasti inattivi nell’illecito.

Cass. 8101/95, 2684/97, 2904/99

 

In registro vendita a terzi dell’immobile conferito in godimento temporaneo a società

Sez. I - Sentenza n. 8640 del 13/08/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Immobile conferito in godimento temporaneo ad una società - Vendita ad un terzo - Base imponibile - Valore commerciale del bene

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 43

Cod. Civ. art. 2253

Cod. Civ. art. 2254

Cod. Civ. art. 1599

In tema di imposta di registro, la vendita ad un terzo dell’immobile conferito in godimento temporaneo ad una società, quale atto traslativo della proprietà non gravata da diritti reali (o da diritti di obbligazione di tipo equipollente), è sottoposta al tributo di registro sulla base del valore commerciale del bene, a prescindere dalla clausola con cui il compratore si impegni a rispettare (e fare proprio) il debito verso la società stessa.

 

In contenzioso il disconoscimento della sottoscrizione in dichiarazione

Sez. I - Sentenza n. 9054 del 28/08/1999

Presidente: Ferro V., Relatore: Vitrone U.

Contenzioso tributario - Procedimento - Iscrizione a ruolo per omesse ritenute di acconto risultanti in sede di controllo della liquidazione del mod. 770 - Impugnazione - Disconoscimento della sottoscrizione di detta dichiarazione (mod. 770) - Effettuazione nel giudizio tributario - Necessità

Cod. Proc. Civ. art. 214

D. Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 1

In tema di contenzioso tributario, il contribuente che, avendo impugnato la iscrizione a ruolo per omesse ritenute di acconto risultanti in sede di controllo della liquidazione del mod. 770, affermi di nulla dovere per non aver mai presentato tale dichiarazione (mod. 770), deve necessariamente - essendo tenuto per legge a proporre dinanzi al giudice tributario competente il ricorso contro l’iscrizione a ruolo - disconoscere in tale sede la sottoscrizione apposta in calce alla suddetta dichiarazione, in forza del rinvio operato dall’art. 1, comma secondo, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in forza del quale i giudici tributari applicano le norme del predetto decreto e, per quanto da esse non disposto e con esse compatibili, le norme del codice di procedura civile, senza i particolari limiti previsti dall’art. 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636, abrogato dall’art. 71 del D.Lgs. n. 546 del 1992.

 

L’imposta sulle aree fabbricabili ed edificabilità

Sez. I - Sentenza n. 9062 del 28/08/1999

Presidente: Carbone V., Relatore: Adamo M.

Tributi locali (Comunali, Provinciali, Regionali) - Imposta aree fabbricabili - Oggetto - Applicabilità dell’imposta - Condizioni

L. n. 246 del 5 marzo 1963, art. 1

Dal disposto dell’art. 1 della legge n. 246 del 1963 si desume che l’imposta sull’incremento di valore delle aree fabbricabili è applicabile esclusivamente alle aree che abbiano una conformazione fisica e geologica che consenta in fatto l’edificazione e che siano edificabili secondo gli strumenti urbanistici vigenti.

Cass. 8666/92

 

 

SETTEMBRE 1999

 

 

Accertamento ai soci per condono della società

Sez. I - Sentenza n. 9200 del 01/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Marziale G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica dei redditi prodotti in forma associata - Determinazione in base al reddito risultante dalla dichiarazione integrativa presentata dalla società - Ammissibilità - Ostatività del disposto dell’art. 15, quarto comma, del D.L. n. 429/82 - Esclusione

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 15

L. n. 516 del 7 agosto 1982

In tema di imposte sui redditi, è legittima la rettifica della dichiarazione dei redditi dei soci di una società personale sulla base del reddito della società risultante dalla dichiarazione integrativa presentata ai sensi del D.L. n. 429/82 (convertito in legge n. 516/82), senza che vi osti il disposto dell’art. 15, quarto comma, del citato D.L., secondo cui la dichiarazione della società esplica efficacia nei soli confronti del soggetto dichiarante.

 

In contenzioso appello alla c.t.r. notificato alla parte deceduta e costituzione dell’erede

Sez. I - Sentenza n. 9201 del 01/09/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Finocchiaro A.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Appello alla Commissione Tributaria Regionale nei confronti di persona non più esistente - Notificazione a soggetto non avente la qualità di domiciliatario - Inammissibilità nella ipotesi di costituzione in giudizio, senza contestazione, nel termine dell’anno dalla pubblicazione della sentenza, del soggetto subentrato al destinatario - Esclusione

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 22

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 53

In tema di contenzioso tributario, l’atto di appello alla Commisslone

Tributaria Regionale nei confronti di soggetto non più esistente, notificato a persona che al momento della consegna dell’atto non aveva la qualità di domiciliatario, non può essere dichiarato inammissibile qualora il soggetto subentrato al destinatario della notificazione si sia costituito in giudizio, senza contestazione, nel termine dell’anno dalla pubblicazione della sentenza, dovendo in tal caso il giudice fare applicazione del principio giurisprudenziale per il quale, in ipotesi di inesistenza giuridica della notifica, la costituzione della parte intimata ha efficacia sanante "ex nunc", con conseguente ammissibilità dell’appello, qualora tale costituzione sia avvenuta entro il termine di impugnazione.

Cass. 620/96

 

Ritenuta sugli interessi da c/c a soggetti esenti irpeg

Sez. I - Sentenza n. 9202 del 01/09/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Graziadei G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenuta per interessi di pertinenza dei soggetti esenti da irpeg ex art. 88 D.P.R. 917/86 - Soggetti destinatari - Enti territoriali - Configurabilità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 26

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 88

L. n. 28 del 18 febbraio 1999, art. 14

L’art. 26 del DPR 600/73, nel prevedere la ritenuta, a titolo d’imposta, delle somme relative ad interessi relativi a conti correnti e depositi "di pertinenza dei soggetti esenti" ed "in ogni altro caso", fa riferimento, oltre agli enti che godano di ragioni di esenzione in senso stretto, anche a quelli sottratti alla tassazione (nella specie, enti locali), così conferendo alla ritenuta stessa, per tali ultimi enti, la consistenza di un’imposizione di tipo autonomo e sostitutivo, giusta disposto dell’art. 14 della legge 28/99, norma di interpretazione autentica, assistita, in quanto tale, da immediata applicabilità ai rapporti non ancora definiti.

Cass. 1837/98

 

Sospensione dei termini per condono e azione esecutiva per privilegio immobiliare

Sez. I - Sentenza n. 9204 del 01/09/1999

Presidente: Olla G., Relatore: Altieri E.

Condono fiscale - Condono ex DL n. 429/82 (I.N.V.I.M.) - Privilegi - Ex art. 28 D.P.R. n. 643/72 - Sospensione, ex art. 32 D.L. n. 429/82, dei termini di prescrizione e di decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive - Portata - Estensione anche ai termini relativi all’azione esecutiva dello Stato sull’immobile gravato da privilegio - Esclusione

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 28

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 31

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 56

La sospensione dei termini di prescrizione e decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive, disposta, fra l’altro, in tema di INVIM, dall’art. 32 D.L. 10 luglio 1982, n. 429 convertito in legge 7 agosto 1982, n. 516 integrato dal D.L. 15 dicembre 1982, n. 816 convertito in legge 12 febbraio 1983 n. 27, trova applicazione con esclusivo riferimento ai termini inerenti alla riscossione del tributo nei confronti del debitore principale di imposta e del responsabile di imposta; e pertanto non trova applicazione rispetto ai termini relativi all’azione esecutiva dello Stato nei confronti del terzo subacquirente di un immobile sul quale grava il privilegio di cui agli artt. 28 D.P.R. n. 643/72 e 2772 cod. civ., quali, appunto, quello quinquennale di estinzione del privilegio previsto dall’art. 56 D.P.R. n. 131/86, applicabile all’INVIM in forza dell’art. 31, D.P.R. n. 643/72.

 

Decadenza dall’impugnazione e pretesa erariale in contrasto con la disciplina comunitaria

Sez. I - Sentenza n. 9206 del 01/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Graziadei G.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Termini per ricorrere - Natura decadenziale - Anche nel caso di contrasto della pretesa impositiva con la disciplina comunitaria

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 16

Opera anche nell’ipotesi di contrasto della pretesa impositiva con l’ordinamento comunitario il principio secondo cui il termine di sessanta giorni entro il quale impugnare l’atto di liquidazione dell’imposta ha natura decadenziale, di modo che il suo inutile decorso determina la definitività del provvedimento stesso, precludendo la possibilità di rimettere in discussione l’"an" ed il quantum dell’imposta..

 

In ilor qualificazione normativa dell’attività artigiana ed esercizio di fatto

Sez. I - Sentenza n. 9208 del 01/09/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Adamo M.

(I.L.O.R.) - Soggetti passivi - Impresa artigiana - Normativa contenuta nella legge n. 860 del 1956 - Rilevanza ai fini della tassabilità di soggetto non avente i requisiti per essere qualificato imprenditore artigiano, ma di fatto svolgente attività artigianale -

Esclusione

L. n. 860 del 25 luglio 1956

Cod. Civ. art. 2083

In tema di ILOR, la normativa contenuta nella legge 25 luglio 1956 n. 860, finalizzata alla qualificazione delle imprese artigiane, per l’iscrizione nel relativo albo, non influisce sulla tassabilità dei redditi prodotti da soggetto che, pur non avendo i requisiti per essere qualificato come imprenditore artigiano, tuttavia di fatto svolga attività artigianale.

 

Coefficienti presuntivi di reddito e disponibilità dei beni indice di capacità contributiva

Sez. I - Sentenza n. 9209 del 01/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Milani L.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamento sintetico - Coefficienti presuntivi di reddito - Beni e servizi rilevanti ai fini della determinazione del reddito, ex art. 2 del D.P.R. n. 600 del 1973 - Disponibilità degli stessi - Nozione - Conseguenze

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 2

Secondo la disposizione dell’art. 2, comma primo, del D.M. 10 settembre 1992 contenente la "determinazione, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, degli indici e coefficienti presuntivi di reddito o maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva", i beni ed i servizi rilevanti, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 ai fini della determinazione del reddito, si considerano nella "disponibilità" della persona fisica che "a qualsiasi titolo o anche di fatto utilizza o fa utilizzare i beni o riceve o fa ricevere i servizi ovvero sopporta in tutto o in parte i relativi costi". Alla luce di una tale realtà si rende pertanto di per sé irrilevante il fatto che il bene non sia nella proprietà del soggetto, o che esso sia stato ceduto in comodato gratuito ad un terzo soggetto.

 

Rimborso iva ed interessi anatocistici

Sez. I - Sentenza n. 9273 del 03/09/1999

Presidente: Ferro V., Relatore: Ferro V.

(I.V.A.) - Rimborsi - Credito IVA - Ritardo - Interessi anatocistici - Applicabilità - Ostatività all’applicazione dell’anatocismo del disposto dell’art. 38 bis del D.P.R. n. 633/72, delle disposizioni regolanti il rimborso delle imposte versate in eccedenza o delle particolari caratteristiche strutturali del processo tributario - Esclusione

Cod. Civ. art. 1283

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 38 bis

Il contribuente può conseguire, sotto condizione di verifica positiva dei presupposti configurati dall’art. 1283 cod. civ. e nei limiti consentiti da tale disposizione, la condanna dell’amministrazione al pagamento degli interessi anatocistici per il ritardato rimborso di un credito IVA, senza che l’applicabilità dell’istituto dell’anatocismo trovi ostacolo nel disposto dell’art. 38 bis del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, né, in linea generale, nelle disposizioni che regolano il rimborso delle imposte pagate in eccedenza rispetto al dovuto o nelle particolari caratteristiche strutturali del processo tributario.

 

Agevolazioni per l’edilizia popolare a singoli appartamenti

Sez. I - Sentenza n. 9281 del 03/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Cicala M.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Edilizia economica e popolare - Benefici ex legge n. 408/49 - Applicabilità a singoli appartamenti o frazione di fabbricato - Esclusione

L. n. 408 del 2 luglio 1949

L. n. 1493 del 6 ottobre 1962, art. 11

L. n. 1212 del 2 dicembre 1967

In tema di agevolazioni tributarie, il singolo condomino non può usufruire dei benefici accordati dalla legge "Tupini" 2 luglio 1949 n. 408 (nel caso di specie esenzione dall’ILOR), riguardando questi i fabbricati nel loro complesso e non le singole unità immobiliari di cui si compongono, purché, ai sensi delle leggi interpretative 6 ottobre 1962 n. 1493 e 2 dicembre 1967 n. 1212, ricorrano congiuntamente le condizioni che almeno il cinquanta per cento più uno della superficie totale dei piani sopra terra sia destinato ad abitazione e che non più del venticinque per cento della superficie totale dei piani sopra terra sia destinata ad uso commerciale.

Cass. 1210/78

 

In registro fusione per incorporazione e disciplina comunitaria

Sez. I - Sentenza n. 9284 del 03/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Imposta di registro - Fusione per incorporazione - Società incorporante - Detenzione della totalità delle azioni o quote della società incorporata - Direttive CEE nn. 335 del 17 luglio 1969, 80 del 9 aprile 1973 e 303 del 10 giugno 1985 - Ostatività alla applicazione della imposta proporzionale di registro - Esclusione

Direttiva Consiglio n. 335 del 17 luglio 1969, art. 4

Direttiva Consiglio n. 335 del 17 luglio 1969, art. 7

Direttiva Consiglio n. 303 del 10 giugno 1985, art. 1

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, all. A, art. 4

Cod. Civ. art. 2501

La direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE, come modificata dalle direttive del Consiglio 9 aprile 1973 n. 73/80 CEE e 10 giugno 1985, 85/303/CEE, non osta alla riscossione della imposta proporzionale di registro in base alla Tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 in caso di incorporazione di società ad opera di altra società che detiene la totalità delle azioni o delle quote della società incorporata, non potendo tale operazione inquadrarsi nella fattispecie dei conferimenti dell’intero patrimonio societario in altra società di capitali remunerati esclusivamente mediante attribuzione di quote sociali, disciplinata dalla direttiva, essendo già tutte le quote od azioni appartenenti all’incorporante.

 

Il contributo per i prodotti cartotecnici

Sez. I - Sentenza n. 9285 del 03/09/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Forte F.

Tributi - In genere - Tributo da versare all’ente nazionale per la cellulosa e la carta - Presupposti - Prodotto cartotecnico - Definizione

L. n. 1453 del 13 giugno 1935, art. 3

Il contributo da versarsi all’ente nazionale per la cellulosa e la carta dalle imprese operanti nel settore, secondo la previsione della legge n. 1453 del 1935, è dovuto per qualsivoglia prodotto cartotecnico, da intendersi come derivato dalla trasformazione o manipolazione di carta e cartoni, con conseguente esclusione di qualsiasi interpretazione della detta norma che consenta cessioni di prodotti cartotecnici esenti da contributi.

Cass. 3941/87

 

La ritenuta sugli interessi da c/c e i soggetti esclusi dall’irpeg

Sez. I - Sentenza n. 9378 del 04/09/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenute a titolo di imposta - Nel confronti dei soggetti "esenti" dall’IRPEG - Portata soggettiva - Soggetti "esclusi" dall’IRPEG - Inclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 26

L. n. 28 del 18 febbraio 1999, art. 14

La disposizione di cui al terzo periodo del quarto comma dell’art. 26, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, allorché prevede che la ritenuta sugli interessi, premi ed altri frutti di obbligazioni e titoli similari e sui conti correnti è effettuata "a titolo di imposta" nei confronti dei soggetti "esenti" dall’IRPEG, deve intendersi - come da norma di interpretazione autentica contenuta nell’art. 14 della legge 18 febbraio l999, n. 28 - nel senso che essa ha riguardo anche alla ipotesi dei soggetti "esclusi" dall’IRPEG.

 

In registro subingresso del figlio all’assegnatario del fondo dell’ente di sviluppo agricolo

Sez. I - Sentenza n. 9379 del 04/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Panebianco U.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Atti sottoposti a condizione sospensiva - Vendita con riserva della proprietà - Assegnazioni di terreni dell’Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria - Subentro del figlio all’originario assegnatario con accollo del residuo debito per il riscatto del fondo - Relativo atto - Imposta proporzionale di registro sul prezzo di assegnazione - Applicabilità - Accertamento di maggior valore - Ammissibilità -

Esclusione

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 26

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 2

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 27

L. n. 230 del 12 maggio 1950, art. 17

L. n. 230 del 12 maggio 1950, art. 18

L. n. 230 del 12 maggio 1950, art. 29

L. n. 590 del 6 maggio 1965, art. 25

L’atto, con il quale l’originario assegnatario rinuncia al riscatto di un

fondo rustico, assegnatogli dall’Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria, ed il figlio subentra nei diritti e negli obblighi connessi all’assegnazione, accollandosi il residuo debito per il riscatto del fondo e l’Ente di sviluppo prende atto del subingresso, consentendo la prosecuzione del rapporto con il subentrante, deve essere assoggettato all’imposta proporzionale di registro in base al prezzo di assegnazione, senza che l’amministrazione finanziaria possa procedere ad accertamento di maggior valore anche ai fini dell’INVIM, avendo detta complessa operazione la natura e gli effetti di una nuova assegnazione, sia pure limitata al periodo ancora mancante per il definitivo trasferimento del bene, alla quale è applicabile il principio del divieto di accertamento del maggior valore e dell’assoggettamento al valore dichiarato, alla stregua dell’originario atto di assegnazione.

SS.UU. 734/89

 

In registro conferimenti per ripianamento delle perdite e mancanza della delibera assembleare

Sez. I - Sentenza n. 9470 del 07/09/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Graziadei G.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Atti ed operazioni di società e di associazioni - Conferimenti relativi ad aumento di capitale in rispondenza della sua riduzione per perdite - Imposta proporzionale di registro - Inapplicabilità - Conferimenti effettuati in assenza di apposita delibera assembleare - Imposta proporzionale - Applicabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986

In tema di imposta di registro, la nota II dell’art. 4 della tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, relativa alla inapplicabilità dell’imposta proporzionale "de quo" per i conferimenti relativi all’aumento di capitale in rispondenza della sua riduzione per perdite non riguarda il caso in cui i conferimenti stessi siano stati effettuati in assenza di una deliberazione assembleare che abbia in tal senso disposto (riduzione con contestuale aumento di capitale), indipendentemente dal fatto che essi siano rivolti ed in concreto utilizzati per il ripianamento di perdite che potrebbero imporre (ove non sanate) l’adozione della detta deliberazione.

Cass. 7959/96

 

In irpef redditi di lavoro e transazione giudiziale per cessazione dalla carica di consigliere delegato

Sez. I - Sentenza n. 9477 del 07/09/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Plenteda D.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - In genere - Somme riscosse in dipendenza di una transazione - Finalità - Reintegrazione dei redditi provenienti dall’attività all’interno di una società, perduti a causa della cessazione del rapporto intercorso con la società - Tassazione di dette somme - Ammissibilità - Natura del rapporto - Irrilevanza

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 49

In tema di imposte sui redditi, le somme riscosse in dipendenza di una

transazione, avvenuta dinanzi al pretore del lavoro, finalizzate a reintegrare il percipiente dei mancati redditi provenienti dalla sua attività all’interno di una società a causa della cessazione del rapporto intercorso con questa, vanno assoggettate a tassazione, senza che rilevi che tali somme trovano titolo nella perdita della carica di consigliere delegato (per essere stato l’interessato obbligato di fatto a rassegnare le dimissioni), ovvero nella cessazione dell’attività di prestatore d’opera continuativa e coordinata o ancora nell’una e nell’altra.

 

In contenzioso impugnazione del silenzio-rifiuto e legittimazione passiva

Sez. I - Sentenza n. 9479 del 07/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Celentano W.

Contenzioso tributario - Parti processuali - Istanza di rimborso - Destinatario - Intendenza di Finanza - Legittimazione passiva nella controversia introdotta con il ricorso avverso il silenzio-rifiuto formatosi sulla istanza di rimborso - Intendenza di Finanza - Spettanza

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 10

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 18

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 19

In tema di contenzioso tributario, l’ufficio finanziario destinatario dell’istanza di rimborso, proposta dal contribuente ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 - che la norma indica nell’Intendenza di Finanza - è anche parte legittimata (art. 10 del D.Lgs. n. 546 del 1992) nel processo tributario introdotto con il ricorso avverso il silenzio-rifiuto formatosi sulla istanza predetta, proposto dal contribuente per la restituzione del tributo ai sensi degli artt. 18 e 19, comma primo, lett. g), del citato D.Lgs. n. 546 del 1992.

 

Espropriazione immobiliare esattoriale ed offerte in aumento di sesto ex art. 584 c.p.c.

Sez. I - Sentenza n. 9480 del 07/09/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Forte F.

Riscossione delle imposte sui redditi - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Espropriazione immobiliare - Trasferimento del bene - Momento determinativo - Conseguenze - Offerte in aumento di sesto ex art. 584 cod. proc. civ. - Ammissibilità

Cod. Proc. Civ. art. 584

Cod. Proc. Civ. art. 617

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973

Nell’espropriazione immobiliare esattoriale - disciplinata, per quanto non previsto dagli artt. 46 e seguenti del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, dalla normativa del codice di procedura civile, ex art. 45, terzo comma, di detto decreto - trova applicazione, non essendo derogato da tali disposizioni speciali, l’art. 586 cod. proc. civ. e, pertanto, l’effetto traslativo del diritto sul bene pignorato non si verifica nel momento del deposito, da parte dell’aggiudicatario, del prezzo in cancelleria ai sensi dell’art. 88 del decreto n. 602 del 1973, bensì da quello del (necessario e) successivo decreto di trasferimento a norma dell’art. 586 citato, con la conseguenza che sono ammesse, nell’esecuzione in questione, le offerte di aumento di sesto di cui all’art. 584 cod. proc. civ., non precluse da un trasferimento già avvenuto del diritto sul bene staggito.

Cass. 362/82, 5255/93

 

Termine ordinatorio per la rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73

Sez. I - Sentenza n. 9481 del 07/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Adamo M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Termine ex art. 36 bis D.P.R. n. 600/73 - Carattere ordinatorio

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, il termine di cui all’art. 36 bis del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 deve essere ritenuto ordinatorio, avendo il legislatore stabilito con l’art. 28 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, applicabile anche ai giudizi in corso, in quanto norma interpretativa, che il termine contenuto nell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600/73 su citato ha carattere ordinatorio e non è previsto a pena di decadenza.

 

Reddito d’impresa ed ammortamento degli impianti di aria condizionata

Sez. I - Sentenza n. 9483 del 07/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Vignale M.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Detrazioni - Ammortamenti - Beni materiali - Quote di ammortamento dell’impianto di aria condizionata - Percentuale di deducibilità dell’11% stabilita dal D.M. 29 ottobre 1974, gruppo XI - Applicabilità

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 74

D.M. del 29 ottobre 1974

In tema di imposte sui redditi e con riguardo alla determinazione del reddito di impresa, le quote di ammortamento dell’impianto di aria condizionata possono essere dedotte nella misura dell’11 per cento, stabilita dal D.M. del 29 ottobre 1974, gruppo XI, riguardando genericamente la percentuale di deduzione, prevista da questa disposizione, l’acquisto di "Macchinari operatori ed impianti", ossia, oltre che di macchinari operatori, anche di impianti non altrimenti qualificati.

 

In contenzioso l’appello dell’ufficio sottoscritto dal funzionario preposto al reparto competente

Sez. I - Sentenza n. 9486 del 07/09/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Vitrone U.

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Sottoscrizione da pare del funzionario preposto al reparto competente - Validità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 42

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 15

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 22

In tema di contenzioso tributario, la sottoscrizione dell’atto di appello, pur non competendo ad un qualsiasi funzionario sprovvisto di specifica delega da parte del titolare dell’Ufficio che possa giustificare la sottoscrizione del ricorso preceduta dalla dicitura "per l’Intendente" o da altra che esprima le funzioni vicarie esercitate in via di mero fatto, deve ritenersi invece validamente apposta, quando proviene non già da un qualsiasi funzionario dell’Ufficio, bensì dal funzionario preposto al reparto competente, poiché la delega da parte del titolare dell’ufficio impositore può essere legittimamente conferita in via generale mediante la preposizione del funzionario ad un settore dell’Ufficio con competenze specifiche.

Cass. 3083/73, 2099/92

 

Gli interessi sui crediti d’imposta non formano reddito imponibile

Sez. I - Sentenza n. 9510 del 08/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Papa A.

(I.R.P.E.F.) - Base imponibile - In genere - Interessi maturati sui crediti di imposta vantati dal contribuente - Regime previsto dal D.P.R. n. 597 del 1973 - Assoggettabilità ad imposta - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973

Nel vigore del regime di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, gli interessi maturati sui crediti di imposta vantati dal contribuente nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria, non vanno inclusi nel reddito imponibile, attesa la loro natura meramente "compensativa" e, quindi, la loro non qualificabilità - neanche quando il contribuente sia un istituto di credito - né come reddito di capitale, né come reddito di impresa.

Cass. 12318/95, 4229/96

 

Solidarietà con giudicato favorevole ed irripetibilità del versato

Sez. I - Sentenza n. 9519 del 08/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Marziale G.

Tributi (in generale) - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Coobligato d’imposta - Giudicato favorevole - Estensione ad altro coobbligato - Limiti - Ripetibilità di quanto già versato - Esclusione

Cod. Civ. art. 1306

Il condebitore solidale di imposta può giovarsi, ai sensi dell’art. 1306, secondo comma, cod. civ., del giudicato favorevole formatosi, in ordine all’accertamento dell’imponibile, tra l’Amministrazione finanziaria e altro condebitore, al fine di opporsi alla pretesa di pagamento dell’imposta sulla base di un maggior valore, ma non anche al fine di ottenere la ripetizione di quanto da lui già pagato.

Cass. 1225/95

SS.UU. 7053/91

 

Le agevolazioni per i piani di recupero

Sez. I - Sentenza n. 9520 del 08/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Proto V.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Piani di recupero ex artt. 27 e ss. della legge n. 457 del 1978 - Atti di trasferimento degli immobili - Agevolazioni ex art. 5, primo comma, della legge n. 168 del 1982 - Presupposti

L. n. 168 del 22 aprile 1982, art. 5

La norma di cui all’art. 5, primo comma, della legge 22 aprile 1982 n. 168, dettata in materia dei piani di recupero (di iniziativa pubblica, o di iniziativa privata purché convenzionati) di cui agli artt. 27 e seguenti della legge 5 agosto 1978, n. 457, subordina l’agevolazione fiscale - consistente nell’applicazione, agli atti di trasferimento di immobili, delle imposte di registro, catastali ed in misura fissa - all’esistenza di un duplice requisito: uno, di carattere oggettivo, costituito appunto dall’inserimento dell’immobile in un piano di recupero di iniziativa pubblica o privata convenzionato; l’altro, di carattere soggettivo, costituito dall’essere l’acquirente uno dei soggetti che attuano il recupero. Da questa prospettiva, in coerenza con le finalità perseguite dal legislatore, discende: 1) che il beneficio spetti soltanto quando si realizzino tutti gli elementi che integrano la fattispecie normativa, 2) che, perciò, l’agevolazione sia correlata alla effettiva attuazione del piano di recupero previsto all’atto del trasferimento dell’immobile, e pertanto ne sia giustificata la revoca ove si accerti la insussistenza dei prescritti requisiti.

 

Esenzione invim decennale e periodo di destinazione dell’immobile

Sez. I - Sentenza n. 9525 del 08/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Ferro V.

(I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni - I.N.V.I.M. decennale - Esenzione ex art. 25 secondo comma, lett. d) del D.P.R. n. 643 - Presupposti

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 25

L’esenzione prevista nell’art. 25, secondo comma, lett. d), del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643 in materia di I.N.V.I.M. decennale si applica solo agli immobili che abbiano ricevuto la destinazione ivi prevista per l’intero decennio di riferimento dell’applicazione dell’imposta.

Cass. 9798/94

 

Condono ex L. 516/82 e procedimento per il rimborso o l’impugnazione del silenzio-rifiuto

Sez. I - Sentenza n. 9527 del 08/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Bonomo M.

Condono fiscale - Ex L. n. 516/82 - Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Imposte sui redditi versate in base alle dichiarazioni integrative ex legge n. 516/82 - Rimborso - Istanza - Presentazione - Ufficio competente - Intendenza di Finanza - Ricorso al giudice tributario contro il silenzio-rifiuto - Ammissibilità - Sussistenza del potere del Centro di servizio di provvedere d’ufficio al rimborso - Irrilevanza

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 21

L. n. 516 del 7 agosto 1982

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 37

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

Ai sensi dell’art. 21 del D.L. 10 luglio 1982 n. 429, convertito nella legge 7 agosto 1982 n. 516, gli importi di cui al primo comma dell’art. 20 - e cioè delle imposte sui redditi dovute in base alle dichiarazioni integrative - sono riscossi mediante versamento diretto con le modalità di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Tale previsione comporta l’applicabilità dell’art. 38, comma primo, del medesimo D.P.R. n. 602 del 1973 e, quindi, la possibilità di presentare all’Intendenza di Finanza l’istanza di rimborso, in caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento, nonché di proporre ricorso al giudice tributario contro il silenzio rifiuto, ai sensi del secondo comma del precedente art. 37, richiamato dal quarto comma dell’art. 38, senza che la sussistenza del potere del Centro di servizio di provvedere d’ufficio, ai sensi dell’art. 20 - bis del citato D.L. n. 429 del 1982, all’esecuzione di rimborsi di somme pagate in base a dichiarazioni integrative, faccia venir meno la facoltà del contribuente di utilizzare la procedura di cui agli artt. 37 e 38 citati nel caso in cui il rimborso non sia stato disposto.

 

In irpeg parrocchia con asilo infantile

Sez. I - Sentenza n. 9529 del 08/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Plenteda D.

(I.R.P.E.G.) - Enti non commerciali - Reddito imponibile - Limitazione contemplata dalla seconda parte dell’art. 108 del D.P.R. n. 917/86 - Parrocchia - Redditi provenienti dalla gestione di un asilo - Riconducibilità, di per sé, ai parametri fissati dalla norma - Esclusione

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 87

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 108

Ai fini della previsione di cui alla seconda parte dell’art. 108 del D.P.R. n. 917 del 1986, la quale esclude dall’assoggettamento ad IRPEG i redditi provenienti, agli enti non commerciali di cui alla lett. c) del comma primo dell’art. 87 dello stesso D.P.R., dallo svolgimento di attività di "prestazioni di servizi non rientranti nell’art. 2195 cod. civ., rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente senza specifica organizzazione e verso il pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione", va escluso che la funzione educativa e di istruzione svolta da un asilo da essa gestito rientri nelle finalità istituzionali di una parrocchia, posto che esso asilo si pone all’esterno del ruolo istituzionale svolto dall’ente nel suo rapporto di ordine religioso con la comunità dei fedeli; va altresì escluso che la gestione di un tal tipo di attività non richieda una specifica organizzazione (mezzi materiali, strutture adeguate, personale docente e non).

 

Acconto d’imposta e sanzioni per l’insufficiente versamento

Sez. I - Sentenza n. 9645 del 10/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Plenteda D.

Riscossione delle imposte sui redditi - Versamento diretto - Acconti - Dovuti sulla base dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale relativa al precedente anno di imposta - Misura originaria del 75% - Disciplina sanzionatoria in caso di insufficiente versamento fissata dall’art. 2 della legge n. 97 del 1977 - Suo aggancio al parametro del 75% - Successivo aggiornamento legislativo della misura dell’acconto dovuta entro il novembre di ogni anno - Corrispondente implicita variazione del parametro di riferimento della disciplina sanzionatoria

L. n. 97 del 23 marzo 1977, art. 2

D.L. n. 391 del 24 settembre 1987, art. 6

D.L. n. 936 del 23 dicembre 1977

L. n. 38 del 23 febbraio 1978

La elevazione della misura dell’acconto di imposta dovuto al novembre di ciascun anno dai contribuenti, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi da essi presentata (misura dell’acconto portata progressivamente nel tempo, dal 75% dell’imposta dovuta per l’anno precedente, così come originariamente fissata dalla legge n. 97 del 1977 e successive modifiche ed integrazioni, al 90%, al 92% ed infine al 98%) ha via via comportato la corrispondente elevazione della soglia minima di versamento richiesta ai fini della non operatività delle disposizioni di cui agli artt. 9 e 92 del D.P.R. n. 602 del 1973 richiamate espressamente dall’art. 2 della legge n. 97 citata, ai fini dell’applicazione di interessi e soprattasse nel caso di mancato, ritardato o insufficiente versamento. A nulla rileva in contrario, infatti, la circostanza che solo con la legge n. 154 del 1989 - che ha convertito il D.L. n. 69 del 1989 - sia stata espressamente aggiornata la disciplina sanzionatoria, con superamento dell’originario formale aggancio del criterio di non operatività del meccanismo delle sanzioni, alla misura del 75% dell’imposta come dovuta per l’anno precedente.

 

Agevolazioni prima casa e precedente titolarità di quota di abitazione

Sez. I - Sentenza n. 9647 del 10/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Forte F.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Benefici per l’acquisto della cosiddetta "prima casa" - Presupposti - Impossidenza di idonea abitazione nello stesso territorio - Portata - Titolarità di mera quota di immobile abitativo - Ostatività - Esclusione - Limiti

L. n. 118 del 7 aprile 1985

D.L. n. 12 del 7 febbraio 1985, art. 2

Cod. Civ. art. 1102

Tanto più alla luce della disciplina di cui al comma 135 dell’art. 3 della legge n. 549 del 1995, la mera titolarità di una quota di un appartamento in comunione non preclude (a meno che non abbia a vertersi in ipotesi di comunione fra coniugi) la fruizione della disciplina agevolativa sull’acquisto della cosiddetta "prima casa". La facoltà di usare il bene comune purché non si impedisca a ciascuno degli altri comunisti "di farne parimenti uso", assicurata dall’art. 1102 cod. civ., non consente infatti al singolo comunista di destinare idoneamente la casa in comunione a sua abitazione.

Cass. 6476/96

 

Agevolazioni prima casa con acquisto della nuda proprietà

Sez. I - Sentenza n. 9648 del 10/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Forte F.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni per l’acquisto della prima casa ex legge n. 168/82 - Acquirente della nuda proprietà - Applicabilità - Condizioni

L. n. 549 del 28 dicembre 1995, art. 3

In tema di agevolazioni tributarie, anche il nudo proprietario ha diritto alle agevolazioni in materia di imposta di registro per l’acquisto della prima casa di cui all’art. 1 della legge n. 168/82, purché destini effettivamente l’appartamento acquistato a propria abitazione dopo la consolidazione dell’usufrutto con la nuda proprietà.

Cass. 3248/96

 

In successioni nuovo T.U. del 1990 e rateizzazioni posteriori

Sez. I - Sentenza n. 9685 del 11/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Plenteda D.

Imposta di successione - In genere - Disciplina del nuovo Testo Unico del 1990 - Entrata in vigore - Applicazione - Decorrenza - Successioni aperte dopo il 1 gennaio 1991 - Necessità - Meri accordi sulla dilazione e sugli interessi, stipulati successivamente a quella data - Incidenza - Esclusione

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972

D. Lg. n. 346 del 31 ottobre 1990, art. 63

Alla stregua della disposizione di cui all’art. 63 del decreto legislativo n. 346 del 1990, la quale stabilisce che le norme del T.U. sulle successioni e donazioni in esso contenute entrino in vigore il 1 gennaio 1991 e si applichino alle successioni aperte e alle donazioni fatte a partire da tale data, ove una successione si sia aperta entro il 31 dicembre 1990, non vale ad assoggettarla alla nuova disciplina di cui al D.Lgs. n. 346 del 1990 il fatto che, successivamente al 1 gennaio 1991, sia intervenuto un accordo fra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria relativo alla dilazione del pagamento dell’imposta ed agli interessi.

Cass. 3840/99

 

Rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73 e mero adeguamento al contenuto della dichiarazione

Sez. I - Sentenza n. 9686 del 11/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Losavio G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Rettifica delle dichiarazioni - Disciplina ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Poteri conseguenti dell’Ufficio - Portata - Nel regime antecedente alle modifiche introdotte con il D.L. n. 330 del 1994 - Fattispecie

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

L’esercizio del potere di cui all’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 (nel testo antecedente alle modifiche introdotte con il decreto legge n. 330 del 1994 convertito in legge n. 473 del 1994) non necessariamente contempla gli interventi di "correzione", di "esclusione" o di riduzione di cui al secondo comma della disposizione in questione, ma può anche tradursi nel mero adeguamento della liquidazione dell’imposta ai contenuti della dichiarazione del contribuente allorché quest’ultimo, per avventura, non abbia adeguato l’entità del versamento a saldo ai contenuti della sua dichiarazione (nella fattispecie il contribuente, pur avendo esposto, in sede di dichiarazione annuale, taluni redditi nel quadro dei redditi di impresa), non aveva ad essi adeguato, ai fini ILOR, i relativi versamenti a saldo, limitandosi invece, in sede di "note esplicative" da lui inserite in dichiarazione, a rivendicare la natura di lavoro autonomo della propria attività).

 

Giudizio di divorzio e mutamento delle condizioni economiche delle parti con richiesta di indagini fiscali

Sez. I - Sentenza n. 9792 del 14/09/1999

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Felicetti F.

Famiglia - Matrimonio - Scioglimento - Divorzio - Obblighi - Verso l’altro coniuge - Assegno - In genere - Determinazione - Criteri - Modificazione della situazione economica delle parti in corso di giudizio - Rilevanza - Conseguenze - Giudizio di rinvio a seguito di annullamento della Corte di Cassazione - Documentazione fiscale inerente ai redditi delle parti nel periodo successivo alla sentenza annullata - Acquisizione da parte del giudice del rinvio - Ammissibilità - Richiesta di accertamenti tributari sulle condizioni economiche dell’altro coniuge - Ammissibilità

L. n. 898 del 1 dicembre 1970

Nella determinazione della entità dell’assegno di divorzio possono legittimamente spiegare influenza le modificazioni delle condizioni economiche delle parti in corso di giudizio, con la conseguenza che, in sede di giudizio di rinvio instauratosi a seguito di annullamento da parte della S.C., il giudice di merito ha facoltà di acquisire la documentazione fiscale inerente ai redditi delle parti negli anni successivi alla sentenza annullata, nonché di dare ingresso, se del caso, alla richiesta di indagini tributarie sul mutamento di dette condizioni economiche avanzata da una delle parti.

Cass. 317/98

 

La rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73 inapplicabile a misure di esenzione o agevolazione

Sez. 1 - Sentenza n. 9818 del 15/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Ferro V.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Procedimento ex art. 36 bis, comma secondo lett. a) del D.P.R. n. 600 del 1973 - Portata - Condizioni - Limiti - Conseguenze - Dichiarazione dei redditi - Norme di esenzione o di agevolazione - Applicazione da parte del contribuente - Rettifica ex art. 36 bis cit. - Ammissibilità - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

D.P.R. n. 920 del 24 dicembre 1976, art. 2

La previsione dell’art. 36 bis, secondo comma, del D.P.R. n. 600 del 1973, introdotta dall’art. 2 del D.P.R. 24 dicembre 1976, n. 920 allo scopo di rendere possibile la più sollecita correzione da parte dell’Ufficio, degli errori individuabili nella dichiarazione sulla scorta di un mero controllo formale, ha carattere eccezionale, e non tollera applicazione estensiva a ipotesi diverse da quelle tassativamente indicate dal legislatore. Perciò a tale strumento non può fare ricorso l’Amministrazione ogniqualvolta sia necessario procedere, al di là del mero riscontro cartolare, ad attività di valutazione giuridica ai fini dell’interpretazione del dato normativo, della qualificazione di fatti o di rapporti fiscalmente rilevanti, della soluzione di questioni di imponibilità o di deducibilità o relative all’applicabilità di norme di esenzione o di agevolazione.

Cass. 7489/94, 6333/96

 

Preliminare di compravendita con procura irrevocabile alla rivendita per eludere la duplice tassazione

Sez. II - Sentenza n. 9837 del 15/09/1999

Presidente: Baldassarre V., Relatore: Napoletano G.

