COMUNICATO STAMPA

 

L’Agenzia delle Entrate scopre nel Trevigiano una frode fiscale nel mondo dei rally auto: spese inesistenti, fatture false, Iva evasa

 

 

Una scuderia di auto da corsa rally e su pista, nota a livello nazionale e internazionale, è accusata di un’articolata frode fiscale: l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, ha infatti recuperato a tassazione oltre 4 milioni di euro di imponile non dichiarato, contestando a una società di Susegana di aver riportato in bilancio costi mai sostenuti per l’acquisto di carburante, il mancato versamento nelle casse dell’Erario di Iva per un importo superiore agli 866mila euro e l’emissione di numerose fatture false. 

 

Le indagini dell’Amministrazione fiscale erano partite alcuni mesi or sono, per verificare i costi di gestione relativi al mantenimento di numerose auto da corsa; si giunse così alla scoperta di molte schede carburante falsificate - per un importo appunto superiore ai 4 milioni di euro – allo scopo di introdurre voci negative in bilancio, che annullassero i ricavi netti e consentendo quindi di non pagare le imposte.

Questo tipo di documenti fiscali sono normalmente utilizzati (Dpr 444/1997) da coloro che, esercitando attività di impresa, arte o professione, vogliono dedurre dal reddito dichiarato i costi di acquisto di benzina, gasolio, metano o gpl.

 

I funzionari dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, analizzando a fondo un contratto di sponsorizzazione di ammontare annuo di 6 milioni di euro, hanno riscontrato un elevato numero di fatture false anche queste emesse per costituire in bilancio una voce passiva - “costi in pubblicità” - quasi pari ai ricavi annui.

 

Roma, 30 agosto 2006