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Agenzia delle Entrate
COMUNICATO STAMPA

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla disciplina della “Thin capitalization”

 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato oggi la circolare n. 11 con la quale fornisce importanti chiarimenti sulla nuova norma in materia di contrasto all’utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione (cosiddetta “Thin capitalization”), in vigore dal 1° gennaio 2004, così come introdotta dal D.Lgs. n. 344/2003 (contenente la nuova imposta sulle società “IRES”).

L’Agenzia pone particolare attenzione su alcuni aspetti della nuova disciplina, tra cui vanno segnalati quelli relativi:

·         all’ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione della norma;

·         alle modalità operative;

·         ai rapporti con altre norme che limitano la deducibilità degli interessi passivi.

 

Con riferimento al primo punto, vengono confermati gli aspetti soggettivi previsti dalla norma secondo cui la “Thin capitalization” trova applicazione per tutti i soggetti esercenti attività d'impresa, a prescindere dalla loro forma giuridica.

Pertanto, la nuova disciplina si applica alle società di capitali, agli enti commerciali, alle società cooperative, alle società di persone (con esclusione delle società semplici), e agli esercenti attività di impresa in forma individuale.

In relazione, invece, agli aspetti di carattere oggettivo, particolare attenzione è stata posta all’individuazione dei finanziamenti rilevanti o meno ed all’analisi di una casistica dei contratti atipici (in particolare, il cash pooling ed il leasing).

Importanti sono anche i chiarimenti relativi alle modalità operative di applicazione delle nuove regole. In particolare, anche mediante l’ausilio di esempi numerici, viene dettagliatamente analizzata la procedura che consiste:

·         nella preliminare verifica sul grado d’indebitamento della società, riferita ai finanziamenti erogati o garantiti dalla totalità dei soci qualificati, anche tramite loro parti correlate;

·         nel calcolo, in riferimento alla posizione del singolo socio qualificato, dell’ammontare degli interessi passivi indeducibili, nel caso in cui l’ammontare complessivo dei predetti finanziamenti superi il grado di indebitamento considerato fisiologico dal legislatore.

 

Per quanto riguarda, infine, il rapporto tra la “Thin capitalization” e le altre norme che limitano la deducibilità degli interessi passivi, è da segnalare il chiarimento sul “transfer pricing”.

Infatti, è stato precisato che l’applicazione della normativa sul “transfer pricing” deve essere prioritaria rispetto a quella della “Thin capitalization”, in considerazione anche dell’assoluta specialità dell’istituto.

Roma, 17 marzo 2005