Vendita - Promessa di vendita - Contratto preliminare di compravendita - Previsione della sua attuazione mediante vendita indiretta caratterizzata da consegna del bene e rilascio di procura irrevocabile a vendere - Finalità speculativa e di sottrazione dell’affare alla doppia imposizione del trasferimento - Legittimità (dal punto di vista civilistico) - Diritto del venditore all’apposizione di un termine alla procura e all’indicazione nella stessa del prezzo - Esclusione

Cod. Civ. art. 1351

Cod. Civ. art. 1470

Cod. Civ. art. 1723

Cod. Civ. art. 1418

È legittima (dal punto di vista civilistico) la previsione in sede di contratto preliminare di compravendita della possibile attuazione, a richiesta del promissario acquirente, della vendita in forma indiretta, attraverso la consegna del bene, il pagamento del prezzo e il rilascio di una procura irrevocabile a vendere, secondo un sistema diffuso nella pratica degli affari e diretto a soddisfare l’interesse dell’acquirente che abbia concluso il contratto preliminare per fini speculativi e miri a "rivendere" il bene evitando il doppio trasferimento e la connessa duplicazione degli oneri tributari. Né il promittente venditore può legittimamente subordinare l’esecuzione di tale patto alla fissazione di un termine alla procura o alla indicazione nella stessa del prezzo del contratto da stipulare, poiché tali elementi sarebbero incompatibili con il carattere irrevocabile e la finalità pratica della procura, rilasciata nell’esclusivo interesse dell’acquirente - mandatario, limitando la libertà del medesimo di "rivendere" a terzi il bene al prezzo e nel tempo da lui ritenuto più conveniente.

Cass. 4534/84, 3434/91, 2967/97

 

Le sanzioni per l’omesso canone comunale sul consumo dell’acqua potabile

Sez. I - Sentenza n. 10151 del 20/09/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Criscuolo A.

Sanzioni amministrative - Applicazione - Ordinanza - Procedimento - In genere - Procedimento ex artt. 22 e 23 legge n. 689 del 1981 e correlata competenza per materia del pretore - Controversie soggette - Oggetto - Pretesa di pagamento di sanzione pecuniaria per un illecito amministrativo - In forza di norma prevedentela come tale - Necessità - Controversia sul pagamento di canone di consumo acqua potabile - Natura sanzionatoria - Esclusione - Conseguenze - Inapplicabilità del suddetto procedimento e della competenza pretorile - Applicazione degli ordinari criteri di competenza

L. n. 689 del 24 novembre 1981, art. 22

L. n. 689 del 24 novembre 1981, art. 23

Perché possa trovare applicazione la cognizione per materia del pretore secondo il procedimento di cui agli artt. 22 e 23 della legge n. 689 del 1981, è necessario che la controversia abbia ad oggetto la contestazione di una pretesa di pagamento di una somma di danaro richiesta a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria ed avente causa in una violazione per la quale sia previsto tale genere di sanzione. Ne consegue che, con riferimento ad una pretesa esercitata da un Comune, per il tramite del concessionario per la riscossione, a titolo di canone per il consumo dell’acqua potabile, non vertendosi in ipotesi di irrogazione di una sanzione, alla controversia instaurata a seguito dell’avviso di mora inviato dal concessionario non è applicabile il suddetto procedimento e non sussiste la correlata competenza per materia del pretore (nella specie la Suprema Corte, premesso il rilievo che la suddetta pretesa non aveva neppure alcuna componente tributaria, ha statuito sulla competenza individuandola, in relazione al valore della somma richiesta, in quella del giudice di pace).

Cass. 6967/97

 

Tassa di circolazione ed omessa registrazione al pra dell’avvenuta vendita del veicolo

Sez. I - Sentenza n. 10177 del 21/09/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Morelli M.

Imposta sulla circolazione degli autoveicoli (tasse automobilistiche) - Pagamento - In genere - Vendita non seguita dall’annotazione al PRA - Pagamento da parte del soggetto risultante proprietario al PRA - Rivalsa nei confronti dell’effettivo proprietario - Ammissibilità - Anche nel caso di ulteriore vendita successiva

D.L. n. 953 del 30 dicembre 1982, art. 5

L. n. 53 del 28 febbraio 1983

Con riferimento alla tassa prevista, per effetto dell’immatricolazione dell’autoveicolo, dai commi da trentunesimo a sessantesimo dell’art. 5 del D.L. n. 953 del 1982, mentre il soggetto passivo dell’obbligazione tributaria è colui che possiede in quanto proprietario un autoveicolo idoneo alla circolazione, responsabile di imposta è colui che risulta proprietario dal PRA; conseguentemente, in caso di vendita di autoveicolo non seguita da immediata comunicazione al PRA, il compratore ha l’obbligo di fornire al venditore i mezzi necessari per il pagamento e il venditore, se provveda al pagamento con mezzi propri, si surroga al creditore per ottenere la restituzione dal debitore di quanto pagato, senza che assuma rilievo l’eventuale successivo trasferimento del veicolo ad un terzo, nei cui confronti il debitore potrà agire in rivalsa.

Cass. 7668/97

 

Agevolazioni prima casa per l’acquisto di un minorenne con genitori già proprietari di altro immobile

Sez. I - Sentenza n. 10196 del 21/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Forte F.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni in tema di cosiddetta "prima casa" - Acquisto di casa non di lusso effettuato da un minore - Applicabilità - Sussistenza - Possesso di un’abitazione da parte dei genitori nello stesso comune - Ostatività - Esclusione

L. n. 168 del 22 aprile 1982, art. 1

L. n. 118 del 5 aprile 1985, art. 2

Le disposizioni agevolative di cui all’art. l, comma sesto della legge n. 168 del 1982 e dell’art. 2 della legge n. 118 del 1985 possono, nel concorso delle altre condizioni volute dalle norme suddette, applicarsi anche per l’acquisto di una casa non di lusso effettuato da parte di un minore, e non si rivela preclusiva l’eventuale circostanza per cui i di lui genitori posseggano altre abitazioni nello stesso comune.

Cass. 10247/94

 

Agevolazioni per l’edilizia popolare ed obblighi documentali

Sez. I - Sentenza n. 10253 del 22/09/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Forte F.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Edilizia economica e popolare - Agevolazioni nel settore edilizio "ex lege" n. 408 del 1949 - Fruizione - Condizioni - Denuncia di avvenuto adempimento degli obblighi - Presentazione - Obbligo - Omessa presentazione - Conseguenze - Decadenza

L. n. 408 del 2 luglio 1949

L. n. 26 del 7 febbraio 1968

D.L. n. 1150 del 11 dicembre 1967, art. 6

Ai sensi dell’art. 6 del D.L. 11 dicembre 1967, n. 1150, convertito in legge 7 febbraio 1968, n. 24, la fruizione delle agevolazioni tributarie concesse nel settore edilizio dalla legge 2 luglio 1949, n. 408 e successive modificazioni è subordinata, sotto pena di decadenza, alla presentazione, entro il termine fissato dalla norma stessa, di apposita denuncia corredata dalla documentazione dell’adempimento degli obblighi imposti per la detta fruizione, di guisa che tale presentazione costituisce non una facoltà del contribuente, ma un vero e proprio obbligo a suo carico, finalizzato all’accertamento della sussistenza delle condizioni necessarie all’attribuzione del beneficio.

Cass. 11239/93, 3772/94

 

In contenzioso il pagamento dell’imposta oggetto dell’atto impugnato non estingue il giudizio

Sez. I - Sentenza n. 10269 del 22/09/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Graziadei G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Estinzione del giudizio - Impugnazione dell’atto - Successivo pagamento in sé dell’imposta - Cessazione della materia del contendere - Configurabilità - Esclusione

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992

Una volta impugnato l’atto di liquidazione dell’imposta, il successivo pagamento dell’imposta in misura pari a quella fissata con il suddetto atto non può comportare di per sé - stante la sua doverosità e non interferenza sulla successiva recuperabilità, all’esito dell’impugnazione, della somma che risulti indebitamente versata - la cessazione della materia del contendere, essendo una tale ultima situazione ravvisabile solo a fronte di fatti che esauriscano oggettivamente e definitivamente il tema del dibattito, elidendo l’interesse alla prosecuzione della causa.

 

Ipoteca legale per violazioni finanziarie e impugnabilità della revoca dell’autorizzazione all’iscrizione

Sez. I - Sentenza n. 10617 del 25/09/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Olla G.

Tributi (in generale) - Repressione delle violazioni delle leggi finanziarie - Misure conservative - Provvedimento di revoca della autorizzazione ad iscrizione di ipoteca legale concessa ex art. 26 legge n. 4 del 1929 - Impugnazione con ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione

L. n. 4 del 7 gennaio 1929, art. 26

L. n. 4 del 7 gennaio 1929, art. 27

Cod. Proc. Civ. art. 669 terdecies

Il provvedimento presidenziale che accoglie la istanza di revoca dell’autorizzazione ad iscrivere - in presenza di violazioni di leggi finanziarie per le quali sia stabilita una pena pecuniaria - ipoteca legale, ai sensi dell’art. 26 della legge 7 gennaio 1929 n. 4, sui beni immobili del trasgressore, non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione di cui all’art. 111 della Costituzione, che, se proposto, deve essere dichiarato inammissibile, essendo esperibile avverso il suddetto provvedimento presidenziale, a far data dal primo gennaio 1993, il rimedio del reclamo previsto dall’art. 669 "terdecies" cod. proc. civ.

 

In accertamento la notifica agli irreperibili residenti o non residenti

Sez. I - Sentenza n. 10799 del 29/09/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Bonomo M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Notificazioni - Irreperibilità del destinatario - Notifica ex art. 140 c.p.c. ed ex art. 60 D.P.R. n. 600 del 1973 - Presupposti

Cod. Proc. Civ. art. 140

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 58

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 60

La notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata applicando la disciplina di cui all’articolo 140 Cod. Proc. Civ., quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma la notifica non sia avvenuta perché costui od altro possibile consegnatario non sia stato rinvenuto; deve essere effettuata invece ai sensi dell’articolo 60, lettera e) del D.P.R. n. 600 del 1973, sostitutivo, per il procedimento tributario, dell’articolo 143 Cod. Proc. Civ., quando, malgrado le ricerche del messo notificatore non si conosca in quale comune risieda il destinatario; allorquando, come nella specie, il messo notificatore non reperisca il contribuente e questi risulti trasferito in luogo non conosciuto in base alle informazioni raccolte presso alcuni inquilini, è corretta la procedura di notifica effettuata ai sensi dell’articolo 60, lettera e) citato.

Cass. 5100/97, 1484/98

 

In ilor esenzione per l’impresa artigiana ed onere della prova

Sez. I - Sentenza n. 10818 del 29/09/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Losavio G.

(I.L.O.R.) - Presupposti dell’imposta - Esclusioni - Redditi di impresa artigiana - Esenzione dall’ILOR - Condizioni - Onere prova

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115

Sull’imprenditore titolare di un’impresa artigiana il quale, adducendo l’esenzione da imposta, agisca in ripetizione di versamenti diretti ILOR da lui effettuati grava l’onere di dimostrare in concreto la sussistenza dei requisiti di cui alla lettera e - bis), comma secondo, dell’art. 115, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

Cass. 9700/93

 

 

OTTOBRE 1999

 

 

In successioni atti compiuti in vita dal de cuius e intento elusivo

Sez. I - Sentenza n. 10856 del 01/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Ferro V.

Imposta sulle successioni - Base imponibile - Atti compiuti in vita dal "de cuius" - Sufficienza del mero intento elusivo in sé - Esclusione - Dichiarazione "confessoria" del "de cuius" contenuta in testamento - Rilevanza - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 35

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 36

Il ritenuto, eventuale intento elusivo dell’imposta successoria realizzato dal "de cuius" con gli atti di disposizione dei suoi beni da lui compiuti in vita, resta di per sé irrilevante ai fini della ricomprensione di quei beni nell’asse ereditario e del loro assoggettamento ad imposta di successione, dovendo invece guardarsi alla natura degli effetti giuridici reali prodotti da quegli atti, ove difformi dal loro contenuto apparente. A tal fine si rende pertanto irrilevante anche un’eventuale ed esplicita dichiarazione del "de cuius" contenuta in testamento la quale faccia espresso riferimento alla natura e funzione di anticipata realizzazione satisfattoria delle pretese ereditarie rivestita dagli atti da lui compiuti in vita; né può - d’altronde - il testatore ritenersi dotato di un potere di disposizione e di legittimazione alla confessione in ordine al rapporto tributario successorio che investe i suoi eredi e rispetto al quale in sé, egli non può intendersi come loro dante causa.

Cass. 892/63

 

In contenzioso sopravvenienza del condono in corso di giudizio

Sez. I - Sentenza n. 10875 del 01/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Vitrone U.

Contenzioso tributario - Procedimento - Estinzione del giudizio - Condono ex art. 8 D.L. n. 83/91 - Sopravvenienza nel corso del giudizio - Commissione Tributaria - Poteri - Comunicazione ex art. 8, quarto comma, D.L. n. 83/91 - Rilevanza - Esclusione - Estinzione del giudizio - Omessa pronuncia - Corte di Cassazione - Poteri

D.L. n. 83 del 16 marzo 1991, art. 8

L. n. 154 del 15 maggio 1991

Ai fini dell’applicazione della normativa in materia di definizione del contenzioso tributario, la commissione tributaria presso cui pende la controversia non è vincolata in alcun modo alla comunicazione dell’ufficio di cui all’art. 8, comma quarto, del D.L. 16 marzo 1991 n. 83, conv. in legge 15 maggio 1991 n. 154, che costituisce solo un’informativa sulla situazione, ma deve accertare autonomamente se l’infrazione, per cui è controversia, sia compresa tra le ipotesi che la legge di condono ha dichiarato sanate o sanabili previa regolarizzazione della posizione tributaria e, in caso positivo, se la regolarizzazione sia avvenuta, trattandosi di benefici accordati direttamente dalla legge in presenza di determinati presupposti. Nel caso in cui l’estinzione del giudizio si sia verificata in sede di merito e non sia stata pronunciata, la corte di cassazione deve cassare senza rinvio la decisione impugnata e dichiarare l’estinzione del giudizio, allorquando il vizio della sentenza di appello sia stato denunciato con apposito motivo di ricorso.

Cass. 1520/96, 2672/96

 

Irregolarità nella dichiarazione doganale e sanzioni

Sez. III - Sentenza n. 10898 del 01/10/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Talevi A.

Tributi doganali - Dichiarazione doganale - Erronea indicazione della tariffa, ma corretta indicazione della merce - Sanzione amministrativa - Applicabilità - Esclusione - Evasione superiore al 5 per cento del tributo dovuto - Irrilevanza

D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973, art. 303

La sanzione per irregolare dichiarazione doganale, ai sensi dell’art. 303, comma secondo, D.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43, non è dovuta quando, pur essendo errata l’indicazione del codice della tariffa, il dichiarante abbia comunque indicato con esattezza il tipo di merce in transito. Tale speciale causa di esenzione ha natura generale, e quindi trova applicazione sia nelle ipotesi previste dal comma primo del citato art. 303 (assenza di evasione od evasione inferiore al 5 per cento dell’importo totale del tributo dovuto); sia nelle più gravi ipotesi previste dal terzo comma dell’art. 303 (evasione superiore al 5 per cento dell’importo totale del tributo dovuto).

Cass. 2590/99, 11020/94, 7563/95

 

Irregolare indicazione della merce nella dichiarazione doganale ma non nei documenti allegati

Sez. III - Sentenza n. 10898 del 01/10/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Talevi A.

Tributi doganali - Dichiarazione doganale - Sanzioni per le violazioni - In genere - Causa di non sanzionabilità di cui all’art. 303, comma secondo, D.P.R. n. 43 del 1973 - Esatta indicazione della merce nei documenti allegati, ma non nella dichiarazione doganale - Sufficienza - Esclusione

D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973, art. 303

La speciale causa di esenzione dall’applicazione della sanzione per infedele dichiarazione doganale, prevista dall’art. 303, comma secondo, D.P.R. n. 43 del 1973 (ricorrente quando, pur essendo stata indicata una inesatta tariffa doganale, la merce sia stata comunque esattamente descritta) è applicabile soltanto quando la esatta descrizione della merce importata sia contenuta nella dichiarazione doganale, e non quando sia contenuta nella documentazione presentata dall’importatore.

Cass. 2590/99

 

Rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73 non estensibile

Sez. I - Sentenza n. 10934 del 02/10/1999

Presidente: Ferro V., Relatore: Adamo M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica - In genere - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600/73 - Portata - Tassatività dei casi previsti- Conseguenze - Applicazione estensiva - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie in tema di iscrizione a ruolo di interessi e soprattasse conseguenti a ritardo nel versamento di imposta

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

In tema di imposte sui redditi, la disposizione di cui all’art. 36 bis D.P.R. n. 600/73 va interpretata nel senso che i casi nello stesso indicati, in relazione ai quali è consentito all’Ufficio tributario procedere all’iscrizione a ruolo di tributi, senza la preventiva notifica dell’avviso di accertamento, devono ritenersi tassativi e non suscettibili di ampliamento, in quanto comportanti una compromissione dei diritti di difesa del cittadino; è da escludere, più in particolare, che l’Ufficio tributario possa procedere, attraverso la procedura prevista dall’art. 36 bis, D.P.R. n. 600/73, ad iscrivere a ruolo somme richieste a titolo di soprattasse ed interessi (nella fattispecie, conseguenti al ritardato versamento dell’ILOR).

Cass. 7489/94

 

Agevolazioni per le nuove iniziative produttive e nozione di "stabilimento industriale tecnicamente organizzato"

Sez. I - Sentenza n. 10936 del 02/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Panebianco U.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Imprese edili - Esenzione decennale dall’ILOR ex art. 101 del D.P.R. n. 218 del 1978 - Spettanza - Esclusione

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 101

In tema di agevolazioni tributarie, ai fini dell’esenzione decennale dall’ILOR, accordata dall’articolo 101 del D.P.R. n. 218 del 1978, per "stabilimento industriale tecnicamente organizzato" deve intendersi uno stabilimento che fornisca, quale risultato della sua attività, un prodotto, che assicuri una rilevante assunzione di operai e la conseguente stabilità del posto di lavoro, nel cui ambito sia svolta attività potenzialmente duratura nel tempo; tali condizioni difettano nelle imprese edili, che conseguentemente non possono essere ammesse all’esenzione; infatti, la relativa attività consiste nella esecuzione di costruzioni, che sono realizzate all’esterno del cantiere, quand’anche dotato di strutture stabili, che hanno un termine finale e per la cui esecuzione non necessariamente si assicurano stabili posti di lavoro a numerosi dipendenti.

Cass. 5479/98

 

Tassabilità dell’indennità per ferie non godute e costituzionalità

Sez. I - Sentenza n. 10941 del 02/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Proto V.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità sostitutiva delle ferie - IRPEF - Assoggettabilità - Contrasto di tale disciplina con gli artt. 3 e 53 della Costituzione - Esclusione

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 46

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

La indennità sostitutiva delle ferie rientra nel concetto di retribuzione imponibile di cui agli artt. 46 e 48 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e, pertanto, deve essere assoggettata ad IRPEF ed alla relativa ritenuta d’acconto, senza che tale disciplina possa ritenersi in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Costituzione.

Cass. 7868/94

 

In iva la nozione di bene immobile strumentale

Sez. I - Sentenza n. 10943 del 02/10/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Altieri E.

(I.V.A.) - Oggetto - Beni strumentali - Nozione - Portata - Natura immobile del bene - Compatibilità - Conseguenze in tema di assoggettamento ad IVA del relativo atto di cessione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 1

D.P.R. n. 634 del 29 settembre 1973, art. 38

Anche un bene immobile può rientrare nella nozione di "bene strumentale" in quanto la sua destinazione sia da considerarsi "inerente" all’esercizio dell’impresa; d’altronde, la nozione di "esercizio di impresa" non può limitarsi all’attività di produzione o scambio di beni in senso stretto, e non esclude, pertanto e di per sé, dal suo ambito i beni i quali non siano oggetto diretto dell’attività produttiva. Giacché, inoltre, l’inerenza all’oggetto dell’impresa non viene meno con l’atto in sé della cessione del bene (posto che la perdita di una tale qualità non costituisce un presupposto, ma solo la conseguenza della cessione), anche la vendita di un immobile il quale rivesta la qualità di bene strumentale va considerata - ai fini dell’assoggettamento ad IVA - alla pari di tutte le periodiche cessioni di beni strumentali, le quali costituiscono un evento fisiologico del ciclo produttivo a prescindere dal fatto che la cessione avvenga - o meno - in vista dell’acquisto di un altro bene simile.

Cass. 5366/99

 

L’agevolazione irpeg per le nuove iniziative produttive

Sez. I - Sentenza n. 11028 del 05/10/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Sotgiu S.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - IRPEG - Esenzione - Spettanza - Condizioni - Immutazione delle condizioni ex artt. 14 legge n. 64/86 e 18 D.L. n. 244/95 - Esclusione

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 101

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 102

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 105

L. n. 64 del 1 marzo 1986, art. 14

D.L. n. 244 del 23 giugno 1995, art. 18

L. n. 341 del 8 agosto 1995

L’art. 105 del D.P.R. n. 218 del 1978 richiede per la fruizione dell’agevolazione IRPEG - che può applicarsi anche in presenza della agevolazione ILOR di cui agli artt. 101 e 102 del citato D.P.R., ma non necessariamente alle stesse condizioni - la presenza di due requisiti: la costituzione in forma societaria, trattandosi di imposta sulle persone giuridiche, e la realizzazione di una nuova iniziativa produttiva, intendendosi come tale un’iniziativa incrementativa della produzione e dello sviluppo delle popolazioni del Sud Italia, senza che la immutazione di tali condizioni possa dedursi dal dettato dell’art. 14 della legge n. 64 del 1986, che amplia esclusivamente il dato quantitativo del beneficio IRPEG (dal 50% alla totalità dell’esenzione), né dall’art. 18 del D.L. n. 244/95, interpretativo dell’art. 1 del precedente D.L. n. 96 del 1993, che conferma l’applicabilità dell’agevolazione di cui alla legge del 1986, richiamandosi al D.P.R. n. 218 del 1978.

Cass. 3602/97, 5732/98

 

In iva l’importazione di olive nere in salamoia

Sez. I - Sentenza n. 11041 del 05/10/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Plenteda D.

(I.V.A.) - Aliquote - Olive nere in salamoia e alla greca - Importazione - Aliquota agevolata del 2% - Applicabilità

D.M. del 21 dicembre 1967, art. 2

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 78

In tema di IVA, la importazione di olive alla greca, trattandosi di olive immesse allo stato naturale in salamoia, non deve essere assoggettata all’aliquota dell’8 per cento, ma a quella agevolata del 2 per cento, rientrando queste nella tipologia prevista dall’art. 2 D.M. 21 dicembre 1967 (frutta, ortaggi e verdura allo stato naturale...). Tale regime agevolativo, concepito per la soppressa I.G.E., con l’avvento dell’IVA è stato conservato, avendo l’art. 78 cpv. D.P.R. 633/72 e successive modificazioni (inclusa quella apportata dalla legge 889/1980 in termini di aliquote) stabilito che "per le cessioni ed importazioni dei prodotti alimentari per i quali l’imposta generale sull’entrata e la parallela imposta sull’importazione si applicano con aliquota ordinaria o condensata" - cioè una tantum, come stabilito dal D.M. 21 dicembre 1967 citato - "l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto si applica nella misura del 2 per cento".

Cass. 4892/94, 12322/95

 

In contenzioso omessa sottoscrizione della decisione

Sez. I - Sentenza n. 11051 del 05/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Decisioni - In genere - Sottoscrizione della decisione da parte del presidente o del relatore - Omissione - Conseguenze - Nullità radicale ed insanabile della decisione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 37

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 39

Cod. Proc. Civ. art. 132

Cod. Proc. Civ. art. 161

In tema di contenzioso tributario, l’omessa sottoscrizione della decisione della Commissione Tributaria da parte del presidente o del relatore determina, ai sensi degli artt. 37 e 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, 132 e 161 cod. proc. civ., (nel caso in cui il loro impedimento non risulti menzionato ai sensi del terzo comma dell’art. 132 cod. proc. civ.) la nullità radicale ed insanabile della decisione, rilevabile, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del giudizio.

SS.UU. 12021/90

 

Accertamento con indagini bancarie

Sez. I - Sentenza n. 11094 del 06/10/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Conti correnti bancari - Movimentazione - Utilizzazione ai fini dell’accertamento senza previa convocazione del contribuente per giustificare le operazioni bancarie oggetto di verifica - Legittimità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 32

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, è legittima la utilizzazione da parte dell’amministrazione finanziaria dei movimenti dei conti correnti bancari del contribuente, anche se questo non è stato convocato per giustificare le operazioni bancarie oggetto di verifica, atteso che nessuna norma impone la convocazione del contribuente in sede amministrativa prima dell’accertamento, potendo l’Ufficio procedere al ritiro eventuale del provvedimento, nell’esercizio del potere di autotutela, in caso di osservazioni e/o giustificazioni proposte dall’interessato anche dopo il suo intervento nella stesura del verbale di constatazione della Guardia di Finanza.

 

Retroattività del T.U. 131/86 di registro ed incostituzionalità

Sez. I - Sentenza n. 11095 del 06/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Graziadei G.

Imposta di registro - Regime transitorio - Retroattività fissata dall’art. 79 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Portata - Condizioni - Presupposti - Delimitazione della possibilità di ottenere il recupero di somme già versate - Presupposti - Eccezione di incostituzionalità - Manifesta infondatezza

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 79

In deroga al principio generale secondo cui l’imposta di registro è soggetta alla normativa dell’epoca della formazione e registrazione dell’atto, l’art. 79, primo comma, del D.P.R. n. 131 del 1986 assegna retroattività alle disposizioni del D.P.R. citato le quali risultino più vantaggiose per il contribuente, quando sia in corso una controversia, ovvero non si sia ancora verificata decadenza dell’Amministrazione dalla formulazione di ulteriori pretese impositive. La stessa norma in questione limita poi la possibilità di ottenere, sulla scorta della nuova disciplina, il recupero di somme versate, ai soli casi in cui sia pendente in proposito controversia o sia stata presentata istanza di rimborso. Una tale difformità di trattamento discendente da tale ultima disposizione, nella parte in cui essa finisce per considerare influente la pendenza di una contesa giudiziale sulla doverosità del pagamento in precedenza eseguito, non può ledere nemmeno astrattamente i precetti costituzionali di cui agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, viste la obiettiva diversità e non equiparabilità delle situazioni in cui sia aperto - o meno - il dibattito sul rapporto tributario, la ragionevolezza di una discriminazione correlata al dato estrinseco dell’insorgenza e persistenza di un processo di controllo giudiziale sul rapporto sostanziale, l’inevitabilità di una divergente regolamentazione di vicende simili ma differenziate dal fattore tempo, a fronte di mutamenti del quadro normativo.

Cass. 2733/98

 

In contenzioso appello con erronea indicazione dell’operazione assoggettata ad imposizione

Sez. I - Sentenza n. 11100 del 06/10/1999

Presidente: Sgroi V., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Contenuto - Esposizione sommaria dei fatti - Erronea indicazione dell’operazione soggetta a imposizione - Conseguenze - Inammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fattispecie

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 15

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 22

Nel processo tributario, ai sensi dell’articolo 22 D.P.R. n. 636 del 1972, l’atto di appello deve contenere l’indicazione della sentenza impugnata, l’esposizione sommaria dei fatti ed i motivi dell’impugnazione e, ai sensi dell’articolo 15 cui rinvia l’articolo 22, deve indicare l’oggetto della domanda, l’atto cui la controversia si riferisce o l’ufficio tributario da cui promana; tali requisiti sono soddisfatti e l’appello è ammissibile nell’ipotesi - assimilabile a quella della mancata esposizione dei fatti - in cui, pur essendo stata erroneamente indicata l’operazione assoggettata a imposizione (nella specie, un atto di fusione della medesima società appellata simile ma diverso da quello oggetto della sentenza impugnata), la sentenza impugnata sia correttamente individuata e i motivi di gravame siano congruenti (nella specie, inapplicabilità della direttiva Cee n. 69/335 alle fusioni).

Cass. 2081/70, 1699/71, 8377/95, 11971/95, 169/96, 8343/97, 2149/98

 

In registro fusione per incorporazione senza aumento di capitale

Sez. I - Sentenza n. 11100 del 06/10/1999

Presidente: Sgroi V., Relatore: Forte F.

Imposta di registro - In genere - Fusione per incorporazione senza aumento di capitale - Imposta di registro - Contrasto col diritto comunitario - Esclusione

Direttiva Consiglio n. 335 del 17 luglio 1969

Direttiva Consiglio n. 303 del 10 giugno 1985

La direttiva del Consiglio 17 luglio 1969 69/335 CEE, relativa alle imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE, non osta alla riscossione di un’imposta di registro in caso di incorporazione di società ad opera d’altra società che detiene la totalità delle azioni e delle quote della società incorporata.

 

Tassa di circolazione e sanzioni per il ritardo nel pagamento

Sez. I - Sentenza n. 11278 del 08/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Proto V.

Imposta sulla circolazione degli autoveicoli (tasse automobilistiche) - Soprattasse previste dall’art. 1 della legge n. 27 del 1978 - Presupposti - Mancato o insufficiente pagamento - Portata - Ipotesi del mero ritardo nel pagamento - Inclusione

L. n. 27 del 24 gennaio 1978, art. 1

Anche se non espressamente contemplata dall’art. 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 27, nel suo testo originario, laddove esso prevede, in relazione al caso di "mancato o insufficiente pagamento delle tasse automobilistiche", il pagamento, oltre che del tributo evaso, delle soprattasse stabilite dalla tabella annessa ad essa legge, anche l’ipotesi del "pagamento tardivo" (e cioè non rispettoso del termine del decimo giorno dall’inizio dei periodi fissi stabiliti dalle lettere a), b) e c) dell’art. 5 del t.u. 5 febbraio 1953, n. 39, siccome determinato ai sensi dell’art. 1 del decreto ministeriale 12 novembre 1955, o del successivo decreto 18 dicembre 1956) costituiva, ai sensi della disposizione normativa suddetta, presupposto per l’applicazione delle soprattasse in questione.

 

In invim rettifica del valore finale e modificabilità di quello iniziale

Sez. I - Sentenza n. 11388 del 11/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Bonomo M.

(I.N.V.I.M.) - Imponibile - Calcolo - Valore finale - Rettifica - Dovere dell’Ufficio di operare un correlativo adeguamento del valore iniziale - Esclusione - Adeguamento di tale valore, d’ufficio, da parte delle Commissioni Tributarie - Inammissibilità - Valore iniziale dichiarato - Rettifica da parte del contribuente - Ammissibilità - Limiti

D.L. n. 299 del 13 settembre 1991, art. 1

L. n. 363 del 18 novembre 1991

Al fine della determinazione dell’imponibile I.N.V.I.M. nella differenza fra valore iniziale e valore finale del bene trasferito, l’individuazione del primo valore integra operazione distinta e non necessariamente collegata rispetto a quella del secondo valore. Conseguentemente, a fronte dell’accertamento, da parte dell’Ufficio, di un maggior valore finale rispetto a quello dichiarato dal contribuente, deve escludersi sia il dovere dell’Ufficio di operare un correlativo adeguamento del valore iniziale, sia che tale adeguamento possa essere effettuato, di propria iniziativa, dalle Commissioni Tributarie. È solo il contribuente che, con specifica e tempestiva istanza, soggetta alle relative preclusioni nei diversi gradi di giudizio, può rettificare il valore iniziale dichiarato, ma soltanto ove dimostri un proprio giustificabile errore afferente l’iniziale dichiarazione, e purché non risulti ridotto l’imponibile differenziale risultante.

Cass. 7242/95

 

Agevolazioni prima casa ed esigenze familiari

Sez. I - Sentenza n. 11428 del 12/10/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vitrone U.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Prima casa - Benefici per l’acquisto - Acquisto di successiva abitazione - Estensione - Presupposti - Inidoneità sopravvenuta - Esigenze soggettive della famiglia - Valutazione - Necessità - Limiti

D.L. n. 16 del 23 gennaio 1993, art. 1 bis

D.L. n. 16 del 23 gennaio 1993, art. 1 ter

L. n. 75 del 24 marzo 1993

L’estensione delle agevolazioni tributarie concesse per l’acquisto della prima casa all’acquisto di una successiva abitazione è subordinata alla condizione che i contribuenti non possiedano altra abitazione idonea; poiché la finalità della legge di agevolazione è quella di facilitare l’accesso alla proprietà di un’abitazione idonea in favore dei contribuenti meno abbienti diminuendo il carico fiscale conseguente, al fine di valutare il requisito della idoneità all’abitazione del fabbricato già in possesso dell’acquirente deve tenersi conto anche delle esigenze soggettive del nucleo familiare; pertanto, l’inidoneità sopravvenuta - da valutarsi al momento dell’acquisto della seconda abitazione - dev’essere intesa nel senso che la mutata situazione comporta un esborso esorbitante rispetto all’importo della somma ricavabile dalla vendita dell’originaria abitazione.

 

Agevolazioni prima casa e interpretazione autentica ex L. 448/98

Sez. I - Sentenza n. 11429 del 12/10/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vitrone U.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Agevolazioni tributarie per l’acquisto della prima casa - Nuovo godimento dell’agevolazione da parte dello stesso soggetto - Disciplina ex D.L. n. 12 del 1985 - Norma interpretativa ex art. 7 legge n. 448 del 1998 - Ammissibilità - Condizioni

D.L. n. 12 del 7 febbraio 1985, art. 2

L. n. 118 del 5 aprile 1985

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 7, comma 9

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 7, comma 10

L. n. 168 del 24 aprile 1982, art. 1

La questione relativa alla possibilità di usufruire nuovamente delle agevolazioni tributarie per l’acquisto della prima casa, nella vigenza delle disposizioni di cui al D.L. n. 12 del 1985, convertito nella legge n. 118 del 1985, è stata risolta dalla norma interpretativa contenuta nell’art. 7, commi nono e decimo, della legge n. 448 del 1998 - dichiarata espressamente applicabile anche ai rapporti tributari non ancora definiti alla data della sua entrata in vigore -, in base alla quale le agevolazioni competono anche quando il compratore abbia già usufruito di quelle previste dalla precedente legge n. 168 del 1982, ove ricorrano tutte le condizioni previste dal citato decreto legge.

Cass. 4840/99, 4309/99, 5488/99

 

In registro la concessione di casa da gioco

Sez. I - Sentenza n. 11431 del 12/10/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Atti relativi ad operazioni soggette ad I.V.A. - Casa da gioco - Concessione - Corrispettivo correlato ai ricavi - Imposta di registro - Assoggettabilità - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 10

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 21

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 38

D.P.R. n. 24 del 29 gennaio 1979

D.P.R. n. 94 del 31 marzo 1979

L’atto di concessione dell’esercizio di casa da gioco, per la parte attinente al corrispettivo correlato ai ricavi del gioco medesimo, non è tassabile con l’imposta proporzionale di registro, per il principio dell’alternatività dell’imposta medesima rispetto all’IVA di cui all’articolo 38 del D.P.R. n. 634 del 1972 in relazione all’articolo 10 del D.P.R. n. 633 del 1972, e ciò anche per l’epoca precedente alla riformulazione di quest’ultima norma da parte del D.P.R. n. 24 del 1979 e del D.P.R. n. 94 del 1979, che non hanno introdotto una previsione innovativa ma, con l’elencazione in un unico comma di tutte le ipotesi di esenzione dall’IVA, operato una chiarificazione della materia.

 

L’assegno divorzile non è reddito imponibile irpef

Sez. I - Sentenza n. 11437 del 12/10/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Di Palma S.

(I.R.P.E.F.) - Base imponibile - In genere - Assegno di divorzio corrisposto in unica soluzione - Qualificabilità come reddito ai fini IRPEF - Esclusione

L. n. 898 del 1 dicembre 1970, art. 5

L. n. 74 del 6 marzo 1987, art. 10

D.P.R. n. 597 del 20 settembre 1973, art. 47, comma 1, n. 6

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 47, comma 1, n. 9

L’assegno di divorzio, la cui corresponsione da parte di uno dei coniugi all’altro sia stata stabilita dal tribunale, su accordo delle parti, in unica soluzione ai sensi dell’art. 5, quarto comma, della legge n. 898 del 1970 (e successivamente - a seguito delle modificazioni introdotte dell’art. 10 della legge n. 74 del 1987 - ai sensi dell’art. 5, ottavo comma, della legge stessa), non è qualificabile come "reddito" imponibile ai fini i.r.pe.f. sulla base di quanto disposto dall’art. 47, primo comma lett. f, del D.P.R. n. 597 del 1973 (e, successivamente, dall’art. 47, primo comma lett. i, del D.P.R. n. 917 del 1986).

Cass. 7365/98

 

L’opposizione contro il ruolo per diritti doganali è di competenza del giudice tributario

Sez. U - Sentenza n. 714 del 15/10/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Criscuolo A.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Diritti doganali - Riscossione - Ruolo relativo - Opposizione nel vigore dell’art. 11, quinto comma, del D.L. n. 151 del 1991 - Commissioni tributarie - Devoluzione

D.L. n. 151 del 13 maggio 1991, art. 11

L. n. 202 del 12 luglio 1991

Cod. Proc. Civ. art. 5

D.P.R. n. 43 del 28 gennaio 1988, art. 67

In tema di contenzioso tributario, nel vigore dell’art. 11, quinto comma, del D.L. 13 maggio 1991, n. 151, convertito con modificazioni nella legge 12 luglio 1991, n. 202, l’opposizione avverso il ruolo, emesso per il pagamento di diritti doganali, deve essere proposta di fronte alle commissioni tributarie e non di fronte all’autorità giudiziaria ordinaria, atteso che il tenore della norma citata, letta in combinato disposto con i precetti di cui all’art. 67, primo e secondo comma (lett. a) del D.P.R. n. 43 del 1988, impone di affermare che il ricorso contro il ruolo per la riscossione dei diritti doganali e di ogni altro diritto o accessorio, la cui riscossione è demandata all’amministrazione doganale, deve essere proposto dinanzi alle Commissioni Tributarie.

 

Il risarcimento danni per gli illeciti dell’A.F. è di competenza dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 722 del 15/10/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Carbone V.

Giurisdizione civile - In genere - Comportamenti illeciti dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato - Domanda di risarcimento danni - Cognizione - Autorità giudiziaria ordinaria - Devoluzione

Cod. Civ. art. 2043

D. Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 2

La cognizione della domanda di risarcimento danni, per comportamenti illeciti dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato, spetta all’autorità giudiziaria ordinaria, non potendo tale controversia sussumersi in una delle fattispecie tipizzate, di cui all’art. 2 del D.Lg. n. 546 del 1992, attributive della giurisdizione esclusiva delle Commissioni Tributarie.

SS.UU. 5477/95

 

In contenzioso inammissibilità del ricorso senza copia per l’ufficio

Sez. I - Sentenza n. 11623 del 15/10/1999

Presidente: Carbone V., Relatore: Altieri E.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Equipollenti - Ammissibilità - Esclusione - Concessione di un ulteriore termine per il compimento dell’atto - Inammissibilità

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

D.P.R. n. 739 del 3 novembre 1981, art. 8

In tema di contenzioso tributario, la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria, ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, come sostituito dall’art. 8 del D.P.R. 3 novembre 1981 n. 739, richiede non soltanto la consegna o spedizione dell’originale alla segreteria della Commissione medesima, ma anche la consegna o spedizione di una copia all’ufficio tributario. Tale ultima formalità, costituendo elemento della fattispecie complessa della proposizione del ricorso, non ammette alcun equipollente e la sua omissione non può essere considerata un vizio sanabile attraverso la concessione di un ulteriore termine per il compimento dell’atto.

Cass. 3497/89

 

Ripetizione della tassa società e natura dell’istanza

Sez. I - Sentenza n. 11625 del 15/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Marziale G.

