COMUNICATO STAMPA

 

 

Fisco: subappalti in edilizia

Quando scatta l’Iva in Reverse Charge nel caso di società consorziate 

 

 

L’introduzione del meccanismo dell’inversione contabile, il cosiddetto “reverse-charge”, finalizzato a rendere l’Iva più neutrale ed efficiente, ed a contrastare le pratiche di evasione fiscale e di sottofatturazione, si applica a partire dal 1 gennaio di quest’anno alle prestazioni di servizi rese nel settore edile dai subappaltatori nei confronti di imprese che svolgono attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, rendendo così l’appaltatore debitore effettivo dell’Iva.

 

A questo riguardo, al fine di chiarire ulteriormente alcuni aspetti complessi della nuova normativa l’Agenzia delle Entrate specifica che, nelle ipotesi in cui nell’esecuzione dei lavori edili intervengano organismi di natura associativa, per esempio imprese consorziate, il meccanismo del “reverse-charge” (circolare n. 19 del 4 aprile 2007) si applica tenendo conto dell’assetto funzionale di questi soggetti.

 

In pratica, “qualora il consorzio agisca sulla base di un contratto di subappalto assoggettabile alla disciplina del reverse-charge, tale modalità di fatturazione, riverberandosi anche nei rapporti interni, è applicabile anche da parte delle società consorziate”, naturalmente, a condizione che le prestazioni rese al consorzio siano riconducibili alla specifica disciplina relativa al settore edile come delineata dall’articolo 17, sesto comma, del DPR n. 633/1972.

 

Sulla base del criterio del legittimo affidamento – legge n. 212 del 2000 – deve ritenersi corretta l’applicazione dell’Iva secondo le modalità ordinarie alle prestazioni rese fino ad oggi dalle società consorziate al consorzio senza applicazione del “reverse-charge”.

 

 

 

Roma, 5 aprile 2007