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COMUNICATO STAMPA

Il regime fiscale applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi

 

L’Agenzia delle Entrate, con l’emanazione odierna della circolare 47/E, commenta le novità introdotte dal decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 143, emanato in attuazione alla direttiva 2003/49/CE concernente il regime fiscale applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi.

L’adeguamento della disciplina nazionale a quella comunitaria è stata fatta con l’introduzione, nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, di un nuovo regime di non imponibilità per i pagamenti di interessi e canoni, in presenza di determinate condizioni, tra società consociate residenti in Stati membri dell’unione europea.

Si è provveduto, così, alla eliminazione della tassazione alla fonte sui pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate e all’armonizzazione dei criteri di tassazione relativi ai trasferimenti degli interessi e dei canoni nell’ambito di alcuni raggruppamenti di società operanti negli Stati membri dell’Unione europea.

Per prevenire possibili abusi, il legislatore italiano ha introdotto all’articolo 37-bis del D.P.R. n. 600/73, la lettera f-ter che consente all’amministrazione finanziaria di disconoscere il regime di esenzione nei casi in cui gli effettivi beneficiari degli interessi e dei canoni, regolamentati dalla direttiva, siano soggetti controllanti non residenti in Stati dell’Unione europea.

Nei casi, infine, in cui non trova applicazione, per carenza di condizioni, il regime di esenzione è dovuta una ritenuta a titolo di imposta del 30 per cento sui canoni, ovvero sui compensi corrisposti per lo sfruttamento di beni immateriali, nonché per l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche che si trovano sul territorio dello Stato.

Roma, 2 novembre 2005