Tasse sulle concessioni governative - Illegittimità della tassa di iscrizione annuale nel registro delle imprese per contrasto con il diritto comunitario - Rimborso - Termine di tre anni dal pagamento - Richiesta di restituzione - Atto ricettizio - Esclusione - Conseguenze - Sufficienza ad evitare la decadenza - Spedizione o inoltro entro il termine

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

Poiché gli atti impeditivi della decadenza vengono in considerazione per le conseguenze che determinano a carico del diritto che deve essere esercitato, per legge o contratto, entro un dato termine, il verificarsi di tale effetto non può essere subordinato alla ricezione di tali atti da parte del destinatario, neppure quando questi sia determinato, non integrando i medesimi degli atti ricettizi, per essere tale qualificazione correlata ad esigenze di tutela del destinatario che, nel caso della decadenza, non sussistono; tale principio - che in tema di rapporti con la P.A. si armonizza con l’altro secondo cui i termini stabiliti per la presentazione di ricorsi, istanze, domande da parte di privati sono osservati quando sono spedite in tempo utile a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento - trova applicazione anche in relazione alla richiesta di rimborso della tassa di concessione governativa per l’iscrizione annuale nel registro delle imprese corrisposta in applicazione di norme incompatibili col diritto comunitario, da effettuarsi nel termine di decadenza di tre anni decorrenti dal giorno del pagamento.

Cass. 1470/75, 539/86, 10936/93, 4236/96

SS.UU. 1729/96

 

Ripetizione della tassa società e nuovi importi ex art. 11 L. 448/98

Sez. I - Sentenza n. 11625 del 15/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Marziale G.

Tasse sulle concessioni governative - Tassa di concessione governativa per l’iscrizione annuale nel registro delle imprese - Rimborso - Criteri di calcolo del rimborso e degli interessi - Legge n. 448 del 1998 - Applicabilità quale jus superveniens - Nel giudizio di legittimità - Condizioni

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11

D.L. n. 331 del 30 agosto 1993, art. 61, comma 1

L. n. 427 del 29 ottobre 1993

Nel giudizio di cassazione, che è un giudizio a critica limitata, essendo il suo ambito oggettivo delimitato dai motivi di gravame formulati dal ricorrente, l’articolo 11 della legge n. 448 del 1998 - che ha dettato norme di interpretazione autentica dell’articolo 61 del D.L. n. 331 del 1993 convertito in legge n. 427 del 1993 in materia di importo della tassa di concessione governativa per l’iscrizione annuale nel registro delle imprese e di rimborso delle somme può trovare applicazione solo se i motivi di ricorso mettono in discussione la quantificazione del rimborso e degli interessi effettuata dal giudice di merito (nella specie, il ricorso non aveva ad oggetto tali punti della decisione impugnata e la S.C. ha escluso l’applicabilità della norma).

Cass. 7279/99, 4182/97, 4759/98

 

In irpeg il fondo accantonamento rischi su crediti e risconti passivi

Sez. I - Sentenza n. 11626 del 15/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Celentano A.

(I.R.P.E.G.) - Base imponibile - Reddito complessivo - Detrazioni - Aziende e istituti di credito - Fondo di accantonamento per rischi su crediti - Risconti passivi - Imputazione al fondo - Esclusione

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 66

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 71

Nella dichiarazione dei redditi ai fini dell’applicazione dell’IRPEG un istituto di credito deve inserire nel "Fondo di accantonamento per rischi su crediti", di cui all’articolo 66 D.P.R. n. 597 del 1993, i crediti iscritti in bilancio aumentati degli interessi maturati nell’esercizio e non ancora riscossi, al netto dei risconti passivi.

 

Le controversie sui redditi comunali di affissione non rimettibili ad arbitri

Sez. I - Sentenza n. 11630 del 15/10/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Ferro V.

Arbitrato - Compromesso e clausola compromissoria - Controversie assoggettabili - Diritti di affissione ex artt. 28-37 del D.P.R. n. 639 del 1972 - Compromettibilità in arbitri - Esclusione

Cod. Proc. Civ. art. 829

D.P.R. n. 639 del 26 ottobre 1972

Non è compromettibile in arbitri, involgendo questioni di natura tributaria, la controversia tra un privato e il comune con la quale si controverte di quelle prestazioni accessorie che nella convenzione tra parti ricevono qualificazione come diritti di affissione e che vengono corrisposti, a norma degli artt. 28-37 del D.P.R. n. 639 del 1972, per la prestazione di un servizio di competenza comunale e incorporano sia il corrispettivo del servizio di affissione, avente natura di tassa, sia l’imposta che sarebbe dovuta per il messaggio insito nel veicolo pubblicitario di cui si chiede l’affissione (nel caso di specie la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza d’appello che aveva ritenuto la nullità del lodo arbitrale a norma dell’art. 829 n. 4 Cod. Proc. Civ., senza pronunziare la nullità della clausola compromissoria a norma dell’art. 829 n. 1, avendo ritenuto che la stessa non ricomprendesse anche le questioni di natura tributaria.

 

In contenzioso copia del ricorso per l’ufficio con spedizione tardiva

Sez. I - Sentenza n. 11633 del 15/10/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione

all’ufficio della copia del ricorso - Omissione - Conseguenze -

Inammissibilità del ricorso - Trasmissione di copia del ricorso a seguito di provvedimento della commissione tributaria o costituzione dell’Ufficio finanziario dopo la scadenza del termine per impugnare - Effetto sanante - Esclusione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

In tema di contenzioso tributario, la proposizione del ricorso alla Commissione Tributaria, ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, come sostituito dall’art. 8 del D.P.R. 3 novembre 1981 n. 739, richiede, a pena di inammissibilità, non soltanto la consegna o spedizione dell’originale alla segreteria della commissione medesima, ma anche la consegna o spedizione di una copia all’Ufficio tributario entro il termine perentorio di sessanta giorni, senza che l’omissione di detto ultimo adempimento possa ritenersi sanata dall’invio, dopo la scadenza del termine citato, di copia del ricorso all’Ufficio finanziario su disposizione della commissione tributaria o dalla successiva costituzione in giudizio dell’Ufficio finanziario, non potendo tali fatti incidere sulla decadenza già verificatasi in conseguenza della scadenza del termine per impugnare.

Cass. 3497/89, 5791/93

 

Agevolazioni prima casa e rapporti pendenti all’entrata in vigore della L. 448/98

Sez. I - Sentenza n. 11634 del 15/10/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Adamo M.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni per l’edilizia - Prima casa - Rapporti tributari non ancora definiti all’entrata in vigore della legge n. 448 del 1998 - Benefici previsti per l’acquisto della prima casa dalle leggi 168 del 1982 e 118 del 1985 - Cumulo - Ammissibilità

L. n. 168 del 22 aprile 1982, art. 1

L. n. 488 del 23 dicembre 1998, art. 7

I benefici finalizzati ad incoraggiare l’acquisto della prima casa, previsti dalle leggi 168 del 1982 e 118 del 1985, sono cumulabili anche con riferimento a rapporti tributari non ancora definiti all’entrata in vigore della legge 23 dicembre 1998 n. 448, la quale all’art. 7, nono comma, stabilisce che "ai trasferimenti a titolo oneroso di fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad uso di abitazione non di lusso, per i quali era stata richiesta l’agevolazione prevista dall’art. 2 del D.L. 7 febbraio 1985 n. 12, convertito con modificazioni dalla Legge 5 aprile 1985 n. 118, ove ricorrano tutte le condizioni previste dallo stesso decreto legge, compete l’agevolazione anche qualora l’acquirente abbia già usufruito delle agevolazioni previste dall’art. 1 della legge 22 aprile 1982 n. 168", precisando al decimo comma che "le disposizioni di cui al nono comma si applicano ai rapporti tributari non ancora definiti alla data di entrata in vigore della presente legge".

 

Personale dei concessionari per la riscossione e agganciamento del trattamento dei quadri ai funzionari

Sez. L - Sentenza n. 11900 del 22/10/1999

Presidente: Sommella F., Relatore: Spanò A.

Riscossione delle imposte - Riscossione esattoriale - Personale delle esattorie e delle ricevitorie - Personale dipendente dai concessionari delle gestioni del servizio di riscossione dei tributi, già dipendente dalle esattorie e ricevitorie delle imposte dirette - Garanzia di conservazione dell’inquadramento e del trattamento economico acquisito - Contenuto - Agganciamento del trattamento dei quadri a quello dei funzionari - Inclusione

Cod. Civ. art. 2103

D.P.R. n. 43 del 28 gennaio 1988, art. 122

In materia di disciplina del rapporto di lavoro del personale che alla data del 31 dicembre 1983 prestava servizio presso le esattorie e ricevitorie provinciali delle imposte dirette, nonché presso le sedi o le direzioni centrali delle stesse, e che a norma del primo comma dell’art. 122 del D.P.R. 28 gennaio 1988 n. 43 ha diritto al mantenimento del rapporto alle dipendenze dei concessionari della gestione del servizio di riscossione dei tributi, la disposizione del terzo comma del cit. art. 122, che garantisce il mantenimento dell’anzianità di servizio acquisita alla data del conferimento della concessione e (salvi i miglioramenti successivamente conseguiti in applicazione di norme contrattuali collettive) "l’inquadramento con la relativa anzianità ed il corrispondente trattamento economico" acquisiti alla data di pubblicazione del testo normativo, implica, dato il tenore letterale della legge, la garanzia della conservazione delle voci retributive attinenti all’inquadramento acquisito in base alle pregresse norme contrattuali collettive, senza possibilità di riassorbimento per effetto dei successivi incrementi retributivi - escluse solamente quelle voci non fruenti della garanzia di irriducibilità della retribuzione di cui all’art. 2103 cod. civ., in quanto legate a modalità estrinseche della prestazione e quindi non inerenti alla retribuzione professionale. Ne consegue che detta garanzia deve ritenersi operante anche per quanto riguarda l’agganciamento dei quadri alla carriera economica dei funzionari, già riconosciuto dalla precedente contrattazione collettiva.

Cass. 2575/98, 10031/96

 

Gli interessi per i contributi previdenziali tardivi di competenza dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 741 del 25/10/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Preden R.

Giurisdizione civile - Interessi per ritardato pagamento di contributi previdenziali - Giurisdizione delle Commissioni tributarie - Insussistenza - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 2, comma 2

Sono attribuite alla competenza giurisdizionale delle Commissioni tributarie, ai sensi dell’articolo 2, secondo comma del D.Lg. n. 546 del 1992, le controversie concernenti gli interessi e gli altri accessori nelle materie e per le imposte e i tributi espressamente e tassativamente indicati nel primo comma della stessa disposizione; tra questi non rientrano gli interessi dovuti per mancato pagamento di contributi previdenziali, per le controversie relative ai quali sussiste la giurisdizione del giudice ordinario.

 

I diritti annuali a carico delle ditte iscritte nelle camere di commercio di competenza dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 742 del 25/10/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Preden R.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie relative - Tassatività delle previsioni di cui all’articolo 2 D.Lgs. n. 546 del 1992 - Competenza delle Commissioni tributarie - Esclusione - Giurisdizione del giudice ordinario

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 2, comma 1 lett. h

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 2, comma 1 lett. i

L. n. 580 del 29 dicembre 1993, art. 18

D.L. n. 786 del 22 dicembre 1981, art. 34

L. n. 51 del 26 febbraio 1982

La giurisdizione delle Commissioni tributarie, in quanto erogativa di quella ordinaria, è limitata alle materie espressamente indicate in norme aventi forza di legge, che, per la loro eccezionalità, sono di stretta interpretazione; conseguentemente, le controversie concernenti il diritto annuale a carico delle ditte che svolgono attività economica iscritte agli albi ed ai registri tenuti dalle Camere di Commercio, previsto dall’articolo 34 del D.L. n. 786 del 1981, convertito in legge n. 51 del 1982, e successivamente regolato dall’articolo 18 della legge n. 580 del 1993 sul riordinamento delle Camere di Commercio, in quanto non ricomprese in alcuna delle ipotesi tassative previste dall’articolo 2, primo comma, del decreto legislativo n. 546 del 1992, non sono attribuite alla giurisdizione delle Commissioni tributarie ma rientrano nella competenza giurisdizionale del giudice ordinario.

SS.UU. 10903/98

 

Ripetizione della tassa società e tempestività della domanda

Sez. I - Sentenza n. 11973 del 25/10/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Marziale G.

Tasse sulle concessioni governative - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per il rinnovo della iscrizione annuale - Illegittimità - Rimborso - Richiesta - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Tempestività della domanda - Accertamento - Data di spedizione - Rilevanza

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

Il termine di tre anni dal giorno del pagamento, stabilito a pena di decadenza dall’art. 13, secondo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, per la restituzione di tasse (di concessione governativa) erroneamente pagate, vale anche per il rimborso della tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, di cui all’art. 3 del D.L. 19 dicembre 1984 n. 853 (convertito in legge 17 febbraio 1985 n. 17) e successive modificazioni, corrisposta in applicazione di norme incompatibili con il diritto comunitario. Ai fini della verifica della tempestività della presentazione della domanda di rimborso devesi avere riguardo alla data di spedizione e non a quella di ricezione della domanda stessa da parte dell’amministrazione finanziaria.

Cass. 5742/98

SS.UU. 3458/96

 

Condono ed omessi versamenti mensili

Sez. I - Sentenza n. 12012 del 26/10/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Condono fiscale - Sanatoria ex art. 19 bis D.L. n. 41/95 - Applicazione nella ipotesi di omessa effettuazione dei versamenti mensili - Condizioni

D.L. n. 41 del 23 febbraio 1995, art. 19 bis

L. n. 85 del 22 marzo 1995

D.L. n. 415 del 2 ottobre 1995, art. 5

L. n. 507 del 29 novembre 1995

In tema di condono fiscale, la sanatoria di cui all’art. 19 bis del D.L. 23 febbraio 1995 n. 41, convertito in legge 22 marzo 1995 n. 85, che nel testo originario si applicava soltanto per le irregolarità nelle dichiarazioni IVA e non per le ipotesi di omesso pagamento dell’imposta, con l’art. 5, primo comma, lett. b, n. 2 bis del D.L. 2 ottobre 1995 n. 415, convertito con modificazioni nella legge 29 novembre 1995 n. 507, che ha modificato l’art. 19 bis del D.L. n. 41/95, è stata estesa alle ipotesi di violazioni dell’obbligo di versamento dell’imposta di cui all’art. 44 del D.P.R. n. 633/72, condizionando l’inapplicabilità delle relative sanzioni al pagamento dell’imposta dovuta entro termini prorogati fino al 30 giugno 1996. Pertanto il contribuente, che ha omesso di effettuare i versamenti mensili, non può usufruire della predetta sanatoria senza provvedere ad effettuare i pagamenti omessi entro i termini su indicati, consentendo la disciplina di sanatoria di evitare le sanzioni solo a chi paghi le imposte dovute sia pure con ritardo.

 

Ripetizione della tassa società e natura dell’istanza

Sez. I - Sentenza n. 12025 del 26/10/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Ferro V.

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine - Natura della domanda - Atto recettizio - Configurabilità

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

La domanda di rimborso della tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, di cui all’art. 3 del D.L. 19 dicembre 1984 n. 853 (convertito in legge 17 febbraio 1985 n. 17) e successive modificazioni, è soggetta alla decadenza triennale dal giorno del pagamento prevista dall’art. 13, comma secondo, del D.P.R. 26 ottobre n. 641, e rientra nel novero degli atti recettizi, che producono effetto nel momento in cui pervengono al destinatario.

Cass. 5742/98

SS.UU. 3458/96

 

Ripetizione della tassa società ed interessi

Sez. I - Sentenza n. 12025 del 26/10/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Ferro V.

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Interessi sulle somme rimborsate - Misura - Decorrenza

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11

Sulle somme rimborsate dall’amministrazione finanziaria per la restituzione della tassa di concessione governativa, per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, devono essere corrisposti gli interessi nella misura del tasso legale, decorrenti dalla domanda di rimborso e non dalla data di pagamento del tributo, come previsto dallo "ius superveniens" di cui all’art. 11 della legge 23 dicembre 1998 n. 448, il quale nel terzo comma stabilisce che "sull’importo da rimborsare sono dovuti gli interessi nella misura del tasso legale vigente alla data di entrata in vigore della presente legge a decorrere dalla presentazione dell’istanza", sottraendo, così, la materia ad ogni possibilità di correlazione con l’applicazione dell’art. 2033 cod. civ.

 

Imposta di fabbricazione sugli spiriti e sanzioni per condotte illecite

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Fioretti F.

Imposte di fabbricazione - Spiriti - In genere - Art. 46 D.M. 8 luglio 1924 - Portata - Imposta - Riscossione nei confronti di soggetto diverso dal soggetto passivo - Ammissibilità - Esclusione

D.M. Finanza del 8 luglio 1924, art. 46

In tema di imposta di fabbricazione degli spiriti, l’art. 46, ultimo comma, del D.M. 8 luglio 1924, col disporre che "oltre l’applicazione delle pene, si riscuote l’imposta di fabbricazione" implicitamente statuisce che le condotte illecite, considerate dal primo comma, fanno venir meno il regime di esenzione, e che le sanzioni previste per le condotte illecite, di cui al terzo e quarto comma, pur essendo commisurate ad un multiplo dell’imposta evasa, non assorbono l’imposta stessa, che, quindi, "in tutti i casi considerati" deve essere riscossa dall’amministrazione finanziaria, senza che il tenore letterale e tanto meno una lettura sistematica della disposizione di cui sopra consentano di ritenere che la riscossione dell’imposta, oltre che nei confronti del soggetto passivo, individuato in base alle disposizioni del D.M. 8 luglio 1924, possa effettuarsi anche nei confronti di altro soggetto (c.d. responsabile di imposta), per il solo fatto che questo si sia reso responsabile di qualcuno degli illeciti previsti dall’art. 46 del D.M. summenzionato.

 

Il responsabile d’imposta

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Fioretti F.

Tributi (in generale) - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Responsabile d’imposta - Nozione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 64

Il responsabile d’imposta assume la veste di un coobbligato solidale (dipendente), che la legge affianca al soggetto passivo d’imposta non per la sua partecipazione al presupposto d’imposta, che è esclusivamente riferibile ad altri, ma perché ha posto in essere fatti ulteriori e diversi dal presupposto, ai quali la legge stessa - pur non costituendo detti fatti manifestazione di capacità contributiva - ricollega automaticamente, al fine della protezione dell’interesse generale alla riscossione dei tributi (c.d. interesse fiscale, anch’esso tutelato dall’art. 53 della Costituzione), l’obbligo del pagamento del tributo, cioè della medesima somma dovuta dal soggetto passivo d’imposta.

 

Risarcimento del danno per violazione di norma penale tributaria ed estraneità al rapporto d’imposta

Sez. I - Sentenza n. 12066 del 27/10/1999

Presidente: Graziadei G., Relatore: Fioretti F.

Responsabilità civile - In genere - Norma penale tributaria - Violazione da parte di un soggetto estraneo al rapporto di imposta - Condanna di questo al risarcimento del danno per pregiudizio del credito tributario - Presupposti - Limiti

Cod. Civ. art. 2043

Il terzo estraneo al rapporto d’imposta, che abbia violato una norma penale tributaria, non può essere condannato a pagare all’amministrazione finanziaria, a titolo di risarcimento del danno, una somma pari a quella dovuta, per il pagamento del tributo, dal soggetto passivo d’imposta, per il solo fatto di aver posto in essere la condotta incriminata, senza che l’amministrazione finanziaria abbia provato di aver emesso i necessari atti impositivi e proceduto alla riscossione del tributo nei confronti del soggetto passivo di imposta e che l’adempimento di quest’ultimo è mancato per fatto del terzo.

 

In registro rimborso ai soci per riduzione del capitale sociale da esubero

Sez. I - Sentenza n. 12164 del 29/10/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - In genere - Riduzione del capitale sociale per esubero - Rimborso ai soci di somme di danaro proporzionali alle quote di ognuno - Delibera relativa - Aliquota dell’1% di cui all’art. 4, lett. d), della parte I della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 - Inapplicabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 1

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 2

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 20

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, all. a, art. 4

Cod. Civ. art. 2433

Cod. Civ. art. 2445

La delibera di riduzione del capitale sociale per esubero, con rimborso ai soci di somme di danaro proporzionali alle quote di ognuno, non costituisce assegnazione, non verificandosi in tal caso trasferimento di ricchezza, e, pertanto, non è assoggettabile all’imposta proporzionale di registro dell’1%, di cui all’art. 4, lett. d), della parte I della tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131.

 

 

NOVEMBRE 1999

 

 

Esenti da bollo e registro gli atti del processo esecutivo da sentenze su controversie agrarie

Sez. III - Sentenza n. 12272 del 03/11/1999

Presidente: Fiduccia G., Relatore: Segreto A.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Processo esecutivo relativo a sentenze e ordinanze emesse in controversie agrarie - Benefici fiscali di cui all’art. 10 legge n. 533 del 1973 - Esenzione da bollo, registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie - Applicabilità

L. n. 533 dell’11 agosto 1971, art. 10

Gli atti, i documenti ed i provvedimenti nel processo esecutivo relativo all’esecuzione delle sentenze ed ordinanze emesse in controversie agrarie, anche se aventi ad oggetto somme di denaro, non sono tassabili e godono dei benefici fiscali di cui all’art. 10 della legge 11 agosto 1973 n. 533.

 

Ricorso per cassazione e notifica all’amministrazione

Sez. I - Sentenza n. 12315 del 05/11/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Plenteda D.

Contenzioso tributario - Ricorso per cassazione - Proposizione contro l’Ufficio Provinciale IVA - Inammissibilità - Costituzione in giudizio del Ministero delle Finanze - Art. 164, primo comma, cod. proc. civ. - Inapplicabilità

Cod. Proc. Civ. art. 164

Cod. Proc. Civ. art. 291

D. Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992

In tema di contenzioso tributario, la notificazione del ricorso per cassazione all’Ufficio Provinciale IVA anziché all’Amministrazione centrale dello Stato, in persona del Ministro in carica, presso l’Ufficio dell’Avvocatura dello Stato, come dispone l’art. 11 R.D. n. 1611 del 1933, deve ritenersi inesistente e non suscettibile, quindi, di sanatoria ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ. Pertanto, detto ricorso è inammissibile, senza che possa trovare applicazione, nella ipotesi di costituzione in giudizio del Ministero delle Finanze, l’art. 164, primo comma, cod. proc. civ.

Cass. 2807/99, 1094/99

 

Frode fiscale e nullità del contratto

Sez. III - Sentenza n. 12327 del 05/11/1999

Presidente: Giuliano A., Relatore: Durante B.

Contratti in genere - Requisiti (elementi del contratto) - Causa - Illiceità - Frode alla legge - Frode fiscale - Sanzione - Fonte - Nel sistema delle disposizioni fiscali - Carattere esclusivo - Nullità o annullabilità del negozio - Esclusione

Cod. Civ. art. 1344

Cod. Civ. art. 1418

La frode fiscale, diretta ad eludere le norme tributarie sui trasferimenti dei beni, trova soltanto nel sistema delle disposizioni fiscali la sua sanzione, la quale non è sanzione di nullità o di annullabilità del negozio.

Cass. 6970/87, 2127/89

 

Giudizio sull’eredità ed omessa denuncia di successione

Sez. III - Sentenza n. 12327 del 05/11/1999

Presidente: Giuliano A., Relatore: Durante B.

Denuncia di successione - Mancata presentazione - Giudizio sull’eredità - Preclusione - Esclusione - Imposta di successione - Giudici e pubblici funzionari: doveri - Obblighi e responsabilità - Sospensione del processo - Necessità - Esclusione - Obbligo di informazione nei confronti dell’ufficio finanziario - Sussistenza

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 49

La mancata presentazione della denuncia di successione non osta alla pronuncia del giudice sui diritti che formano oggetto dell’eredità, ma implica soltanto l’obbligo di darne comunicazione al competente ufficio tributario.

Cass. 4283/78, 19842/90

 

La ritenuta sui dividendi al residente U.S.A.

Sez. I - Sentenza n. 12458 del 10/11/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Adamo M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi - Convenzione Italia-Usa ratificata con legge 763/85 - Dividendi liquidati da società italiana a beneficiario residente negli Stati Uniti - Imposta imponibile - Misura del 15% - Configurabilità - Misura del 32,4% - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 27

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 75

L. n. 763 dell’11 dicembre 1985

Per effetto della Convenzione bilaterale Italia-Usa firmata a Roma il 17 aprile 1984 e ratificata con legge 763/85 (ed atteso l’espresso richiamo agli accordi internazionali di cui all’art. 75 del D.P.R. 600/73), i dividendi pagati da una società residente in Italia ad un soggetto residente negli Stati Uniti sono imponibili in Italia nella misura del 15% del loro ammontare lordo, e non anche del 32,4%, non trovando, nella specie, applicazione la norma di cui all’art. 27 del citato D.P.R. 600/73.

Cass. 9457/97, 10360/98

 

Accertamento sintetico a società agricole

Sez. I - Sentenza n. 12528 del 12/11/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Marziale G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Società in nome collettivo o in accomandita semplice - Esercizio di attività agricole entro i limiti ex art. 29 del D.P.R. 917/86 - Redditi anteriori al primo gennaio 1997 - Accertamento con metodo sintetico - Ammissibilità - Limiti

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 29

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 25

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 31

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 57

Con riferimento ai periodi d’imposta anteriori al primo gennaio 1997 l’Amministrazione finanziaria può procedere ad accertamento sintetico dei redditi delle società in nome collettivo o in accomandita semplice che esercitino attività agricole entro i limiti fissati dall’art. 29 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, solo nella ipotesi in cui possa fondatamente presumersi che ulteriori (e diverse) fonti di reddito concorrano a formare il reddito complessivo della società.

Cass. 11223/95

 

Invim straordinaria ed area con edificio in costruzione

Sez. I - Sentenza n. 12531 del 12/11/1999

Presidente: Corda M., Relatore: Morelli M.

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (I.N.V.I.M.) (tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972) - Imponibile - Calcolo - In genere - Invim straordinaria relativa ad area con sovrastante fabbricato in corso di costruzione - Criterio di tassazione ex art. 6, sesto comma, del D.P.R. n. 643/72 - Applicabilità

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 6

Nella ipotesi in cui la dichiarazione per INVIM straordinaria ex. art. 1 D.L. 13 settembre 1991, n. 299, convertito con modificazioni in legge 8 novembre 1991, n. 363, riguardi un’area su cui è stata iniziata e non ancora ultimata la costruzione di un manufatto, l’imponibile del tributo deve essere determinato sulla base del criterio (del doppio incremento) fissato dal sesto comma dell’art. 6 del D.P.R. 26 settembre 1972 n. 643.

SS.UU. 10953/96

 

In successioni indeducibile dall’attivo ereditario l’investimento del de cuius in titoli di stato

Sez. I - Sentenza n. 12532 del 12/11/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Imposta sulle successioni - Base imponibile - Attivo ereditario - Beni trasferiti nell’ultimo semestre - Somme reinvestite - Detrazione - Ammissibilità - Condizioni - Reinvestimento in beni esenti da imposta - Detraibilità - Esclusione

L. n. 825 del 9 ottobre 1971, art. 8, comma 4

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 9

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 58

In tema d’imposta di successione, l’art. 9 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 637 - il quale, dopo aver fissato la regola secondo cui si considera compreso nell’attivo ereditario il valore dei beni trasferiti a terzi a titolo oneroso negli ultimi sei mesi (primo comma), rende detraibili da tale valore le somme reinvestite (terzo comma lett. b) - esplicitamente considera i soli reinvestimenti in beni "soggetti" ad imposta, e non può, pertanto, trovare applicazione nel caso di acquisto di beni che godano di esenzione di tipo oggettivo, quali i titoli del debito pubblico (nella specie, B.T.P. e C.T.O.).

Cass. 12738/92

 

Agevolazioni prima casa e cumulo dei benefici

Sez. I - Sentenza n. 12540 del 12/11/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Adamo M.

Imposta di registro - Esenzioni ed agevolazioni - Trasferimenti a titolo oneroso di fabbricati destinati ad uso di abitazione non di lusso (prima casa) - Cumulo delle agevolazioni di cui alle leggi n. 168/82 e n. 118/85

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 7, comma 9

D.L. n. 12 del 7 febbraio 1985, art. 2

L. n. 118 del 5 aprile 1985

L. n. 168 del 22 aprile 1982, art. 1

Per effetto della norma interpretativa di cui all’art. 7, comma nono della legge 23 dicembre 1998 n. 448 - applicabile, pertanto, anche ai giudizi pendenti - ai trasferimenti a titolo oneroso di fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad uso di abitazione non di lusso, per i quali era stata richiesta l’agevolazione prevista dall’art. 2 del D.L. 7 febbraio 1985 n. 12, convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 1985 n. 118, ove ricorrano tutte le condizioni previste dallo stesso decreto legge, compete l’agevolazione anche qualora l’acquirente abbia già usufruito delle agevolazioni previste dall’art. 1 della legge 22 aprile 1982 n. 168.

 

Personale del servizio riscossione tributi e contrattazione collettiva

Sez. L - Sentenza n. 12608 del 13/11/1999

Presidente: Trezza V., Relatore: Roselli F.

Lavoro - Lavoro subordinato - Contratto collettivo - Disciplina (efficacia) - Criteri di applicazione - In genere - Contratti collettivi di diritto comune - Operatività dell’art. 2070, comma primo, cod. civ. - Esclusione - Conseguenze - Volontà manifestata dalle organizzazioni sindacali stipulanti - Efficacia vincolante - Clausola relativa all’applicabilità di contratti o accordi integrativi aziendali conclusi per una categoria professionale diversa da quella di appartenenza - Validità ed efficacia - Fattispecie

Cod. Civ. art. 2070

D.P.R. n. 43 del 28 gennaio 1988

Il primo comma dell’art. 2070 cod. civ. (secondo cui l’appartenenza alla categoria professionale, ai fini dell’applicazione del contratto collettivo, si determina secondo l’attività effettivamente esercitata dall’imprenditore) non opera nei riguardi della contrattazione collettiva di diritto comune, che ha efficacia vincolante esclusivamente per gli iscritti alle associazioni sindacali stipulanti (nonché per coloro che, esplicitamente o implicitamente, al contratto abbiano prestato adesione) e solo nei limiti della volontà manifestata dalle suddette organizzazioni sindacali. Ne consegue la piena validità ed efficacia della clausola di un contratto collettivo di diritto comune con cui le organizzazioni stipulanti stabiliscano l’applicabilità ai rapporti di lavoro subordinato di contratti o accordi integrativi aziendali conclusi per una categoria professionale diversa da quella di appartenenza, (Fattispecie relativa al personale direttivo delle aziende concessionarie del servizio riscossione tributi).

SS.UU. 2665/97

 

Contestazione dei poteri di accertamento del concessionario per la riscossione e giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 774 del 16/11/1999

Presidente: Favara F., Relatore: Vittoria P.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Determinazione e criteri - In genere - Opposizione ad ingiunzione fiscale - Giurisdizione del G.O. - Sussistenza - Fattispecie in tema di opposizione fondata sulla contestazione della valida investitura del concessionario della titolarità dei poteri di accertamento e riscossione dei tributi

L. n. 1034 del 6 dicembre 1971, art. 5

D.P.R. n. 638 del 26 ottobre 1972, art. 20

D.P.R. n. 639 del 26 ottobre 1972, art. 24

In tema di opposizione ad ingiunzione fiscale emessa da società che gestisce il servizio di accertamento e riscossione di tributi locali di pertinenza comunale, spetta al giudice che ha la giurisdizione sul rapporto (ed al quale compete accertare se il contribuente è o no obbligato al pagamento dei tributi domandatigli con l’ingiunzione) conoscere d’ogni fatto e questione di diritto la cui decisione è necessaria per attribuire o negare il bene della vita che costituisce oggetto della controversia (nella specie, il privato aveva proposto l’opposizione in oggetto, sostenendo che la concessionaria non era stata legittimamente investita della titolarità dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi comunali. Le S.U. hanno dichiarato la giurisdizione del G.O. in base agli artt. 20 del D.P.R. n. 638 del 1972 e 24 del D.P.R. n. 639 del 1972, escludendo che nella specie ricorra un’ipotesi di giurisdizione esclusiva del G.A. in relazione all’art. 5 della legge n. 1034 del 1971).

SS.UU. 114/92

 

Controversie sui diritti comunali per le operazioni di macellazione e giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 777 del 16/11/1999

Presidente: Iannotta A., Relatore: Vella A.

Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - Diritti per il servizio del pubblico mattatoio - Operazioni diverse dalla visita sanitaria (trasporto carico e scarico delle carni all’interno del macello) - Spese relative - Imposizione agli operatori privati - Illegittimità - Conseguenze - Controversie giudiziarie - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza - Fondamento

R.D. n. 1265 del 27 luglio 1934, art. 61

L. n. 125 del 25 marzo 1959, art. 11

Cod. Civ. art. 2043

In sede di controllo sanitario delle carni importate nel proprio territorio, il comune, quale titolare del servizio veterinario e gestore del macello, ha il potere di esigere "il compenso per visita sanitaria" di cui all’art. 61 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265, ma non anche di pretendere altre tasse o corrispettivi in relazione alle attrezzature ed ai mezzi impiegati, ovvero alle necessarie operazioni accessorie a detta visita (quali, nella specie, quelle di trasporto, carico e scarico delle carni all’interno del macello), né di imporre il pagamento di corrispettivi in favore di terzi ai quali affidi tali operazioni, restando a suo carico, anche sul piano finanziario, ogni attività connessa al controllo indicato. Ne consegue l’illegittimità degli atti con i quali il comune imponga all’importatore il pagamento di somme in favore di terzi incaricati delle attività di carico, scarico e trasporto delle carni, nonché la denunciabilità di tale illegittimità davanti al giudice ordinario, vertendosi in tema di insussistenza del potere impositivo e non di mera irregolarità del suo esercizio.

Cass. 6053/83, 1321/97, 12850/97

 

Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta alla giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 786 del 17/11/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Criscuolo A.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversia concernente la interpretazione di un accordo sindacale - In relazione a somme attribuite da tale accordo e alla loro calcolabilità al netto o al lordo delle ritenute fiscali - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento

Cod. Civ. art. 1362

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 1

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 16

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 23

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia nella quale, in relazione ad un accordo sindacale attributivo di somme di denaro ai lavoratori, sia dubbio se tali somme debbano intendersi al netto o al lordo delle ritenute di imposta, giacché in tal caso non viene in discussione l’obbligo del datore di lavoro di effettuare, in qualità di sostituto di imposta, le ritenute fiscali sugli emolumenti corrisposti ai lavoratori, bensì soltanto la corretta interpretazione dell’accordo alla stregua delle norme di ermeneutica contrattuale dettate dagli artt. 1362 e seguenti del cod. civ.

 

Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta e giurisdizione tributaria

Sez. U - Sentenza n. 787 del 17/11/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Criscuolo A.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Configurabilità - Limiti - Controversie non involgenti la legittimità dell’esercizio del potere impositivo - Giurisdizione del giudice ordinario - Configurabilità - Fattispecie

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 1

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 16

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 23

L. n. 291 del 7 settembre 1988, art. 4

Il principio secondo il quale le controversie tra sostituito e sostituto d’imposta (e cioè tra lavoratore e datore di lavoro) sono devolute alla cognizione delle commissioni tributarie trova un limite nell’ipotesi in cui dette controversie non ineriscano alla legittimità delle ritenute d’acconto operate dal datore di lavoro (non abbiano, cioè, ad oggetto né l’obbligo del datore di lavoro di effettuare le ritenute fiscali su retribuzioni od altri emolumenti, né la legittimità - in astratto - della misura di tali ritenute, né l’inclusione di eventuali indennità nel calcolo della base imponibile), ma attengano esclusivamente all’interpretazione di un accordo sindacale, con precipuo riferimento alla circostanza se, nell’effettiva volontà delle parti, le eventuali somme attribuite al lavoratore, a titolo di indennità variabile, debbano essere erogate al lordo ovvero al netto delle ritenute fiscali (dovendosi, in tal caso, ritenere legittimamente praticabile la sussistenza della giurisdizione dell’AGO).

Cass. 141/99

 

Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta alla giurisdizione tributaria e domanda di risarcimento del danno ex art. 2043 C.C.

Sez. U - Sentenza n. 789 del 17/11/1999

Presidente: Favara F., Relatore: Finocchiaro A.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Commissioni tributarie - Giurisdizione in materia tributaria - Controversie tra sostituito e sostituto d’imposta concernenti la legittimità della ritenuta d’acconto - Giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie - Sussistenza - Originaria incompletezza del contraddittorio - Rilevanza - Esclusione - Scadenza dei termini di decadenza per la restituzione delle somme versate all’amministrazione finanziaria - Effetti sulla giurisdizione del giudice tributario - Esclusione - Domanda formulata dal sostituito nei confronti del sostituto ai sensi dell’art. 2043 cod. civ. - Giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie - Sussistenza - Domanda di pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria sulla somma indebitamente versata e trattenuta - Giurisdizione del giudice tributario - Sussistenza

Cod. Proc. Civ. art. 29

Cod. Proc. Civ. art. 102

Cod. Civ. art. 2043

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 20

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 39

La controversia tra sostituito e sostituto d’imposta relativa alla legittimità delle ritenute d’acconto operate dal secondo è devoluta alla giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie, atteso che l’indagine su detta legittimità non integra una mera questione pregiudiziale, suscettibile di essere delibata incidentalmente, ma comporta una causa di natura tributaria, avente carattere pregiudiziale, la quale deve essere definita con effetti di giudicato sostanziale dal giudice cui spetta la relativa cognizione "ratione materiae", in litisconsorzio necessario con l’amministrazione finanziaria. Tale principio non subisce deroghe né in caso di originaria incompletezza del contraddittorio - come quando la controversia sia insorta solo tra sostituito e sostituto -, poiché è compito del giudice provvedere alla integrazione dello stesso, né quando siano scaduti i termini di decadenza per la richiesta di restituzione delle somme versate, in quanto detta scadenza incide sulla fondatezza e sull’ammissibilità dell’azione da proporre innanzi al giudice tributario, rimanendo, peraltro, priva di effetti sulla giurisdizione dello stesso. Questa va altresì affermata nella ipotesi in cui la domanda del sostituito venga formulata ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., investendo la controversia pur sempre materia rientrante nella competenza del giudice tributario. In tutti i casi in cui sussiste la giurisdizione esclusiva delle commissioni tributarie, le quali hanno il potere di condannare l’amministrazione al pagamento del credito eventualmente accertato del sostituito, ad esse deve essere devoluta anche la cognizione delle domande conseguenti alla eventuale non doverosità della pretesa, quali quelle concernenti il diritto agli interessi ed alla rivalutazione monetaria sulla somma indebitamente versata e trattenuta

SS.UU. 2803/93, 8277/94, 4704/90

 

Tassa sulla raccolta rifiuti solidi urbani e giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 792 del 17/11/1999

Presidente: Grossi M., Relatore: Olla G.

Contenzioso tributario - Competenza e giurisdizione - Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Contestazione da parte del contribuente della legittimità dell’iscrizione a ruolo - In quanto non preceduta dall’avviso di accertamento - Nonché della correttezza dell’individuazione e qualificazione del presupposto impositivo - Relativa controversia - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento - Appartenenza a detta giurisdizione di tutte le questioni aventi ad oggetto la contestazione dell’atto impositivo - Riserva al giudice amministrativo soltanto della controversia sull’impugnazione delle deliberazioni generali comunali sulle tariffe del servizio

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 285

D.P.R. n. 915 del 10 settembre 1982, art. 21

D.L. n. 66 del 2 marzo 1989, art. 8, comma 1

L. n. 144 del 24 aprile 1989

D.P.R. n. 638 del 26 ottobre 1972, art. 20

In tema di tassa per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani, la controversia promossa dal contribuente per contestare la legittimità dell’iscrizione a ruolo, in quanto non preceduta da avviso di accertamento, nonché la correttezza dell’individuazione e qualificazione dei presupposti della relativa obbligazione, investe il rapporto tributario e, quindi, è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria, in forza dell’espresso disposto dell’art. 285 del R.D. 14 settembre 1931 n. 1175, che attribuisce la giurisdizione al giudice ordinario su tutte le questioni che abbiano ad oggetto la contestazione dell’atto impositivo a carico del contribuente, riservando alla giurisdizione del giudice amministrativo solo la controversia con cui si proponga autonoma impugnazione delle disposizioni generali del Comune per le tariffe del servizio (nella specie le Sezioni Unite hanno anche precisato che ai fini della soluzione della questione di giurisdizione non potevano assumere alcun rilievo né la circostanza che il contribuente non avesse esperito i rimedi amministrativi di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 638 del 1972, né quella della proposizione dell’azione dopo la scadenza del termine di decadenza di cui allo stesso art. 285, afferendo entrambe alla fondatezza dell’azione nel merito, e su tali doglianze hanno rimesso la decisione alla Prima Sezione della Corte, già assegnataria del ricorso).

