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Agenzia delle Entrate

Circolare dell'Ascotributi n.156 del 6 luglio 2001

 

OGGETTO: Riordino della disciplina della riscossione – Decreto Legislativo 27 aprile 2001, n. 193 recante disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi n. 46/99 e n. 112/99 – Chiarimenti associativi.

 

Si fa seguito alla ns. circolare n. 125 del 28 maggio u.s., con la quale si è data notizia dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n. 193/2001, contenente disposizioni integrative e correttive dei D.Lgs. n. 46/99 e n. 112/99, per procedere, anche alla luce delle indicazioni emerse in occasione dell’esame recentemente effettuato dall’Ufficio di Presidenza riunito a livello tecnico, all’approfondimento delle disposizioni portate dal predetto provvedimento.

 

Il Decreto Legislativo in parola – come già precisato nella ns. citata circolare n. 125 – rappresenta un importante ed atteso elemento di completamento della riforma con il quale si introducono integrazioni e perfezionamenti nell’ambito della disciplina della riscossione tramite ruolo, taluni dei quali già da tempo richiesti e sollecitati nelle varie sedi istituzionali dall’Associazione, finalizzati a garantire maggiormente chiarezza applicativa alle norme e funzionalità operativa alle aziende concessionarie. Il provvedimento, quindi, è da valutare positivamente in quanto, anche se non completamente, viene incontro a diverse esigenze rappresentate dal sistema, consentendo il raggiungimento di una migliore efficienza nell’espletamento dell’attività di riscossione.

 

            Ciò premesso, si fa presente che l’analisi condotta nella presente circolare si soffermerà sulle norme di particolare importanza per il sistema o a maggior contenuto innovativo, tralasciando le disposizioni minori ovvero quelle finalizzate ad introdurre perfezionamenti al testo dei provvedimenti legislativi predetti, resisi necessari per risolvere incongruenze o errori contenuti nella originaria normativa. Resta ovviamente fermo che gli Uffici dell’Associazione rimangono a disposizione delle aziende associate per eventuali ulteriori chiarimenti e precisazioni.

 

            Passando all’esame delle singole disposizioni del provvedimento, prese in considerazione nei sensi sopra chiariti, si fa presente quanto segue.

 

 

Modifiche al D.P.R.  n. 602/73 – Art. 1

 

-         La lettera a) aggiunge il comma 4 bis all’art. 19, concernente dilazione del pagamento e sospensione della riscossione, prevedendo, in caso di decadenza del contribuente dal beneficio della dilazione e a seguito di mancato pagamento da parte del fideiussore dell’importo garantito, la possibilità, per il concessionario, di procedere direttamente ad espropriazione forzata nei confronti del garante inadempiente. Atteso che la previsione normativa dispone l’attivazione della procedura di espropriazione sulla base del ruolo emesso nei confronti del debitore -  soggetto diverso dal terzo che ha prestato la garanzia - e che manca al concessionario la notizia dell’inadempimento da parte di quest’ultimo, circostanza in base alla quale il concessionario è tenuto ad agire, la stessa necessita di istruzioni applicative da parte dell’Amministrazione Finanziaria, volte a chiarire l’aspetto dell’impulso che consentirà di far scattare l’attività del concessionario;

 

-         la lettera b) modifica l’art. 25, comma 1, concernente la cartella di pagamento, sopprimendo il termine di quattro mesi dalla consegna del ruolo entro il quale il concessionario era tenuto a notificare la cartella. Tale intervento legislativo è finalizzato ad evitare che il termine in parola potesse essere inteso, sia da parte degli enti impositori che dei contribuenti, come termine entro il quale il concessionario era tenuto a procedere alla notifica, tant’è che, anche a livello di contenzioso, è stato in diverse occasioni eccepito il mancato rispetto del termine medesimo per sostenere la irregolarità della notifica da parte del concessionario.

