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Studi di settore 2003
Ecco la circolare con le novità

 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato oggi la circolare n. 27 sugli studi di settore (500 Kb). Il documento e i suoi allegati contengono numerose e rilevanti novità relative all’applicazione degli studi per il periodo d’imposta 2003, sia di carattere generale, sia per quanto riguarda l’applicazione di singoli studi - particolarmente utili agli uffici dell’Amministrazione fiscale in sede di accertamento - sulla base dei pareri della Commissione degli esperti.

 

In proposito, si segnalano le seguenti questioni di maggior rilevanza trattate dalla circolare.

-       Adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli studi di settore - L’art. 10, comma 10, della legge n. 146 del 1998, e l’art. 2, comma 1, del D.P.R. n. 195 del 1999 stabiliscono che per il primo periodo d’imposta in cui trova applicazione lo studio di settore, ovvero le modifiche conseguenti alla sua revisione, non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che indicano in dichiarazione dei redditi ricavi o compensi non annotati nelle scritture contabili per adeguare i ricavi o i compensi a quelli derivanti dall’applicazione degli studi di settore.

Gli artt. 9, commi 12 e 13, della legge n. 488 del 2001 e 71 della legge n. 342 del 2000 avevano previsto che l’adeguamento agli studi di settore, per i periodi d’imposta 1999, 2001 e 2002, poteva essere effettuato senza applicazioni di sanzioni e interessi. Grazie a queste disposizioni, quindi, i contribuenti destinatari degli studi di settore hanno potuto indicare nella dichiarazione dei redditi, senza applicazione di sanzioni e di interessi, i ricavi o i compensi non annotati nelle scritture contabili per adeguarli a quelli derivanti dall’applicazione degli studi. Per il periodo d’imposta 2003 la deroga non è stata riproposta.

Pertanto, per il periodo d’imposta 2003, sulla base delle analoghe determinazioni assunte con la risoluzione n. 52/E del 24 aprile 2001 e con la circolare 54/E del 16 giugno 2001, è possibile procedere all’adeguamento alle risultanze degli studi di settore anche in relazione agli studi già in vigore antecedentemente al periodo d’imposta 2003, con l’applicazione di sanzioni e di interessi.

Soltanto per gli studi di settore e quelli in evoluzione, in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2003, non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che, in sede di dichiarazione dei redditi, si adeguano alle risultanze degli studi di settore.

Per quanto riguarda i nuovi studi approvati e quelli in evoluzione, in vigore dal periodo d’imposta 2003, l’ammontare indicato per l’adeguamento in dichiarazione ai fini degli studi di settore non concorre alla determinazione della base imponibile Irap. Per gli studi in vigore prima del 1° gennaio 2003, invece, l’ammontare indicato in dichiarazione rileva ai fini della determinazione della base imponibile Irap.

Queste considerazioni valgono anche per gli studi approvati con carattere di sperimentalità (per esempio per i professionisti) ovvero per i cosiddetti multipunto e multiattività che compilano il modello di annotazione separata.

La circolare precisa che per i soggetti obbligati all’annotazione separata, l’adeguamento all’ammontare dei ricavi scaturenti da “GERICO AS.” avverrà senza sanzioni e interessi nel caso in cui, fra i diversi studi, almeno uno sia stato oggetto di evoluzione per il periodo d’imposta 2003.

-       Nuovi codici attività ATECOFIN 2004 - I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore sono stati aggiornati con la nuova tabella di classificazione delle attività economiche “ATECOFIN 2004”.

Nella maggioranza dei casi, la nuova classificazione non comporta particolari problemi ai fini dell’applicazione degli studi di settore, nel senso che i contribuenti applicheranno generalmente lo stesso studio di settore in vigore precedentemente all’introduzione dei nuovi codici. Tuttavia, sono state fornite precisazioni nel caso in cui, soltanto per effetto dell’introduzione dei nuovi codici di attività, il contribuente applichi uno strumento presuntivo (studio o parametri) diverso da quello applicato in vigenza dei codici di attività antecedenti alla nuova classifica. In questi casi, è stato previsto che il contribuente dovrà applicare comunque lo strumento presuntivo utilizzato prima dell’introduzione dei nuovi codici.

-       Modifiche della territorialità del settore turistico-alberghiero Il decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 18 marzo scorso aggiorna le aree della territorialità delle attività turistico-alberghiere: la circolare precisa che l’analisi territoriale, analogamente alla precedente approvata con decreto ministeriale il 26 febbraio 2000, non ha l’obiettivo di classificare il patrimonio storico, artistico e ambientale, né quello di individuare i criteri di “vocazione turistica” per classificare i comuni italiani, ma quello di differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore, in termini di stima del ricavo, per tener conto della località in cui l’impresa esercita l’attività economica, qualora le diverse caratterizzazioni della domanda e dell’offerta turistica siano in grado di influenzare in misura significativa e prevalente l’economia di un determinato comune con l’effetto di produrre un’incidenza sui ricavi della singola impresa operante nel comparto turistico-alberghiero.

-       Concordato preventivo biennale e studi di settore – E’ stato previsto l’obbligo della compilazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti anche per i soggetti che hanno aderito.

Roma, 18 giugno 2004