SS.UU. 6545/91

 

In contenzioso sospensione del processo per condono

Sez. I - Sentenza n. 12730 del 17/11/1999

Presidente: Zucconi Galli Fonseca F., Relatore: Criscuolo A.

Contenzioso tributario - Procedimento - Sospensione per domanda di condono fiscale - Mancata notizia da parte dell’ufficio o del contribuente dell’avvenuto pagamento delle imposte - Dopo il decorso di un congruo lasso di tempo - Effetto sospensivo collegato alla domanda di condono - Cessazione - Conseguenze

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 53

L’effetto sospensivo collegato alla domanda di condono, ai sensi dell’art. 53, comma dodicesimo, legge 30 dicembre 1991, n. 413, viene meno quando, dopo il decorso di un congruo lasso di tempo, né l’ufficio finanziario né il contribuente diano notizia dell’avvenuto pagamento delle imposte, in guisa da rendere operante l’estinzione contemplata dalla medesima norma. In tali casi il processo deve riprendere impulso ed essere trattato nei modi ordinari.

 

I contributi a carico degli esercenti professioni sanitarie alla giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 800 del 19/11/1999

Presidente: Grossi M., Relatore: Sabatini F.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria ed amministrativa - Professionisti - Professioni sanitarie - Diritto di infermiere alla cancellazione dall’albo professionale - Controversia relativa - Giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie - Diritto del Collegio professionale di esigere il contributo dovuto dagli iscritti - Controversia relativa - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza

D. Lg. C.P.S. n. 233 del 13 settembre 1946, art. 5

Cod. proc. Civ. art. 295

Spetta alla giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, ai sensi dell’art. 5 del D.L. Cps. 13 settembre 1946 n. 233, la controversia relativa alla sussistenza o meno del diritto di un infermiere alla cancellazione dall’albo professionale tenuto dal Collegio IPASVI (Infermieri Professionali Assistenti Sanitari Vigilatrici d’Infanzia) e alla giurisdizione ordinaria la controversia circa il diritto del medesimo Collegio di esigere il contributo a carico degli iscritti relativo al periodo rispetto a cui è in discussione l’iscrizione, salva la pregiudizialità della controversia in punto di iscrizione rispetto a quella concernente il pagamento, comportante la sospensione di quest’ultima in attesa della definizione della prima. (Nella specie l’interessato aveva adito il giudice di pace chiedendogli che, "accertata l’avvenuta rinuncia all’iscrizione, da parte dell’attore, all’iscrizione al Collegio Ipasvi di Pesaro", dichiarasse inesigibile la somma in questione, pretesa mediante cartella esattoriale; accolta la domanda da parte del giudice di merito, la adita Corte di cassazione, disattese le deduzioni del Collegio ricorrente circa la giurisdizione del giudice amministrativo e delle commissioni tributarie, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario e quella della Commissione centrale, nei termini indicati nel riportato principio di diritto, e ha annullato, con rinvio ad altro giudice di pace, la sentenza impugnata, ritenendo fondato per quanto di ragione il ricorso sia rispetto alla domanda di competenza di altra giurisdizione, sia per quella esattamente proposta al giudice ordinario, dato che quest’ultima era stata decisa senza attendere la definizione dell’altra causa).

SS.UU. 14015/91, 11072/97

 

Tassa rifiuti solidi urbani ed ubicazione dello stabilimento industriale

Sez. I - Sentenza n. 12863 del 19/11/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Soggetti obbligati - Stabilimenti industriali - Ubicazione nel territorio comunale di raccolta dei rifiuti - Necessità

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931

L. n. 366 del 20 marzo 1941

L’imposizione della tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani agli stabilimenti industriali è legittima solo se gli stabilimenti stessi si trovino ubicati nel territorio comunale in cui è istituito il servizio di raccolta e trasporto dei detti rifiuti.

Cass. 132/70, 995/87, 84/97

 

In contenzioso termini per l’impugnazione del ruolo da tassa smaltimento rifiuti

Sez. I - Sentenza n. 12863 del 19/11/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso - Termini per la presentazione - Iscrizione a ruolo per tassa di smaltimento rifiuti - Applicazione ex art. 285 legge 1175/31 - Condizioni - Contestazione relativa alla sussistenza stessa dei potere impositivo - Termine di sei mesi dalla pubblicazione del ruolo - Applicazione - Esclusione

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 285

In tema di tributi locali, il termine di sei mesi dalla pubblicazione del ruolo previsto dall’art. 285 R.D. 1175/1931 per le doglianze del contribuente non si applica tutte le volte in cui la contestazione (nella specie, relativa ad una tassa di smaltimento rifiuti) investa la sussistenza stessa del potere impositivo dell’ente locale.

Cass. 4400/83

 

In registro accertamento sospeso per condono ed atto registrato in altro periodo

Sez. I - Sentenza n. 12869 del 19/11/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Panebianco U.

Imposta di registro - Prescrizione e decadenza - Decadenza dell’azione della finanza - In genere - Accertamento e riscossione - Sospensione dei relativi termini di prescrizione e decadenza ex art. 57 comma secondo della legge 413/91 - Avvisi di accertamento relativi ad atti registrati in periodi d’imposta esclusi dal condono - Sospensione ex art. 57 citato - Applicabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 57

In tema di avviso di accertamento in aumento relativo ad acquisti immobiliari, la sospensione (ex art. 57 della legge 413/91) del termine di decadenza biennale previsto dall’art. 52 comrna 2 del D.P.R. 131/86 si applica anche nel caso in cui l’avviso di accertamento stesso riguardi un atto registrato in un periodo d’imposta escluso dal condono, in quanto successivo al termine del 31 dicembre 1991.

Cass. 3657/97

 

Deduzione ilor non indicata in dichiarazione e richiesta in sede contenzioso

Sez. I - Sentenza n. 12874 del 19/11/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Vitrone U.

(I.L.O.R.) - Base imponibile - Deduzioni - Deduzioni ILOR ex art. 120 D.P.R. n. 917/86 - Richiesta all’atto della dichiarazione annuale - Omissione - Richiesta successiva - Ammissibilità - Limiti - Richiesta in sede contenziosa a seguito di notifica di cartella esattoriale non preceduta dalla notifica dell’atto di accertamento - Ammissibilità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 120

La deduzione dell’ILOR, di cui all’art. 120 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, costituisce un vero e proprio diritto del contribuente, non condizionato a facoltà discrezionali dell’amministrazione e, in particolare, non subordinato alla richiesta di applicazione dell’interessato nella dichiarazione dei redditi o, comunque, nel termine da essa stabilito. Conseguentemente tale richiesta, non espressamente sanzionata da decadenza e finalizzata unicamente alla determinazione della base imponibile con l’esclusiva funzione di sollecitare l’ufficio impositore all’indagine sui presupposti di detta riduzione, ben può effettuarsi anche in un momento successivo, allorché la pretesa impositiva è portata a conoscenza del contribuente e, quindi, in mancanza di accertamento, quando il ruolo è pubblicato e la cartella esattoriale viene notificata al contribuente, il quale può richiedere in quel momento, in sede contenziosa dinanzi alle Commissioni Tributarie, l’indagine suindicata, non compiuta dall’ufficio in sede di verifica della dichiarazione, salva, in tal caso, la produzione di effetti soltanto "ex nunc" di detta richiesta, con ogni riflesso in ordine all’obbligo, allo stato, del pagamento dell’imposta e alla disciplina degli interessi sul relativo debito.

Cass. 3459/81, 3019/86

 

Rettifica ex art. 36 bis dPR 600/73 per erronea deduzione ilor in dichiarazione

Sez. I - Sentenza n. 12875 del 19/11/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Vitrone U.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Ex art. 36 bis, DPR n. 600/73 - Ilor - Deduzioni - Dichiarazione dei redditi di società di persone - Erronea indicazione della deduzione di cui all’art. 7 del D.P.R. n. 599 del 1973 - Conseguente riferimento al reddito complessivo e non a quello depurato dell’esenzione del 50 per cento - Errore materiale o di calcolo - Configurabilità - Potere di correzione da parte della P.A. ex art. 36 bis, lett. a) D.P.R. n. 600/73 - Ammissibilità

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 7

D.P.R. n. 1523 del 30 giugno 1967, art. 78

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

L’erronea indicazione nella dichiarazione dei redditi della deduzione di cui all’art. 7 del D.P.R. n. 599 del 1973, effettuata da società di persone con riferimento al reddito complessivo e non a quello depurato dall’esenzione del 50%, concessa originariamente nei confronti dell’imposta di R.M. dall’art. 78 del T.U. delle leggi sul Mezzogiorno (D.P.R. 30 giugno 1967, n. 1523) ed estesa in occasione della riforma tributaria del 1973 all’I.L.O.R., con esclusione dei redditi fondiari, configura un errore materiale o di calcolo, rilevabile "ictu oculi" ed emendabile mediante una mera operazione matematica, senza necessità di produzione documentale, che l’Amministrazione ha il potere-dovere di correggere ex art. 36 bis, lett. a) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Cass. 4678/81

 

In contenzioso controversia per mancato versamento di ritenuta d’acconto e litisconsorzio necessario del sostituto d’imposta

Sez. I - Sentenza n. 12991 del 23/11/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Sotgiu S.

Contenzioso tributario - Procedimento - Parti - Controversia tra Amministrazione finanziaria e debitore sostituito sull’omesso versamento della ritenuta d’acconto - Originaria incompletezza del contraddittorio con il sostituto d’imposta - Integrazione - Necessità - Sussistenza

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 64

Nel giudizio promosso dall’Amministrazione finanziaria per l’accertamento di un obbligo tributario trasferito per legge a sostituto d’imposta il debitore sostituito assume veste di contraddittore usuraio, talché ove la domanda sia stata proposta nel confronti del solo debitore sostituito in ordine al mancato versamento della ritenuta d’acconto, si impone la integrazione del contraddittorio nei confronti del detto litisconsorte.

SS.UU. 5664/91, 4223/96

 

La natura del termine per la rettifica ex art. 36 bis, DPR 600/73

Sez. I - Sentenza n. 12995 del 23/11/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Proto V.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Ex art. 36 bis D.P.R. n. 600 del 1973 - Termine per la rettifica - Natura perentoria - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

L. n. 449 del 27 dicembre 1997, art. 28

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, in virtù della disposizione interpretativa, di cui all’art. 28 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, il primo comma dell’art. 36 bis del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, deve essere inteso nel senso che il termine, in esso indicato, non è stabilito a pena di decadenza.

Cass. 11235/98, 7058/99

 

Rimborso e termine di decadenza

Sez. I - Sentenza n. 12997 del 23/11/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Plenteda D.

Riscossione delle imposte sui redditi - Rimborsi - Termini - Decadenza ex art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973 - Decorrenza - Fattispecie

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

In tema di rimborsi di imposte sui redditi già versate, il termine di decadenza del contribuente dal diritto a proporre la relativa istanza, risulta fissato in diciotto mesi dall’art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973, il quale decorre, nelle ipotesi di prospettata eccedenza dei versamenti rispetto al debito effettivo, solo dalla data della presentazione della dichiarazione dei redditi, mentre, allorché si faccia valere invece la inesistenza dell’obbligo del versamento già effettuato (in quanto contrario alla legge), decorre dalla data del versamento stesso. (Nella fattispecie, il contribuente aveva richiesto il rimborso dell’ILOR versata, sul presupposto della natura dell’attività di disegnatore artigianale di modelli di abbigliamento, da lui prestata senza l’apporto di capitali, e, non organizzata perciò in forma di impresa, e tale, quindi, da poter dare luogo solo a lavoro autonomo, e, come tale, alla luce delle sopravvenute pronunce della Corte Costituzionale nn. 42 del 1980 e 87 del 1986, da non risultare assoggettabile ad ILOR. La S.C., alla stregua del principio di cui in massima, ha cassato la decisione dei giudici tributari, che avevano ritenuto che anche in tale ipotesi il termine di decadenza di cui si tratta decorresse solo dalla data della dichiarazione dei redditi).

Cass. 8606/96, 8199/97

 

Rettifica ex art. 36 bis dpr 600/73 ed indebita deduzione

Sez. I - Sentenza n. 12998 del 23/11/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Sotgiu S.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Dichiarazione annuale dei redditi - Indebita deduzione di oneri - Procedimento ex art. 36 bis, comma secondo, lett. d) del D.P.R. n. 597 del 1973 - Ammissibilità - Condizioni

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis, comma 2, lett. D

Il potere attribuito agli Uffici finanziari, in base al secondo comma, lett. d) dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 597 del 1973, è esercitabile soltanto quando l’indeducibilità dell’onere sia rilevabile "ictu oculi" a seguito di mero riscontro cartolare delle dichiarazioni presentate, nei casi eccezionali e tassativamente indicati dalla legge, vertenti su errori materiali e di calcolo, non abbisognevoli di alcuna istruttoria e correggibili dall’Amministrazione anche a vantaggio del contribuente. Allorché sia, invece, necessaria un’indagine interpretativa della documentazione allegata, ovvero una valutazione giuridica della norma applicata, la menzionata disposizione non è attivabile, occorrendo in tali casi un atto d’accertamento esplicitamente motivato, il quale soltanto è idoneo a rendere edotto il contribuente del processo logico-giuridico seguito dall’Amministrazione nell’escludere l’onere ed a metterlo in condizione di potersi adeguatamente difendere.

Cass. 6193/96

 

Violazioni tosap abrogate e nuova disciplina sulle sanzioni tributarie

Sez. I - Sentenza n. 13046 del 24/11/1999

Presidente: Carbone V., Relatore: Di Palma S.

Tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche - Esenzione prevista dall’art. 3 legge n. 549 del 1995 per le occupazioni non eccedenti i dieci metri quadrati da parte di promotori e organizzazioni di manifestazioni a carattere politico - Legge posteriore abolitrice dell’illecito tributario disciplina dagli artt. 10 e 192 del R.D. n. 1175 del 1931 relativo all’omesso pagamento del tributo - Configurabilità - Conseguenze in relazione all’art. 3 del D.Lgs n. 472 del 1997 prevedente il mancato assoggettamento a sanzione per violazioni non più punibili in base a legge successiva - Fattispecie relativa all’occupazione di suolo pubblico con un tavolo per la raccolta di firme per referendum abrogativo realizzatosi in epoca anteriore all’entrata in vigore della legge n. 549 del 1995

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 10

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 192

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 200

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 296

L. n. 549 del 28 dicembre 1995, art. 3, comma 67

D. Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 3

In tema di tributi per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’art. 3 sessantasettesimo comma legge n. 549 del 1995 (contenente misure di razionalizzazione della finanza pubblica), nel prevedere che sono esonerati dal pagamento della tassa "coloro i quali promuovono manifestazioni ed iniziative a carattere politico purché l’area occupata non ecceda i dieci metri quadrati", ha introdotto nell’ordinamento una norma di esenzione dal tributo de quo in presenza dei presupposti ed alle condizioni ivi previste, onde tale disposizione si configura come "legge posteriore" abolitrice di illecito tributario rispetto al combinato disposto dagli art. 10, 192, 200 e 296 R.D. n. 1175 del 1931 nella parte in cui assoggettano a sanzione amministrativa pecuniaria l’omesso pagamento della tassa medesima; ne consegue che, a norma dell’art. 3 secondo comma D.Lgs. n. 472 del 1997 (prevedente che nessuno può essere assoggettato a sanzione per una violazione tributaria che secondo la legge posteriore non è più punibile, norma espressamente applicabile a giudizi in corso), la Corte di Cassazione, investita dell’impugnazione avverso una sentenza di rigetto dell’opposizione a ordinanza ingiunzione irrogativa di sanzione amministrativa per un’occupazione di suolo pubblico (nella specie con un tavolo per la raccolta di firme per referendum abrogativo) senza pagamento del relativo tributo, deve cassare la predetta sentenza, in applicazione del "favor rei" introdotto dal citato decreto del 1997, per illegittimità sopravvenuta del provvedimento irrogativo della sanzione.

 

Ipoteca a favore delle finanze e perdita di efficacia

Sez. I - Sentenza n. 13049 del 24/11/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Procedimenti cautelari - Sequestro - Convalida - Iscrizione d’ipoteca in favore dell’Amministrazione finanziaria - Presupposti - Disposizioni dell’art. 680 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Disciplina dell’art. 27 della legge n. 4 del 1929 - Operatività - Azione di nullità dell’iscrizione - Legittimazione - Questioni relative al rapporto tributario - Inammissibilità - Mancata emissione dell’atto impositivo o impugnazione dello stesso, con esito positivo da parte del contribuente - Inefficacia dell’ipoteca

L. n. 4 del 7 gennaio 1929, art. 26

L. n. 4 del 7 gennaio 1929, art. 27

Con riguardo all’iscrizione d’ipoteca in favore dell’Amministrazione finanziaria, che l’art. 26 della legge n. 4 del 1929 prevede, con funzione cautelare, sulla sola base di processo verbale di constatazione d’infrazione di competenza dell’Intendente di Finanza e quindi anche in un momento anteriore alla formazione del titolo del credito, purché sussistano i presupposti del "fumus boni iuris" e del "periculum in mora", non sono invocabili le disposizioni dell’art. 680 cod. proc. civ. sulla convalida del sequestro, ma trova applicazione la specifica disciplina dell’art. 27 della citata legge, secondo cui detta iscrizione può essere impugnata per nullità da ogni interessato, con esclusivo riferimento però all’esistenza dei menzionati presupposti e senza la possibilità di introdurre nel relativo procedimento questioni sul rapporto tributario. Peraltro, indipendentemente da tale impugnazione, l’efficacia dell’ipoteca segue le sorti del giudizio di merito, e, pertanto, viene meno se l’Amministrazione non emetta l’atto impositivo nel termine di decadenza all’uopo concessole, ovvero se il contribuente impugni con esito vittorioso tale atto davanti al giudice tributario.

SS.UU. 12589/91

 

La definizione automatica ex L. 413/91

Sez. I - Sentenza n. 13178 del 26/11/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Papa E.

Condono Fiscale - Iva - Dichiarazione integrativa - Art. 49 legge n. 413 del 1991- Definizione automatica - Condizioni

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 49, comma 5

In tema di condono fiscale, la dichiarazione integrativa che il contribuente soggetto all’imposta sul valore aggiunto, è tenuto a presentare ai fini del condono cosiddetto automatico di cui all’art. 49 della legge n. 413 del 1991, deve contenere, a pena di nullità, ai sensi dei commi quinto e primo della medesima norma, la richiesta di definizione per tutti i periodi d’imposta relativamente ai quali il termine per la presentazione della dichiarazione era scaduto entro il 5 marzo 1991 e, alla data di entrata in vigore della stessa legge, non erano stati notificati avvisi di rettifica o accertamento.

 

In registro valutazione automatica e indicazione in atti di valore inferiore

Sez. I - Sentenza n. 13243 del 27/11/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Salmè G.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Dichiarazione, nell’atto, di volersi avvalere, ex art. 12 del D.L. n. 70 del 1988, dei criteri automatici fissati dall’art. 52 del D.P.R. n. 131 del 1986 - Dichiarazione nell’atto di un valore inferiore a quello risultante dai suddetti criteri - Poteri dell’Ufficio - Atto formato prima dell’entrata in vigore della legge n. 549 del 1995 - Elevazione del valore mediante avviso di rettifica - Necessità - Esclusione - Notifica dell’avviso di liquidazione - Sufficienza

D. L. n. 70 del 14 marzo 1988, art. 12

L. n. 154 del 13 maggio 1988

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

Anche in relazione agli atti formati prima dell’entrata in vigore dell’art. 3, comma centotrentacinquesimo, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, ove il contribuente abbia chiesto di avvalersi - ai sensi dell’art. 12 del D.L. 14 marzo 1988, n. 70, convertito nella legge n. 154 del 1988 - dei criteri automatici di cui all’art. 52 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, ma il valore del bene trasferito da lui dichiarato concretamente nell’atto risulti inferiore a quello derivante dall’applicazione dei suddetti criteri, l’Ufficio non è tenuto ad emettere un previo avviso di rettifica, ma non deve far altro che richiedere la maggiore imposta dovuta, con la notifica di un avviso di liquidazione.

Cass. 1343/99

 

La tassa di sbarco e di imbarco per il porto di Cagliari

Sez. I - Sentenza n. 13245 del 27/11/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Cicala M.

Tributi doganali - Diritti marittimi - Tassa di sbarco - E di imbarco - Estensione al porto di Cagliari - Condizioni

L. n. 82 del 9 febbraio 1963

D.L. n. 47 del 28 febbraio 1974

L. n. 117 del 16 aprile 1974

L. n. 355 del 5 maggio 1976

Le tasse portuali di sbarco ed imbarco, previste dalla legge 9 febbraio 1963, n. 82 e poi dal D.L. 28 febbraio 1974, n. 47 (convertito con modificazioni, in legge 16 aprile 1974, n. 117) si estendono (legge 5 maggio 1976, n. 355) al porto di Cagliari, solo se si tratti di movimento di merci nell’ambito territoriale del porto stesso, ove sia autorizzata ad operare l’apposita azienda dei mezzi meccanici e dei magazzini.

Cass. 8512/87, 6299/98

 

Intestazione fiduciaria di azioni ed obbligazione tributaria

Sez. I - Sentenza n. 13261 del 27/11/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Verucci G.

Negozi Giuridici - Fiduciari - Intestazione fiduciaria di azioni - Imposte attinenti alla proprietà delle azioni - Obbligo di pagamento assunto dal fiduciante nei confronti del fiduciario - Nullità - Esclusione

Cod. Civ. art. 1418

In tema di intestazione fiduciaria di azioni, ed in base al principio secondo cui, nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, prevale "l’effettiva" proprietà del fiduciante rispetto alla titolarità "formale" del fiduciario, non può considerarsi affetta da nullità la specifica convenzione con la quale - all’interno del "pactum fiduciae" - il fiduciante si obblighi a tenere indenne il fiduciario dalle imposizioni fiscali gravanti su quest’ultimo in conseguenza dell’intestazione dei titoli azionari, non integrando tale traslazione dell’obbligazione tributaria gli estremi del pagamento di imposta da parte di soggetto diverso dal materiale percettore del corrispondente reddito.

Cass. 6445/85, 6232/91

 

Tassa sui rifiuti solidi urbani e superfici destinate ad attività commerciali per la produzione di rifiuti speciali

Sez. I - Sentenza n. 13316 del 29/11/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni - Superfici destinate ad attività commerciali produttive di rifiuti speciali - Provvedimento comunale di assimilazione di tali superfici a quelle produttive di rifiuti urbani - Requisiti - Onere di specificazione qualitativa e quantitativa dei rifiuti speciali ai fini dell’assimilazione - Sussistenza - Fattispecie

D.P.R. n. 915 del 10 settembre 1982, art. 21

R.D. n. 1175 del 14 settembre 1931, art. 270

In materia di tassa per lo smaltimento dei rifiuti, nel vigore del D.P.R. n. 915 del 1982 e degli artt. 268 e segg. del R.D. n. 1175 (ed in particolare dell’art. 270, come sostituito dall’art. 21 del citato D.P.R.), la dichiarazione comunale di assimilabilità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, che costituisce l’indeclinabile presupposto per l’assoggettamento delle superfici di locali ed aree destinati allo svolgimento di attività commerciali (o di servizi) nei quali si producano rifiuti speciali e deve essere adottata in base ai criteri generali stabiliti con la deliberazione adottata il 27 luglio 1984 dal Comitato Interministeriale nominato ai sensi dell’art. 5 del suddetto D.P.R. n. 915 del 1982, implica la concreta individuazione delle caratteristiche quantitative e qualitative dei rifiuti speciali, perché solo in tal modo è possibile valutare se l’assimilazione comporti o meno rischi per la salvaguardia della salute pubblica e dell’assetto ambientale. Ne consegue che la previsione di un regolamento comunale che si limiti a considerare assoggettabili alla tassa i locali "ad uso di complessi industriali e commerciali... con esclusione dei soli locali di lavorazione", senza alcuna specificazione in ordine alla qualità e quantità dei rifiuti speciali, non può essere reputata idonea a concretare la dichiarazione di assimilabilità dei rifiuti speciali a quelli urbani (in applicazione di tali principi la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza del giudice di merito che aveva ritenuto idonea la suddetta formulazione del regolamento comunale, nell’erroneo presupposto che il comune non avesse l’onere di specificazione qualitativa e quantitativa dei rifiuti speciali).

Cass. 10853/93, 1042/96, 1242/96, 9524/97

 

 

DICEMBRE 1999

 

In irpef l’indennità per differente canone di locazione da trasferimento di sede di lavoro

Sez. I - Sentenza n. 13486 del 03/12/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Sotgiu S.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Aziende di credito - Personale direttivo - Indennizzo per differenza canoni di locazione a seguito di trasferimento - Reddito tassabile ai fini I.R.P.E.F. ex T.U. n. 917 del 1986 - Esclusione nella vigenza del D.P.R. n. 597 del 1973

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 16

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

L’indennizzo per differenza canoni di locazione, corrisposta, ai sensi dell’art. 51, primo comma, n. 1, lett. d), del contratto collettivo nazionale di lavoro riguardante il personale direttivo delle aziende di credito, ai dipendenti trasferiti per decisione unilaterale del datore di lavoro per le maggiori spese sostenute per l’abitazione, nella vigenza del D.P.R. n. 597 del 1973, e, dunque, con riferimento ai redditi dichiarati in epoca anteriore al primo gennaio 1988, data di entrata in vigore del T.U. del 1986, era esclusa dal novero dei redditi da lavoro dipendente tassabili ai sensi dell’art. 48 del predetto D.P.R. n. 597, avendo un effetto restitutorio della perdita patrimoniale subita dal lavoratore. Il medesimo contributo, corrisposto nel periodo successivo alla data indicata, è, invece, interamente tassabile, coerentemente con la diversa ottica del T.U. del 1986, che, nel riordinare l’intero sistema delle imposte dirette, ha adottato una nozione più ampia di reddito tassabile, comprendente ogni somma erogata dal datore di lavoro anche indipendentemente dalla effettiva prestazione lavorativa, e, quindi, anche le somme percepite a titolo restitutorio, fatti salvi i sussidi "una tantum".

Cass. 948/96

 

Indennità di trasferimento ed assimilabilità all’indennità di trasferta

Sez. I - Sentenza n. 13486 del 03/12/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Sotgiu S.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di trasferimento corrisposta ai propri dipendenti dalle aziende di credito - Assimilabilità alla indennità di trasferta - Effetti sul piano del regime fiscale - Parziale tassabilità

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

L’indennità di trasferimento corrisposta, ai sensi dell’art. 51, primo comma, n. 1), lett. d), del contratto collettivo nazionale di lavoro riguardante il personale direttivo delle aziende di credito, ai dipendenti trasferiti per decisione unilaterale del datore di lavoro, per il tempo necessario per la sistemazione nella nuova residenza, per un minimo di venti giorni, ed un massimo normalmente di trenta, è assimilabile, per il suo carattere temporaneo, alla indennità di trasferta, cui sia l’art. 48 del previgente D.P.R. n. 597 del 1973, sia il successivo T.U. del 1986, applicano un regime di tassabilità solo parziale, in considerazione della sua funzione parzialmente riparatoria. Ne consegue l’identità del regime fiscale delle due indennità richiamate.

 

Sgravio provvisorio del concessionario per la riscossione e giurisdizione della corte dei conti

Sez. U - Sentenza n. 862 del 07/12/1999

Presidente: Panzarani R., Relatore: Sabatini F.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte dei conti - Controversia instaurata dall’esattore al fine di ottenere lo sgravio provvisorio ai sensi dell’art. 86 D.P.R. n. 43 del 1988 - Giurisdizione della Corte dei Conti - Devoluzione - Fondamento

Costituzione art. 103

R.D. n. 1214 del 12 luglio 1934, art. 13

R.D. n. 1214 del 12 luglio 1934, art. 44

D.P.R. n. 858 del 15 maggio 1963, art. 127

D.P.R. n. 603 del 29 settembre 1973, art. 9

L. n. 657 del 4 ottobre 1986

D.P.R. n. 43 del 28 gennaio 1988, art. 86

La controversia instaurata dal concessionario della riscossione tributi al fine di ottenere lo sgravio provvisorio ai sensi dell’art. 86 D.P.R. n. 43 del 1988 è devoluta alla giurisdizione della Corte dei Conti, atteso che l’unicità del procedimento, la natura provvisoria dello sgravio e gli effetti che esso, ove disposto, è destinato a produrre, non giustificano una diversa giurisdizione e tenuto conto che, a norma dell’art. 103 secondo comma della Cost., nonché degli art. 13 e 44 R.D. n. 1214 del 1934, 9 del D.P.R. n. 603 del 1973 e 127 del D.P.R. n. 858 del 1963 (disposizioni da ritenersi non abrogate dalla legge n. 657 del 1986 e dal successivo D.P.R. n. 43 del 1988) alla Corte dei Conti è attribuita una giurisdizione tendenzialmente generale (ancorché secondo ambiti la cui concreta determinazione è rimessa alla discrezionalità del legislatore) in materia di contabilità pubblica, giurisdizione che riguarda ogni controversia inerente la gestione di denaro, di spettanza dello Stato o di ente pubblico, da parte di un agente contabile.

SS.UU. 237/99

 

Esenzione ilor e collaboratori dell’impresa con contratto di formazione

Sez. I - Sentenza n. 13658 del 07/12/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Plenteda D.

(I.L.O.R.) - Esenzioni - In genere - Redditi d’impresa derivanti dall’esercizio di attività commerciali - Organizzato prevalentemente con lavoro proprio, o dei soci - Adibizione al lavoro di lavoratori assunti con contratto di formazione - Esclusione dall’imposta prevista dalla lett. e) bis dell’art. 115 D.P.R. n. 917 del 1986 - Applicabilità - Esclusione

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115, comma 2, lett. e bis

L. n. 408 del 19 dicembre 1990

La disposizione della lettera e) bis dell’art. 115 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, introdotta dalla legge n. 408 del 1990 - secondo cui sono esclusi dall’imposta locale i redditi d’impresa derivanti dall’esercizio di attività commerciali svolte da soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 dell’articolo 87, organizzate prevalentemente con il lavoro proprio e dei familiari, ovvero con il lavoro dei soci, a condizione che il numero complessivo delle persone addette, esclusi gli apprendisti fino ad un massimo di tre, compreso il titolare, ovvero compresi i soci, non sia superiore a tre - non è estensibile all’ipotesi in cui tra il numero degli addetti siano inclusi lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro.

 

In contenzioso la copia del ricorso per l’ufficio

Sez. I - Sentenza n. 13670 del 07/12/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Adamo M.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’Ufficio della copia del ricorso - Disciplina ex art. 17 e 18 del D.P.R. n. 636 del 1972 - Natura obbligatoria dell’adempimento - Finalità - Conseguenze della sua omissione - Inammissibilità del ricorso - Configurabilità

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

D.P.R. n. 739 del 3 novembre 1981, art. 8

Dalle disposizioni degli artt. 17 e 18 del D.P.R. n. 636 del 1972 si ricava che l’omissione della formalità della consegna o spedizione di una copia del ricorso originale all’Ufficio tributario determina l’inammissibilità del ricorso medesimo, posto che solo la conoscenza dell’oggetto della vertenza, desunta dalla copia del ricorso, consente all’Ufficio stesso di apprestare le proprie difese nel termine previsto dall’ultima delle menzionate disposizioni.

Cass. 5982/97

 

In contenzioso rifiuto di rimborso iva per nomina irregolare del rappresentante in italia e termini per il ricorso

Sez. I - Sentenza n. 13832 del 10/12/1999

Presidente: De Musis R., Relatore: Adamo M.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di primo grado - Termini per ricorrere - Decorrenza - Per rimborso di somme - Iva - Rimborsi - Istanza di rimborso dell’eccedenze Iva a credito risultanti dalla dichiarazione annuale - Rifiuto di rimborso espresso dall’Amministrazione finanziaria per ragioni attinenti alla regolarità formale della nomina del rappresentante Iva in Italia - Ricorso giurisdizionale del contribuente - Termini - Art. 38 Bis del D.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Art. 16 D.P.R. n. 636 del 1972 - Inapplicabilità - Fondamento - Fattispecie

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 16

D.P.R. n. 739 del 3 novembre 1981, art. 7

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 38 bis

D.P.R. n. 24 del 29 gennaio 1979, art. 1

In tema di contenzioso tributario, in base all’art. 38 bis del D.P.R. n. 633 del 1972, nella previgente formulazione (art. 1 D.P.R. 29 gennaio 1979 n. 24), il contribuente al quale sia stato notificato il rigetto, in ragione dell’inosservanza delle formalità di nomina del rappresentante IVA in Italia, dell’istanza di rimborso delle eccedenze IVA a credito, risultanti dalla dichiarazione annuale, può adire il giudice tributario nel termine di prescrizione ordinaria decennale, decorso il termine di due anni più tre mesi dalla data di presentazione della dichiarazione annuale, previsto dalla stessa disposizione. In base a tale norma, infatti, l’Amministrazione finanziaria non è tenuta ad emettere alcun atto di rigetto dell’istanza del contribuente, diverso dall’avviso di rettifica della dichiarazione annuale, cui consegue il diniego di rimborso o il riconoscimento del diritto al rimborso in misura inferiore a quella richiesta. D’altra parte, nella specie non è applicabile il più breve termine previsto dall’art. 16 del D.P.R. n. 636 del 1972, nel testo introdotto dall’art. 7 del D.P.R. n. 739 del 1981, in quanto esso si riferisce alle diverse ipotesi di rigetto delle istanze di rimborso di cui al comma sesto dell’articolo stesso, concernenti i casi di versamento diretto o di omessa notifica degli atti di cui al primo comma del medesimo art. 16.

 

Dichiarazione iva ed omessa sottoscrizione

Sez. I - Sentenza n. 13868 del 11/12/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Marziale G.

(I.V.A.) - Obblighi dei contribuenti - Dichiarazioni - In genere - Sottoscrizione - Omissione - Conseguenza - Inesistenza - Esclusione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 37

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 30, comma 2

D.Lg. n. 241 del 9 luglio 1997, art. 11

In materia di I.V.A. deve escludersi che, prima dell’entrata in vigore delle modifiche apportate all’articolo 37 del D.P.R. n. 633 del 1972 dall’articolo 11 del D.Lgs. n. 241 del 1997, la dichiarazione annuale presentata dal contribuente priva di sottoscrizione fosse giuridicamente inesistente (o comunque nulla) e che, conseguentemente, la richiesta di rimborso delle somme versate in eccesso nell’anno precedente, eventualmente inserita in tale dichiarazione ai sensi dell’articolo 30, secondo comma, D.P.R. n. 633 del 1972, fosse per tali ragioni insanabilmente priva di effetti.

Cass. 2662/92, 6764/94, 7957/95, 866/96

 

Accertamento iva con notifica al socio della s.d.f.

Sez. I - Sentenza n. 13869 del 11/12/1999

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Finocchiaro A.

(I.V.A.) - Accertamento e riscossione - Notificazione - Notifica ad uno dei soci di una società di fatto presso il suo domicilio - Validità

Cod. Civ. art. 2257

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 56

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 35

La notifica di un avviso di accertamento tributario ad uno dei soci di una società di fatto nella veste di rappresentante della società, e nel suo domicilio, è validamente effettuata in quanto ciascun socio ne ha la rappresentanza e la notifica effettuata a mani del destinatario è valida a prescindere dal luogo in cui è effettuata; né la previsione di cui all’articolo 35 del D.P.R. n. 633 del 1972 - sull’obbligo della dichiarazione all’Ufficio IVA da cui risulti "la ditta, la denominazione o ragione sociale e il nome e cognome ... di almeno un rappresentante dell’ente, società o associazione" - esclude il potere dell’amministrazione finanziaria di notificare atti a chi è socio della società di fatto anche se non indicato nella dichiarazione.

Cass. 850/99

 

In contenzioso copia del ricorso per l’ufficio e contraddittorio

Sez. I - Sentenza n. 13876 del 11/12/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

Contenzioso tributario - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’Ufficio della copia del ricorso - Nella vigenza del D.P.R. n. 636/72 - Mancanza - Conseguenze - Difetto di valida costituzione del rapporto processuale e del contraddittorio - Rilevabilità d’ufficio della relativa nullità in ogni stato e grado del processo - Deduzione della nullità con l’appello da parte dell’amministrazione - Mancato esame - Riproposizione in cassazione - Cassazione senza rinvio per la non proseguibilità del processo

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

D.P.R. n. 739 del 3 novembre 1981, art. 8

L’art. 17 del D.P.R. n. 636 del 1972, come sostituito dall’art. 8 del D.P.R. n. 739 del 1981, richiede, per la proposizione del ricorso avanti alla Commissione Tributaria, non solo la consegna o la spedizione dell’originale alla segreteria della Commissione medesima, ma anche la consegna o la spedizione di una copia all’ufficio tributario competente. L’osservanza del termine perentorio di sessanta giorni, previsto a pena di inammissibilità per la proposizione del ricorso postula che entro tale termine si provveda ad entrambi i due adempimenti suddetti ed essendo la formalità da osservarsi verso l’ufficio diretta a consentire ad esso di partecipare al giudizio per spiegare le ragioni del proprio comportamento, attiene alla valida costituzione del rapporto processuale, con la conseguenza che la sua mancanza integra una nullità rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio (nella specie la Suprema Corte, in un caso in cui la nullità non era stata rilevata in primo grado e, pur dedotta in appello, non era stata esaminata dalla commissione regionale, ha accolto il motivo di ricorso dell’amministrazione finanziaria ed ha cassato senza rinvio la sentenza, riconoscendo che la causa non avrebbe potuto essere proseguita per l’originaria mancata costituzione del contraddittorio).

Cass. 5982/97, 11663/98, 5058/99

 

Reddito d’impresa per opere con esecuzione ultrannuale

Sez. I - Sentenza n. 13883 del 11/12/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Graziadei G.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Opere con tempo di esecuzione ultrannuale pattuite come oggetto unitario - Reddito del singolo esercizio - Disciplina - Corrispettivi degli stati di avanzamento - Imputazione all’esercizio come ricavi e fatturazione - Obbligatorietà - Conseguenze

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 63

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 60

L’art. 60 del D.P.R. n. 917 del 1986, che ha sostanzialmente riprodotto la disciplina dettata dall’art. 63 del D.P.R. n. 597 del 1973, applicabile anche alle imprese a contabilità semplificate, pone al primo comma, in riferimento alle opere pattuite come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannale nei contratti di appalto, la regola generale secondo la quale è reddito di ciascun esercizio la variazione del valore delle rimanenze finali, ma al secondo comma contempla l’ipotesi nella quale siano intervenute liquidazioni di corrispettivi in base a stati di avanzamento, stabilendo che i relativi importi costituiscono ricavi, i quali, pertanto, vanno imputati all’esercizio. Ne consegue l’obbligo della fatturazione e contabilizzazione di tali importi, che, in caso di irregolarità, legittimano l’accertamento in rettifica.

Cass. 688/99

 

In contenzioso controversia per corresponsione di somme al lavoratore dipendente "esenti" da imposte a carico del datore di lavoro e giurisdizione dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 888 del 13/12/1999

Presidente: Vessia A., Relatore: Criscuolo A.