 

-         la lettera c) modifica l’art. 26, comma 1, concernente la notificazione della cartella di pagamento, prevedendo che, nei casi in cui la notifica può essere eseguita tramite invio di raccomandata con avviso di ricevimento, tale documento può essere sottoscritto anche dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda  del debitore iscritto a ruolo.

La norma in questione risulta particolarmente opportuna in quanto riconosce espressamente validità alla consegna della raccomandata al portiere, atteso che detto soggetto è tenuto, in base al proprio rapporto di lavoro, alla consegna della posta ricevuta al destinatario.

Si richiama all’attenzione che la modifica in parola riguarda esclusivamente la previsione della sottoscrizione dell’avviso di ricevimento da parte del portiere quando la notifica avviene tramite consegna della raccomandata, mentre, quando la notifica viene effettuata attraverso messo, nulla è innovato rispetto alla attuale disciplina.

Pertanto si fa presente che, nell’ambito di una più puntuale regolamentazione dell’attività di notifica che quest’Associazione, con l’ausilio di un apposito gruppo di lavoro, ha elaborato per sottoporla all’attenzione ministeriale, si proporrà l’estensione anche al portiere della disciplina prevista dal comma 2 dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/73 con contestuale soppressione dell’obbligo d’invio della raccomandata al destinatario;

 

-         la lettera d) introduce una modifica all’art. 47, in materia di gratuità delle formalità richieste dai concessionari presso i pubblici registri, finalizzata a dirimere una controversia interpretativa sull’esatta portata dell’agevolazione tributaria contemplata dalla citata norma. Tale intervento, infatti, elimina i dubbi sorti sulla sussistenza dell’esonero, anche dall’imposta ipotecaria, delle  relative formalità iscritte dai concessionari nei pubblici registri in base alla considerazione che l’assoggettamento all’imposta ipotecaria di dette formalità da un lato scoraggerebbe i concessionari dall’iscrizione dell’ipoteca, a causa delle notevoli somme che essi sarebbero chiamati ad anticipare per assolvere l’imposta e, dall’altro, si risolverebbe, in caso di inesigibilità, in una inutile partita di giro, poiché i concessionari che iscrivessero ipoteca per la riscossione di un credito che dovesse poi risultare inesigibile avrebbero comunque diritto al rimborso delle spese sostenute.

            Con riferimento alle disposizioni portate da tale norma si richiama all’attenzione che il successivo articolo 4, comma 1, ne dispone l’applicazione a decorrere dal 1° luglio 1999, ciò allo scopo di evitare che la precisazione recata dall’art. 47, come sopra formulato, possa paradossalmente provocare l’obbligo, per gli stessi concessionari, di pagare l’imposta per le iscrizioni effettuate prima dell’entrata in vigore del decreto correttivo;

 

-         le modifiche apportate con le lettere da e) a p) non richiedono particolari approfondimenti atteso che rimediano ad errori materiali presenti nel testo originario delle norme richiamate o introducono perfezionamenti legislativi nelle medesime;

 

-         la lettera q) sostituisce il comma 1 dell’art. 86, concernente il fermo di beni mobili registrati,  attribuendo direttamente al concessionario, in quanto titolare anche del potere di iscrivere ipoteca e di quello di gestire in proprio l’espropriazione immobiliare, la competenza  a disporre direttamente il fermo amministrativo sui beni mobili registrati (prima riservata alla Direzione Regionale) senza più procedere alla preventiva ed inutile verbalizzazione della irreperibilità del bene.

Nel sottolineare la notevole semplificazione che deriva dalla eliminazione di tale ultimo adempimento, si fa presente che dell’esecuzione del fermo va data notizia alla Direzione regionale delle entrate ed alla regione di residenza del contribuente.

