COMUNICATO STAMPA

 

Stretta sulle operazioni elusive in materia di Iva: gli effetti di una sentenza della Corte Ue

 

Giro di vite sulle elusioni Iva. L’Amministrazione fiscale potrà procedere al recupero delle somme detratte in virtù di operazioni realizzate al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale altrimenti non conseguibile. 

E’ questo il riflesso diretto, che interessa tutte le amministrazioni fiscali dei diversi Stati membri dell’Unione Europea, della sentenza – 21 febbraio 2006, emessa nella causa c-255/02 - con la quale la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha posto termine ad una controversia che opponeva alcune società inglesi all’amministrazione finanziaria del Regno Unito. A spiegare i riflessi della sentenza sull’Amministrazione finanziaria e’ L’Agenzia delle entrate nella circolare numero 67/E.

In particolare, la Corte ha affermato che nel settore Iva si manifesta un comportamento abusivo quando “le operazioni controverse…, nonostante l’applicazione formale delle condizioni previste dalle pertinenti disposizioni” siano idonee a “procurare un vantaggio fiscale la cui concessione sarebbe contraria all’obbiettivo perseguito da quelle stesse disposizioni”. Dunque, nel caso sia stato constatato che il contribuente ha posto in essere un comportamento abusivo “…le operazioni implicate – conclude laCorte - devono essere ridefinite in maniera da ristabilire la situazione quale sarebbe esistita senza le operazioni che quel comportamento hanno fondato”.

Alla luce di queste considerazioni, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate possono (o debbono) quindi tener conto, in sede di controllo, dei principi enunciati in via generale dalla Corte di Giustizia in tema di abuso del diritto, applicandoli in tutti i casi in cui possono configurarsi i presupposti richiamati.

 

 

Roma, 13 dicembre 2007