Giurisdizione civile - Controversia con la quale si richiede, in base ad un accordo sindacale, la corresponsione da parte del datore di lavoro di una somma "al netto" delle ritenute tributarie che restano a suo carico - Giurisdizione dell’AGO - Sussistenza

Cod. Proc. Civ. art. 360, comma n. 5

Appartiene al giudice ordinario la controversia con la quale il lavoratore, interpretando un accordo sindacale che prevede la dazione di una cifra da aggiungere al TFR per incentivare l’esodo, chiede che la somma a lui spettante sia corrisposta al netto, restando a carico del datore di lavoro il carico tributario, senza sostenere che la somma debba essere esente da ritenute fiscali e senza dunque mettere in dubbio l’obbligazione tributaria.

 

Ricorso per cassazione e legittimazione passiva dell’erario

Sez. I - Sentenza n. 13924 del 13/12/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso per cassazione - Organo passivamente legittimato - Ministero delle finanze in persona dell’Avvocatura dello Stato - Conseguenze - Notificazione all’ufficio del registro - Inammissibilità dell’impugnazione - Emendabilità attraverso l’ordine di rinnovazione della notificazione - Esclusione

R.D. n. 1611 del 30 ottobre 1933, art. 11, comma 1

L. n. 260 del 25 marzo 1958

In tema di ricorso per cassazione avverso la decisione della commissione tributaria regionale resa su di un’impugnazione dell’avviso di liquidazione dell’imposta di registro, la notificazione della citazione in giudizio dell’ufficio territoriale del registro, anziché del Ministero delle finanze (titolare del potere sanzionatorio "in subiecta materia"), determina l’inammissibilità della domanda per mancata instaurazione del contraddittorio (pur dopo l’entrata in vigore della novella dell’art. 164 cod. proc. civ.), attesa la mancanza, in tal caso, di un destinatario idoneo ad essere parte nel processo in cui è evocato (con conseguente difetto della stessa "editio actionis"), senza che detta inammissibilità possa ritenersi emendabile con l’ordine di rinnovazione della notificazione di cui all’art. 4 della legge 25 marzo 1958 n. 260, attinente alla (diversa) ipotesi del vizio che investa la sola notificazione per errore nell’identificazione del soggetto destinatario.

Cass. 1665/97

 

Ricorso per cassazione e notifica all’ufficio finanziario

Sez. I - Sentenza n. 13924 del 13/12/1999

Presidente: Senofonte P., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento - In genere - Nuovo regime ex D.Lgs. 546/92 - Ricorso per Cassazione - Notificazione - Destinatario - Ufficio del Ministero delle Finanze evocato in giudizio in secondo grado - Configurabilità - Condizioni

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 16

R.D. n. 1611 del 30 ottobre 1933, art. 11

Cod. Proc. Civ. art. 144

In tema di contenzioso tributario, secondo la nuova disciplina dettata dal D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, la notificazione del ricorso per cassazione va effettuata presso l’ufficio del Ministero delle Finanze evocato in giudizio nel secondo grado del procedimento, a meno che, in tale grado di giudizio, l’amministrazione finanziaria non si sia costituita per il tramite dell’Avvocatura dello Stato.

Cass. 1094/99, 6034/98, 9846/98

 

Riscossione delle imposte e nomina prefettizia del delegato governativo all’esattoria

Sez. U - Sentenza n. 896 del 14/12/1999

Presidente: Bile F., Relatore: Sabatini F.

Riscossione delle imposte - A mezzo ruoli (tributi diretti) (disciplina anteriore alla riforma tributaria del 1972) - Riscossione esattoriale - Delegati governativi - Nomina prefettizia (in caso di vacanza o decadenza dell’esattoria) - Costituzione di rapporto esattoriale - Configurabilità - Confluenza nello stesso dei reciproci diritti e doveri - Sussistenza - Conseguenze - Obbligo di rendiconto - Giurisdizione della Corte dei Conti - Domanda di rimborso delle spese di gestione - Inclusione - Fattispecie

D.P.R. n. 858 del 15 maggio 1963, art. 106

D.P.R. n. 858 del 15 maggio 1963, art. 107

Preleggi art. 103, comma 2

Testo Unico n. 1214 del 12 luglio 1934, art. 44

Con la nomina da parte del prefetto di un delegato governativo alla riscossione delle imposte a norma dell’art. 106, primo comma, del D.P.R. n. 858 del 1963, in caso di vacanza o decadenza della titolarità dell’esattoria, si costituisce un rapporto esattoriale, destinato alla gestione e maneggio del pubblico denaro, che presenta delle particolari connotazioni di ordine quantitativo e non qualitativo rispetto a quello instaurato con l’esattore, e come quest’ultimo trova fondamento non già in un contratto di natura privatistica - e in particolare in un mandato - ma in un atto amministrativo. In tale rapporto, che ha carattere unitario, confluiscono i reciproci diritti e doveri delle parti e lo stesso comporta il rendiconto e la conseguente giurisdizione contabile della Corte dei Conti, la quale, riguardando comunque la regolarità della gestione, non viene meno nel caso in cui il delegato governativo faccia valere un saldo del conto a lui favorevole e, sia pure in relazione a una particolare brevità del rapporto, richieda il rimborso delle spese di gestione (peraltro disciplinate dall’art. 107, secondo comma ultima parte, del D.P.R. n. 858/1963, che le pone a carico del delegato). (Nella specie l’attore aveva formulato la domanda di rimborso delle spese di gestione sulla base di un dedotto rapporto di mandato e del rilievo della inesistenza in concreto di un maneggio di denaro, per la brevità del rapporto venuto meno a seguito della sospensiva del provvedimento di revoca dell’esattore titolare: la S.C., sulla base del riportato principio, ha confermato la impugnata sentenza declinatoria della giurisdizione del giudice ordinario, dichiarando la giurisdizione della Corte dei Conti).

SS.UU. 1387/70, 2697/72, 3248/76, 11853/92, 1622/98, 237/99

 

I versamenti integrativi alla cassa dei commercialisti

Sez. I - Sentenza n. 14003 del 14/12/1999

Presidente: Reale P., Relatore: Reale P.

(I.R.P.E.F.) - Oneri deducibili - Dottori Commercialisti - Contributi previdenziali - Versamenti integrativi ex art. 29 della legge n. 21 del 1986 - Deducibilità nella misura prevista dall’art. 10, lett. m) del D.P.R. n. 597/73 - Esclusione

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 10

L. n. 21 del 29 gennaio 1986, art. 29

L. n. 21 del 29 gennaio 1986, art. 10

La facoltà che l’art. 29 della legge n. 21 del 1986 riconosce agli iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza ed assistenza dei Dottori Commercialisti di procedere, previa presentazione di apposita domanda, a "versamenti integrativi del contributo soggettivo annuo" non dà luogo, ove esercitata, al versamento di contributi previdenziali "in ottemperanza a disposizioni di legge" previsto dall’art. 10, lett. i) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597.

 

L’indennità per differenti canoni di locazione e l’indennità di trasferimento

Sez. I - Sentenza n. 14006 del 14/12/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Sotgiu S.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Nella vigenza del D.P.R. n. 597/73 - Indennizzo per differenza canoni di locazione, ed indennità temporanea di trasferimento, così come previsti dall’art. 51 del contratto collettivo delle aziende di credito - Regime di tassazione rispettivo - Intassabilità del primo ed assimilabilità della seconda all’indennità di trasferta così come contemplata nell’art. 48, D.P.R. n. 597

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

Nel vigore del D.P.R. n. 597/73, a differenza dell’indennizzo corrisposto dal datore di lavoro al dipendente per differenza canoni pagati da quest’ultimo nella nuova località di lavoro, il quale non si rendeva in alcun modo tassabile, stanti la sua caratterizzazione e la sua connotazione contrattuali in senso restitutorio-risarcitorio (non includendo ancora il D.P.R. n. 597 cit., nella nozione di reddito da lavoro dipendente tassabile, le somme comunque percepite dal lavoratore dipendente, a qualunque titolo, in dipendenza del rapporto di lavoro ed anche a prescindere dall’effettiva prestazione lavorativa, e risultando d’altronde assente in esso una disposizione analoga a quella di cui all’art. 6, del successivo e nuovo T.U. delle disposizioni in tema di Imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, la quale comporta invece l’inclusione, nell’ambito del reddito tassabile, anche dei rimborsi spese e delle erogazioni liberali, nonché delle somme percepite a titolo risarcitorio, purché rivolte a reintegrare il danno subito per la mancata percezione di redditi), le somme corrisposte, ai sensi dell’art. 51 del contratto collettivo del personale direttivo delle aziende di credito, dal datore di lavoro al dipendente, a titolo di indennità temporanea di trasferimento, per il tempo necessario alla sua sistemazione nella nuova località di lavoro, si rendevano assimilabili all’indennità di trasferta come prevista e disciplinata nell’art. 48, D.P.R. n. 597 cit., e perciò soggette allo stesso regime particolare di tassazione per questa fissato.

Cass. 5197/91, 9601/93, 4082/96

 

In contenzioso il deposito tardivo dell’appello e costituzione dell’appellato

Sez. I - Sentenza n. 14007 del 14/12/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Sotgiu S.

Contenzioso tributario - Procedimento di appello - Atto di appello - Termine di sessanta giorni dalla notifica della decisione impugnata per il deposito dell’atto d’appello - Perentorietà - Intempestività del deposito - Sanabilità a seguito della costituzione dell’appellato - Esclusione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 22

In tema di contenzioso tributario, e a norma dell’art. 22 D.P.R. n. 636 del 1972, l’atto d’appello deve essere depositato nel termine perentorio di sessanta giorni dalla notifica della decisione impugnata, dovendosi escludere che la costituzione in giudizio dell’appellato possa sanare l’intempestivo deposito dell’appello, attesa la particolarità del sistema delineato dal citato art. 22, che esclude ogni diretto rapporto tra le parti, dovendo queste ultime indirizzare i propri atti alle Commissioni Tributarie.

 

L’indennità per ingiustificato licenziamento e corresponsione a seguito di conciliazione giudiziale

Sez. I - Sentenza n. 14008 del 14/12/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Sotgiu S.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Disciplina anteriore alla legge n. 85 del 1985 - Indennità per licenziamento ingiustificato prevista dal c.c.n.l. per i dirigenti d’azienda - Soggezione a tassazione - Esclusione - Erogazione dell’indennità a seguito di conciliazione giudiziale - Rilevanza - Esclusione - Fondamento

Cod. Civ. art. 1965

Cod. Proc. Civ. art. 183

Cod. Proc. Civ. art. 185

Cod. Proc. Civ. art. 420

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 12

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 6

L. n. 85 del 22 marzo 1995

In tema di IRPEF e con riguardo a fattispecie cui è applicabile, "ratione temporis", la disciplina di cui ai D.P.R. n. 597 del 1973 e n. 917 del 1986 (e non quella ricavabile dalla successiva legge n. 85 del 1995), l’indennità supplementare prevista dalla contrattazione collettiva per l’ipotesi di licenziamento ingiustificato non rientra tra i redditi soggetti a tassazione, avendo essa carattere risarcitorio e non retributivo, senza che possa avere rilievo il fatto che tale indennità sia stata erogata a seguito di conciliazione giudiziale, giacché quest’ultima differisce dal negozio transattivo disciplinato dall’art. 1965 cod. civ., ed il consenso prestato dalle parti alla conciliazione della lite non va confuso col contrasto che con la conciliazione si intende eliminare, con la conseguenza che il titolo che si acquista in forza della conciliazione giudiziale non elide la fonte di quel contrasto e che, pertanto, alla suddetta conciliazione non può riconoscersi effetto novativo rispetto alla natura risarcitoria dell’indennità in questione.

Cass. 9993/97, 2931/98

 

In irpef le "spese di regia" della società estera per servizi resi alla filiale italiana

Sez. I - Sentenza n. 14016 del 14/12/1999

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di impresa - Detrazioni - Costi di acquisizione - Filiale italiana di società estera - Redditi di impresa - Spese cosiddette "di regia" (erogate dalla sede centrale della società e addebitate alla sede periferica), strumentali alla produzione del reddito - Deducibilità - Condizioni - Valutazione - Censurabilità nel giudizio di legittimità - Esclusione

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 56

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 74

In tema di deducibilità, dai redditi d’impresa, delle cosiddette "spese di regia", quelle, cioè, sostenute dalla sede centrale e addebitate alla filiale italiana della società perché strumentali alla produzione del reddito di questa, l’inerenza di dette spese, sostenute all’estero, ai redditi della succursale italiana viene correttamente riconosciuta sulla base della prova dei servizi svolti incontestatamente in favore di questa dalla casa madre (seminari, opuscoli illustrativi dell’attività sociale, analisi e ricerche di mercato, etc.) e della congruità del costo degli stessi rispetto alla norma, con una valutazione induttiva incensurabile in sede di legittimità.

 

Intassabile l’indennità per differenti canoni di locazione

Sez. I - Sentenza n. 14198 del 17/12/1999

Presidente: Sgroi R., Relatore: Sotgiu S.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Somme erogate dal datore di lavoro, ai sensi dell’art. 51 del contratto collettivo delle Aziende di credito, a titolo di contributo differenza canoni di affitto affrontati dal dipendente trasferito non a sua domanda - Sotto il regime del D.P.R. n. 597/73 - Tassabilità - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

Nel vigore del D.P.R. n. 597/73, ed alla luce di quella che era la disciplina particolare di cui all’art. 48, (il quale non includeva ancora nella nozione di reddito da lavoro dipendente tassabile le somme comunque percepite dal lavoratore dipendente, a qualunque titolo, in dipendenza del rapporto di lavoro, anche prescindendo dall’effettiva prestazione lavorativa), ed in assenza di una disposizione analoga a quella di cui all’art. 6, del nuovo T.U. delle disposizioni in tema di Imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (la quale comporta l’inclusione nel reddito tassabile anche dei rimborsi spese e delle erogazioni liberali, nonché delle somme percepite a titolo risarcitorio, purché rivolte a reintegrare il danno subito per la mancata percezione di redditi), le somme corrisposte, ai sensi dell’art. 51 del contratto collettivo delle aziende di credito, dal datore di lavoro al dipendente in occasione di un trasferimento di quest’ultimo non avvenuto a richiesta dello stesso, a titolo di contributo per il maggior canone di locazione affrontato, non rientravano nel novero dei redditi da lavoro dipendente, stante la funzione restitutoria-risarcitoria della perdita patrimoniale subita dal dipendente loro attribuita dalla contrattazione collettiva.

Cass. 4082/96, 2931/98

 

Esenzione ilor per royalties a società britannica

Sez. I - Sentenza n. 14202 del 17/12/1999

Presidente: Carbone V., Relatore: Salmè G.

(I.L.O.R.) - In genere - Redditi soggetti a ritenuta alla fonte ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg - Assoggettabilità all’Ilor - Esclusione - Condizioni - Effettività del prelievo - Necessità - Mancanza in virtù di una norma di esenzione - Assoggettabilità all’Ilor - Sussistenza - Fattispecie relativa a royalties percepite in Italia da società britannica.

L. n. 1378 del 12 agosto 1962

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 1

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1987, art. 115

L’esclusione dall’Ilor ai sensi degli art. 1 D.P.R. n. 599 del 1973 e 115 secondo comma lett. e) D.P.R. n. 917 del 1986 per i redditi soggetti a ritenuta alla fonte si applica solo quando l’assoggettamento sia in concreto avvenuto e non quando, invece, tale assoggettamento non abbia avuto luogo in virtù di una norma di esenzione (nella specie, la Convenzione italo-britannica recepita con legge n. 1378 del 1962 prevedente l’esenzione da Irpef e Irpeg per le royalties percepite in Italia da società britanniche).

Cass. 4301/92

 

Cartella esattoriale ed indicazioni necessarie

Sez. I - Sentenza n. 14306 del 20/12/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Sotgiu S.

Riscossione delle imposte sui redditi - A mezzo ruoli (tributi diretti) - Riscossione esattoriale - Pagamento delle imposte - Cartelle - Contenuto - Espressa indicazione della natura del tributo - Necessità - Fattispecie in tema di cartella emessa ex art. 36 bis. D.P.R. n. 600/73 a titolo di recupero a tassazione

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 25

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

La cartella esattoriale deve indicare espressamente, oltreché l’ammontare del tributo eventualmente recuperato a tassazione ai sensi dell’art. 36 bis, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, la natura stessa di tale tributo, non competendo al cittadino il quale si veda recapitare una cartella esattoriale priva di qualsivoglia riferimento alla natura suddetta, pervenire alla ricostruzione della stessa attraverso operazioni interpretative condotte sulla base di elementi offerti in forma criptica in cartella.

Cass. 1703/85

 

La pensione privilegiata ordinaria ai militari di leva

Sez. I - Sentenza n. 14307 del 20/12/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Sotgiu S.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - Pensioni privilegiate ordinarie attribuite ai militari in servizio di leva per fatti invalidanti connessi alla prestazione di tale servizio - IRPEF - Assoggettabilità - Esclusione - Anche nel caso di servizio di leva prestato in via sostitutiva

D.P.R. n. 601 del 29 settembre 1973, art. 34

Debbono ritenersi esenti dalla imposta sul reddito delle persone fisiche, ai sensi dell’art. 34, primo comma del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, nel testo risultante dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 387 del 11 luglio 1989, le pensioni privilegiate ordinarie, aventi natura sostitutiva, attribuite ai militari in servizio di leva anche in forma sostitutiva, per fatti invalidanti connessi alla prestazione di tale servizio.

Cass. 2592/93, 10397/97

 

Detrazioni iva e spese di pubblicità antecedenti la commercializzazione del prodotto

Sez. I - Sentenza n. 14350 del 21/12/1999

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

(I.V.A.) - Detrazioni - Spese di pubblicità sostenute prima dell’introduzione del prodotto sul mercato - Iva assolta sulle stesse - Detraibilità - Fondamento

La pubblicità da tempo non svolge più un ruolo puramente informativo limitato alla notizia dell’esistenza di un prodotto già introdotto sul mercato, ed infatti lo sviluppo della produzione industriale di massa ha fatto assumere al messaggio pubblicitario la funzione di sensibilizzare preventivamente l’interesse dei consumatori verso beni o servizi che ancora non sono offerti concretamente. Da ciò consegue che, ai fini della detraibilità dell’IVA assolta sugli acquisti di servizi di pubblicità, un tal tipo di spesa debba essere qualificata come "inerente" all’esercizio d’impresa anche quando sia sostenuta prima ancora che l’offerta del bene o del servizio pubblicizzato si sia concretamente realizzata.

Cass. 10919/92, 1521/96

 

Contributi previdenziali di artigiani e commercianti con minimo imponibile e prova di un reddito inferiore

Sez. L - Sentenza n. 14498 del 23/12/1999

Presidente: Lanni S., Relatore: Lamorgese A.

Previdenza (Assicurazioni sociali) - Lavoratori autonomi - Artigiani e commercianti - Contribuzione previdenziale pensionistica - Minimale imponibile ex art. 1 legge n. 233/1990 - Prova di un reddito inferiore - Inammissibilità - Questione di costituzionalità ex art. 3 Cost. - Manifesta infondatezza

L. n. 233 del 2 agosto 1990, art. 1

L. n. 407 del 29 dicembre 1990, art. 5, comma 14

Costituzione art. 3

Preleggi art. 12

D.L. n. 338 del 9 ottobre 1989, art. 1

L. n. 389 del 7 dicembre 1989

D.L. n. 402 del 29 luglio 1981, art. 1

L. n. 537 del 26 settembre 1981

In base al chiaro ed inequivoco tenore letterale dell’art. 1 della legge n. 233 del 1990, che fissa il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali, dovuti alle relative gestioni speciali assicurative dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, sulla base di un reddito annuo correlato al minimale retributivo previsto, ai fini contributivi, per gli operai del settore artigianato e commercio (art. 1, D.L. n. 402 del 1981, convertito con modificazioni dalla legge n. 537 del 1981), non è consentito all’interessato, ai fini in esame, di provare un reddito effettivo inferiore a quello corrispondente alla presunzione di legge. Ed è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma in esame, in riferimento all’art. 3 Cost., assumendo come termine di confronto sia la disciplina della contribuzione per malattia e in particolare quella dei lavoratori agricoli autonomi su cui ha inciso Corte Cost. n. 256 del 1992 (che ha connotazioni di carattere tributario, poiché l’assistenza sanitaria va garantita a tutti dallo Stato, a prescindere dai livelli di reddito), sia la posizione dei lavoratori autonomi con reddito pari o superiore a quello presunto (perché ai fini pensionistici deve essere mantenuta una certa correlazione tra contribuzione e prestazioni previdenziali e, d’altra parte, il minimale contributivo persegue lo scopo di garantire un corrispondente livello di pensione), sia la posizione dei lavoratori dipendenti (per i quali sussistono minimali contributivi specifici cfr. art. 1 D.L. n. 338 del 1989, convertito in legge n. 389 del 1989, e di portata generale: cfr. art. 1 D.L. n. 402 del 1981, convertito in legge n. 537 del 1981).

 

In accertamento elementi acquisiti dalla G.D.F. in sede penale ed utilizzabilità tributaria verso terzi non indagati

Sez. I - Sentenza n. 14585 del 27/12/1999

Presidente: Sensale A., Relatore: Losavio G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - In genere - Elementi ed informazioni acquisiti dalla Polizia tributaria in sede di indagini di polizia giudiziaria - Utilizzabilità a fini di accertamento tributario - Sussistenza - Anche nei confronti di soggetto non indagato nel procedimento penale, ed anche nel caso di natura non tributaria dell’illecito perseguito in sede di procedimento penale

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 33

I documenti e gli altri elementi di informazione acquisiti dalla Polizia tributaria, ai sensi dell’art. 33, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, nell’esercizio dell’attività di polizia giudiziaria ben possono - se non ne derivi pregiudizio alle esigenze interne al processo penale, o altrimenti, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria che di quegli elementi di prova abbia la disponibilità funzionale - essere impiegati ai fini dell’accertamento tributario, senza che a ciò siano di ostacolo il profilo dell’eventuale mancata coincidenza fra la persona indagata ed il soggetto contribuente nei cui confronti essi vengano utilizzati, e quello relativo all’eventuale natura non tributaria dell’illecito perseguito in sede di procedimento penale.

Cass. 516/94, 1932/99

 

Concessionari per la riscossione e rapporti con i lavoratori dipendenti

Sez. L - Sentenza n. 14634 del 28/12/1999

Presidente: Trezza V., Relatore: Spanò A.

Procedimento civile - Cessazione della materia del contendere - Cumulo di domande - Cessazione della materia del contendere della domanda principale - Effetti sulla domanda dipendente - Fattispecie in materia di accertamento del livello di inquadramento nei confronti di datori di lavoro succedutisi nel tempo

Proposta dal lavoratore domanda di accertamento dello svolgimento di mansioni superiori nei confronti dell’originario datore di lavoro e domanda di opponibilità del miglior inquadramento all’attuale datore di lavoro (nella specie, concessionari del servizio riscossione tributi) ed intervenuta conciliazione tra le parti della causa principale con conseguente cessazione della materia del contendere, viene meno il fondamento della condanna del nuovo datore di lavoro a tener fermo il più favorevole inquadramento riconosciuto nei riguardi del precedente concessionario, restando quell’accertamento caducato una volta che le parti abbiano rispettivamente offerto una somma a titolo transattivo senza riconoscimento delle altrui pretese e rinunciato alle stesse (in applicazione di tali principi la S.C. ha cassato e deciso nel merito dichiarando cessata la materia del contendere).

Cass. 1068/99

 

Dichiarazione integrativa semplice ed accertamenti successivi

Sez. I - Sentenza n. 14669 del 29/12/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Cicala M.

Condono fiscale - Condono fiscale ex D.L. n. 429 del 1982 - Dichiarazione integrativa cosiddetta semplice - Effetti - Preclusione di accertamenti in rettifica o del proseguo delle controversie pendenti - Limiti

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 14

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 16

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 18

D.L. n. 429 del 10 luglio 1982, art. 19

L. n. 516 del 7 agosto 1982

Una dichiarazione integrativa formulata ai sensi del D.L. n. 429 del 1982, ma non contenente gli elementi di cui all’art. 19 dello stesso D.L., e perciò cosiddetto semplice ha precluso accertamenti in rettifica nei limiti indicati dall’art. 18, né il proseguo delle eventuali controversie pendenti, per quanto attiene alle differenze tra l’imponibile accertato e quello risultante dalla stessa dichiarazione integrativa.

Cass. 8884/92

 

Le plusvalenze da indennità di esproprio

Sez. I - Sentenza n. 14673 del 29/12/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Fioretti F.

(I.R.P.E.F.) - Redditi diversi - Plusvalenze ai sensi dell’art. 11, comma quinto, della legge n. 413 del 1991 - Regime retroattivo contemplato dal comma nono dello stesso articolo - Portata - Presupposti - Percezione degli importi successivamente al 31 dicembre 1988 - Sufficienza ai fini della imponibilità della plusvalenza - Esclusione - Emissione del decreto di esproprio o intervento della cessione volontaria o verificazione dell’occupazione acquisitiva dopo il 31 dicembre 1988 - Necessità - Fondamento - Pronuncia della sentenza dichiarativa della occupazione acquisitiva - Sufficienza - Esclusione

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 81, comma 1

L. n. 413 del 31 dicembre 1991, art. 11

Il presupposto impositivo relativo alle tre ipotesi di plusvalenze indicate dall’art. 11 comma quinto della legge n. 413 del 1991 non può identificarsi nella mera percezione della somma di danaro corrispondente all’incremento di valore integrante la plusvalenza, ma deve ravvisarsi nella verificazione del trasferimento del bene, cui la plusvalenza si ricollega, e precisamente nell’emissione del decreto di esproprio, con riferimento alla plusvalenza conseguente alla percezione dell’indennità di esproprio, nella conclusione della cessione volontaria nel corso del procedimento espropriativo, con riferimento alla plusvalenza conseguente a detta cessione, e nel prodursi della fattispecie della cosiddetta occupazione acquisitiva, con riferimento alla plusvalenza derivante dall’acquisizione coattiva conseguente ad occupazione di urgenza divenuta illegittima. Ne consegue che tanto la norma dell’art. 11 comma quinto (con riguardo alle plusvalenze percepite dopo il primo gennaio 1992, data di entrata in vigore della l. n. 413 del 1991), quanto la norma dell’art. 11 comma nono, della stessa l. n. 413 del 1991 (che assoggetta - retroattivamente - ad imposizione le plusvalenze di cui alle ipotesi indicate nel quinto comma della norma, con riferimento a somme percepite in conseguenza di atti anche volontari - formula nella quale può farsi rientrare l’occupazione acquisitiva, fondandosi essa su un "atto", sia pure illecito della Pubblica Amministrazione - o provvedimenti emessi successivamente al 31 dicembre 1988 e fino alla data di entrata in vigore della legge n. 413 del 1991, purché la percezione sia avvenuta in tale lasso di tempo), debbono ritenersi applicabili soltanto a condizione che siano intervenuti in epoca successiva al 31 dicembre 1988 gli atti integranti il trasferimento cui consegue la plusvalenza, cioè, rispettivamente, il decreto di esproprio, la cessione volontaria o l’occupazione acquisitiva, mentre non possono ritenersi applicabili ove detti atti siano intervenuti prima del 31 dicembre 1988, restando così in questo caso la plusvalenza non imponibile (senza che quanto all’occupazione acquisitiva possa in contrario rilevare la circostanza che essa sia stata accertata da sentenza successiva a quella data, posto che detta sentenza non rappresenta l’atto mediante il quale viene realizzata la plusvalenza).

Cass. 6620/97, 11229/98, 12882/98

 

Le indennità di trasferta agli ufficiali giudiziari

Sez. I - Sentenza n. 14674 del 29/12/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Fioretti F.

(I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di trasferta dovuta agli ufficiali giudiziari - Per gli atti compiuti fuori dell’edificio sede del loro ufficio - Ex art. 133 del D.P.R. n. 1229 del 1959 - Natura di rimborso spese - Esclusione - Natura retributiva - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Assoggettabilità a tassazione I.R.P.E.F. ex quarto comma dell’art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 - Soggezione anche alla tassa del dieci per cento ex art. 154 del D.P.R. n. 1229 - Conseguente doppia imposizione - Ininfluenza

D.P.R. n. 1229 del 15 dicembre 1959, art. 133

L. n. 407 del 26 luglio 1984, art. 1

D.P.R. n. 1229 del 15 dicembre 1959, art. 135

D.P.R. n. 1229 del 15 dicembre 1959, art. 136, comma 1

D.P.R. n. 1229 del 15 dicembre 1959, art. 154, comma 1

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48, comma 4

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 127

L’indennità di trasferta prevista dall’art. 133 del D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229, a favore dell’ufficiale giudiziario, per gli atti compiuti fuori dell’edificio ove l’ufficio ha sede non ha natura di rimborso di spesa, ma ha natura retributiva, desumendosi tale natura da una serie di circostanze che non si conciliano con la logica del rimborso di spesa, evidenziando, invece, la sua connotazione come compenso onnicomprensivo, e precisamente, dalla circostanza che la legge fissa determinati importi indipendentemente dalla distanza percorsa dall’ufficiale giudiziario, dalla circostanza che è prevista una maggiorazione per l’ipotesi di richieste urgenti, dalla circostanza che sono previste più indennità a fronte di una spesa verosimilmente unica, quando l’ufficiale giudiziario debba compiere nella stessa località e con lo stesso viaggio più atti del suo ufficio, richiesti dalla stessa persona, ma nell’interesse di persone diverse, nonché dal fatto che, ai sensi dell’art. 154 del D.P.R. n. 1229, l’ufficiale giudiziario deve versare allo Stato una tassa del dieci per cento sull’indennità di trasferta. Ne consegue che la suddetta indennità di trasferta deve essere assoggettata ad I.R.P.E.F. ai sensi e nei limiti del quarto comma dell’art. 48 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (nella specie la Suprema Corte ha sancito tale principio con riferimento al testo - applicabile "ratione temporis" - dell’art. 48, vigente prima delle modifiche introdotte dall’art. 3 del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314 ed ha, inoltre, precisato che il risultato che scaturisce dall’affermata interpretazione, laddove importa che la medesima ricchezza viene ad essere assoggettata ad una doppia imposizione, quella ex art. 154 citato e quella ex art. 48, non viola l’art. 127 del D.P.R. n. 917 del 1986, posto che, essendo quest’ultima una norma di legge ordinaria, l’art. 48 ne segna una deroga).

Cass. 7154/90, 5197/91

 

In contenzioso ricorso per cassazione e notifica della sentenza impugnata

Sez. I - Sentenza n. 14674 del 29/12/1999

Presidente: Grieco A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Disciplina del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - Sentenze pronunciate dalle commissioni tributarie regionali e dalle commissioni di secondo grado di Trento e Bolzano - Norma dell’art. 38 comma secondo del detto D.Lgs. - Interpretazione autentica ex art. 21 della legge 13 maggio 1999 n. 133 - In ordine al decorso del termine breve ex art. 325 secondo comma cod. proc. civ. per il ricorso in cassazione - Applicabilità retroattiva e significato - Decorso del termine solo a seguito di notifica della sentenza presso l’Avvocatura dello Stato - Notificazione presso l’amministrazione - Inidoneità - Conseguenze - Permanenza del decorso del termine lungo annuale

L. n. 133 del 13 maggio 1999, art. 21

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 38, comma 2

Cod. Proc. Civ. art. 325, comma 2

Cod. Proc. Civ. art. 327, comma 1

R.D. n. 1611 del 30 ottobre 1933, art. 11, comma 2

In tema di contenzioso tributario, l’art. 21 della legge 13 maggio 1999, n. 133, laddove dispone - con norma che, attesa la sua natura interpretativa, è applicabile retroattivamente - che l’art. 38, comma secondo, del D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, si interpreta nel senso che le sentenze pronunciate dalle commissioni tributarie regionali e dalle commissioni tributarie di secondo grado delle province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini del decorso del c.d. termine breve per il ricorso in cassazione, di cui all’art. 325, secondo comma, del cod. di proc. civ., vanno notificate all’amministrazione finanziaria presso l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato competente ai sensi dell’art. 11, secondo comma, del t.u. approvato con il r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611, e successive modificazioni, esclude che la notifica della sentenza, qualora sia fatta direttamente all’ufficio dell’amministrazione finanziaria costituito in giudizio, sia idonea a far decorrere il suddetto termine e, pertanto, l’impugnazione resta soggetta al decorso del c.d termine lungo annuale.

 

 

GENNAIO 2000

 

In irpef l’integrazione del T.F.R.

Sez. I - Sentenza n. 51 del 05/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Determinazione - Somme erogate al dipendente a titolo di integrazione dal trattamento di fine rapporto - Disciplina ex art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 - Assoggettabilità ad IRPEF

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

Ai sensi della disciplina di cui all’art. 48 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, le somme erogate dal datore di lavoro al dipendente a titolo di integrazione del trattamento di fine rapporto, siccome percepite "in dipendenza" del rapporto di lavoro, sono soggette ad IRPEF.

 

Esenzione per nuove iniziative produttive alla società di persone trasformata in società di capitali

Sez. I - Sentenza n. 52 del 05/01/2000

Presidente: Carbone V., Relatore: Ferro V.

Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Esenzione - Spettanza alle società di persone - Esclusione - Fondamento - Società di persone poi trasformatesi in società di capitali - Spettanza dell’esenzione per il periodo anteriore alla trasformazione - Esclusione

D.P.R. n. 598 del 29 settembre 1973, art. 2 e art. 5

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 87

L. n. 64 del 1 marzo 1986

L’esenzione dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, prevista dall’art. 105 D.P.R. n. 218 del 1978 e sostituita dall’esenzione di cui all’art. 14 legge n. 64 del 1986, come qualsivoglia esenzione tributaria, totale o parziale, non può applicarsi se non nei confronti delle persone (fisiche o giuridiche) che si pongono come soggetti passivi dell’obbligazione tributaria avente ad oggetto l’imposta alla quale l’esenzione si riferisce, e pertanto essa si applica alle società di capitali (soggette all’Irpeg a norma degli artt. 2 D.P.R. n. 598 del 1973 e 87 D.P.R. n. 917 del 1986), ma non alle società di persone (i cui redditi sono imputati a ciascun socio a norma degli art. 5 D.P.R. 598 del 1973 e 5 D.P.R. n. 917 del 1986); ne consegue che la suddetta esenzione non può trovare applicazione nei confronti di una società in nome collettivo, poi trasformatasi in società di capitali, con riferimento alla data di originaria costituzione in società personale e con decorrenza da questa per il periodo anteriore alla trasformazione, non potendosi far decorrere l’esenzione (da un periodo anteriore all’acquisizione) da parte della predetta società della qualità di soggetto passivo dell’Irpeg.

 

Termini per il rimborso decorrenti dal saldo

Sez. I - Sentenza n. 56 del 05/01/2000

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

Riscossione delle imposte - Ricossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - Termini - Versamenti in acconto - "Dies a quo" del termine decadenziale ex art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973 - Ipotesi di diritto al rimborso emergente solo all’atto del saldo ovvero di acconto versato in via provvisoria - Decorrenza dal versamento del saldo - Ipotesi di acconto non dovuto già al momento del versamento ovvero non dovuto nella misura versata ovvero versato in base a legge inapplicabile - Decorrenza dal momento del versamento - Fondamento - Fattispecie in tema di rimborso di Ilor

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

Cod. Civ. art. 2969

Il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso, previsto dall’art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973, con riferimento ai versamenti in acconto, decorre dal versamento del saldo nel caso in cui il diritto al rimborso derivi da un’eccedenza dei versamenti in acconto, rispetto a quanto risulti poi dovuto a saldo oppure qualora derivi da pagamenti cui inerisca un qualche carattere di provvisorietà, poiché subordinati alla successiva determinazione in via definitiva dell’obbligazione o della sua misura (come nel caso di pagamenti effettuati a seguito di pronunce giudiziali non definitive), mentre decorre dal giorno del versamento dell’acconto stesso, nel caso in cui quest’ultimo, già al momento in cui venne eseguito, non fosse dovuto o non lo fosse nella misura in cui fu versato ovvero qualora fosse inapplicabile la disposizione di legge, in base alla quale venne effettuato, poiché in questi casi l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sorge sin dal momento in cui avviene il versamento (nella specie, applicando detti principi, la Suprema Corte ha ritenuto che, in un caso in cui il contribuente aveva versato l’I.L.O.R. senza che fosse dovuta, per la non inquadrabilità della sua attività in quella di impresa, il termine decadenziale di diciotto mesi fosse decorso dal giorno del versamento).

Cass. 8199/97

 

In ilor l’attività di agente di commercio ed esercizio in forma societaria

Sez. I - Sentenza n. 57 del 05/01/2000

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Soggetti passivi - Attività di agente di commercio - Svolgimento in forma societaria (s.n.c.) - Sufficienza ai fini della soggezione all’imposta - Esclusione - Fondamento - Inapplicabilità dell’art. 6 comma 3 del d.p.r. n. 917 del 1986 o dell’art. 6 comma 2 del d.p.r. n. 597 del 1973 - Effettiva esistenza di organizzazione imprenditoriale e non di prevalenza dell’apporto di lavoro personale - Necessità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 49 e art. 51

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973

Con riferimento all’esercizio da parte di una persona fisica dell’attività di agente di commercio, la circostanza che tale svolgimento avvenga nella forma giuridica di una società in nome collettivo non giustifica di per sé solo la qualificazione del relativo reddito come reddito d’impresa, ai fini dell’assoggettabilità all’I.L.O.R., non essendo applicabile a tale imposta l’art. 6, comma terzo del d.p.r. n. 917 del 1986 (o l’art. 6, comma secondo del d.p.r. n. 597 del 1973), che riguarda l’I.R.P.E.F., ed essendo invece all’uopo necessario - anche alla luce delle statuizioni delle sentenze n. 42 del 1980 e n. 87 del 1986 della Corte Costituzionale - il concreto accertamento che alla forma societaria corrisponde l’effettivo esercizio dell’attività attraverso un’organizzazione imprenditoriale e che non sia prevalente l’apporto di lavoro della detta persona rispetto alla componente patrimoniale.

 

Condono fiscale ex D.L. 564/94 applicabile solo alle controversie su elementi sostanziali (e non formali)

Sez. I - Sentenza n. 64 del 05/01/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Di Palma S.

Condono fiscale ex D.L. n. 564 del 1994 - Controversie tra il privato e l’Amministrazione finanziaria - Relative a pretese ulteriori riguardo a quelle desumibili da elementi offerti dal contribuente - Applicabilità - Sussistenza - Controversie relative alla mera correttezza degli atti liquidatori fondati su detti elementi - Applicabilità - Esclusione

D.L. n. 564 del 30 settembre 1994, art. 2 quinquies

L. n. 656 del 30 novembre 1994

In tema di condono fiscale, l’art. 2 "quinquies" del D.L. n. 564 del 1994 (che con riguardo alle liti pendenti circa atti impositivi, che non attengano esclusivamente all’irrogazione di sanzioni, accorda al contribuente la possibilità di determinarne l’estinzione con un pagamento correlato al valore della lite medesima, ed identifica tale valore con la maggior somma reclamata o reclamabile dall’ufficio), dev’essere interpretato nel senso che, al beneficio del condono sono ammesse le sole controversie tributarie concernenti liti pendenti su pretese creditorie dell’Amministrazione che si caratterizzino come diverse ed ulteriori rispetto a quelle desumibili dagli elementi offerti dal contribuente, e non anche quelle controversie che, investendo esclusivamente la correttezza di atti liquidatori (nella specie computo dell’INVIM, attinente ad una vendita immobiliare operata sulla base della rendita attribuita al bene venduto su istanza di accatastamento), si esauriscano in un controllo sui criteri di fissazione del "quantum" dell’obbligazione, secondo gli stessi dati addotti dal debitore al fine della determinazione dell’imponibile.

Cass. 6611/99, 1343/99

 

In contenzioso copia del ricorso per cassazione mancante della pagina con il motivo dell’impugnazione

Sez. I - Sentenza n. 278 del 12/01/2000

Presidente: Cappuccio G., Relatore: Ferro V.