 

 

Modifiche al D.Lgs. n. 46/99 - Art. 2

 

-         Le lettere a), b), c), d) ed f) introducono perfezionamenti o correggono errori contenuti nel testo degli articoli 19, 20, 23, 25 e 37;

 

-         la lettera  e) sostituisce il comma 2 dell’art. 32, concernente la riscossione spontanea a mezzo ruolo, prevedendo (nella sua prima parte – lett.a) che, su richiesta dell’ente creditore, possono essere regolamentati, con convenzioni tra i concessionari e l’ente medesimo, diversi aspetti non secondari relativi alle modalità di riscossione delle entrate predette.

Va segnalato che la norma ha l’evidente fine di individuare meccanismi atti a risolvere le problematiche che la riforma, strutturata prevalentemente per corrispondere alle esigenze di riscossione delle entrate erariali, ha determinato  a carico degli enti locali e come tale va valutata nel procedere all’esame dei singoli aspetti che la stessa richiama quali elementi di regolamentazione convenzionale tra le parti.

Va altresì sottolineato che, in generale, la disposizione in argomento recepisce l’architettura della regolamentazione convenzionale a suo tempo effettuata tramite la procedura di gestione degli avvisi di pagamento (GIA), riconoscendo espressamente, sul piano normativo, gli accordi assunti, su tale base, tra l’ente ed il concessionario, finalizzati ad adottare procedure e modalità operative che consentono di gestire in maniera più funzionale e più rispondente alle esigenze dell’ente la riscossione tramite ruolo.

            In particolare, circa il punto 1), concernente le procedure di formazione e consegna dei ruoli, va rilevato che la previsione normativa non attiene alla possibilità di derogare al principio della formazione del ruolo in base al domicilio fiscale del contribuente di cui al primo comma dell’art. 12 del D.P.R. n. 602/73, quanto piuttosto alla facoltà di diversamente regolamentare i tempi, le procedure e le modalità per la formazione del ruolo rispetto a quanto indicato nel Decreto 3 settembre 1999, n. 321 (cfr. ns. circ. n. 205 del 17 settembre 1999).

            Il punto 2), che si riferisce alla fase antecedente la notifica della cartella, dà sostanzialmente valenza all’avviso GIA, riconoscendo espressamente la possibilità di regolamentare, in detta fase, le modalità di richiesta del pagamento al debitore e di riversamento delle somme riscosse nonchè la remunerazione per lo svolgimento del servizio;

            Il punto 3), che si occupa dei termini di notifica della cartella di pagamento, va inteso in stretta correlazione con il precedente punto 2) in quanto, proprio per la riconosciuta possibilità di far precedere la cartella da un avviso di pagamento, lascia libere le parti di concordare una tempistica di notifica della cartella di pagamento correlata con l’invio e la scadenza di detto avviso;

Il punto 4), infine, prende in considerazione, tra le materie oggetto di accordo convenzionale, le penalità per l’inadempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione.

            La seconda parte della disposizione in commento (lett. b) riprende la preesistente disciplina dell’art. 32, comma 2, in tema di invio della comunicazione di iscrizione a ruolo e, per i casi in cui non si pervenga ad alcun accordo convenzionale tra le parti, consente al concessionario di inviare detta comunicazione. La nuova versione della norma migliora, inoltre, la precedente formulazione che aveva dato luogo a qualche perplessità sul piano applicativo, atteso che la stessa era stata, da qualche parte, erroneamente interpretata nel senso che la scadenza della prima o unica rata fissata per l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla consegna del ruolo fosse da riferirsi non alla CIR bensì alla notifica della cartella.

La modifica apportata chiarisce, ora, le modalità di applicazione della ripetuta comunicazione di iscrizione a ruolo, prevedendo, testualmente, che l’invio di quest’ultima deve avvenire in modo che la prima o unica rata indicata nella CIR medesima cada entro l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla consegna del ruolo. Tra l’altro la nuova disposizione precisa che tale scadenza avviene “entro” e non “l’ultimo” giorno del terzo mese successivo alla consegna del ruolo.

