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Agenzia delle Entrate
COMUNICATO STAMPA

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla nuova tassazione dei dividendi

 

L’Agenzia delle Entrate, con l’emanazione odierna delle due circolari (la n. 25/E e la n. 26/E), detta i primi chiarimenti sulle novità introdotte con la riforma fiscale in materia di tassazione delle società e avvia la nuova stagione del comparto tributario societario.

La prima delle due circolari, la 25/E, fa il punto sulle principali novità della riforma fiscale e tratteggia le nuove disposizioni di cui al D.Lgs. n. 344/2003.

Con la seconda, invece, la n. 26/E, si entra nel vivo delle singole materie oggetto delle modifiche normative e, viene, in particolare, chiarito il nuovo regime di tassazione dei dividendi, in vigore dal 1° gennaio 2004.

Nella 26/E l’Agenzia analizza l’intero sistema di tassazione dei dividendi con particolare riguardo ai seguenti aspetti:

·        la nuova definizione di utili e di proventi equiparati;

·        il regime di tassazione degli utili da partecipazione e dei proventi equiparati;

·        il raccordo con il regime delle ritenute e imposte sostitutive sui redditi di capitale;

·        la decorrenza del nuovo regime;

·        il regime fiscale transitorio per gli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza.

Con riferimento al primo punto, partendo dalla definizione degli utili in senso proprio, viene fornita una dettagliata descrizione di tutti gli altri strumenti finanziari che, anche in conseguenza della riforma del diritto societario, sono stati recentemente introdotti.

Tra le precisazioni fornite, viene chiarito che ai fini dell’applicazione del regime di indeducibilità, previsto dall’articolo 109, comma 9, lettere a) e b) del nuovo TUIR, non rientrano in questo regime le obbligazioni e gli altri titoli emessi dalle banche ai sensi dell’articolo 12 del Testo Unico bancario (si tratta di obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore).

Di rilievo è il chiarimento relativo alla disposizione contenuta nel comma 1 del nuovo articolo 47 del TUIR, secondo cui: “indipendentemente dalla statuizione della delibera assembleare, si presumono ai fini fiscali prioritariamente distribuiti l’utile d’esercizio e le riserve diverse da quelle di capitale indicate nel comma 5 per la quota di esse non accantonata in sospensione di imposta”.

A tale proposito e per una corretta applicazione della norma, l’Agenzia stabilisce che è necessario che la società emittente comunichi agli azionisti e, in ogni caso, agli intermediari tenuti agli obblighi di sostituzione di imposta, la diversa natura delle riserve oggetto della distribuzione e quale è il regime fiscale applicabile.

E’ posta, inoltre, particolare attenzione alla tassazione degli utili di fonte italiana percepiti da soggetti IRES, al coordinamento tra tale disciplina e quella contenuta in altri nuovi istituti tra cui il regime della tassazione delle plusvalenze da realizzo di partecipazioni (c.d. “participation exemption”), il consolidato nazionale e la tassazione per trasparenza.

Per gli enti non commerciali, l’Agenzia chiarisce che la disciplina in vigore dal 1° gennaio 2004, che prevede, come per i soggetti IRES, l’esenzione del 95% degli utili percepiti, non trova applicazione per quegli enti che determinano le imposte sulla base di discipline speciali, quali ad esempio i fondi pensione.

In merito all’applicazione delle ritenute sugli utili, un importante precisazione riguarda l’applicazione delle stesse sulle remunerazioni dei finanziamenti eccedenti di cui all’articolo 98 del TUIR (c.d. “thin capitalization”).

Infatti, poiché è prevista l’equiparazione delle remunerazioni agli utili, la conseguente applicazione del regime delle ritenute sui dividendi può trovare applicazione limitatamente alle remunerazioni dei finanziamenti corrisposte non prima che sia terminato il periodo d’imposta. Ciò in quanto soltanto al termine di tale periodo la società che riceve il finanziamento sarà in grado di individuare definitivamente i finanziamenti eccedenti il rapporto prestabilito dal citato articolo 98 del TUIR.

Pertanto, occorre inizialmente applicare le ritenute previste per gli interessi derivanti da finanziamenti al termine del periodo d’imposta e, verificato il superamento dei limiti dei finanziamenti, la società comunicherà al percettore l’importo delle remunerazioni riqualificate come utile.

Infine, per l’applicazione del nuovo regime di tassazione, viene chiarito che occorre fare riferimento alla data in cui gli utili sono percepiti dall’effettivo beneficiario.

Seguiranno nelle prossime settimane ulteriori indicazioni operative sulle altre tematiche oggetto della riforma in vigore dallo scorso primo gennaio 2004.

Roma, 16 giugno 2004