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Ammissibilità del ricorso - Copia notificata del ricorso - Mancanza della pagina contenente l’indicazione del motivo e delle norme di diritto violate nonché della parte iniziale delle argomentazioni - Conseguente inintellegibilità della censura in base alle pagine successive - Conseguenza - Inammissibilià del ricorso

Cod. Proc. Civ. art. 366

La mancanza nella copia notificata del ricorso per cassazione della pagina contenente l’indicazione in epigrafe dell’unico motivo di ricorso, con la indicazione delle norme e dei principi di diritto di cui si denuncia la violazione da parte della sentenza impugnata, nonché l’esposizione della parte iniziale degli argomenti su cui il motivo si fonda, comporta la declaratoria di inammissibilità del ricorso, allorquando l’esposizione contenuta nelle pagine successive, senza la correlazione con la pagina omessa, sia inidonea a rendere intellegibile la materia del contendere (nella specie la parte resistente aveva eccepito l’inammissibilità).

Cass. 6539/96

 

In ilor l’agente di commercio nella disciplina anteriore alla pronuncia di incostituzionalità

Sez. I - Sentenza n. 354 del 14/01/2000

Presidente: Senofonte P., Relatore: Panebianco U.

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Presupposto dell’imposta - In genere - Attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità all’imposta - Nella disciplina antecedente all’entrata in vigore dell’art. 115 lett. e) bis del D.P.R. n. 917/86 - Condizioni

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 1

Già ancor prima dell’entrata in vigore dell’art. 115 lett e) bis del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (introdotto dall’art. 9 comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 408, e di cui si rende del tutto inconcepibile un’applicazione retroattiva ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 42/88), la disciplina di cui all’art. 1 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 599 ed all’art. 51, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, interpretata alla luce dei principi dettati dalle sentenze della Corte Costituzionale n. 42 del 26 marzo 1980 e n. 87 del 14 aprile 1986, comportava che i redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività di rappresentante di commercio fossero assoggettabili ad ILOR solo ove una tale attività fosse esercitata in forma d’impresa e senza prevalenza dell’apporto del fattore lavoro rispetto a quello capitale.

 

Cartella esattoriale con più importi ed impugnazione, con annullamento giudiziale, solo di alcuni

Sez. I - Sentenza n. 356 del 14/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Papa E.

Riscossione delle imposte - A mezzo ruoli (tributi diretti) - Riscossione esattoriale - Pagamento delle imposte - Cartelle - Cartella esattoriale contenente più voci - Annullamento della cartella esattoriale da parte della Commissione tributaria di primo grado - Conseguenze - Pretesa tributaria non fatta oggetto di controversia - Efficacia di giudicato dell’annullamento della cartella - Esclusione

L’annullamento (cd. "sgravio") di una cartella esattoriale contenente più voci da parte della Commissione tributaria di primo grado non incide, con efficacia di giudicato, sulla pretesa tributaria non fatta oggetto di controversia nel giudizio conclusosi con l’annullamento della cartella.

Cass. 3911/98

 

Socio lavoratore nella società di persone e deduzione ilor

Sez. I - Sentenza n. 428 del 15/01/2000

Presidente: Cappuccio G., Relatore: Bonomo M.

Imposta locale sui redditi (I.L.O.R.) (Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972) - Base imponibile - Deduzioni - Socio di una società di persone - Deduzione ex quarto comma dell’art. 7 del d.p.r. n. 599 del 1973 - Requisito della prevalenza dell’attività quale socio svolta per la società - Socio espletante attività lavorativa sia come socio che come dipendente della società - Modalità di accertamento della prevalenza

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 7

In tema di ILOR e con riguardo alle società di persone, la spettanza della deduzione dal reddito di impresa già prevista dall’art. 7, commi quarto, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 599 è condizionata alla circostanza che il socio presti la sua opera come tale nell’impresa e che tale prestazione costituisca la sua occupazione prevalente. Allorquando il socio presti attività a favore della società come lavoratore dipendente è possibile che espleti in favore della stessa società anche un’attività aggiuntiva in veste di socio, ma in tal caso la condizione per fruire del diritto alla deduzione non può ritenersi realizzata per il solo fatto che l’unica occupazione del socio sia quella all’interno dell’impresa, occorrendo, invece, accertare in concreto che la prestazione espletata a favore della società in qualità di socio sia prevalente su quella svolta sempre a favore della medesima in esecuzione del rapporto di lavoro dipendente.

Cass. 11450/90, 11939/98

 

Il ricorso per cassazione avverso l’ufficio anziché il Ministero delle Finanze

Sez. I - Sentenza n. 657 del 21/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Fioretti F.

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Giurisdizioni speciali (impugnabilità) - Decisioni delle Commissioni Tributarie - Ricorso per cassazione - Disciplina ex decreto legislativo 546/92 - Proposizione nei confronti dell’Ufficio distrettuale delle imposte dirette anziché del Ministero delle Finanze - Inammissibilità - Fondamento

R.D. n. 1611 del 30 ottobre 1933, art. 11

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 62

In tema di contenzioso tributario, il ricorso per cassazione proposto nei confronti dell’Ufficio distrettuale delle imposte dirette anziché del Ministero delle Finanze è inammissibile, in quanto non risulta notificato ad alcun legittimo contraddittore, essendo l’ufficio periferico di detto Ministero privo di soggettività esterna per quanto attiene al giudizio di cassazione.

Cass. 1094/99, 2807/99

 

Accertamento induttivo e motivazione minima

Sez. I - Sentenza n. 658 del 21/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Accertamento tributario - Valutazione della base imponibile - Accertamento induttivo o sintetico - Requisito motivazionale - Contenuto minimo necessario

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 42

Il requisito motivazionale dell’accertamento, ai sensi dell’art 42, secondo comma del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, esige, oltre alla puntualizzazione degli estremi soggettivi ed oggettivi della posizione creditoria dedotta, soltanto l’indicazione di fatti astrattamente giustificativi di essa, restando poi affidate al giudizio d’impugnazione dell’atto le questioni riguardanti l’effettivo verificarsi dei fatti stessi e la loro idoneità a dare sostegno alla pretesa impositiva.

Cass. 10812/96, 1107/98

 

In contenzioso termini per l’appello e comunicazione del dispositivo a mezzo posta

Sez. I - Sentenza n. 666 del 21/01/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Fioretti F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Atto di appello - Termini per la proposizione - In genere - Comunicazione del dispositivo della decisione all’ufficio tributario a mezzo posta - Termine per impugnare - Decorrenza - Dalla data di sottoscrizione dell’avviso di ricevimento

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 32

In tema di contenzioso tributario e alla luce delle modifiche apportate all’art. 32 D.P.R. n. 636 del 1972 dall’art. 19 D.P.R. n. 739 del 1981, in particolare con la previsione che le comunicazioni a mezzo posta devono essere effettuate in plico raccomandato con avviso di ricevimento, il termine per impugnare la decisione della Commissione Tributaria di primo grado decorre, nell’ipotesi di trasmissione a mezzo posta del dispositivo della decisione dell’ufficio tributario, dalla data in cui il funzionario responsabile oppone la propria firma sull’avviso di ricevimento spedito unitamente al plico raccomandato, in quanto la funzione dell’avviso di ricevimento è quella di attestare la data di ricezione dell’atto, data dalla quale, ai sensi dell’art. 32 D.P.R. 636 del 1972, decorre il termine per l’impugnazione. (In questi termini ha interpretato la suddetta normativa anche la Corte costituzionale con sentenza n. 97 del 1999 di rigetto della questione di illegittimità costituzionale degli artt. 22, 32, e 38 D.P.R. n. 636 del 1972).

Cass. 309/98, 3233/98

 

In irpef l’indennità di prepensionamento

Sez. I - Sentenza n. 669 del 21/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Proto V.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - Indennità di prepensionamento - Assoggettabilità all’imposta - Tassazione separata

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 16 e art. 48

Il dettato normativo di cui agli artt. 16, comma 1, lett. a), e 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 assoggetta all’imposta sul reddito delle persone fisiche, sia pure con il favore della tassazione separata, tutte le somme erogate in diretta ed immediata correlazione con il verificarsi della cessazione del rapporto di lavoro, ivi comprese quelle corrisposte al lavoratore, ad integrazione del trattamento di fine rapporto, come indennità di prepensionamento, le quali, convenzionalmente stabilite tra le parti, trovano giustificazione nell’ambito del rapporto stesso e della sua risoluzione consensuale, difettando, in tale situazione, il presupposto per qualificare il versamento come erogazione liberale, di carattere eccezionale e non ricorrente a favore della generalità dei dipendenti.

 

In irpef gli incentivi al dipendente per il pensionamento

Sez. I - Sentenza n. 670 del 21/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Proto V.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - Somme corrisposte dal datore di lavoro al lavoratore in dipendenza della cessazione del rapporto - Inclusione - Incentivo alle dimissioni del lavoratore - Soggetti a tassazione separata - Portata

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 16 e art. 48

Il dettato normativo di cui agli artt. 16, comma 1, lett. a), e 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 assoggetta ad imposta sul reddito delle persone fisiche, sia pure con il favore della tassazione separata, tutte le somme erogate in diretta ed immediata correlazione con la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, ivi comprese quelle corrisposte dal datore di lavoro a titolo di incentivo alle dimissioni in aggiunta al trattamento di fine rapporto, le quali trovano giustificazione nell’ambito del rapporto stesso e della sua risoluzione consensuale, difettando in tale situazione il presupposto per qualificare il versamento come erogazione liberale, di carattere eccezionale e non ricorrente a favore della generalità dei dipendenti.

 

In registro motivazione per relationem con rinvio a stima ute

Sez. I - Sentenza n. 793 del 25/01/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Salmè G.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile - Valore venale - Determinazione - Avviso di accertamento - Motivazione - Riferimento ad elementi extratestuali - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie in tema di rinvio ad una stima UTE

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 51 e art. 52

In tema di imposta di registro non può negarsi la validità di un avviso di accertamento sol perché questo risulti motivato con riferimento ad elementi extratestuali che il contribuente è in grado di conoscere (quale una relazione di stima redatta dall’UTE), posto che, pure in tali casi, il contribuente è messo in condizione di identificare compiutamente i termini e le ragioni dell’accertamento in questione, e quindi di approntare la propria difesa, mentre, dal canto suo, l’amministrazione non può addurre in giudizio altre e diverse ragioni di accertamento.

Cass. 10969/96

 

Agevolazioni prima casa e decesso dell’acquirente

Sez. I - Sentenza n. 797 del 25/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Cicala M.

Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Mancata fissazione di un termine per il raggiungimento dello scopo giustificativo del beneficio - Conseguenze - Realizzabilità temporalmente libera dello stesso - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di benefici sulla "prima casa" ai sensi dell’art. 1 della legge n. 168 del 1982

L. n. 168 del 24 aprile 1968, art. 1

I benefici fiscali sono, per loro natura, subordinati al serio perseguimento - e quindi al raggiungimento - dello scopo per cui vengono concessi, e quindi l’eventuale assenza, nel provvedimento normativo costituentene la fonte, della prefissione di un termine non toglie che il ritardo nella realizzazione dello scopo in questione si renda giustificato solo se rappresenti la conseguenza dell’ostacolo frapposto da circostanze obiettive quali ad esempio, nel caso dei benefici per l’acquisto della c.d. "prima casa" previsti dall’art. 1 della legge n. 168 del 1982, l’eventuale natura particolare del diritto reale concretamente acquistato (ad esempio, la mera nuda proprietà del bene), o la morte dello stesso acquirente.

Cass. 12737/98

 

L’interpretazione delle clausole contrattuali

Sez. I - Sentenza n. 805 del 25/01/2000

Presidente: Graziadei G., Relatore: Marziale G.

Contratti in genere - Interpretazione - In genere - Interpretazione di clausole contrattuali - Letterale - Sufficienza - Esclusione - Interpretazione complessiva delle clausole - Necessità - Comportamento delle parti anteriore alla stipulazione del contratto - Esigenze soddisfatte dalle clausole - Valutazione - Necessità - Fondamento anche alla luce del principio di buona fede - Fattispecie in tema di interpretazione di clausole concernenti la prestazione di garanzia fideiussoria

Cod. Civ. art. 1936

Cod. Civ. art. 1363

Cod. Civ. art. 1366

In tema di interpretazione di clausole contrattuali, se la formulazione letterale della dichiarazione negoziale si pone come primo, e fondamentale, elemento della operazione ermeneutica, essa va, peraltro, valutata nella sua interezza, dovendo il tenore letterale delle parole essere desunto dall’intero suo contenuto. Pertanto, le singole clausole contrattuali vanno considerate in correlazione tra loro, e valutate alla luce delle esigenze che sono destinate a soddisfare, dovendo, inoltre, aversi riguardo al comportamento tenuto dalle parti anteriormente alla stipulazione del contratto. Del resto ciò si rivela conforme al principio di buona fede, che nell’ambito contrattuale si risolve in una regola di condotta diretta ad assicurare che ciascuna delle parti adegui il proprio comportamento alla esigenza di rispondere in modo positivo alle aspettative dell’altra, operando su di un piano di reciprocità, nel senso di ampliare, ovvero di restringere, gli obblighi assunti in base alla formulazione letterale del contratto, quando farli valere nel loro tenore testuale contrasterebbe con tale principio. Ne consegue che la clausola apposta ad un contratto di fideiussione, alla stregua della quale, una volta sopraggiunto il termine finale dello stesso, il decorso di quindici giorni in assenza di richiesta di adempimento della garanzia determini la cessazione di ogni efficacia della stessa, non può essere interpretata esclusivamente secondo il suo tenore letterale, nel senso che si sia senz’altro inteso, con essa, lasciare prive di copertura obbligazioni, pur sorte nel periodo di operatività della garanzia, ma non ancora scadute.

 

In irpef l’usufrutto su azioni ed ammortamento

Sez. I - Sentenza n. 848 del 26/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Fioretti F.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Detrazioni - Ammortamenti - Beni immateriali - Diritto di usufrutto su azioni - Costo del relativo acquisto - Ammortamento - Esclusione - Deducibilità - Fondamento

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 68 e 74

D.P.R. n. 42 del 4 febbraio 1988, art. 13

Il diritto di usufrutto su azioni non può essere incluso tra le immobilizzazioni materiali di cui al comma 2 dell’art. 68 del D.P.R. n. 917 del 1986, le quali comprendono solo i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno e quelli che presentino carattere di affinità con i primi, mentre l’azione non può essere assimilata al prodotto dell’attività intellettuale. Ne consegue che il costo per l’acquisto dell’usufrutto in questione non può legittimamente essere ammortizzato con i criteri dettati dal combinato disposto dell’art. 68, comma 2, del citato D.P.R. del 1986 e dell’art. 13, ultima parte, del D.P.R. n. 42 del 1988, ma deve essede dedotto in base alla regola residuale di cui al comma 3 dell’art. 74 del D.P.R. n. 917 del 1986, dettata per le poste patrimoniali immobilizzate non regolate dagli artt. 67, 68 e 74, commi 1 e 2, dello stesso D.P.R., relativi, rispettivamente, all’ammortamento dei beni materiali e di quelli immateriali, e alla deduzione dei costi di studi, ricerche e pubblicità.

 

L’usufrutto su azioni e deducibilità dall’ilor

Sez. I - Sentenza n. 848 del 26/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Fioretti F.

Imposta locale sui rediti (ILOR) - Base imponibile - Deduzioni - Determinazione del reddito imponibile ai fini I.L.O.R. - Acquisto dell’usufrutto di azioni - Deducibilità - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 75 e 1art. 15

Il costo dell’acquisto del diritto di usufrutto di azioni non è deducibile ai fini I.L.O.R., in quanto connesso a proventi (dividendi azionari) che non sono computabili nella determinazione del reddito agli effetti dell’applicazione di detta imposta.

 

Rimborso con furto del vaglia della banca d’italia di competenza dell’A.G.O.

Sez. U - Sentenza n. 8 del 26/01/2000

Presidente: Favara F., Relatore: Carbone V.

Contenzioso tributario - Provvedimento di rimborso - Successiva commutazione d’ufficio in vaglia cambiari della Banca d’Italia - Conseguenze - Novazione dell’obbligazione di rimborso - Configurabilità - Esclusione - Mancata ricezione del titolo cambiario da parte del contribuente - Domanda di pagamento della somma - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 1, art. 2 e art. 16

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 42

In tema di rimborso delle imposte, l’emissione di ordinativi di pagamento da parte dell’amministrazione finanziaria e la successiva commutazione d’ufficio in vaglia cambiari non trasferibili della. Banca d’Italia non comportano novazione, soggettiva od oggettiva, dell’obbligazione di rimborso, con la conseguenza che l’Amministrazione finanziaria è del tutto legittimamente convenuta dinanzi al giudice ordinario (e non dinanzi alle commissioni tributarie) in caso di mancato pagamento del credito vantato dal contribuente a seguito di smarrimento o sottraziore del titolo.

Cass. 7331/91, 2802/93

 

In ilor i compensi al socio amministratore della società di persone

Sez. I - Sentenza n. 946 del 28/01/2000

Presidente: Rocchi A., Relatore: Sotgiu S.

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Base imponibile - Deduzioni - Redditi di impresa - Applicabilità - Condizioni - Soci di società di persone - Estensione - Limiti - Fondamento - Reddito percepito dal socio a compenso dell’attività svolta per la società come amministratore - Deducibilità ai sensi dell’art. 7 D.P.R. n. 599 del 1973 - Esclusione

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 7

La deduzione ai fini Ilor, prevista dall’art. 7 D.P.R. n. 599 del 1973 (e successivamente dall’art. 120 T.U. n. 917 del 1986) si applica per i redditi di impresa delle persone fisiche, a condizione che il soggetto cui la deduzione si riferisce presti la propria opera nell’impresa e che tale prestazione costituisca la sua occupazione prevalente, quanto alle società di persone, è consentito dedurre ai fini Ilor le quote di reddito derivanti dalla partecipazione agli utili del socio, in quanto al medesimo imputate ai fini Irpef come reddito proprio del contribuente e non della società, tuttavia, quando il reddito del socio non è quello derivante dalla partecipazione agli utili, ma rappresenta un costo affrontato dalla società per compensare il lavoro del socio che, come nella specie, esplichi attivita di amministratore, la deduzione non può aver luogo, riferendosi essa al reddito del socio quale precettori di utili, senza che possa aver rilievo il fatto che il socio amministratore lavori prevalentemente per la società, attenendo il concetto di "prevalenza", ai fini della deduzione "de qua", al solo reddito del socio in quanto tale.

Cass. 1679/84, 11450/90

 

Sanzioni per dichiarazione infedele e somme già versate

Sez. I - Sentenza n. 947 del 28/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Papa E.

Accertamento delle imposte sui redditi - Sanzioni - Omissione, incompletezza e infedeltà della dichiarazione - Dichiarazione di un reddito inferiore a quello accertato - Sanzione ex art. 46 D.P.R. n 600 del 1973 - Irrogazione - Presupposti

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 46

La disciplina di cui all’art. 46 D.P.R. n. 600 del 1973 è intesa a prevenire la presentazione, da parte dei contribuenti, di dichiarazioni (tardive e) infedeli, così che le corrispondenti sanzioni, di natura amministrativa, sono da riconnettere esclusivamente al dato obbiettivo della dichiarazione di un reddito inferiore, a prescindere da ogni eventuale pagamento dell’imposta effettivamente dovuta già eseguito da parte del contribuente.

Cass. 4505/95

 

In successioni quota di società semplice e rettifica del valore dichiarato

Sez. I - Sentenza n. 993 del 28/01/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Imposta sulle successioni e donazioni - Imposta sulle successioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - Accertamento di maggior valore - In genere - Quota sociale di una società semplice - Diritto alla liquidazione spettante agli eredi del socio defunto - Potere dell’amministrazione finanziaria di accertamento di un maggior valore - Regime antecedente all’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 346/90 - Ammissibilità - Esclusione

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 26

Cod. Civ. art. 2284 e art. 2289

In materia di imposta sulle successioni, l’Amministrazione finanziaria non ha il potere di rettificare, ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 637, il valore indicato dagli eredi nella denuncia di successione come corrispondente al diritto alla liquidazione della quota sociale di una società semplice spettante al de cuius, atteso che, nell’ipotesi considerata, oggetto di successione non è la quota già spettante al defunto, ma il diritto di credito alla sua liquidazione, che, in quanto tale, non può essere oggetto di accertamento di maggior valore, senza che per i rapporti ancora pendenti possa invocarsi la nuova disciplina introdotta dal nuovo testo unico concernente l’imposta sulle successioni e donazioni, approvato con il D.L.vo 31 ottobre 1990, n. 346, non essendo applicabile alle successioni aperte in epoca anteriore al 1° gennaio 1991.

Cass. 1622/67, 1534/69

 

 

FEBBRAIO 2000

 

Le royalties percepite in italia dalla società non residente

Sez. V - Sentenza n. 1122 del 02/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Altieri E.

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Royalties percepite in Italia da un soggetto residente nel Regno Unito o da società avente sede all’estero e priva di stabile organizzazione in Italia - ILOR - Assoggettabilità - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 19

D.P.R. n. 599 del 29 settembre 1973, art. 1

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 25

Le royalties percepite in Italia da un soggetto residente nel Regno Unito (o, il che è lo stesso, da una società avente sede in tale Stato e priva di stabile organizzazione in Italia), non sono assoggettabili ad ILOR, atteso che sia la disciplina del par. 2 dell’art. 1 della Convenzione italo-britannica sulle doppie imposizioni, ratificata con la legge 12 aprile 1973, n. 194, sia la disciplina di diritto interno (Artt. 19, primo comma, del D.P.R. 597/73, 1, lett. c), del D.P.R. 599/73 e 25, ultimo comma, del D.P.R. 600/73), interpretata in modo conforme al diritto comunitario, conducono ad un identico risultato e cioè che, in caso di soggezione di un soggetto residente nel Regno Unito alla potestà impositiva dello Stato di residenza sulla percezione di royalties, tale percezione non può essere contemporaneamente soggetta ad ILOR in Italia.

Cass. 4301/92

 

Per il rimborso della tassa sulle società termine triennale

Sez. V - Sentenza n. 1123 del 02/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Altieri E.

Tasse sulle concessioni governative - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine - Decadenza dal diritto al rimborso - Accertamento - Contenuto

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

La domanda di rimborso della tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, di cui all’art. 3 del D.L. 19 dicembre 1984 n. 853 (convertito in legge 17 febbraio 1985 n. 17) e successive modificazioni, è soggetta alla decadenza triennale dal giorno del pagamento prevista dall’art. 13, comma secondo, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641. Per verificare se il contribuente sia incorso in decadenza si dovrà accertare se lo stesso, entro il termine di tre anni dal pagamento, abbia instaurato il giudizio per la restituzione dei tributi pagati, ovvero, in alternativa, abbia presentato domanda di rimborso ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. 641/72. Tale rimedio, infatti, non è stato espunto dall’ordinamento dalla sentenza della Corte Costituzionale 24 febbraio 1995 n. 56, la quale si è limitata a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 12 del detto decreto nella parte in cui lo stesso condiziona alla presentazione del ricorso in via amministrativa l’esercizio dell’azione giudiziaria.

Cass. 12025/99

 

Rimborso iva e mancata presentazione della dichiarazione

Sez. I - Sentenza n. 1204 del 04/02/2000

Presidente: Losavio G., Relatore: Forte F.

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Obblighi dei contribuenti - Pagamento dell’imposta - Modalità - Dichiarazione annuale - Omissione - I.V.A. a credito già fatta valere in sede di liquidazioni periodiche - Detrazione nella dichiarazione relativa all’anno successivo di imposta - Ammissibilità - Fondamento - Portata - Assenza di operazioni imponibili in detto anno - Sopravvenuto esonero dall’obbligo di presentare la dichiarazione - Permanenza del diritto alla detrazione fino al periodo di imposta in cui vengano nuovamente effettuate operazioni non esenti

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 28 e art. 30

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 11

In tema di I.V.A., il contribuente che abbia maturato un credito di imposta ed operato la relativa detrazione nelle liquidazioni periodiche, ha facoltà di computarla, ove abbia omesso la presentazione della dichiarazione annuale, in quella relativa all’anno successivo, posto che, ai sensi dell’art. 28, quarto comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, il diritto alla detrazione si perde solo in caso di omesso computo della stessa sia nel mese di competenza, che in sede di dichiarazione annuale. Peraltro, a tali effetti, per "anno successivo" deve intendersi il primo nel quale siano effettuate operazioni imponibili, atteso che l’art. 11, comma 4, della legge n. 413 del 1991, alla cui luce va letto anche il contesto normativo preesistente, ha eliminato l’obbligo di presentare dichiarazione annuale per i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti.

Cass. 544/97, 2063/98

 

Motivazione dell’accertamento con indicazione della fonte informativa dell’ufficio

Sez. I - Sentenza n. 1209 del 04/02/2000

Presidente: Papa A., Relatore: Proto V.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Avviso di accertamento - Motivazione - Natura dell’atto - Mera provocatio ad opponendum - Conseguenze - Contenuto minimo necessario - Fondamento

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 42

L’avviso di accertamento ha carattere di "provocatio ad opponendum" e soddisfa l’obbligo di motivazione, ai sensi dell’art. 42 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ogni volta che l’Amministrazione abbia posto il contribuente in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e, quindi, di contestarne efficacemente l’"an" e il "quantum debeatur". Non può pertanto essere dichiarata la nullità per carenza di motivazione di un avviso di accertamento che indichi il presupposto della maggiore imposizione e renda palese la fonte informativa sottostante alla rettifica operata dall’ufficio finanziario.

Cass. 7991/96, 2943/98

 

Ente iva il leasing della società con prestazioni esenti

Sez. I - Sentenza n. 1362 del 08/02/2000

Presidente: Rocchi A., Relatore: Forte F.

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Oggetto - Prestazione di servizi - Esenzioni - Prestazioni di servizi in favore di soggetti esportatori o equiparati fornenti servizi connessi agli scambi internazionali - Esenzione da imposta nei limiti del plafond previsto dal secondo comma dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/72 - Leasing immobiliare - Inclusione - Fondamento - Fattispecie

D.P.R. n. 633 del 29 settembre 1972, art. 7, art. 8 e art. 9

In virtù del regime previsto dagli artt. 8, 8 bis, e 9, del D.P.R 26 ottobre 1972, n. 633, sono esenti dall’IVA (nei limiti del c.d. plafond previsto dal secondo comma dell’art. 8 D.P.R. n. 633 cit.) le prestazioni di servizi rese da terzi ad esportatori o ai soggetti equiparati, e cioè ad imprenditori che forniscano servizi connessi a scambi internazionali di cui all’art. 9 dello stesso D.P.R. il quale ricomprende fra questi ultimi servizi, anche quelli di transito nei trafori internazionali. In conseguenza di ciò, giacché anche il leasing immobiliare, nella sua fase antecedente all’eventuale acquisto finale del bene, rientra nell’ambito delle "prestazioni di servizi" di per sé soggette ad imposta, ove essa prestazione venga effettuata nei confronti di esportatori o di soggetti equiparati, essa è da ritenersi esente da imposta nei limiti del predetto plafond (nella specie la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la pronuncia di una Commissione Tributaria Regionale la quale aveva riconosciuto l’esenzione da imposta - nei limiti del plafond - di un’operazione di leasing immobiliare effettuata a favore di una società esercente attività di magazzini generali di un traforo internazionale).

 

Accertamento con rettifica del reddito d’impresa e verifica dei presupposti

Sez. I - Sentenza n. 1378 del 08/02/2000

Presidente: Grieco A., Relatore: Cicala M.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Poteri degli uffici delle imposte - Redditi d’impresa - Potere di rettifica d’ufficio - Condizioni - Contestazione della sussistenza - Conseguente valutazione da parte del giudice tributario - Obbligo - Portata

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 39

Quando sia posta in discussione la legittimità dell’esercizio del potere di accertamento dell’ufficio - come accade nel caso in cui si contesti l’esistenza di quelle presunzioni gravi, precise e concordanti, solo in presenza delle quali l’art. 39, primo comma, lett d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 consente la rettifica di redditi d’impresa determinati in base a scritture regolarmente tenute e formalmente corrette - la Commissione tributaria è tenuta a valutare la ricorrenza delle condizioni legittimanti detto accertamento ed a verificare, su un piano logicamente preliminare, se gli organi dell’amministrazione finanziaria fossero o meno legittimati a compiere una siffatta valutazione in difformità dalle risultanze contabili dell’impresa.

Cass. 2501/96

 

In contenzioso l’integrazione dei motivi nelle memorie

Sez. I - Sentenza n. 1382 del 08/02/2000

Presidente: Sgroi R., Relatore: Forte F.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - Ricorso - Motivo del ricorso - In genere - INVIM - Avviso di accertamento di maggior valore - Impugnazione per difetto di motivazione - Implicita contestazione del valore accertato - Sussistenza - Conseguenze

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 19

Cod. Proc. Civ. art. 112

In tema di contenzioso tributario, l’impugnazione del contribuente dell’avviso di accertamento di maggior valore finale di un immobile per INVIM straordinaria con deduzione di nullità per difetto o vizio di motivazione, contiene l’implicita allegazione che il bene non ha il valore indicato dall’ufficio; pertanto, la memoria con la quale si prospetti il difetto di motivazione sul valore finale del bene non contiene motivi aggiuntivi di ricorso ma soltanto un’integrazione e illustrazione del medesimo, ammissibile anche oltre il termine di cui al previgente articolo 19 bis del DPR n. 636 del 1972, e la decisione che accolga tale prospettazione non è affetta da vizio di ultrapetizione.

Cass. 7739/95, 8995/95

 

Indebito versamento del sostituto d’imposta e legittimazione in sede contenziosa

Sez. I - Sentenza n. 1433 del 09/02/2000

Presidente: Corda M., Relatore: Altieri E.

TRIBUTI - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Fra "sostituto" e "sostituito" d’imposta - Indebito pagamento dell’imposta sui redditi da parte del "sostituto" - Presentazione dell’istanza di rimborso solo da parte del medesimo - Successiva inerzia dello stesso nell’impugnativa del provvedimento di diniego dell’Amministrazione finanziaria - Conseguenze - Sostituzione processuale da parte del "sostituito" - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Successiva chiamata in causa del "sostituto" - Idoneità - Esclusione

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - In genere - Versamento effettuato attraverso ritenuta operata dal "sostituto" d’imposta - Presentazione dell’istanza di rimborso solo da`parte del medesimo - Successiva inerzia dello stesso nell’impugnativa del provvedimento di diniego dell’Amministrazione finanziaria - Conseguenze - Sostituzione processuale da parte del "sostituito" - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Successiva chiamata in causa del "sostituto" - Idoneità - Esclusione

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38 e art. 35

In tema di rimborso di imposte sui redditi a seguito di versamento diretto delle stesse ed in relazione a quella particolare fattispecie di solidarietà passiva di imposta, che caratterizza i rapporti fra "sostituto" e "sostituito" d’imposta, il fatto che la disciplina di cui all’art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 preveda la concorrente legittimazione dei due soggetti a presentare istanza di rimborso non significa che, ai fini della successiva fase dell’instaurazione del processo tributario relativo all’eventuale rifiuto (esplicito o implicito) dell’Amministrazione finanziaria, ciascuno dei soggetti possa beneficiare dell’istanza presentata esclusivamente dall’altro, sostituendosi processualmente allo stesso in caso di eventuale inerzia di quest’ultimo successivamente alla presentazione dell’istanza di rimborso. Da ciò consegue che il "sostituito" che non abbia presentato tempestiva istanza di rimborso dell’imposta per lui indebitamente pagata dal "sostituto" previa effettuazione della ritenuta, non può neppure impugnare innanzi al giudice tributario l’eventuale provvedimento dell’amministrazione finanziaria con il quale sia stata rigettata l’istanza di rimborso tempestivamente presentata, invece, dal coobbligato d’imposta. Né d’altronde il "sostituito" può avvalersi dello schema dell’integrazione del contraddittorio nei confronti del "sostituto", onde superare le conseguenze dell’eventuale inerzia processuale del medesimo, posto che, da un lato, la solidarietà d’imposta sussistente fra i due soggetti in questione non dà luogo a litisconsorzio necessario, e posto che in ogni caso l’eventualmente provocato intervento del "sostituto" non varrebbe a sanare le preclusioni a sua volta maturatesi nei confronti di quest’ultimo in virtù della mancata impugnazione del provvedimento di diniego di rimborso.

Cass. 11400/96

 

Ricorso per cassazione e decorso dei termini

Sez. I - Sentenza n. 1508 del 11/02/2000

Presidente: Losavio G., Relatore: Losavio G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso per cassazione - Termini - Decorrenza - Sentenza della Commissione Tributaria Regionale - Notificazione presso l’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette - Termine breve per il ricorso per cassazione - Decorrenza - Esclusione

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 38

L. n. 133 del 13 maggio 1999, art. 21

Cod. Proc. Civ. art. 325

In tema di contenzioso tributario, in virtù della norma di interpretazione autentica dell’art. 38, comma 2, del D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546, introdotta con l’art. 21 della legge 13 maggio 1999 n. 133, le sentenze delle Commissioni Tributarie Regionali, ai fini del decorso del temine di cui all’art. 325, comma 2, cod. proc. civ., vanno notificate all’Amministrazione Finanziaria presso l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato competente ai sensi dell’art. 11, comma 2, T.U. approvato con R.D. n. 1611 del 1933. Pertanto la notificazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale presso l’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette non vale a far decorrere il termine breve per il ricorso per cassazione.

Cass. 10420/98

 

In contenzioso la notifica della decisione

Sez. I - Sentenza n. 1508 del 11/02/2000

Presidente: Losavio G., Relatore: Losavio G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Notificazioni - In genere - Notificazione della decisione della Commissione tributaria presso la segreteria della stessa - Presupposti - Ricerca della residenza o del domicilio effettivo attraverso indagini anagrafiche - Obbligo della segreteria - Esclusione - Elementi di informazione risultanti dagli atti dello stesso o di altro procedimento - Utilizzazione - Obbligo - Esclusione

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 32

In tema di contenzioso tributario, sia nel caso che nel ricorso non sia dichiarata la residenza, né eletto domicilio o tali indicazioni siano assolutamente incerte, sia qualora il ricorrente non adempia all’onere di comunicare le successive variazioni di detti dati (e, quindi, in caso di irreperibilità assoluta del destinatario, il quale non venga reperito all’indirizzo del domicilio eletto o della residenza dichiarata perché sconosciuto, sloggiato, trasferito) trova applicazione l’art. 32 bis, comma 3, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 (introdotto dall’art. 20 D.P.R. 3 novembre 1981, n. 739) e la notifica della decisione della Commissione tributaria deve eseguirsi presso la segreteria della Commissione stessa (per modo che risultano inapplicabili, in materia, i tipi di notificazione previsti dagli artt. 142 e 143 cod. proc. civ.). A fronte di detto onere deve escludersi che la segreteria della Commissione, cui compete l’iniziativa della notificazione, debba o possa (fuori della notificazione a mani proprie del destinatario) disporre che le notificazioni avvengano in luogo diverso da quello dichiarato o eletto dal ricorrente, ricercando la residenza o il domicilio effettivo attraverso indagini anagrafiche o utilizzando gli elementi di informazione (in ordine ad abitazione o ufficio) che pur risultassero dagli atti dello stesso o di un diverso procedimento.

Cass. 6375/94

 

Accertamento induttivo e scritture analitiche ausiliarie

Sez. I - Sentenza n. 1511 del 11/02/2000

Presidente: Losavio G., Relatore: Forte F.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Scritture ausiliarie relative ai reali movimenti di beni per la rivendita nell’anno - Tenuta - Omissione - Accertamento induttivo del reddito d’impresa ex secondo comma dell’art. 39 del D.P.R. n. 600/73 - Legittimità - Fondamento - Osservanza del dovere di tenuta di scritture analitiche ausiliarie - Registrazione di sintesi del libro degli inventari - Sufficienza - Esclusione

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 14 e art. 39

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, in assenza delle scritture ausiliarie sui reali movimenti di beni per la rivendita nell’anno, comprovanti costi e prezzi di vendita delle merci, l’ufficio può procedere ad accertamento induttivo del reddito di impresa, ai sensi del secondo comma dell’art. 39 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, ricorrendo a presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza dell’art. 2729 cod. civ. e a fatti noti all’ufficio, come i ricarichi medi per categorie omogenee di merci vendute nell’anno, restando escluso che possa ritenersi sufficiente, al fine di ritenere osservato il dovere di tenuta di scritture analitiche ausiliarie, la registrazione di sintesi del libro degli inventari.

Cass. 13672/91, 1107/98

 

In registro cessione volontaria dell’area da espropriare

Sez. I - Sentenza n. 1513 del 11/02/2000

Presidente: Sgroi R., Relatore: Papa E.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Area da espropriare - Cessione volontaria da parte del proprietario coltivatore diretto - Base imponibile ex art. 44, comma 2, D.P.R. n. 131/86 - Misura - Aliquota dell’8% - Applicabilità - Indennità aggiuntiva per il coltivatore proprietario - Misura - Aliquota dello 0,50% - Applicabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 43 e art. 44

In caso di cessione volontaria dell’area da espropriare da parte del proprietario diretto coltivatore (art. 17 comma 1 legge 865/1971), la base imponibile dell’imposta di registro ai sensi dell’art. 44 comma 2 D.P.R. 131/1986 (e delle connesse imposte di trascrizione e catastale) - assoggettabile all’aliquota dell’8% - va individuata in una posta pari all’indennità provvisoria aumentata del cinquanta per cento, restandone esclusa la posta restante - di pari importo complessivo - che si pone non in funzione corrispettiva del trasferimento, ma in quella di ristoro per la perdita delle possibilità di futuro sfruttamento del fondo - in atto, coltivato -, per essere il diretto coltivatore costretto ad abbandonarlo. Tale residua frazione, costituente indennità aggiuntiva per il coltivatore/proprietario, deve essere, invece, assoggettata a tassazione con l’aliquota dello 0,50%, stabilita per la registrazione degli atti di quietanza (art. 6 della tariffa allegata al D.P.R. n. 131/86).

 

Istanza di riliquidazione irpef su indennità di fine rapporto: nullità di clausole contro legem

Sez. I - Sentenza n. 1598 del 14/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Olla G.

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - Indennità di fine rapporto - Trattamento tributario - Riliquidazione in sede amministrativa - Istanza - Clausola diretta a far salva la prosecuzione del giudizio precedentemente instaurato avverso l’assoggettamento dell’indennità al trattamento tributario precedente - Inserimento in detta istanza - Nullità della sola clausola - Configurabilità - Rilevanza della clausola come condizione meramente potestativa al fine dell’applicabilità della disciplina prevista dall’art. 1355 cod. civ. - Esclusione - Fattispecie

L. n. 482 del 26 settembre 1985, art. 4

Cod. Civ. art. 1418

Cod. Civ. art. 1419

Cod. Civ. art. 1355

La dichiarazione, inserita nella istanza con la quale il contribuente chiede la riliquidazione in sede amministrativa del trattamento tributario della sua indennità di fine rapporto ai sensi dell’art. 4 della legge 26 settembre 1986, n. 482, diretta a far salva la prosecuzione del giudizio da lui precedentemente introdotto avverso l’assoggettamento della stessa indennità ai criteri precedentemente in vigore, è nulla ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1418, comma 1°, cod. civ., essendo contraria alla disposizione imperativa e cogente di cui al citato art. 4, che prevede quale effetto della presentazione dell’istanza di riliquidazione in sede amministrativa l’automatica rinuncia agli atti del giudizio pendente. Tale vizio comporta la nullità della sola dichiarazione, salvo che non risulti che, senza di essa, il contribuente non avrebbe presentato l’istanza di riliquidazione amministrativa; resta più in particolare da escludere che detta dichiarazione possa eventualmente rilevare come condizione meramente potestativa al fine dell’applicabilità della disciplina di cui all’art. 1355 cod. civ. (nel caso di specie il contribuente aveva inserito nella istanza di riliquidazione dell’I.R.P.E.F. sull’indennità di fine rapporto la clausola per cui la presentazione della istanza stessa: "stante anche l’equivocità della norma sulla rinuncia di cui al quinto comma art. 4 legge n. 482, non costituisce rinuncia di diritti che a me potranno derivare (rimborsi, ecc.) a seguito di una sentenza della Corte costituzionale in ordine all’applicazione dell’IRPEF su tutte le indennità di fine rapporto e similari, equipollenti, ed altre, di cui all’art. 1 secondo comma legge n. 482").