 

 

 

 Modifiche al D.Lgs. n. 112/99 – Art. 3

 

-         La lettera a) sostituisce i commi 1 e 2 dell’art. 6, riguardanti i casi per i quali è previsto il parere da parte della Commissione Consultiva ministeriale di cui all’art. 1, lett. h), della Legge n. 657/86;

 

-         la lettera b) inserisce i commi 7 bis e 7 ter all’art. 17, riguardante la remunerazione del servizio di riscossione.

La prima di dette modifiche è particolarmente significativa in quanto per la prima volta viene riconosciuto al concessionario il diritto ad un compenso per il caso di sgravio delle somme iscritte a ruolo. Nel corso della istruttoria ministeriale relativa alla fissazione degli aggi e dei rimborsi delle spese relative alle procedure esecutive, era infatti stato sottolineato, da Ascotributi, che l’art. 17 non prevedeva una espressa remunerazione per un’attività necessaria ma particolarmente gravosa per i concessionari quale quella della esecuzione dei provvedimenti di sgravio.

            La norma in questione risolve quindi tale lacuna e consente che anche detta attività, per il rilievo che assume, venga appositamente remunerata.

Tale compenso, spettante a fronte dello svolgimento dell’attività di esecuzione del relativo provvedimento, non è ancora individuato, atteso che la sua misura e le modalità di erogazione verranno stabilite con apposito decreto ministeriale.

Per l’applicazione operativa della predetta disposizione occorrerà, pertanto, attendere l’emanazione del provvedimento di cui sopra. Va peraltro sottolineato che la norma chiarisce espressamente che sulle somme riscosse e riconosciute indebite non spetta l’aggio di riscossione.

Il comma 7 ter prevede l’attribuzione, a carico del debitore, delle spese di notifica della cartella nella misura di lire 6.000, tenendo pertanto conto del provvedimento ministeriale riguardante la notifica degli atti dell’Amministrazione Finanziaria (D.M. 8 gennaio 2001) che ha recentemente elevato a detta misura l’importo minimo di tali spese e dispone, altresì, che l’importo in questione potrà essere aggiornato con decreto ministeriale. La misura di tale diritto, precedentemente fissata il lire 3.000, viene quindi raddoppiata e, inoltre, non essendo il medesimo più limitato - come accadeva in base alla precedente normativa - ai casi in cui è previsto il pagamento spontaneo di tributi erariali prima dell’iscrizione a ruolo, esso compete per ciascuna cartella notificata a prescindere dalla tipologia delle entrate (erariali o non erariali ovvero coattive o non coattive) presenti nella cartella stessa;

 

-         la lettera c) introduce due modifiche al comma 2 dell’art. 19, concernente il discarico per inesigibilità: con la prima si sostituisce  la lettera a) di tale norma, riducendo da otto a cinque mesi il termine entro il quale il concessionario è tenuto a procedere alla notifica della cartella di pagamento pena, se la mancata notifica è ad esso imputabile, la perdita del diritto al discarico. Circa tale modifica appare opportuno sottolineare che la stessa, pur valutata in correlazione all’abolizione del termine di notifica precedentemente previsto all’art. 25 del D.P.R. n. 602/73 – in ordine al quale ci si è già soffermati in precedenza - riduce i tempi di notifica a disposizione del concessionario e pone in estrema difficoltà il sistema, atteso che il margine operativo realmente utilizzabile per l’effettuazione della notifica è già compresso dalle attività necessarie alla formazione e stampa della cartella. La previsione è quindi fonte di preoccupazione per il sistema, anche se, in via generale, la situazione concernente la cartellazione e le successive attività di notifica si sta progressivamente normalizzando.

In questo contesto assume particolare rilievo la specifica individuazione dei casi di imputabilità al concessionario della mancata notifica entro il termine predetto. Ciò, in particolare, in considerazione delle diverse circostanze per effetto delle quali il concessionario, pur avendo compiuto un valido tentativo di notifica sulla base degli elementi in proprio possesso, non sia riuscito a portare a termine il relativo procedimento.

