COMUNICATO STAMPA

Escluse da normativa società non operative quelle in liquidazione giudiziale

Per holding interpello può valutare positivamente destinazione utili all’autofinanziamento

 

 

La normativa sulle società non operative, non si applica alle società interessate da procedure di liquidazione giudiziaria, mentre per le holding sarà possibile far valere positivamente in sede di interpello la decisione di destinare gli utili all’autofinanziamento. Le precisazioni sono contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 25/E del 4 maggio 2007) che fornisce le ultime istruzioni in materia e completa il quadro interpretativo sulle società di comodo. L’esclusione delle società in liquidazione giudiziaria si aggiunge a quelle già definite per legge o con le precedenti circolari. Si tratta delle società in stato di fallimento, quelle in liquidazione coatta amministrativa, quelle obbligate a costituirsi sotto forma di società di capitali, le società che si trovano nel primo periodo di imposta, le società ed enti che controllano società ed enti i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati italiani ed esteri, nonché le stesse società ed enti quotati e le società da essi controllate, anche indirettamente; le società esercenti pubblici servizi di trasporto e le società con un numero di soci non inferiore a 100.

 

La circolare, relativamente alle società di capitali, precisa che l’esclusione opera solo quando le stesse hanno svolto nel periodo d’imposta di osservazione in via esclusiva l’attività per il cui svolgimento la legge richiede obbligatoriamente la forma giuridica di società di capitali. L’esclusione prevista per il primo anno di attività non opera nei confronti di soggetti neo-costituiti che continuano lo svolgimento di una precedente attività.

 

Ai fini dell’applicazione del coefficiente agevolato di ricavi presunti dell’1 per cento, viene precisato che si considerano situate nei Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti le partecipazioni detenute dalle società con sede legale negli stessi comuni.

Per le navi destinate all’esercizio di attività commerciali o alla pesca o ad operazioni di salvataggio o di assistenza in mare, ai fini della determinazione dei ricavi presunti, si applica la percentuale del 6 per cento. Le altre navi vanno comprese nel comparto ‘altre immobilizzazioni’ con percentuale del 15 per cento. 

 

Ai fini della determinazione del valore dei beni da assumere nel test di operatività, spiega la circolare, occorre considerare, per i beni acquisiti in locazione finanziaria, il costo sostenuto dall’impresa concedente ovvero, in mancanza di documentazione, la somma delle quote capitali relative ai canoni di locazione e del prezzo di riscatto. Tale quantificazione resta ferma anche dopo l’esercizio dell’opzione di riscatto. Viene in tal modo superata la precedente interpretazione, secondo cui dopo tale evento si teneva conto del solo valore di riscatto.

 

Ai fini dell’Iva viene precisato che il divieto al rimborso dell’eccedenza di credito Iva riguarda esclusivamente quella risultante dalla dichiarazione annuale e non pregiudica per la generalità dei contribuenti la possibilità di richiedere ed ottenere il rimborso infrannuale. Qualora però la società alla fine dell’anno dovesse risultare non operativa si perde il diritto al rimborso con obbligo di restituzione dell’importo eventualmente già ottenuto.

 

Relativamente alla possibilità di ottenere la disapplicazione della normativa da parte delle holding tramite interpello viene precisato che può essere valutata positivamente la circostanza che la partecipata non abbia distribuito dividendi in attuazione di una politica di autofinanziamento.

Possono beneficiare della possibilità di scioglimento agevolato prevista per le società che vogliono evitare l’applicazione della disciplina sulle società di comodo le società poste in liquidazione a partire dal 4 luglio 2006, data da cui iniziano ad operare gli inasprimenti della disciplina delle società non operative.

 

Lo scioglimento agevolato non può essere utilizzato se si verificano mutamenti nella compagine sociale della società liquidata/trasformata rispetto a quella esistente al 1° gennaio 2007. Se invece vengono modificate le percentuali di partecipazione tra gli stessi soci esistenti alla predetta data, anche in seguito alla fuoriuscita degli stessi dalla società si può fruire dello scioglimento agevolato.

 

Per chi ricorre alla liquidazione agevolata è possibile presentare un’unica dichiarazione dei redditi per tutto il periodo di liquidazione, anche se quest’ultimo si protrae oltre il 31.12.2007. E ciò, precisa la circolare, in deroga al regime ordinariamente previsto per le liquidazioni dall’articolo 182 del Tuir.

In caso di trasformazione agevolata viene stabilito che i beni della società trasformata possono essere considerati esclusivamente al loro valore normale. Per gli immobili in particolare non è possibile far riferimento al valore catastale, come, invece, viene consentito per la procedura di scioglimento agevolato.

 

Il testo completo della circolare n. 25/E è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – all’interno della sezione Documentazione tributaria - “Circolari, risoluzioni, comunicati” e sul sito www.fiscooggi.it.

 

 

Roma, 4 maggio 2007