Cass.9050/92

 

L’Acquiescenza ha valore se proviene dal soggetto che dispone del diritto fatto valere in giudizio

Sez. I - Sentenza n. 1610 del 14/02/2000

Presidente: Proto V., Relatore: Adamo M.

IMPUGNAZIONI CIVILI - Impugnazioni in generale - Acquiescenza - Natura - Atto impositivo del diritto d’impugnazione - Configurabilità - Conseguenze - Soggetti legittimati al compimento dell’atto - Identificazione - Criteri

Cod. Proc. Civ. art. 329

Siccome l’acquiescenza costituisce atto dispositivo del diritto di impugnazione e, quindi, indirettamente, del diritto fatto valere in giudizio, la relativa manifestazione di volontà oltre ad essere inequivoca deve necessariamente provenire dal soggetto che di detto diritto possa disporre o dal procuratore munito di mandato speciale (la S.C. ha così cassato la sentenza che aveva ritenuto di poter attribuire valore d’acquiescenza non alle dichiarazioni direttamente espresse dal rappresentante di una società, bensì alle affermazioni del difensore di questa, contenute in una lettera inviata al difensore di controparte).

Cass. 4850/96

 

Solidarietà: l’estensione del giudicato già conseguito dal coobbligato non opera ipso iure

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

Presidente: Rocchi A., Relatore: Altieri E.

TRIBUTI - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Estensione ex art. 1306 cod. civ, del giudicato già conseguito dal coobbligato - Rilevabilità d’ufficio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in materia di solidarietà d’imposta e di limiti alla possibilità per il debitore solidale d’imposta di invocare il giudicato favorevole conseguito dal coobbligato d’imposta.

OBBLIGAZIONI - Solidarietà - Sentenza - Estensione del giudicato conseguito dal coobbligato - Rilevabilità d’ufficio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in materia di solidarietà d’imposta e di limiti alla possibilità per il debitore solidale d’imposta di invocare il giudicato favorevole conseguito dal coobbligato d’imposta.

Cod. Civ. art. 1306

Anche in tema di solidarietà passiva d’imposta, il meccanismo previsto dall’art. 1306 cod. civ., costituente una deroga ai principi in materia di limiti del giudicato, non può operare ipso iure. Infatti spetta soltanto al debitore valutare se la sentenza resa nei confronti di un condebitore solidale debba considerarsi a sé favorevole. Si tratta, quindi, di una valutazione che, in assenza di una precisa manifestazione di volontà del debitore, non può essere fatta dal giudice. Anche in tema di solidarietà tributaria, pertanto, l’applicazione dell’art. 1306 cod. civ., presuppone che, nel giudizio di merito il debitore abbia espressamente chiesto che a lui si estendano gli effetti della sentenza resa nei confronti del condebitore, e si tratta, inoltre, di un diritto potestativo sostanziale che presuppone la mancata formazione di specifico giudicato (o comunque di preclusioni processuali) a carico del soggetto che intende esercitare tale diritto.

Cass. 11018/95, 4676/96,11400/96, 3607/98, 8622/98

 

Solidarietà: il pagamento dell’imposta da parte di uno dei coobbligati estingue il debito per tutti gli altri

Sez. I - Sentenza n. 1681 del 15/02/2000

Presidente: Rocchi A., Relatore: Altieri E.

TRIBUTI - Potestà tributaria di imposizione - Soggetti passivi - Solidarietà tributaria - Pagamento dell’imposta da parte di uno dei coobbligati, come definita all’esito del giudizio tributario proposto dal medesimo - Effetti - Estinzione del debito d’imposta - Anche a favore dei coobbligati rimasti inerti, e del coobbligato non avvalsosi, nel corso dell’autonomo giudizio da lui intrapreso, della facoltà di invocare l’estensione del giudicato favorevole già conseguito dal primo coobbligato

OBBLIGAZIONI - Solidarietà - In genere - Solidarietà tributaria - Pagamento dell’imposta da parte di uno dei coobbligati d’imposta, come definita all’esito del giudizio tributario proposto dal medesimo - Effetti - Estinzione del debito d’imposta - Anche a favore dei coobbligati rimasti inerti, e del coobbligato non avvalsosi, nel corso dell’autonomo giudizio da lui intrapreso, della facoltà di invocare l’estensione del giudicato favorevole già conseguito dal primo coobbligato

Cod. Civ. art. 1306

Cod. Civ. art. 1292

Nell’ipotesi di più coobbligati solidali d’imposta taluno solo dei quali abbia provveduto ad impugnare l’avviso di accertamento, l’avvenuto pagamento dell’imposta da parte dello stesso così come definita all’esito del giudizio, determina l’estinzione ipso iure del debito d’imposta anche nei confronti di tutti gli altri coobbligati.

Tale effetto estintivo è rilevabile e deducibile anche in sede di giudizio di legittimità ed inoltre opera anche nei confronti di altro coobbligato di imposta che, avendo anch’egli eventualmente impugnato l’avviso di accertamento, non si sia però avvalso, nella fase del giudizio di merito, della facoltà di invocare l’estensione ex art. 1306 cod. civ. del giudicato già conseguito dall’altro coobligato in questione.

 

Rimborso tassa sulle società il termine triennale di decadenza decorre dalla presentazione alla posta dell’istanza

Sez. I - Sentenza n. 1691 del 15/02/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Altieri E.

TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE - Tassa per l’iscrizione della società nel registro delle imprese - Richiesta di rimborso - Termine triennale di decadenza - Presentazione per la spedizione agli uffici postali - Tempestività

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

L’istanza di rimborso della tassa di concessione governativa per l’iscrizione delle società nel registro delle imprese deve considerarsi tempestiva qualora venga presentata per la spedizione agli uffici postali entro il termine di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 641 del 1972.

Cass. 559/99, 3097/99

 

Rimborso Tassa sulle società: non c’è decadenza se nei termini è stato presentato il ricorso amministrativo

Sez. V - Sentenza n. 1837 del 18/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Altieri E.

TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE - In genere - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine triennale di decadenza - Verifica - Criteri

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972 art. 13, comma 2

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

L. n. 448 del 23 dicembre 1998

In tema di rimborso della tassa annuale di concessione governativa per l’iscrizione nel registro delle imprese, per verificare se la società sia incorsa in decadenza, occorre accertare se la stessa, entro il termine di tre anni dal pagamento, abbia instaurato il giudizio per la restituzione dei tributi pagati, ovvero, in alternativa, abbia presentato domanda di rimborso ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. n. 641/72. Tale rimedio, infatti, non è stato espunto dall’ordinamento dalla sentenza della Corte Costituzionale 24 febbraio 1995, n. 56, la quale si è limitata a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 12 del detto decreto nella parte in cui lo stesso condiziona alla presentazione del ricorso in via amministrativa l’esercizio dell’azione giudiziaria. Del resto, la permanenza del procedimento amministrativo di rimborso risulta testualmente confermata dalla nuova disciplina in materia di rimborso della tassa in questione, introdotta con l’art. 11 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

 

In iva limiti dell’obbligo per il cessionario di beni o committente di servizi di presentare documento integrativo per fattura irregolare ricevuta

Sez. V - Sentenza n. 1841 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Violazioni dell’obbligo di fatturazione - Cessionario di un bene o committente di un servizio - Operazione - Regolarizzazione - Obbligo - Sussistenza - Limiti - Sindacato delle valutazioni giuridiche espresse dall’emittente - Obbligo - Sussistenza - Esclusione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 41

In tema di IVA, l’art. 41, quinto comma, lett. b) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 (riformulato dal D.P.R. 29 gennaio 1979 n. 24 e dal D.L. 2 marzo 1989 n. 69, convertito in legge 27 aprile 1989 n. 154, poi abrogato dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, e sostituito dalle disposizioni dell’art. 6 di quest’ultimo), in base al quale il cessionario di un bene od il committente di un servizio, ricevendo fattura irregolare, è tenuto a "regolarizzare l’operazione", con la presentazione di un documento integrativo contenente tutte le indicazioni prescritte dall’art. 21 e con il versamento dell’imposta dovuta, restando soggetto in caso d’omissione pure a sanzione pecuniaria, implica l’obbligo di supplire alle mancanze commesse dall’emittente in ordine all’identificazione dell’atto negoziale ed alla notizia dei dati di fatto fiscalmente rilevanti, non anche di controllare e sindacare le valutazioni giuridiche espresse dall’emittente medesimo, quando, in fattura recante l’annotazione di tutti i suddetti estremi, inserisca l’esplicita dichiarazione di non debenza dell’imposta (dichiarazione prevista dal sesto comma di detto art. 21), indipendentemente dalla questione della tassabilità o meno dell’operazione.

 

Assoggettabile ad irpef il contributo-affitto e diarie a seguito di trasferimento

Sez. V - Sentenza n. 1842 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - "Contributo-affitto" e diarie corrisposti ad un dipendente in occasione di trasferimento in altra sede - Percezione in periodi di imposta anteriori al 1998 - IRPEF - Assoggettabilità nella misura intera

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 49

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

Il "contributo-affitto" e le diarie, corrisposti da un istituto di credito ad un proprio dipendente in occasione di trasferimento in altra sede, nella normativa anteriore al D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, costituiscono componenti del reddito tassabile e, pertanto, devono essere assoggettati per l’intero ammontare ad IRPEF, senza che tale disciplina si possa ritenere in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Cost.

Cass.13486/99

 

Imposta di registro: la tassazione della denuncia di avveramento per l’aumento di capitale non contrasta con la normativa CEE

Sez. V - Sentenza n. 1843 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

IMPOSTA DI REGISTRO - Tariffa - Denuncia di avveramento di condizione per un aumento di capitale di una società per azioni - Presentazione nel luglio 1989 - Imposta di cui all’art. 4, lett. a), n. 5 della Tariffa I allegata al D.P.R. n. 131/86 - Applicabilità - Contrasto di tale regime tributario con la normativa comunitaria - Esclusione

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, All. I art. 4

D. C. n. 335 del 17 luglio 1969

La denuncia di avveramento di condizione, presentata nel luglio 1989, per un aumento di capitale di una società per azioni, deliberato nel febbraio 1989 con atto notarile registrato nel marzo 89, deve essere assoggettata all’imposta di registro di cui all’art. 4, lett. a), n. 5, della Tariffa I allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, senza che tale disciplina possa ritenersi in contrasto con il diritto comunitario (VI direttiva del Consiglio 335/CEE del 17 luglio 1969), non rientrando l’atto su indicato, all’epoca della registrazione, in alcuno dei casi di aliquota ridotta di cui alla precedente normativa comunitaria.

 

In Invim assoggettamento ad imposta degli incrementi di valore di fabbricati conferiti a società di capitali

Sez. V - Sentenza n. 1844 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

IMPOSTA COMUNALE SULL’INCREMENTO DI VALORE DEGLI IMMOBILI (I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Immobili strumentali - Conferimento ad una società di capitali - Esenzione dall’INVIM ex art. 25, comma secondo, lett. d) D.P.R. n. 643/72 - Applicabilità - Esclusione - Assoggettamento del conferimento all’INVIM - Contrasto con la direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335 CEE - Esclusione

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 3

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 25

D. C. n. 335 del 17 luglio 1969

L’esenzione dall’INVIM decennale, prevista dall’art. 25, comma secondo, lett. d) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, come modificato dall’art. 3 della legge 22 dicembre 1975, n. 694, per gli incrementi di valore dei fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali e non suscettibili di diversa destinazione senza radicale trasformazione, spetta soltanto finché detti immobili rimangono nella sfera di appartenenza della società. Pertanto, nella ipotesi di un loro conferimento ad una società di capitali, l’eventuale incremento di valore, constatato all’atto del conferimento, deve essere assoggettato a tassazione, senza che la normativa che disciplina l’applicazione della imposta possa ritenersi in contrasto con la direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335 CEE, nella versione risultante dalle direttive 9 aprile 1973, 73/79 CEE e 74/80 CEE, 7 novembre 1974, 74/553 CEE e 10 giugno 195, 85/303 CEE, concernente l’imposizione sulla raccolta dei capitali e sui conferimenti.

 

Esonero dall’irpeg nel meridione: non invocabile per diversità di trattamento l’esenzione da irpef per i soci di società di persone

Sez. V - Sentenza n. 1848 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M. Relatore: Graziadei G.

DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Nuove iniziative produttive nei territori dell’Italia meridionale - Esonero dall’IRPEG - Disciplina - Applicabilità per ottenere l’esenzione dall’IRPEF rispetto al reinvestimento di profitti di società di persone - Esclusione - Diversità di trattamento - Violazione degli artt. 3 e 53 della Cost. - Esclusione

D.P.R. n. 601 del 29 settembre 1973, art. 26

D.P.R. n. 1523 del 30 giugno 1967, art. 115

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 105

L. n. 64 dell’1 marzo 1986, art. 14

La disciplina che esonera dall’IRPEG le nuove iniziative produttive nei territori dell’Italia meridionale (art. 26, terzo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 601, in relazione all’art. 115 del D.P.R. 30 giugno 1967 n. 1523, e poi art. 105 del D.P.R. 6 marzo 1978 n. 218, modificato dall’art. 14 della legge 1° marzo 1986 n. 64), non è invocabile per ottenere l’esenzione dall’IRPEF rispetto al reinvestimento di profitti di società di persone, senza che la diversità di trattamento possa ritenersi in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Cost.

 

Inclusione di un credito prima escluso in sentenza di fallimento: assoggettabilità ad imposta proporzionale di registro

Sez. V - Sentenza n. 1849 del 18/02/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

IMPOSTA DI REGISTRO - Tariffa - In genere - Sentenza relativa all’ammissione di un credito al passivo fallimentare - Imposta proporzionale di registro dell’uno per cento - Assoggettabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, All. A art. 8

La sentenza, che, a seguito di giudizio di opposizione, ammette al passivo del fallimento un credito in precedenza escluso, deve essere assoggettata alla imposta proporzionale di registro dell’uno per cento prevista dall’art. 8, lett. c) della tariffa, parte prima, allegato A) al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, per gli atti dell’autorità giudiziaria di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale.

 

Mancata consegna del bene per accordo simulatorio tra fornitore e utilizzatore: indetraibile l’iva da parte del finanziatore

Sez. V - Sentenza n. 1851 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Determinazione dell’imposta - Detrazioni - Operazione di locazione finanziaria - Consegna del bene all’utilizzatore - Mancanza in conseguenza di accordo simulatorio tra fornitore ed utilizzatore del bene - IVA addebitata in rivalsa dal fornitore al concedente finanziatore - Detraibilità - Esclusione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972

In tema di IVA e con riguardo ad operazioni di locazione finanziaria, qualora la fornitura del bene all’utilizzatore non sia effettiva in conseguenza di un accordo simulatorio fra fornitore ed utilizzatore, il concedente-finanziatore - anche se in buona fede perché estraneo all’accordo - non può portare in detrazione l’ammontare che la fattura rilasciata dal fornitore (apparente) indichi quale imposta addebitata a titolo di rivalsa.

Cass. 5038/99

 

Ilor per l’agente di commercio: sull’applicabilità della liquidazione ex art. 36bis del D.P.R. 600/73

Sez. V - Sentenza n. 1852 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA LOCALE SUI REDDITI (ILOR) - Presupposto dell’imposta - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - Accertamento e controlli - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115

L. n. 408 del 29 dicembre 1990, art. 9

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

L’attività di rappresentante di commercio può integrare esercizio d’impresa, ovvero restare nell’ambito del lavoro autonomo, e quindi essere soggetta o non soggetta ad Ilor, ai sensi dell’art. 115 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (anche prima delle integrazioni apportate dall’art. 9 della legge 29 dicembre 1990 n. 408), a seconda che si avvalga o meno di consistenti beni e di prestazioni altrui prevalenti sul lavoro del titolare. La liquidazione ed esazione dell’Ilor, sulla scorta delle dichiarazioni del contribuente, a norma dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973, non può dunque discendere dalla mera denuncia di proventi della suddetta attività, ma postula che la dichiarazione stessa offra gli elementi di fatto da cui sia desumibile la sussistenza della prima delle indicate ipotesi, riguardando la citata disposizione soltanto le pretese impositive che si fondino sui dati allegati dall’obbligato.

Cass. 2048/99, 9686/99, 10934/99

 

Definizioni agevolate: non ripetibile il versamento ex art. 58 quarto comma D.P.R. 633/72

Sez. V - Sentenza n. 1853 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Intervenuto versamento ex art. 58 quarto comma del D.P.R. n. 633 del 1972 - Successivo accertamento dell’insussistenza della violazione degli obblighi posti dalla disciplina normativa dell’IVA - Ripetibilità della somma versata dal contribuente - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 58 comma 4

Cod.Civ. art. 2033

Il versamento previsto dall’art. 58 quarto comma del D.P.R. n. 633 del 1972, integrando esercizio di una facoltà del contribuente, con pagamento di una percentuale della pena massima edittale senza alcun collegamento con la sanzione pecuniaria in concreto irrogata, presenta i connotati dell’oblazione o definizione agevolata, per prevenire od elidere ogni contesa sull’"an ed il quantum" della sanzione medesima e così si sottrae ad ogni possibilità di ripetizione, in conseguenza della non sindacabilità dei presupposti di detta irrogazione.

Cass. 8856/93, 12515/95

 

Ricorso per cassazione trasmesso via fax ed omessa sottoscrizione

Sez. U - Sentenza n. 29 del 21/02/2000

Presidente: Favara F., Relatore: Carbone V

Contenzioso - Procedimento - In genere - Ricorso per cassazione - Sottoscrizione - Trasmissione a mezzo fax - Indicazione sulla copia fotoriprodotta e firma dell’estensore dell’atto originale - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Firma sulla copia fotoriprodotta e attestazione di conformità dell’avvocato dello Stato ricevente - Sussistenza - Efficacia sanante - Esclusione

L. n. 664 del 15 ottobre 1986, art. 7

Cod. Proc. Civ. 365

Nella ipotesi in cui l’Avvocatura dello Stato si avvalga dei mezzi di telecomunicazione di cui alla legge 15 ottobre 1986 n. 664 per la trasmissione a distanza degli atti relativi ad affari contenziosi, il ricorso per cassazione, trasmesso a mezzo fax, che non contenga la chiara indicazione e la firma dell’estensore dell’atto originale, ancorché sottoscritto dall’avvocato dello Stato ricevente con la attestazione di conformità all’originale, viola la prescrizione contenuta nel comma 4 dell’art. 7 della citata legge e, pertanto, è inammissibile, attribuendo la legge alla copia fotoriprodotta, dichiarata conforme dall’avvocato dello Stato ricevente, piena efficacia, a condizione che risulti l’indicazione e la firma dell’estensore dell’atto originale.

Cass. 9217/94, 779/97

 

In invim cessione di immobili commerciali e valore iniziale

Sez. V - Sentenza n. 2074 del 23/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Marziale G.

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (INVIM) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali (e non suscettibili di diversa destinazione senza radicale trasformazione) - Esenzione dall’INVIM ex art. 25 del D.P.R. n. 643 del 1972 - Successiva alienazione - Conseguenze - Applicazione INVIM ordinaria - Valore iniziale - Determinazione - Criteri

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 2, art. 3 e art. 25

In caso di alienazione dei fabbricati descritti all’articolo 25, 2° comma lett. d) del D.P.R. n. 643 del 1972 si applica l’INVIM di cui all’articolo 2 l. cit. e la base imponibile deve essere determinata assumendo come valore iniziale quello corrispondente alla data di acquisto (nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito che aveva annullato l’avviso di accertamento sull’assunto che il valore iniziale dovesse essere riferito al compimento dell’ultimo decennio di esenzione).

Cass. 11371/91

 

In registro il decreto di condanna alla consegna di titoli di stato

Sez. V - Sentenza n. 2077 del 23/02/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Decreto ingiuntivo di condanna alla consegna di titoli di Stato - Imposta proporzionale di registro - Applicabilità

D.P.R. n. 1343 del 14 febbraio 1963

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 8

Il decreto ingiuntivo di condanna alla consegna di titoli di Stato deve essere assoggettato alla imposta proporzionale di registro ai sensi dell’art. 8 lettera b) della tariffa, parte prima, allegato A) del testo unico approvato con D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, senza che possa ritenersi esente da detto tributo ai sensi dell’art. 85, primo comma, lettera c) del D.P.R. 14 febbraio 1963, n. 1343.

 

In contenzioso controversia su silenzio rifiuto al rimborso e legittimazione passiva

Sez. V - Sentenza n. 2078 del 23/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Regime ex art. 17 del D.P.R. n. 636 del 1972 - Controversia conseguente a silenzio rifiuto su istanza di rimborso I.L.O.R. - Spedizione di copia del ricorso all’ufficio distrettuale delle imposte dirette - Mancata spedizione all’Intendenza di Finanza - Conseguenza - Inammissibilità del ricorso

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 37 e art. 38

Nel vigore dell’articolo 17 D.P.R. n. 636 del 1972, legittimata a stare in giudizio nella controversia instaurata a seguito di silenzio rifiuto sulla istanza di rimborso di I.L.O.R. era la sola Intendenza di Finanza e non l’ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette; la mancata o intempestiva spedizione di copia del ricorso all’ufficio legittimato ne determina l’inammissibilità, senza che possano ritenersi equivalenti, al fine di evitare tale conseguenza, né l’invio dell’istanza di rimborso all’Intendenza di Finanza né la spedizione del ricorso all’Ufficio distrettuale delle Imposte Dirette.

Cass. 8416/96, 11663/98, 5058/99

 

Nuove sanzioni e retroattività

Sez. V - Sentenza n. 2080 del 23/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Merone A.

Sanzioni non penali - Sanzioni civili e amministrative - Principio della responsabilità personale - Conseguenze - Intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi, ai sensi della disciplina prevista dall’art. 8 del decreto legislativo n. 472/97 - Retroattività - Limiti

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 2, art. 8 e art. 25

La regola della intrasmissibilità delle sanzioni amministrative agli eredi fissata dall’art. 8 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472 (corollario del principio della responsabilità personale, specificamente codificato nell’art. 2 del medesimo d. legislativo) opera retroattivamente, nel senso che si applica ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della nuova normativa (art. 25). Tale applicazione retroattiva trova peraltro un limite nella eventuale definitività della irrogazione della sanzione.

 

Verifica iva e dichiarazione di impossidenza dei documenti richiesti

Sez. U - Sentenza n. 45 del 25/02/2000

Presidente: Vela A., Relatore: Olla G.

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Accertamento e riscossione - Attribuzioni e poteri degli Uffici IVA - Accessi, ispezioni, verifiche - In genere - Documenti - Dichiarazione di non possesso - Preclusione ex art. 52 DPR n. 633/1972 - Elementi costitutivi della fattispecie - Non veridicità, coscienza e volontà, dolo - Necessità

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 52

A norma dell’articolo 52, 5° comma del D.P.R. n. 633 del 1972, perché la dichiarazione, resa dal contribuente nel corso di un accesso, di non possedere libri, registri, scritture e documenti (compresi quelli la cui tenuta e conservazione non sia obbligatoria) richiestigli in esibizione determini la preclusione a che gli stessi possano essere presi in considerazione a suo favore ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa, occorre: la sua non veridicità o, più in generale, il suo concretarsi - in quanto diretta ad impedire l’ispezione del documento - in un sostanziale rifiuto di esibizione, accertabile con qualunque mezzo di prova e anche attraverso presunzioni; la coscienza e la volontà della dichiarazione stessa; il dolo, costituito dalla volontà del contribuente di impedire che, nel corso dell’accesso, possa essere effettuata l’ispezione del documento; pertanto non integrano i presupposti applicativi della preclusione le dichiarazioni (il cui contenuto corrisponda al vero) dell’indisponibilità del documento, non solo se questa sia ascrivibile a caso fortuito o forza maggiore, ma anche se imputabile a colpa, quale ad esempio la negligenza e imperizia nella custodia e conservazione.

Cass. 7804/90, 480/95, 4058/97 e Dif. 7161/95

 

Rimborso tassa sulle società il termine triennale di decadenza decorre dalla presentazione alla posta dell’istanza

Sez. I - Sentenza n. 1691 del 15/02/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Altieri E.

TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE - Tassa per l’iscrizione della società nel registro delle imprese - Richiesta di rimborso - Termine triennale di decadenza - Presentazione per la spedizione agli uffici postali - Tempestività

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

L’istanza di rimborso della tassa di concessione governativa per l’iscrizione delle società nel registro delle imprese deve considerarsi tempestiva qualora venga presentata per la spedizione agli uffici postali entro il termine di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 641 del 1972.

Cass. 559/99, 3097/99

 

Rimborso tassa sulle società: non c’è decadenza se nei termini è stato presentato il ricorso amministrativo

Sez. V - Sentenza n. 1837 del 18/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Altieri E.

TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE - In genere - Tassa per il rinnovo annuale della iscrizione delle società nel registro delle imprese - Rimborso - Domanda - Termine triennale di decadenza - Verifica - Criteri

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972 art. 13, comma 2

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

L. n. 448 del 23 dicembre 1998

In tema di rimborso della tassa annuale di concessione governativa per l’iscrizione nel registro delle imprese, per verificare se la società sia incorsa in decadenza, occorre accertare se la stessa, entro il termine di tre anni dal pagamento, abbia instaurato il giudizio per la restituzione dei tributi pagati, ovvero, in alternativa, abbia presentato domanda di rimborso ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. n. 641/72. Tale rimedio, infatti, non è stato espunto dall’ordinamento dalla sentenza della Corte Costituzionale 24 febbraio 1995, n. 56, la quale si è limitata a dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 12 del detto decreto nella parte in cui lo stesso condiziona alla presentazione del ricorso in via amministrativa l’esercizio dell’azione giudiziaria. Del resto, la permanenza del procedimento amministrativo di rimborso risulta testualmente confermata dalla nuova disciplina in materia di rimborso della tassa in questione, introdotta con l’art. 11 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

 

In iva limiti dell’obbligo per il cessionario di beni o committente di servizi di presentare documento integrativo per fattura irregolare ricevuta

Sez. V - Sentenza n. 1841 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Violazioni dell’obbligo di fatturazione - Cessionario di un bene o committente di un servizio - Operazione - Regolarizzazione - Obbligo - Sussistenza - Limiti - Sindacato delle valutazioni giuridiche espresse dall’emittente - Obbligo - Sussistenza - Esclusione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 41

In tema di IVA, l’art. 41, quinto comma, lett. b) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 (riformulato dal D.P.R. 29 gennaio 1979 n. 24 e dal D.L. 2 marzo 1989 n. 69, convertito in legge 27 aprile 1989 n. 154, poi abrogato dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, e sostituito dalle disposizioni dell’art. 6 di quest’ultimo), in base al quale il cessionario di un bene od il committente di un servizio, ricevendo fattura irregolare, è tenuto a "regolarizzare l’operazione", con la presentazione di un documento integrativo contenente tutte le indicazioni prescritte dall’art. 21 e con il versamento dell’imposta dovuta, restando soggetto in caso d’omissione pure a sanzione pecuniaria, implica l’obbligo di supplire alle mancanze commesse dall’emittente in ordine all’identificazione dell’atto negoziale ed alla notizia dei dati di fatto fiscalmente rilevanti, non anche di controllare e sindacare le valutazioni giuridiche espresse dall’emittente medesimo, quando, in fattura recante l’annotazione di tutti i suddetti estremi, inserisca l’esplicita dichiarazione di non debenza dell’imposta (dichiarazione prevista dal sesto comma di detto art. 21), indipendentemente dalla questione della tassabilità o meno dell’operazione.

 

Assoggettabile ad irpef il contributo-affitto e diarie a seguito di trasferimento

Sez. V - Sentenza n. 1842 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (IRPEF) - Redditi di lavoro - Lavoro dipendente - In genere - "Contributo-affitto" e diarie corrisposti ad un dipendente in occasione di trasferimento in altra sede - Percezione in periodi di imposta anteriori al 1998 - IRPEF - Assoggettabilità nella misura intera

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 49

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

Il "contributo-affitto" e le diarie, corrisposti da un istituto di credito ad un proprio dipendente in occasione di trasferimento in altra sede, nella normativa anteriore al D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, costituiscono componenti del reddito tassabile e, pertanto, devono essere assoggettati per l’intero ammontare ad IRPEF, senza che tale disciplina si possa ritenere in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Cost.

Cass.13486/99

 

Imposta di registro: la tassazione della denuncia di avveramento per l’aumento di capitale non contrasta con la normativa CEE

Sez. V - Sentenza n. 1843 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

IMPOSTA DI REGISTRO - Tariffa - Denuncia di avveramento di condizione per un aumento di capitale di una società per azioni - Presentazione nel luglio 1989 - Imposta di cui all’art. 4, lett. a), n. 5 della Tariffa I allegata al D.P.R. n. 131/86 - Applicabilità - Contrasto di tale regime tributario con la normativa comunitaria - Esclusione

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, All. I art. 4

D. C. n. 335 del 17 luglio 1969

La denuncia di avveramento di condizione, presentata nel luglio 1989, per un aumento di capitale di una società per azioni, deliberato nel febbraio 1989 con atto notarile registrato nel marzo 89, deve essere assoggettata all’imposta di registro di cui all’art. 4, lett. a), n. 5, della Tariffa I allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, senza che tale disciplina possa ritenersi in contrasto con il diritto comunitario (VI direttiva del Consiglio 335/CEE del 17 luglio 1969), non rientrando l’atto su indicato, all’epoca della registrazione, in alcuno dei casi di aliquota ridotta di cui alla precedente normativa comunitaria.

 

In invim assoggettamento ad imposta degli incrementi di valore di fabbricati conferiti a società di capitali

Sez. V - Sentenza n. 1844 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

IMPOSTA COMUNALE SULL’INCREMENTO DI VALORE DEGLI IMMOBILI (I.N.V.I.M.) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Immobili strumentali - Conferimento ad una società di capitali - Esenzione dall’INVIM ex art. 25, comma secondo, lett. d) D.P.R. n. 643/72 - Applicabilità - Esclusione - Assoggettamento del conferimento all’INVIM - Contrasto con la direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335 CEE - Esclusione

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 3

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 25

D. C. n. 335 del 17 luglio 1969

L’esenzione dall’INVIM decennale, prevista dall’art. 25, comma secondo, lett. d) del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, come modificato dall’art. 3 della legge 22 dicembre 1975, n. 694, per gli incrementi di valore dei fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali e non suscettibili di diversa destinazione senza radicale trasformazione, spetta soltanto finché detti immobili rimangono nella sfera di appartenenza della società. Pertanto, nella ipotesi di un loro conferimento ad una società di capitali, l’eventuale incremento di valore, constatato all’atto del conferimento, deve essere assoggettato a tassazione, senza che la normativa che disciplina l’applicazione della imposta possa ritenersi in contrasto con la direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335 CEE, nella versione risultante dalle direttive 9 aprile 1973, 73/79 CEE e 74/80 CEE, 7 novembre 1974, 74/553 CEE e 10 giugno 195, 85/303 CEE, concernente l’imposizione sulla raccolta dei capitali e sui conferimenti.

 

Esonero dall’irpeG nel meridione: non invocabile per diversità di trattamento l’esenzione da irpef per i soci di società di persone

Sez. V - Sentenza n. 1848 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M. Relatore: Graziadei G.

DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - Agevolazioni di carattere territoriale - Nuove iniziative produttive - Nuove iniziative produttive nei territori dell’Italia meridionale - Esonero dall’IRPEG - Disciplina - Applicabilità per ottenere l’esenzione dall’IRPEF rispetto al reinvestimento di profitti di società di persone - Esclusione - Diversità di trattamento - Violazione degli artt. 3 e 53 della Cost. - Esclusione

D.P.R. n. 601 del 29 settembre 1973, art. 26

D.P.R. n. 1523 del 30 giugno 1967, art. 115

D.P.R. n. 218 del 6 marzo 1978, art. 105

L. n. 64 dell’1 marzo 1986, art. 14

La disciplina che esonera dall’IRPEG le nuove iniziative produttive nei territori dell’Italia meridionale (art. 26, terzo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 601, in relazione all’art. 115 del D.P.R. 30 giugno 1967 n. 1523, e poi art. 105 del D.P.R. 6 marzo 1978 n. 218, modificato dall’art. 14 della legge 1° marzo 1986 n. 64), non è invocabile per ottenere l’esenzione dall’IRPEF rispetto al reinvestimento di profitti di società di persone, senza che la diversità di trattamento possa ritenersi in contrasto con gli artt. 3 e 53 della Cost.

 

Inclusione di un credito prima escluso in sentenza di fallimento: assoggettabilità ad imposta proporzionale di registro

Sez. V - Sentenza n. 1849 del 18/02/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

IMPOSTA DI REGISTRO - Tariffa - In genere - Sentenza relativa all’ammissione di un credito al passivo fallimentare - Imposta proporzionale di registro dell’uno per cento - Assoggettabilità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, All. A art. 8

La sentenza, che, a seguito di giudizio di opposizione, ammette al passivo del fallimento un credito in precedenza escluso, deve essere assoggettata alla imposta proporzionale di registro dell’uno per cento prevista dall’art. 8, lett. c) della tariffa, parte prima, allegato A) al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, per gli atti dell’autorità giudiziaria di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale.

 

Mancata consegna del bene per accordo simulatorio tra fornitore e utilizzatore: indetraibile l’iva da parte del finanziatore

Sez. V - Sentenza n. 1851 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Determinazione dell’imposta - Detrazioni - Operazione di locazione finanziaria - Consegna del bene all’utilizzatore - Mancanza in conseguenza di accordo simulatorio tra fornitore ed utilizzatore del bene - IVA addebitata in rivalsa dal fornitore al concedente finanziatore - Detraibilità - Esclusione

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972

In tema di IVA e con riguardo ad operazioni di locazione finanziaria, qualora la fornitura del bene all’utilizzatore non sia effettiva in conseguenza di un accordo simulatorio fra fornitore ed utilizzatore, il concedente-finanziatore - anche se in buona fede perché estraneo all’accordo - non può portare in detrazione l’ammontare che la fattura rilasciata dal fornitore (apparente) indichi quale imposta addebitata a titolo di rivalsa.

Cass. 5038/99

 

Ilor per l’agente di commercio: sull’applicabilità della liquidazione ex art. 36bis del D.P.R. 600/73

Sez. V - Sentenza n. 1852 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA LOCALE SUI REDDITI (ILOR) - Presupposto dell’imposta - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - Accertamento e controlli - Reddito derivante dall’attività di rappresentante di commercio - Assoggettabilità ad ILOR - Disciplina ex art. 115 D.P.R. n. 917/86 - Procedura ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Applicabilità - Condizioni

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 115

L. n. 408 del 29 dicembre 1990, art. 9

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 36 bis

L’attività di rappresentante di commercio può integrare esercizio d’impresa, ovvero restare nell’ambito del lavoro autonomo, e quindi essere soggetta o non soggetta ad Ilor, ai sensi dell’art. 115 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (anche prima delle integrazioni apportate dall’art. 9 della legge 29 dicembre 1990 n. 408), a seconda che si avvalga o meno di consistenti beni e di prestazioni altrui prevalenti sul lavoro del titolare. La liquidazione ed esazione dell’Ilor, sulla scorta delle dichiarazioni del contribuente, a norma dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600 del 1973, non può dunque discendere dalla mera denuncia di proventi della suddetta attività, ma postula che la dichiarazione stessa offra gli elementi di fatto da cui sia desumibile la sussistenza della prima delle indicate ipotesi, riguardando la citata disposizione soltanto le pretese impositive che si fondino sui dati allegati dall’obbligato.

Cass. 2048/99, 9686/99, 10934/99

 

Definizioni agevolate: non ripetibile il versamento ex art. 58 quarto comma D.P.R. 633/72

Sez. V - Sentenza n. 1853 del 18/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) - Sanzioni - Sanzioni pecuniarie - Intervenuto versamento ex art. 58 quarto comma del D.P.R. n. 633 del 1972 - Successivo accertamento dell’insussistenza della violazione degli obblighi posti dalla disciplina normativa dell’IVA - Ripetibilità della somma versata dal contribuente - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 58 comma 4

Cod.Civ. art. 2033

Il versamento previsto dall’art. 58 quarto comma del D.P.R. n. 633 del 1972, integrando esercizio di una facoltà del contribuente, con pagamento di una percentuale della pena massima edittale senza alcun collegamento con la sanzione pecuniaria in concreto irrogata, presenta i connotati dell’oblazione o definizione agevolata, per prevenire od elidere ogni contesa sull’"an ed il quantum" della sanzione medesima e così si sottrae ad ogni possibilità di ripetizione, in conseguenza della non sindacabilità dei presupposti di detta irrogazione.

Cass. 8856/93, 12515/95

 

Ricorso per cassazione trasmesso via fax ed omessa sottoscrizione

Sez. U - Sentenza n. 29 del 21/02/2000

Presidente: Favara F., Relatore: Carbone V

Contenzioso - Procedimento - In genere - Ricorso per cassazione - Sottoscrizione - Trasmissione a mezzo fax - Indicazione sulla copia fotoriprodotta e firma dell’estensore dell’atto originale - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Firma sulla copia fotoriprodotta e attestazione di conformità dell’avvocato dello Stato ricevente - Sussistenza - Efficacia sanante - Esclusione

L. n. 664 del 15 ottobre 1986, art. 7

Cod. Proc. Civ. 365

Nella ipotesi in cui l’Avvocatura dello Stato si avvalga dei mezzi di telecomunicazione di cui alla legge 15 ottobre 1986 n. 664 per la trasmissione a distanza degli atti relativi ad affari contenziosi, il ricorso per cassazione, trasmesso a mezzo fax, che non contenga la chiara indicazione e la firma dell’estensore dell’atto originale, ancorché sottoscritto dall’avvocato dello Stato ricevente con la attestazione di conformità all’originale, viola la prescrizione contenuta nel comma 4 dell’art. 7 della citata legge e, pertanto, è inammissibile, attribuendo la legge alla copia fotoriprodotta, dichiarata conforme dall’avvocato dello Stato ricevente, piena efficacia, a condizione che risulti l’indicazione e la firma dell’estensore dell’atto originale.

Cass. 9217/94, 779/97

 

In invim cessione di immobili commerciali e valore iniziale

Sez. V - Sentenza n. 2074 del 23/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Marziale G.

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (INVIM) - Esenzioni ed agevolazioni (benefici) - Fabbricati destinati all’esercizio di attività commerciali (e non suscettibili di diversa destinazione senza radicale trasformazione) - Esenzione dall’INVIM ex art. 25 del D.P.R. n. 643 del 1972 - Successiva alienazione - Conseguenze - Applicazione INVIM ordinaria - Valore iniziale - Determinazione - Criteri

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972, art. 2, art. 3 e art. 25

In caso di alienazione dei fabbricati descritti all’articolo 25, 2° comma lett. d) del D.P.R. n. 643 del 1972 si applica l’INVIM di cui all’articolo 2 l. cit. e la base imponibile deve essere determinata assumendo come valore iniziale quello corrispondente alla data di acquisto (nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito che aveva annullato l’avviso di accertamento sull’assunto che il valore iniziale dovesse essere riferito al compimento dell’ultimo decennio di esenzione).

Cass. 11371/91

 

In registro il decreto di condanna alla consegna di titoli di stato

Sez. V - Sentenza n. 2077 del 23/02/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - Decreto ingiuntivo di condanna alla consegna di titoli di Stato - Imposta proporzionale di registro - Applicabilità

D.P.R. n. 1343 del 14 febbraio 1963

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 8

Il decreto ingiuntivo di condanna alla consegna di titoli di Stato deve essere assoggettato alla imposta proporzionale di registro ai sensi dell’art. 8 lettera b) della tariffa, parte prima, allegato A) del testo unico approvato con D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, senza che possa ritenersi esente da detto tributo ai sensi dell’art. 85, primo comma, lettera c) del D.P.R. 14 febbraio 1963, n. 1343.

