Homepage    Sfoglia Finanza&Fisco      Contenuti    Prodotti collegati    Servizi collegati     Link utili    Abbonamenti

Agenzia delle Entrate
COMUNICATO STAMPA

I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sulla disciplina del consolidato nazionale

 

 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato oggi la circolare n. 53/E (655 Kb) che contiene importanti chiarimenti sul nuovo regime di tassazione del consolidato nazionale, introdotto dal D.Lgs. n. 344/2003 (contenente la nuova imposta sulle società “IRES”) e in vigore dal 1° gennaio 2004.

Con la circolare odierna (655 Kb), l’Agenzia analizza l’intero sistema del consolidato, tralasciando soltanto alcuni aspetti specifici che saranno oggetto di interventi successivi.

Le principali novità sono le seguenti:

·        Richiesta dello scambio di informazioni in caso di società non residenti;

·        Applicazione alle società cooperative;

·        Connessioni tra consolidato e soggetti in amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e concordato preventivo;

·        Identità dei periodi di imposta;

·        Disciplina delle perdite;

·        Cessione delle eccedenze d’imposta pregresse.

Con riferimento ai soggetti non residenti (primo punto), viene precisato che è, altresì, necessario un accordo in materia di scambio di informazioni, superando in tal modo il dato letterale della disposizione normativa che contempla esclusivamente i trattati contro le doppie imposizioni.

Non è possibile, invece, per le cooperative (secondo punto) usufruire del consolidato in qualità di soggetti “controllati”. L’interpretazione dell’Agenzia delle entrate si fonda, infatti, sulla considerazione del tenore letterale del comma 1 dell’articolo 120 del TUIR che ammette all’esercizio dell’opzione in tale veste le sole società di capitali non cooperative (società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata).

Rilevanti sono anche i chiarimenti relativi alle connessioni tra il consolidato e Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (terzo punto).

In particolare, anche se l’articolo 126 comma 2, del TUIR e l’articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto di attuazione, precludono l’accesso al regime del consolidato domestico ai soggetti sottoposti all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, nella circolare viene chiarito che l’impatto sul consolidato (preclusione o meno all’avvio del regime) dipende dalla specifica modalità di gestione della crisi da essa contemplata.

In altre parole, qualora la stessa sia finalizzata al “risanamento economico-finanziario” dell’impresa, non opera la preclusione all’accesso al consolidato.

Rispetto a quanto chiarito in materia di trasparenza fiscale, l’Agenzia esprime, inoltre, una posizione differente sulla possibilità di aderire al consolidato per i soggetti in concordato preventivo. La procedura di concordato preventivo non osta, infatti, all’ingresso nel consolidato, non essendo specificamente prevista da alcuna delle disposizioni in materia.

Con riferimento al requisito dell’“identità dell’esercizio sociale” (quarto punto), che costituisce una delle condizioni di efficacia dell’opzione, viene fornita una interpretazione più estensiva permettendo l’opzione per il consolidato anche ai soggetti che abbiano deliberato la chiusura anticipata dell’esercizio al fine di renderla omogenea con quella degli altri soggetti che intendono avviare la tassazione di gruppo.

Una sezione della circolare è dedicata anche alla gestione delle perdite da parte del soggetto consolidante (quinto punto).

A tal riguardo si chiarisce che non c’è alcun vincolo di priorità circa la scelta delle perdite da utilizzare in compensazione in sede di determinazione del “reddito complessivo globale”, potendo liberamente utilizzare tanto le perdite illimitatamente riportabili, quanto quelle “a scadenza” trasferite al consolidato da tutti i soggetti ad esso partecipanti. Nella “dichiarazione dei redditi del consolidato” dovrà, in ogni caso, essere mantenuta memoria (“per masse”) delle perdite trasferite al consolidato, al fine di evidenziare le perdite “consumate” (utilizzate in compensazione) e quelle riportate a nuovo.

Nella circolare viene chiarito che le eccedenze d’imposta pregresse (sesto punto) possono essere cedute dalle consolidate e utilizzate dal soggetto consolidante sin dal primo periodo d’imposta in cui è valida l’opzione. L’eventuale cessione delle eccedenze è possibile già con riferimento al versamento della prima rata di acconto.

Va ricordato, infine, che la circolare contiene numerosi chiarimenti utili alla corretta applicazione delle nuove norme, tra cui vanno evidenziate la previsione di un limite massimo entro cui le somme in contropartita sono irrilevanti ai fini IRES e la possibilità di poter compensare i crediti d’imposta nel quadro RU di Unico senza alcun limite.

Roma, 20 dicembre 2004