Attesa la delicatezza della materia, l’Ufficio di Presidenza ha dato mandato ad Ascotributi di richiedere un chiarimento all’Amministrazione Finanziaria, affinché quest’ultima espliciti il concetto di imputabilità al concessionario della mancata notifica.

Si richiama inoltre all’attenzione che – in virtù del disposto del successivo art. 4, comma 2 – i nuovi termini di notifica della cartella trovano applicazione a partire dai ruoli consegnati dopo il 30 giugno 2001.

La medesima disposizione fissa, altresì, nel caso di invio della comunicazione di iscrizione a ruolo previsto dall’art. 32, comma 2, lett. b) del D.Lgs. n. 46/99, in assenza di regolamentazione convenzionale con l’ente, l’obbligo della notifica della cartella entro il terzo mese successivo all’ultima rata indicata nel ruolo, in luogo della precedente versione della norma che indicava, a tal fine, il quarto mese successivo alla scadenza della prima rata non pagata. Il testo normativo è quindi migliorato nella sua formulazione, rendendo più agevole l’utilizzo di tale strumento da parte del concessionario.

Con la seconda modifica apportata all’art. 19, comma 2, si modifica la lettera b) della stessa disposizione, rivedendo le regole di decorrenza dei termini di presentazione dei flussi informativi annuali sullo stato delle procedure esecutive delle quote comprese nei ruoli, che vanno ora computati in relazione ai ruoli consegnati in uno stesso mese e non più con riferimento ai ruoli da porre in riscossione ad una stessa scadenza;

 

-         le lettere d) ed e) modificano, rispettivamente, gli articoli 22 e 23, in tema di termini di riversamento delle somme riscosse e di obbligo di contabilizzazione, razionalizzando, nei sensi richiesti dal sistema, la disciplina portata dalle norme in questione.

In particolare, viene riformulata la disciplina del riversamento, da parte del concessionario, delle somme iscritte a ruolo pagate dal contribuente presso Banche o Poste, con la soppressione, per quanto riguarda tale ultimo canale di pagamento, delle preesistenti norme, di difficile interpretazione ed applicazione, sulla casella postale ed il rinvio, per la decorrenza del termine di versamento, al giorno indicato con apposito decreto ministeriale, ancora, peraltro, non emanato.

Con la modifica all’art. 23 si riconosce, invece, dignità normativa alle Convenzioni sottoscritte in materia di riscossione dei modelli RAV tramite Banche e Poste ed ai criteri ed alle modalità operative ivi previste. Detta disposizione prevede infatti la sostituzione del comma 2 ove, per le modalità con le quali Banche e Poste riversano ai concessionari le somme iscritte a ruolo dalle stesse incassate, si rinvia a quanto previsto nelle predette Convenzioni, da approvarsi con apposito decreto ministeriale;

 

-         la lettera f) aggiunge il comma 1 bis nell’art. 46, concernente il principio di legalità ed altri principi in tema di sanzioni, prevedendo l’applicazione anche ai concessionari del principio del “favor rei” che, in campo tributario, è di generale applicazione (principio introdotto, in tema di sanzioni tributarie non penali, dall’art. 3 del D.Lgs. n. 472/97 – cfr. ns. circ. n. 66 del 16 marzo 1998) ma che non risulta contenuto nella legge n. 689/81, richiamata nel primo comma dell’art. 46. La norma, lungamente attesa dal sistema e la cui assenza è stata in più occasioni rilevata, risolve finalmente una lacuna nell’ambito dell’applicazione al sistema sanzionatorio che non trovava alcuna giustificazione;

 

-         la lettera g) sostituisce l’art. 49, concernente il ritardo o l’omissione di riversamento dal concessionario delegato al delegante, uniformando il relativo trattamento sanzionatorio a quello previsto in via generale, nell’art. 47, per i ritardati riversamenti agli enti creditori e consentendo, pertanto, anche al delegato di usufruire della riduzione graduata della sanzione prevista dal comma 2 del citato articolo 47;

 