 

In contenzioso controversia su silenzio rifiuto al rimborso e legittimazione passiva

Sez. V - Sentenza n. 2078 del 23/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Marziale G.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di primo grado - Presentazione del ricorso - Copia del ricorso - Trasmissione all’ufficio della copia del ricorso - Regime ex art. 17 del D.P.R. n. 636 del 1972 - Controversia conseguente a silenzio rifiuto su istanza di rimborso I.L.O.R. - Spedizione di copia del ricorso all’ufficio distrettuale delle imposte dirette - Mancata spedizione all’Intendenza di Finanza - Conseguenza - Inammissibilità del ricorso

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 17

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 37 e art. 38

Nel vigore dell’articolo 17 D.P.R. n. 636 del 1972, legittimata a stare in giudizio nella controversia instaurata a seguito di silenzio rifiuto sulla istanza di rimborso di I.L.O.R. era la sola Intendenza di Finanza e non l’ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette; la mancata o intempestiva spedizione di copia del ricorso all’ufficio legittimato ne determina l’inammissibilità, senza che possano ritenersi equivalenti, al fine di evitare tale conseguenza, né l’invio dell’istanza di rimborso all’Intendenza di Finanza né la spedizione del ricorso all’Ufficio distrettuale delle Imposte Dirette.

Cass. 8416/96, 11663/98, 5058/99

 

Nuove sanzioni e retroattività

Sez. V - Sentenza n. 2080 del 23/02/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Merone A.

Sanzioni non penali - Sanzioni civili e amministrative - Principio della responsabilità personale - Conseguenze - Intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi, ai sensi della disciplina prevista dall’art. 8 del decreto legislativo n. 472/97 - Retroattività - Limiti

D.Lg. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 2, art. 8 e art. 25

La regola della intrasmissibilità delle sanzioni amministrative agli eredi fissata dall’art. 8 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472 (corollario del principio della responsabilità personale, specificamente codificato nell’art. 2 del medesimo d. legislativo) opera retroattivamente, nel senso che si applica ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della nuova normativa (art. 25). Tale applicazione retroattiva trova peraltro un limite nella eventuale definitività della irrogazione della sanzione.

 

Verifica iva e dichiarazione di impossidenza dei documenti richiesti

Sez. U - Sentenza n. 45 del 25/02/2000

Presidente: Vela A., Relatore: Olla G.

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Accertamento e riscossione - Attribuzioni e poteri degli Uffici IVA - Accessi, ispezioni, verifiche - In genere - Documenti - Dichiarazione di non possesso - Preclusione ex art. 52 DPR n. 633/1972 - Elementi costitutivi della fattispecie - Non veridicità, coscienza e volontà, dolo - Necessità

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 52

A norma dell’articolo 52, 5° comma del D.P.R. n. 633 del 1972, perché la dichiarazione, resa dal contribuente nel corso di un accesso, di non possedere libri, registri, scritture e documenti (compresi quelli la cui tenuta e conservazione non sia obbligatoria) richiestigli in esibizione determini la preclusione a che gli stessi possano essere presi in considerazione a suo favore ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa, occorre: la sua non veridicità o, più in generale, il suo concretarsi - in quanto diretta ad impedire l’ispezione del documento - in un sostanziale rifiuto di esibizione, accertabile con qualunque mezzo di prova e anche attraverso presunzioni; la coscienza e la volontà della dichiarazione stessa; il dolo, costituito dalla volontà del contribuente di impedire che, nel corso dell’accesso, possa essere effettuata l’ispezione del documento; pertanto non integrano i presupposti applicativi della preclusione le dichiarazioni (il cui contenuto corrisponda al vero) dell’indisponibilità del documento, non solo se questa sia ascrivibile a caso fortuito o forza maggiore, ma anche se imputabile a colpa, quale ad esempio la negligenza e imperizia nella custodia e conservazione.

Cass. 7804/90, 480/95, 4058/97 e Dif. 7161/95

 

In ilor il piccolo imprenditore

Sez. I - Sentenza n. 2146 del 25/02/2000

Presidente: Sgroi R., Relatore: Forte F.

Imposta locale sui redditi (ILOR) - Presupposto dell’imposta - Piccolo imprenditore - Redditi prodotti prima e dopo il 1 gennaio 1988 - ILOR - Assoggettabilità - Esclusione - Condizioni

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 51

Cod. Civ. art. 2195

Non sono imponibili a fini ILOR, sia prima che dopo il l° gennaio 1988, se dichiarati in conformità al DPR n. 917 del 1986, i redditi derivati da attività del contribuente qualificabili per l’articolo 2195 cod. civ. di piccolo imprenditore, quando le prestazioni d’opera o di servizi di quello sono da ritenere loro fonte unica o prevalente rispetto ai capitali investiti e/o all’opera di collaboratori e i beni per il loro svolgimento non possono qualificarsi "azienda", pur se sono assoggettabili come "reddito d’impresa" all’IRPEF ai sensi dell’articolo 51 del DPR n. 597 del 1973.

Cass. 1094/99

 

Ritenute alla fonte ed obblighi del sostituito e del sostituto d’imposta

Sez. I - Sentenza n. 2212 del 28/02/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Losavio G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati - Ritenute d’acconto - Sostituto e sostituito d’imposta - Obblighi rispettivi - Obblighi del "sostituito" - Conseguenti poteri dell’Amministrazione finanziaria

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 64

A differenza di quanto avviene nell’ipotesi di ritenuta d’imposta - vera e propria imposta sostitutiva, rispetto alla quale la posizione del "sostituito" ben può dirsi residuale e diviene operante se sia stata accertata l’omissione del "sostituto" in ordine sia a ritenuta che a versamento - nella ritenuta di acconto (diretta, in sé, ad agevolare non solo la riscossione ma anche l’accertamento degli obblighi del percettore del reddito), l’intervento del "sostituto" lascia inalterata la posizione del "sostituito", il quale è specificamente gravato dell’obbligo di dichiarare i redditi assoggettati a ritenuta, poiché essi concorrono a formare la base imponibile sulla quale, secondo il criterio di progressività, sarà calcolata l’imposta dovuta, detraendosi da essa la ritenuta subita come anticipazione del prelievo. Da ciò consegue che, quando la ritenuta non sia stata operata su emolumenti che pur costituiscono componente di reddito, alla omissione il percettore dovrà ovviare, dichiarando i relativi proventi e calcolando l’imposta sull’imponibile alla cui formazione quei proventi hanno concorso. Se ciò è vero, non può dubitarsi del fatto che sulla dichiarazione stessa si esercitino i normali poteri di controllo e di accertamento in rettifica da parte dell’Ufficio il quale liquiderà la maggiore imposta in dipendenza dei proventi in ipotesi non dichiarati, sui quali il "sostituto" non abbia operato la dovuta trattenuta, omettendo il relativo versamento.

 

 

MARZO 2000

 

La documentazione dell’attività amministrativa non richiede la sottoscrizione

Sez. V - Sentenza n. 2390 del 03/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Atti amministrativi - Forma - Documentazione dell’attività amministrativa - Indicazione della persona fisica titolare dell’organo, o sottoscrizione - Necessità ad substantiam - Esclusione

Cod. Civ. art. 1325

La documentazione dell’attività amministrativa, soprattutto quando essa consista in certificazioni o accertamenti di fatto, o nella riproduzione del contenuto di altri atti, non richiede, ad substantiam, l’indicazione della persona fisica titolare dell’organo o addirittura la sottoscrizione della stessa, essendo sufficiente la sicura riconducibilità del documento (e quindi dell’atto di cui viene riprodotto il contenuto) all’amminsitrazione.

Cass. 1923/99

 

In irpef società di capitali a base familiare presunzione di distribuzione di utili ai soci

Sez. V - Sentenza n. 2390 del 03/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) - Redditi di capitale - In genere - Società di capitali - A ristretta base societaria - Presunzione di distribuzione degli utili ai soci - Configurabilità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 5 e art. 44

Cod. Civ. art. 2729

Il caso di una società di capitali, pur non sussistendo - a differenza di quanto previsto per le società di persone - una presunzione legale di distribuzione dell’utile ai soci, l’appartenenza della società ad una stretta cerchia familiare può costituire, sul piano degli inizi, elemento di prova dell’avvenuta distribuzione degli utili in questione.

Cass. 941/86

 

In iva assoggettamento ad aliquota ordinaria del subappalto per il trasporto di materiali inerenti opera pubblica

Sez. V - Sentenza n. 2392 del 03/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Aliquote - Corrispettivo pagato dal subappaltatore per il noleggio di autocarri per il trasporto di materiali inerenti ad una opera pubblica - Aliquota applicabile

D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 16

In tema di IVA, il corrispettivo dovuto per il noleggio di autocarri da parte dell’imprenditore che abbia assunto in subappalto il trasporto dei materiali inerenti ad opera pubblica, non è tassabile con l’aliquota agevolata di cui ai nn; 22, 24 e 39 della parte seconda della tabella A) allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 (nel testo fissato da D.M. 28 febbraio 1985 in attuazione del D.L. 19 dicembre 1984 n. 853, convertito in legge 17 febbraio 1985 n. 17), ma deve essere tassato con l’aliquota ordinaria del 19% ai sensi dell’art. 16, terzo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

 

Sull’obbligo di pagamento dei crediti concorsuali non ammessi al passivo fallimentare

Sez. V - Sentenza n. 2400 del 03/03/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Assuntore - Obblighi - Obbligo di pagamento dei crediti concorsuali non ammessi al passivo fallimentare - Sussistenza

L.F. n. 267 del 16 marzo 1942, art. 124, art. 135 e art. 137

L’assuntore del concordato fallimentare è tenuto al pagamento, nella percentuale concordataria, anche dei creditori concorsuali non insinuati al passivo. Invero, l’art. 135 della legge fallimentare, escludendo che ai creditori concorsuali ma non concorrenti si estendano le garanzie date dai terzi, fa ritenere "a contrario" che la norma riceva invece applicazione nei riguardi dell’assuntore; inoltre, le disposizioni che regolano il concordato fallimentare parlano di terzo che "si accolla l’obbligo di adempiere il concordato" (art. 124) e di assunzione da parte di un terzo degli "obblighi derivanti dal concordato" (art. 137), tra i quali indubbiamente rientra anche quello di soddisfare i creditori non concorrenti, sia pure nei limiti dei patti concordatari (art. 135). Invero, con l’assunzione del concordato da parte di un terzo e l’omologazione del Tribunale il fallimento si chiude e il debitore viene liberato, con la conseguenza che le vicende inerenti l’esecuzione delle obbligazioni derivanti dal concordato riguardano esclusivamente l’assuntore, non potendo in nessun caso condurre alla riapertura del fallimento.

Cass. 1452/63, 2886/76, 2128/77, 2850/83

 

In registro rilevante la data della percezione del tributo e non la data della scrittura privata non autenticata

Sez. V - Sentenza n. 2402 del 03/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Amari E.

Imposta di registro - Applicazione dell’imposta - In genere - Data dell’atto - Rilevanza per l’esatta percezione del tributo - Data della scrittura privata non autenticata - Opponibilità al fisco - Esclusione

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 18 e art. 43

Cod. Civ. art. 2704

In tema di imposta di registro, quando la data dell’atto assurge ad elemento determinante per l’esatta percezione del tributo, la data della scrittura privata non autenticata non è opponibile al fisco.

Cass. 1280/53, 2717/67

 

In registro valore di compravendita inferiore alla valutazione automatica e rettifica

Sez. I - Sentenza n. 3046 del 16/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Cicala M.

Imposta di registro - Determinazione della base imponibile -Atto di compravendita di immobile non ancora iscritto in catasto - Dichiarazione dei contrbuenti di volersi avvalere del sistema automatico di valutazione - Dichiarazione di un valore inferiore a quello automatico determinato in base alla rendita catastale - Conguaglio dell’imposta di registro dovuto - Richiesta da parte dell’ufficio con avviso di liquidazione - Legittimità

D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986, art. 52

D.L. n. 70 del 14 marzo 1988, art. 12

L. n. 154 del 13 maggio 1988

In tema di imposta di registro e con riguardo alla compravendita di immobile all’atto del trasferimento non ancora iscritto in catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita, qualora i contribuenti, ai sensi dell’art. 12 del D.L. 14 marzo 1988 n. 70, convertito in legge 13 maggio 1988, n. 154, abbiano dichiarato di volersi avvalere del sistema automatico di valutazione di cui al quarto comma dell’art. 52 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, e, dopo la attribuzione della rendita catastale, il valore dichiarato sia risultato inferiore all’ammontare determinato in modo automatico in base alla legge n. 154 del 1988, l’Ufficio legittimamente provvede a chiedere, con avviso di liquidazione e non con atto di accertamento, il conguaglio dell’imposta dovuta sull’atto summenzionato, atteso che, in tal caso, la tassazione avviene in base al valore dichiarato dal contribuente (quando viene attribuito all’immobile la rendita catastale, il valore determinato in base a tale rendita è valore "dichiarato" dal contribuente) e la determinazione provvede solo a liquidare il dovuto.

Contra 1343/99, 7402/99

 

In contenzioso la notificazione dell’appello viziata

Sez. V - Sentenza n. 3112 del 17/03/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Merone A.

Contenzioso tributario - Procedimento - Procedimento di appello - Atto di appello - Notificazione - Oneri a carico della Segreteria della Commissione tributaria e vizi relativi - Perduranza anche nella nuova disciplina prevista dall’art. 31, primo comma, del D.Lg. n. 546 del 1992

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 31

Il principio - già proprio della disciplina del contenzioso tributario di cui al D.P.R. n. 636/72 - secondo cui i vizi della notificazione dell’appello non sono addebitabili all’appellante, in quanto gli adempimenti successivi alla presentazione dell’appello presso la segreteria della Commissione che ha emesso la decisione impugnata sono a carico di tale segreteria che cura l’effettuazione della notifica, deve ritenersi operante anche nella nuova disciplina del contenzioso tributario di cui al decreto legislativo n. 546 del 1992, il cui art. 31, comma 1, prevede anch’esso che sia la segreteria della commissione a dare "comunicazione alle parti costituite della data di trattazione".

Cass. 5361/92, 13138/95

 

Rettifica ex art. 36 bis Dpr 600/73 per il credito derivante da pagamento di tributi in U.S.A.

Sez. V - Sentenza n. 3119 del 17/03/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Amari E.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Rettifica della dichiarazione dei redditi, ex art. 36 bis del D.P.R. n. 600/73 - Natura eccezionale - Conseguenze - Fattispecie

D.P.R. n. 600 del 29 settembre1973, art. 36 bis comma 2

La previsione dell’art. 36 bis, secondo comma, del D.P.R. n. 600 del 1973, introdotta dall’art. 2 del D.P.R. 24 dicembre 1976, n. 920 allo scopo di rendere possibile la più sollecita correzione da parte dell’ufficio degli errori individuabili nella dichiarazione sulla scorta di un mero controllo formale, ha natura eccezionale, e non tollera applicazione estensiva ad ipotesi diverse da quelle tassativamente indicate dalla legge. Pertanto, a tale strumento non può fare ricorso l’amministrazione finanziaria ogniqualvolta sia necessario procedere, al di là del mero riscontro cartolare, ad attività d’interpretazione ed applicazione di norme e principi giuridici, alla qualificazione di fatti o di rapporti, alla risoluzione di questioni d’imponibilità o di deducibilità o relative all’applicabilità di norme di esenzione o di agevolazione. (Nella specie la Suprema Corte di cassazione ha fatto applicazione di un tal principio - negando pertanto l’utilizzabilità dello strumento di cui all’art. 36 bis cit. - in relazione alla pretesa dell’amministrazione di rettificare una dichiarazione dei redditi al fine di negare il diritto del contribuente all’esposizione di un credito d’imposta derivantegli dal pagamento di tributi negli U.S.A. in relazione a dividendi corrisposti da società aventi sede in tale Stato).

Conf. 10934/99, 12998/99

 

Istanza di rimborso ed estremi del versamento

Sez. V - Sentenza n. 3250 del 20/03/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Sotgiu S.

Riscossione delle imposte sui redditi - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - Istanza ex art. 38 del D.P.R. n. 602/73 - Contenuto - Indicazione degli estremi del versamento d’imposta oggetto della richiesta di restituzione - Necessità

D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, art. 38

L’istanza di rimborso prevista dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/73, da presentarsi entro il termine di diciotto mesi dalla data del versamento d’imposta di cui si chiede la restituzione, deve necessariamente contenere - ai fini della sua validità - gli estremi del versamento stesso, onde porre l’ufficio adito in condizioni di valutare la fondatezza o meno della richiesta del contribuente. In difetto di tali indicazioni non può considerarsi formato il "silenzio-rifiuto" idoneo a consentire la proposizione del ricorso avanti alla Commissione tributaria.

 

In irpeg convenzione italo-britannica contro le doppie imposizioni e potestà impositiva sussidiaria degli stati

Sez. V - Sentenza n. 3251 del 20/03/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Altieri E.

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) - Base imponibile - "Royalties" percepite in Italia - Convenzione Italo-Britannica del 21 ottobre 1988 ratificata con L. n. 329 del 1990 - Disciplina prevista dall’art. 12 - Portata

L. n. 329 del 5 novembre 1990, art. 12

L’art. 12 della legge n. 329/90 - con la quale è stata ratificata la Convenzione con la Gran Bretagna del 21 ottobre 1988 avente ad oggetto lo scopo di evitare le doppie imposizioni e di prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sui redditi - laddove prevede (in una con il principio per cui i diritti corrisposti per uso e sfruttamento di marchi e brevetti vengano tassati in via definitiva nel paese del beneficiario) la possibilità, per lo Stato in cui essi diritti vengano erogati, di sottoporli anch’esso a tassazione se il soggetto che li percepisca ne sia l’effettivo beneficiario, va interpretato non già nel senso che esso attribuisca a ciascuno Stato - nel ricor#so delle necessarie condizioni - una mera facoltà (da esercitarsi in via discrezionale, con apposita adozione di successivi atti normativi interni) di procedere a detta tassazione "sussidiaria" , ma nel senso che è esso stesso che attribuisce direttamente a ciascuno Stato detta potestà impositiva sussidiaria. D’altra parte, la norma in questione, laddove prevede che l’imposta così applicata non possa "eccedere l’8% dell’ammontare lordo dei canoni", lungi dal dovere essere letta nel senso per cui essa attribuisca alle autorità fiscali una scelta dell’aliquota di tassazione applicabile, fino al predetto massimo dell’8%, va interpretata nel senso per cui lo Stato di residenza dello erogante, nell’applicare la propria disciplina d’imposizione diretta e nel determinare conseguentemente l’imposta dovuta, non possa superare il limite dell’8% dell’ammontare delle royalties corrisposte.

 

Tributi doganali e comunicazione del mancato appuramento della dichiarazione T1

Sez. V - Sentenza n. 3252 del 20/03/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Altieri E.

Comunità economica europea - Libera circolazione delle merci - "Ufficio di partenza" ex art. 35 del Reg. CEE n. 222 del 13 dicembre 1976 - Comunicazione del mancato appuramento della dichiarazione T1 - Termine di decadenza - Forma della comunicazione - Specifica notifica - Necessità

R.C. n. 222 del 13 dicembre 1976, art. 35

Alla luce del principio affermato dalla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 18 febbraio 1982 nella causa 277/80, l’art. 35 del regolamento del Consiglio CEE n. 542/69, successivamente trasfuso nel Regolamento del Consiglio 13 dicembre 1976, n. 222/77, va interpretato nel senso che l’Ufficio doganale di partenza deve, a pena di decadenza, avvisare il garante, del mancato appuramento della dichiarazione T1 entro 12 mesi dall’allibramento di tale documento, e nel senso che tale comunicazione deve assumere la forma della notifica di uno specifico avviso.

Cass. 12534/92, 7879/95

 

In contenzioso la valutazione giudiziale di una segnalazione dall’amministrazione U.S.A.

Sez. V - Sentenza n. 3254 del 20/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Contenzioso tributario - Commissioni tributarie - Allegata segnalazione all’amministrazione finanziaria italiana da parte dell’amministrazione finanziaria americana di pagamento di interessi ad una società italiana da parte di una società americana - Omesso esame da parte della Commissione tributaria - Violazione di legge e vizio di motivazione - Configurabilità - Segnalazione - Mancanza di sottoscrizione - Irrilevanza

D. P. R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 39

L. n. 763 dell’11 dicembre 1985

La segnalazione relativa al pagamento ad una società italiana da parte di una società americana di somme di danaro a titolo di interessi, inviata all’Amministrazione finanziaria italiana dall’Amministrazione finanziaria federale U.S.A. nell’ambito dei rapporti di collaborazione stabiliti dall’art. 26 della Convenzione tra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti D’America, firmata il 17 aprile 1984 e ratificata con legge 11 dicembre 1985, n. 763, anche se priva di indicazioni circa la sua attribuzione ad un funzionario responsabile, non può essere considerata alla stregua di una informazione anonima, ma deve essere presa in esame dal giudice di merito, valutandone natura e contenuto. Pertanto, il rifiuto del giudice di merito di valutare la natura ed il contenuto del documento costituisce, oltre che violazione di legge (in particolare dell’art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 in relazione al citato art. 26 della convenzione Italia - U.S.A.), anche omessa motivazione ai sensi dell’art. 360, n. 5, cod. proc. civ..

Cass. 1923/99, 4567/99

 

In irpef società di capitali a base familiare e presunzione di distribuzione di utili extracontabili ai soci

Sez. V - Sentenza n. 3254 del 20/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IrpeF) - Redditi di capitale - Società per azioni a ristrettissima base familiare - Utili extracontabili - Distribuzione ai soci - Presunzione - Ammissibilità - Giudice di merito - Distribuzione ai soci di utili non contabilizzati - Esclusione sul solo presupposto della inapplicabilità dell’art. 5 del D.P.R. n. 917/86 - Illegittimità

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 5

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristrettissima base familiare, pur non sussistendo - a differenza delle società di persone - una presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci, non può considerarsi illogica - tenuto conto della "complicità", che normalmente avvince un gruppo così composto - la presunzione (semplice) di distribuzione degli utili extracontabili ai soci. Pertanto, una volta stabilito che la titolarità delle azioni e l’organizzazione aziendale sono concentrate in una stretta cerchia familiare, il giudice di merito non può escludere la distribuzione ai soci di utili non contabilizzati, limitandosi ad enunciare l’inapplicabilità dell’art. 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917.

Cass. 941/86, 5729/95

 

Impugnazione tardiva in c.t.c. e ricorso in corte d’appello

Sez. I - Sentenza n. 3320 del 21/03/2000

Presidente: Grieco A., Relatore: Cicala M.

Contenzioso tributario - Procedimento - Ricorso alla Corte d’Appello - Alternatività col ricorso alla Commissione Tributaria Centrale - Decisione della Commissione tributaria di II grado - Impugnazione ad opera della stessa parte sia dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale che dinanzi alla Corte d’appello - Impugnazione dinanzi alla Corte d’appello - Inammissibilità

D.P.R. n. 636 del 26 ottobre 1972, art. 40

In tema di contenzioso tributario, la impugnazione della decisione della Commissione Tributaria di II grado dinanzi alla Commissione Tributaria Centrale - ancorché tardiva - preclude, se proposta dalla medesima parte, la possibilità d’impugnazione innanzi alla Corte d’appello ex art. 40, primo comma, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636, che, quindi, deve essere dichiarata inammissibile, in virtù del principio, proprio del regime impugnatorio dei provvedimenti giurisdizionali, secondo il quale, quando avverso una decisione siano consentiti più mezzi di impugnazione, la scelta di uno di essi consuma la facoltà di ricorso all’altro o agli altri.

Cass. 12222/95

 

Ritenute alla fonte non operate dal sostituto d’imposta

Sez. I - Sentenza n. 3330 del 21/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Losavio G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Accertamenti e controlli - Sostituto d’imposta - Ritenuta d’acconto e versamento - Omissione - Sostituito - Obbligo di dichiarazione dei proventi corrispostigli dal sostituto e versamento dell’imposta relativa - Sussistenza - Amministrazione finanziaria - Poteri di controllo ed accertamento in rettifica nei confronti del sostituito - Ammissibilità

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 23

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 64

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nelle ipotesi in cui il sostituto-datore di lavoro non abbia operato la ritenuta di acconto su emolumenti che costituiscono componente di reddito, omettendo il relativo versamento, il percettore (sostituito) ha l’obbligo di ovviare alla omissione, dichiarando i relativi proventi e calcolando l’imposta sull’imponibile, alla cui formazione quei proventi hanno concorso, e l’amministrazione finanziaria ha il diritto di esigere l’imposta da quest’ultimo, esercitando i normali poteri di controllo e accertamento in rettifica della dichiarazione dei redditi e liquidando la maggiore imposta in dipendenza dei proventi non dichiarati.

 

Il contributo al dipendente per differente canone di locazione

Sez. I - Sentenza n. 3330 del 21/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Losavio G.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - Lavoro dipendente - Contributo per differenza canone di locazione - Corresponsione al dipendente di un’azienda di credito in occasione del trasferimento ad altra sede - Disciplina anteriore all’entrata in vigore del D.Lgs n. 314 del 1997 - Reddito integralmente tassabile - Configurabilità

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 48

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 48

In tema di imposte sui redditi, la somma corrisposta al dipendente di un istituto di credito come "contributo per differenza canone di locazione" - previsto dall’art. 51 del contratto nazionale collettivo di lavoro per il personale direttivo delle aziende di credito in occasione del trasferimento ad altra sede - prima della entrata in vigore del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, come indennità equipollente a quella di trasferimento, deve ritenersi integralmente compreso, quale componente retributiva, nel reddito - tassabile - di lavoro dipendente.

Contra 13486/99

 

Illegittimità della tassa società e termini per il rimborso

Sez. V - Sentenza n. 3422 del 22/03/2000

Presidente: Carnevale C., Relatore: Amari E.

Tasse sulle concessioni governative - Iscrizione delle società nel registro delle imprese - Tassa per il rinnovo dell’iscrizione annuale - Illegittimità - Richiesta di rimborso - Termine triennale ex art. 13, secondo comma, D.P.R. n. 641 del 1972 - Applicabilità - Contrasto di tale disposizione con il diritto comunitario - Esclusione

D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1972, art. 13

D.L. n. 853 del 19 dicembre 1984, art. 3

L. n. 17 del 17 febbraio 1985

L. n. 448 del 23 dicembre 1998, art. 11, comma 2

La tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla iscrizione, di cui all’art. 3 del D.L. 19 dicembre 1984, n. 853, convertito in legge 17 febbraio 1985, n. 17, e successive modificazioni, è illegittima, ponendosi in contrasto con il dettato degli artt. 10 e 12 della direttiva del Consiglio C.E.E. del 17 luglio 1969, n. 335, concernente le imposte indirette sulla raccolta dei capitali. La richiesta di rimborso di tale tassa è soggetta alla decadenza triennale dal giorno del pagamento, prevista dall’art. 13, secondo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, come già affermato dalla giurisprudenza di legittimità, e, quindi, espressamente riconosciuto dall’art. 11, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, senza che tale norma possa considerarsi incompatibile con i principi del diritto comunitario.

Cass. 5742/98

 

Ritenuta d’imposta sugli interessi e proventi similari e soggetti esclusi dall’irpeg

Sez. V - Sentenza n. 3423 del 22/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Interessi e redditi di capitale - Ritenuta sugli interessi a titolo di imposta - Applicabilità, in virtù della norma sopravvenuta dell’art. 14 della legge n. 28 del 1999, anche nei confronti degli enti esclusi dall’IRPEG - Carattere di interpretazione autentica di detta norma - Illegittimità costituzionale - Esclusione - Fattispecie in tema di interessi su titoli del debito pubblico intestati ad azienda municipale

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 26

D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986, art. 88

D.L. n. 310 del 31 ottobre 1990, art. 4 comma 2

L. n. 403 dell’ 11 dicembre 1990

L. n. 28 del 18 febbraio 1999, art. 14

In tema di imposte sui redditi, in virtù dell’art. 14 della legge n. 28 del 1999, applicabile anche ai rapporti non ancora definiti - senza che tale efficacia retroattiva possa dar luogo a dubbi di illegittimità costituzionale, essendosi in presenza di norma di interpretazione autentica, della quale ricorrono tutti i presupposti, quali il contenuto non inequivoco della precedente norma e la riconducibilità della esegesi prescelta dal legislatore in una delle alternative potenzialmente desumibili dal testo della norma stessa -, il quarto comma, terzo periodo, dell’art. 26 del D.P.R. n. 600 del 1973, che dispone che la ritenuta sugli interessi e proventi similari è effettuata a titolo di imposta "nei confronti dei soggetti esenti dall’IRPEG ed in ogni altro caso", deve intendersi nel senso che detta ritenuta si applica anche nei confronti dei soggetti esclusi dall’IRPEG. Ne deriva che essa deve essere applicata anche sugli interessi maturati su titoli del debito pubblico intestati ad azienda municipale, esclusa, quale organo del Comune, dal novero degli enti assoggettati ad IRPEG ai sensi dell’art. 88 (nuovo testo) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

Cass. 4904/99

 

Condono ex L. 413/91 e pendenza della controversia

Sez. V - Sentenza n. 3545 del 24/03/2000

Presidente: Delli Priscoli M., Relatore: Marziale G.

Condono fiscale - Ex L. n. 413/91 - Definizione delle situazioni e pendenze tributarie - Pendenza - Nozione

L. n. 413 del 30 dicembre 1991, art. 53

D.L. n. 16 del 23 gennaio 1993, art. 3 quater

L. n. 75 del 24 marzo 1993

Ai fini di quanto stabilito dall’art. 53 della legge n. 413/91 e dalle altre disposizioni dirette ad agevolare la definizione delle "situazioni e delle pendenze tributarie" ricomprese nel titolo VI della stessa legge, le controversie si consideravano pendenti se - giusto quanto chiarito dall’art. 3 quater del D.L. n. 16 del 1993 (convertito in legge 24 marzo 1993, n. 75) - "alla data di entrata in vigore della legge di conversione ..." il ricorso non fosse stato "rigettato quale improcedibile o inammissibile", con sentenza definitiva.

Cass. 2227/96

 

In reddito d’impresa utilizzo della società figlia di beni immateriali della società madre

Sez. V - Sentenza n. 3547 del 24/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - Redditi di impresa - Criteri di valutazione - Componenti negative - Società controllante e società controllata - Distinta soggettività giuridica - Conseguenze - Utilizzazione di beni immateriali della società controllante da parte della società controllata - Oneri relativi - Valutazione come componente negativa del reddito - Ammissibilità

D.P.R. n. 597 del 29 settembre 1973, art. 74

Il fatto che una prima società abbia il controllo di una seconda società non esclude che le due imprese siano distinti soggetti giuridici e che, quindi, i loro rapporti siano giuridicamente regolati nelle forme previste dall’ordinamento. Da ciò consegue, pertanto, che nulla vieta che l’utilizzazione, da parte della società figlia, di beni immateriali pertinenti alla società madre avvenga dietro pagamento di un corrispettivo, e che, pertanto, tale pagamento sottostia alla disciplina delle componenti negative del reddito d’impresa.

 

Agevolazioni per l’imprenditore agricolo e dichiarazione in atti

Sez. V - Sentenza n. 3699 del 28/03/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Salmè G.

Imposta di registro - Tariffa - Terreni agricoli - Acquisto a titolo oneroso da parte di imprenditori agricoli - Aliquota ridotta - Applicabilità - Condizioni - Applicabilità del termine triennale di documentazione della qualità soggettiva, anche a soggetti già in possesso della qualità di agricoltori - Esclusione

D.P.R. n. 634 del 26 ottobre 1972, art. 1-bis

Alleg. A - introdotto dalla L. n. 36 del 21 febbraio 1977, art. 2

Ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta dell’8% prevista dall’art. 1 bis della tariffa all. A) al D.P.R. n. 634 del 1972 introdotto dall’art. 2 della legge 21 febbraio 1977, n. 36, l’acquirente che già possiede la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale, deve formulare espressa richiesta nell’atto pubblico e produrre, davanti allo stesso notaio rogante, la documentazione attestante la qualità che vanta. Diversa è invece l’ipotesi in cui l’acquirente non possegga, al momento, tale qualifica, perché, in tal caso, egli deve enunciare, nell’atto di acquisto, l’intento di acquistarla e - quindi - nel triennio successivo, deve produrre la prova, nel modo indicato dalla legge, dell’avvenuto suo acquisto.

Cass. 2216/93, 8796/97

 

Imposta sulle successioni con valutazione automatica e rettifica

Sez. V - Sentenza n. 3700 del 28/03/2000

Presidente: Sensale A., Relatore: Salmè G.

Imposta sulle successioni e donazioni - Accertamento, liquidazione e riscossione dell’imposta - Accertamento di maggior valore - Rettifica dei valori - Trasferimento avente ad oggetto beni di caratteristiche diverse - Valutazione automatica - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di particelle aventi anche solo in parte destinazione edificatorie

L. n. 880 del 17 dicembre 1986, art. 8

D.P.R. n. 637 del 26 ottobre 1972, art. 26

In tema di imposte sulle successioni e donazioni, ai sensi dell’art. 8 della legge n. 880 del 1986 (in base al quale non possono essere sottoposti a rettifica i valori dichiarati in misura non inferiore a quelli risultanti dalle rendite catastali aggiornate e moltiplicate per determinati coefficienti; limitazione del potere di rettifica che non si applica ai terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria) l’indagine che l’Ufficio tributario (ed, eventualmente il giudice) deve compiere consiste nell’accertamento che oggetto del trasferimento siano beni accatastati in particelle diverse, perché l’applicazione del criterio di valutazione automatica, per quanto riguarda i terreni, si basa sul reddito dominicale, il quale viene attribuito a ciascuna particella. Pertanto, nel caso in cui oggetto di trasferimento sia di pluralità di terreni, la valutazione con il criterio automatico è possibile per le aree comprese in particelle autonome, che non abbiano destinazione edificatoria, mentre è inammissibile quando anche solo una parte della particella abbia tale destinazione, perché in tal caso, non essendo possibile frazionare il reddito dominicale senza previamente procedere al frazionamento della particella, manca il presupposto per potere applicare il criterio di cui si tratta.

 

In contenzioso l’assistenza tecnica del geometra

Sez. V - Sentenza n. 3845 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Di Palma S.

Contenzioso tributario - Procedimento - Difesa ed assistenza tecnica del contribuente - Professionisti abilitati - Geometra - Limiti - Inosservanza degli stessi - Conseguenze

D.Lg. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 12

Poiché la legge attribuisce al geometra il potere di difendere (assistere tecnicamente) le parti private nei giudizi dinanzi alle commissioni tributarie unicamente nelle cause aventi ad oggetto le materie specificamente e minuziosamente elencate nell’art. 12, comma secondo del D.Lg. n. 546/92 (correlate alla specifica abilitazione professionale dallo stesso ottenuta), ne consegue che l’eventuale esercizio della difesa, da parte di tale professionista, in controversie con oggetto esorbitante dalle materie medesime, deve ritenersi vietato dalla legge stessa, a garanzia del fondamentale diritto della parte privata ad una difesa tecnica (art. 24, comma secondo, Cost.). Da ciò discende ulteriormente che, in questi casi, ogni sua eventuale attività, risultando effettuata in assoluta carenza di potere, debba ritenersi radicalmente nulla e, pertanto, la eventualità dell’avvenuta sottoscrizione del ricorso introduttivo vada parificata alla fattispecie della mancanza di sottoscrizione, prevista dall’art. 18, comma quarto, del D.Lg. cit., la quale comporta la sanzione dell’inammissibilità del ricorso, la quale non è suscettibile di sanatoria alcuna.

 

Le imposte di trascrizione e catastali sulla donazione modale

Sez. V - Sentenza n. 3848 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Papa A.

Imposte ipotecarie - Base imponibile - Nel caso di donazione modale - Rilevanza dell’onere - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 635 del 26 ottobre 1972, art. 3

Poiché le imposte di trascrizione e catastali sono dovute in ordine ad operazioni pubblicitarie che riguardano solo i beni immobili in sé, esse vanno correlate al valore dell’immobile in sé, risultando irrilevante, nel caso in cui si trovi di fronte ad una donazione, l’eventuale avvenuta apposizione di un onere di carattere personale a carico del donatario.

Cass. 12406/95, 4775/98

 

L’invim sulla donazione modale

Sez. V - Sentenza n. 3848 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Papa A.

Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (INVIM) - Imponibile - Calcolo - Nel caso di donazione modale - Rilevanza dell’onere - Esclusione - Fondamento

D.P.R. n. 643 del 26 ottobre 1972

Ai fini dell’applicazione dell’INVIM deve aversi riguardo, in caso di donazione modale, alle norme sull’imposta sulle donazioni che si applicherebbero "in astratto" all’immobile, con la conseguenza per cui il valore finale dello stesso non può restare inciso da eventuali pesi di carattere personale posti a carico del donatario.

Cass. 12406/95, 5048/96, 4775/98

 

In irpeg l’attività di bar-caffè all’interno dei club sportivi-culturali-ricreativi

Sez. V - Sentenza n. 3850 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Graziadei G.

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) - Enti non commerciali - Componenti positivi - Attività di bar-caffè - Svolgimento all’interno di un club sportivo-culturale-ricreativo con mescita di bevande agli associati verso pagamento di corrispettivi specifici - Attività commerciale - Configurabilità

D.P.R. n. 598 del 29 settembre 1973, n. 20

In tema di imposte sui redditi, l’attività di bar-caffè, con mescita di bevande ai propri associati, effettuata verso pagamento di corrispettivi specifici, non rientra in alcun modo tra le finalità istituzionali di un club sportivo-culturale ricreativo e, quindi, devesi ritenere, ai fini IRPEG ed ILOR, attività di natura commerciale, non trovando applicazione in tal caso l’art. 20 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 598, nella parte in cui esclude che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi agli associati, verso pagamento di corrispettivi specifici, costituiscano esercizio di attività commerciali se effettuate in conformità alle finalità istituzionali da associazioni culturali e sportive.

 

Nel contenzioso tributario previgente alla riforma del 1992: non applicabile alla mancata costituzione della parte la regolarizzazione ex art. 79 D.Lgs 546/92

Sez. V - Sentenza n. 3851 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Amari E.

Contenzioso tributario - Procedimento - Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - Rappresentanza e difesa del contribuente - Mancata costituzione delle parti nella vigenza del D.P.R. n. 636/72 - Regolarizzazione ex art. 79, secondo comma, D.L.vo n. 546/92 secondo le nuove norme sull’assistenza tecnica - Ammissibilità - Esclusione

D. Lgs. n. 546 del 31 dicembre 1992, art. 79

In tema di contenzioso tributario, qualora il contribuente, nella vigenza del D.P.R. n. 26 ottobre 1972 n. 636, non si sia costituito in giudizio, il Presidente della sezione o il collegio della Commissione tributaria provinciale o regionale non sono tenuti ad ordinare allo stesso, ai sensi del secondo comma dell’art. 79 del D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546, di munirsi di assistenza tecnica entro un termine perentorio, atteso che presupposto l’applicazione della citata disposizione transitoria, che prevede la possibilità di regolarizzazione della costituzione delle parti secondo le nuove norme sull’assistenza tecnica, è che vi sia stata, sotto la previgente disciplina del contenzioso tributario, costituzione in giudizio senza assistenza tecnica (richiesta, invece, dalla nuova disciplina - art. 12 del D. L.vo n. 546/92 - per le controversie di valore superiore ai cinque milioni).

 

Convenzione Italia-Svizzera: sulla prova della percezione di dividendi e dell’assolvimento degli abbuoni fiscali

Sez. V - Sentenza n. 3861 del 29/03/2000

Presidente: Cantillo M., Relatore: Altieri E.

Accertamento delle imposte sui redditi - Ritenute alla fonte - Dividendi

D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973, art. 27

L. n. 386 del 26 luglio 1975

In tema di imposte sui redditi, secondo l’art. 27 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, presupposto per il rimborso della differenza tra l’imposta del 32,4% e quella minore dovuta in forza dell’art. 10 dell’accordo tra Repubblica Italiana e Confederazione elvetica del 3 ottobre 1974, reso esecutivo in Italia con legge 26 luglio 1975, n. 386, è la prova dell’avvenuta percezione dei dividendi e dell’assolvimento degli obblighi fiscali nel Paese firmatario di residenza del percipiente.