COMUNICATO STAMPA

 

Concordato preventivo: le regole per la transazione fiscale. Ammessi i tributi erariali, fuori Iva e tasse locali

Arrivano  i chiarimenti per la transazione fiscale tra i contribuenti e il fisco in sede di concordato preventivo. Sono ammessi alla procedura i tributi erariali ad esclusione dell’Iva. Fuori anche i tributi locali. L’Agenzia delle Entrate con la circolare 40/E  fornisce le indicazioni sull’ambito d’applicazione e sulla procedura d’attivazione dell’istituto introdotto dalla recente riforma organica delle procedure concorsuali.

In particolare l’Agenzia chiarisce che rientrano nell’ambito d’applicazione della transazione fiscale sia i crediti tributari chirografari sia quelli assistiti da privilegio e che sono oggetto dell’istituto solamente i tributi amministrati delle Agenzie fiscali con esclusione quindi dei tributi locali. L’Iva, invece, è esclusa dall’applicazione del nuovo istituto in quanto “risorsa propria dell’Unione europea”, mentre gli interessi e le sanzioni  ad essa relativi possono rientrarvi.

Per quanto riguarda invece gli aspetti operativi della procedura la circolare fa chiarezza sulle modalità di presentazione della domanda, di consolidamento del debito fiscale, di dilazione e pagamento delle somme dovute, precisando inoltre per quali imposte è possibile proporre il pagamento parziale o dilazionato.

Infine l’Agenzia precisa che la transazione fiscale non preclude la possibilità di un’ulteriore attività di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria, l’ufficio può infatti esercitare comunque  i poteri di controllo e determinare così un debito tributario superiore a quello attestato nella certificazione rilasciata dal debitore.

Roma, 18 aprile 2008