-         la lettera h) sostituisce l’art. 51, in tema di omessa o irregolare tenuta del registro cronologico, attribuendo anche al concessionario la sanzione per le infrazioni compiute dagli ufficiali della riscossione dallo stesso dipendenti. La norma muta in maniera significativa il rapporto tra il concessionario ed i suoi ufficiali e presenta, per ciò stesso, profili da approfondire: ciò in quanto il registro cronologico è stato finora ritenuto, attesa anche la qualità di pubblico ufficiale riconosciuta all’ufficiale della riscossione, un documento di esclusiva competenza di quest’ultimo, in ordine alla tenuta del quale il concessionario non era investito, né era ad esso espressamente riconosciuto, di uno specifico potere di intervento. Peraltro, se si muta, da un lato, la posizione del concessionario quale soggetto destinatario della sanzione in solido con l’ufficiale, dall’altro si rafforza il potere di controllo che al primo compete sull’operato dei suoi ufficiali, in virtù della responsabilità, sotto il profilo sanzionatorio, che la legge gli attribuisce ora espressamente;

 

-         la lettera i) apporta modifiche all’art. 58, riguardante le cauzioni ed il meccanismo di salvaguardia.

La prima modifica è quella prevista al numero 1) che applica anche allo svincolo delle cauzioni dei cessati esattori e ricevitori la nuova disciplina applicabile ai concessionari.

Maggiore importanza rivestono le modifiche di cui ai numeri 2) e 3). In particolare, la prima di queste ritocca il meccanismo di calcolo della salvaguardia dell’equilibrio economico dei concessionari per il primo biennio successivo all’applicazione della riforma, salvaguardando la maggiore produttività conseguita dagli stessi concessionari rispetto alla media delle riscossioni dell’ultimo biennio; mentre la successiva stabilisce che il primo decreto interministeriale di fissazione della remunerazione dei concessionari produce effetti fino al 31 dicembre 2001 parificando, così, il periodo di validità dei compensi in essere alla proroga del meccanismo di salvaguardia disposta dall’art. 77 della legge n. 342/00 (collegato fiscale alla finanziaria 2000 – cfr. ns. circ. n. 272 del 12 dicembre 2000);

 

-         la lettera l), aggiunge i commi 4 bis e ter all’art. 59, concernente le procedure in corso. Tali nuove disposizioni prevedono la restituzione ai concessionari delle somme da essi anticipate sui vecchi ruoli, sulla base di modalità di tempi da definire in sede ministeriale. Viene quindi finalmente affrontato il problema del recupero dell’esposizione finanziaria pregressa del sistema, anche se occorre sottolineare che la norma si limita a fissare esclusivamente un principio e non dà certezze sui tempi e le modalità del recupero predetto. E’ comunque positivamente da valutare il fatto che il recupero delle anticipazioni ancora in essere viene sganciato dalla presentazione delle domande di rimborso ed è, di fatto, preso in considerazione sotto il profilo più prettamente finanziario. La norma dispone inoltre, anche per i ruoli resi esecutivi prima del 30 settembre 1999, l’applicazione dell’aumento percentuale dell’aggio di cui all’art. 17, comma 2, del D.Lgs. n. 112/99, in modo da remunerare – in misura peraltro ancora non sufficiente ad assicurare un ritorno economico concretamente apprezzabile da parte del concessionario - gli aumenti di produttività riferiti anche alle riscossioni dei “vecchi ruoli”, prevedendo, altresì, una disciplina speciale per assicurare l’ingresso dello “stock” di tali ruoli nell’ambito del sistema di cui al D.Lgs. n. 112/99;

 

