COMUNICATO STAMPA

 

Nel 2006 95% controlli a segno, incassi accertamento a + 49%

E nel 2007 si punta su grandi imprese e controlli finanziari

Romano: “Più efficacia anche per favorire adesione spontanea”

 

La strategia antievasione dell’Agenzia delle Entrate diventa più efficace: il 95 per cento dei controlli va a segno, migliora la qualità degli accertamenti con una crescita del 49 per cento delle somme riscosse e un incremento del 38 per cento degli incassi legati alle definizioni con adesione dei contribuenti.

A illustrare i risultati dell’attività di contrasto all’evasione nel 2006 sono il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, e il direttore centrale dell’Accertamento, Villiam Rossi nel corso di una conferenza stampa.

Risultati che segnano un’ulteriore accelerazione nei primi mesi del 2007, grazie anche alle nuove norme per contrastare l’evasione e l’elusione messe in campo dal governo. 

“Il nostro obiettivo – spiega Romano - è quello di potenziare l’attività di contrasto all’evasione aumentando la proficuità e la deterrenza dell’azione di accertamento. Nel 2007 – aggiunge – l’attività sarà caratterizzata da una accurata selezione delle posizioni da controllare con una particolare attenzione alle società di capitali, ai soggetti che evidenziano anomali crediti Iva e a quelli non allineati agli studi di settore. In particolare aumenteremo del 56 per cento i controlli nei confronti delle grandi imprese, portandoli da 960 a 1.500, mentre il ricorso alle indagini finanziarie sarà più che raddoppiato, passando da 1.400 a 3mila”.

E già nei primi 4 mesi dell’anno si registra un significativo incremento dell’attività degli uffici: “Su tutto il territorio nazionale sono in corso specifiche attività dirette a contrastare fenomeni di frode o di più marcata evasione. In particolare – sottolinea Rossi – sono state già inviate 1.319 richieste per indagini finanziarie. Inoltre, gli accertamenti relativi a imposte dirette, Irap e Iva sono passati da 85.438 dei primi mesi del 2006 a 137.444, le verifiche da 2.701 a 3.021 e gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali da 38.037 a 41.618”.

E proprio in materia di violazione dell’obbligo di emettere scontrino o fattura sono già stati formulati 17.638 atti di contestazione, che hanno portato alla chiusura di 95 esercizi per aver reiterato l’infrazione almeno 3 volte. 

Gli accertamenti del 2006 relativi a imposte dirette, Irap e Iva sono ammontati a 419.924 (+14 per cento rispetto al 2005) per una maggiore imposta accertata di 13.115 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 13.897 dell’anno precedente.

Le somme effettivamente incassate sono ammontate a 3.464 milioni rispetto ai 2.310 del 2005, con un incremento del 49 per cento.

Poco meno della metà di tali introiti, 1.534 milioni (+38 per cento) arriva da adesione del contribuente all’accertamento, e quindi senza ricorrere al contenzioso.

“Puntiamo anche – spiega Romano –a incrementare sempre più l’adesione spontanea o il ricorso agli strumenti alternativi al contenzioso. Stiamo sviluppando una serie di iniziative volte a migliorare il rapporto tra contribuenti e Agenzia, con l’obiettivo di superare tutte quelle forme di evasione minore legate anche a fenomeni di dimenticanza. Inoltre, sperimenteremo apposite comunicazioni mirate rivolte ai contribuenti soggetti agli studi di settore per invitarli ad adeguare eventuali disallineamenti”. 

Considerando anche le imposte di registro, gli accertamenti sono ammontati a 476.112 contro 425.136 del 2005, gli atti di contestazione a 183.180 contro 173.843 del 2005, mentre i controlli formali degli atti e delle dichiarazioni sono ammontati a 1,7 milioni contro gli 1,8 del 2005.

Nel dettaglio, gli accertamenti ordinari nei confronti di contribuenti con volume d’affari superiore a 5,1 milioni di euro sono ammontati a 11.200 per una maggiore imposta accertata di 3,6 miliardi, mentre i controlli su società di capitali sono ammontati a 31.396, per una maggiore imposta accertata di 7,7 miliardi.

In crescita anche i controlli delle posizioni con crediti Iva che sono passati da 54.031 del 2005 a 59.217 (+9,6 per cento) per una imposta da sanzionare di 2,1 miliardi, in crescita del 32,7 per cento. I settori dove sono stati effettuati il maggior numero di controlli sono il commercio e le riparazioni di auto e di moto, con circa 80mila accertamenti, le costruzioni con circa 37.500 controlli, le attività manifatturiere con circa 34mila controlli e le attività immobiliari e di noleggio con 19.500 controlli. 

Quanto all’attività esterna, il 2006 è stato caratterizzato da un leggero calo del numero complessivo delle verifiche, passate da 10.784 a 9.332, accompagnato da una forte rimodulazione dei soggetti sottoposti a controllo.

“Le verifiche ai soggetti di piccole dimensioni, con volume d’affari inferiore a 5,1 milioni – entra nel dettaglio Rossi – sono scesi da 7.490 a 4.454, mentre quelle nei confronti dei soggetti con volume d’affari fino a 25,8 milioni sono cresciute da 2.687 a 4.260 e quelle nei confronti delle grandi imprese da 607 a 618. In leggero calo, da 12.003 a 11.115, gli accessi mirati, mentre gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali sono passati da 159.564 a 185.342”.

Dall’accertamento con adesione relativo ad attività ordinaria degli uffici, che ha riguardato 42.461 atti, sono arrivati nelle casse 456 milioni. Relativamente agli accertamenti più significativi come entità, quelli compresi nella fascia tra 186mila e 516mila euro, sono stati 140 per un incasso di 40 milioni, quelli compresi tra 516mila euro e 2,5 milioni sono stati 55 per un incasso di 38 milioni, quelli compresi tra 2,5 e 5,1 milioni sono stati 2 per un incasso di 11 milioni e quelli compresi tra 5,1 e 25,8 milioni sono stati 2 per un incasso di 25 milioni. 

Intanto lo scorso anno è ancora migliorato l’indice di positività dei controlli: nel complesso il 95 per cento dei contribuenti visitati è risultato non in regola.

La percentuale più alta si registra nei controlli ordinari relativamente a tutte le imposte, con una percentuale del 97 per cento, seguiti dai controlli sugli studi di settore con il 96, i controlli Iva con 95, i controlli sostanziali sulle imposte dirette con il 95 e quelli parziali con il 91.

Il 2006 registra anche un significativo miglioramento dell’indice di definizione degli accertamenti, cioè del rapporto tra gli accertamenti definiti con adesione e acquiescenza rispetto a quelli con esito positivo, che passa dal 40 al 44 per cento.

In particolare, la maggiore imposta accertata con adesione passa da 1.107 a 1.114 milioni di euro, mentre la maggiore imposta definita sale da 386 milioni a 648, con una crescita del relativo indice di definizione dal 34,87 al 58,17 per cento. 

 

Roma, 8 maggio 2007