COMUNICATO STAMPA

 

Immatricolazioni auto usate: al via i controlli preliminari per l’applicazione del regime Iva del margine

L’immatricolazione di auto usate acquistate nei paesi dell’Unione Europea non potrà più avvenire senza un controllo preliminare da parte dell’amministrazione finanziaria che accerti la presenza dei requisiti minimi per l’applicazione del regime Iva del margine. Per prevenire l’utilizzo abusivo del meccanismo, che consente di assoggettare all’imposta sul valore aggiunto la sola differenza tra il costo sostenuto dall’impresa per comprare un bene mobile usato e il corrispettivo di rivendita, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti sugli adempimenti necessari per immatricolare gli autoveicoli di provenienza comunitaria.

Più precisamente, secondo la circolare 14/E pubblicata oggi, gli operatori nazionali che acquistano auto nell’UE applicando il regime del margine dovranno trasmettere alle Entrate una serie di documenti prima di richiedere l’immatricolazione allo Sportello telematico dell’automobilista (S.t.a.) o all’ufficio provinciale della Motorizzazione. Questi infatti potranno immatricolare solo i veicoli per cui risultino acquisiti i dati provenienti dall’Agenzia. 

La documentazione – In particolare, il contribuente dovrà presentare la fattura di acquisto della macchina ricevuta dall’operatore comunitario o un altro titolo di acquisto, la carta di circolazione estera e eventualmente una dichiarazione da cui risulti che il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, ha comprato il bene usato da un consumatore privato, da un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto di detrazione, da un soggetto passivo d’imposta in regime di franchigia nel proprio Stato o da un soggetto passivo comunitario che a sua volta ha applicato il regime del margine.

L’iter – Per consentire un’immatricolazione tempestiva e non ostacolare i normali flussi commerciali le strutture locali dell’Agenzia dovranno, in via preliminare, esaminare il libretto di circolazione e la fattura o altro titolo di acquisto con l’obiettivo prioritario di verificare la sussistenza delle condizioni minime per la legittima adozione del regime speciale. Se questi controlli hanno un esito positivo, l’ufficio comunicherà gli estremi identificativi del veicolo, tra cui il numero di telaio, al centro elaborazione dati (C.e.d.) del dipartimento dei Trasporti terrestri per consentirne l’immatricolazione.

Se invece sulla carta di circolazione compaiono esclusivamente nomi di società e non di persone fisiche, la comunicazione al C.e.d. avverrà solo dopo l’acquisizione da parte dell’ufficio di una dichiarazione di compravendita che dimostri, insieme ad altri documenti, che il veicolo è assoggettabile, almeno in via presuntiva, al regime del margine.

Nel caso in cui questa documentazione non sia ritenuta sufficiente, contestualmente alla comunicazione al C.e.d. della Motorizzazione l’ufficio invierà una segnalazione all’area controllo per l’attivazione immediata di una verifica fiscale.

Infine, se oltre alla dichiarazione il contribuente non fornisce alcuna prova della legittima applicazione del regime speciale, l’ufficio invierà la comunicazione al C.e.d. solo in seguito all’esito positivo dell’accertamento effettuato dall’area controllo.

La circolare precisa inoltre che il buon esito della procedura di vigilanza sugli acquisti col sistema del margine non impedisce eventuali accertamenti successivi sull’effettiva regolarità dell’adozione del regime speciale.

 

Roma,  26 febbraio 2008