-         la lettera m), inserisce l’art. 59 bis, in materia di termini di notifica della cartella di pagamento. Con tale disposizione, al fine di tenere conto delle difficoltà operative verificatesi nel periodo iniziale di attivazione della procedura di trasmissione dei ruoli in via telematica, si prevede che, per i ruoli consegnati ai concessionari dal 1° gennaio al 30 giugno 2000, costituisce causa di perdita del diritto al discarico la mancata notificazione della cartella di pagamento entro il 1° maggio 2001, se imputabile al concessionario. La norma, in realtà, non risolve completamente le problematiche relative al rispetto dei termini di notifica, atteso che anche per i ruoli successivi al 30 giugno 2000 si sono verificati ritardi operativi e tutt’ora la situazione non appare completamente normalizzata. La soluzione che la norma ha individuato non risulta quindi sufficiente a risolvere la problematica in discorso, in ordine alla quale l’attenzione di Ascotributi rimane ferma al fine di definire, anche con l’ausilio delle indicazioni che potranno pervenire dalle aziende associate, le ulteriori, possibili soluzioni atte a fissare termini e modalità per risolvere definitivamente le situazioni ancora pendenti;                                                                         

 

-         la lettera n) inserisce, dopo l’art. 60, concernente la definizione automatica delle domande di rimborso dei ruoli erariali, l’art. 60 bis, con il quale si estendono ai rimborsi delle spese delle procedure esecutive infruttuose gli effetti della definizione automatica contemplata dal citato art. 60; si colma così una lacuna presente nella “prima” definizione automatica che era già stata superata con la successiva definizione di cui all’art. 79 della citata legge n. 342/00 (cfr. ns. circ. n. 272/00);

 

-         la lettera o) provvede ad aggiungere due commi all’art. 61, concernente la definizione automatica delle domande di rimborso dei ruoli non erariali, che estendono gli effetti della definizione  relativa ai ruoli degli enti territoriali anche alle addizionali erariali iscritte in detti ruoli;

 

-         la lettera p) modifica l’art. 64, in tema di sanzioni, riformulando il secondo periodo dell’originario comma 3, riguardante il caso dei ritardati riversamenti, con postagiro, delle somme affluite sui conti correnti vincolati a favore degli enti creditori. A tal fine la norma fornisce alla disposizione autonoma collocazione, individua l’ambito temporale di applicazione della sanatoria ivi prevista e fissa la misura della sanzione nella somma di due milioni di lire per ciascun postagiro. La nuova formulazione della norma è da valutare positivamente, atteso che l’iter che ha condotto alla sua approvazione è stato particolarmente complesso e travagliato e che, con l’applicazione della stessa, le sanzioni inizialmente previste in diversi contenziosi pendenti - ammontanti anche ad alcuni miliardi e riguardanti, tra l’altro, una fattispecie di ritardo nel versamento sostanzialmente “virtuale”, trattandosi di somme vincolate a favore dell’Erario delle quali il concessionario non aveva disponibilità e valuta - potranno ridursi in maniera sostanziosa.

 

 

L’art. 4 detta disposizioni transitorie; in particolare, il comma 1, come già indicato sopra, stabilisce che le disposizioni modificative in materia di gratuità delle formalità richieste presso i pubblici registri si applicano a decorrere dal l° luglio 1999; il comma 2 – anch’esso già richiamato - dispone che le nuove previsioni in tema di termini di notifica della cartella si applicano ai ruoli consegnati ai concessionari dopo il 30 giugno 2001; il comma 3 stabilisce, infine, che l’art. 15, comma 1, del D.P.R. n. 602/73 e successive modifiche, in tema di iscrizione a ruolo in base ad accertamenti non definitivi, si applica all’IVA con riferimento ai ruoli da rendere esecutivi dopo il 9 giugno 2001, data di entrata in vigore del decreto correttivo.

 

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            Si ritiene di aver fornito alle aziende associate un quadro complessivo delle significative novità introdotte dal D.Lgs. n. 193/2001 – di cui, per comodità di consultazione, si riallega il testo - da tempo attese dal sistema e si resta, comunque, a disposizione delle aziende associate per ogni ulteriore chiarimento ed approfondimento della materia.

 

            Cordiali saluti.

 

 

IL DIRETTORE GENERALE

Avv. Gerardo Chirò